Primo assedio di Parma (1521)

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Primo assedio di Parma
Jacopo Tintoretto 016.jpg
Federico II Gonzaga conquista Parma nel 1521. Tela di Tintoretto.
Data 29 agosto 1521 - 1 settembre 1521
Luogo Parma
Esito Vittoria papale e spagnola
Schieramenti
Comandanti
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Il primo assedio di Parma ebbe luogo sul finire dell'agosto del 1521. Carlo V, da poco eletto imperatore, era preoccupato per le idee di Martin Lutero, il quale si era confrontato alla Dieta di Worms nel marzo 1521. L'imperatore vedeva il cattolicesimo come un modo naturale di legare a lui i diversi principati del Sacro Romano Impero. Papa Leone X, da parte sua, non era disposto a tollerare tale sfida aperta alla sua autorità, e pertanto entrambi furono costretti a sostenersi l'un l'altro contro Lutero, che era sostenuto da Federico di Sassonia e Franz von Sickingen.[1] Il 25 maggio 1521, Carlo e il cardinale Girolamo Aleandro, nunzio papale, proclamarono l'editto di Worms contro Lutero. Simultaneamente, l'imperatore promise al papa di restituire Parma e Piacenza ai Medici e Milano agli Sforza. Leone X, che necessitava del mandato imperiale per la sua campagna contro quella che lui vedeva come una pericolosa eresia, promise di aiutarlo ad espellere i francesi dalla Lombardia, lasciando Francesco con la sola Repubblica di Venezia cone alleata.[2] Fu così che il 29 agosto del 1521 l'esercito alleato pose l'assedio a Parma. La città capitolò dopo soli tre giorni e il governatore apostolico, Francesco Guicciardini, ne prese possesso in nome del Papa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Hackett, Francis the First, 226–227.
  2. ^ Hackett, Francis the First, 227–228.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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