Battaglia di Serravalle

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battaglia di Serravalle
parte della guerra d'Italia del 1542-1546
Data2-4 giugno 1544[1][2]
LuogoSerravalle Scrivia, Appennino
EsitoDecisiva vittoria imperiale[1]
Schieramenti
Comandanti
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La battaglia di Serravalle venne combattuta fra il 2 e il 4 giugno 1544, a Serravalle, tra l'esercito imperiale spagnolo comandato da Don Alfonso d'Avalos e una forza di mercenari italiani al servizio della Francia al comando di Pietro Strozzi, membro della famiglia fiorentina degli Strozzi e di Giovan Francesco Orsini, conte di Pitigliano, nell'ambito della guerra d'Italia del 1542-1546.[1]

Scenario[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il crollo dell'esercito imperiale sotto Alfonso d'Avalos alla battaglia di Ceresole la sconfitta si rivelò di scarso significato strategico.[3] Dietro l'insistenza di Francesco I, l'esercito francese riprese l'assedio di Carignano, dove Pirro Colonna rimase per diverse settimane.[1] Subito dopo la resa della città, l'invasione della Francia da parte delle forze del Sacro Romano Impero, Carlo V ed Enrico VIII d'Inghilterra, obbligarono Francesco a richiamare gran parte del suo esercito dal Piemonte, lasciando il Conte di Enghien senza le truppe di cui aveva bisogno per prendere Milano.[1]

Gli spagnoli, in possesso di tutte le maggiori città della Lombardia, furono in grado di impedire a d'Enghien qualsiasi ulteriore successo.[4]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso d'Avalos di Tiziano.
Stemma della famiglia Strozzi.

Pietro Strozzi, un comandante italiano al servizio dei francesi, che aveva raggruppato un esercito di 10 000 uomini a Mirandola, avanzò spavaldamente su Milano, nella speranza di unirsi a d'Enghien,[4] ma il 2–4 giugno, l'esercito imperiale spagnolo, comandato da Don Alfonso d'Avalos, intercettò e sconfisse l'esercito di Pietro Strozzi e del conte di Pitigliano.[1][2] L'esercito di Strozzi fu distrutto e gli spagnoli ottennero il controllo totale della Lombardia, mettendo termine all'offensiva francese del conte di Enghien tendente a conquistare il Ducato di Milano.[1]

La brillante vittoria francese alla battaglia di Ceresole di due mesi prima, si rivelò così del tutto inutile.[4]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Il milanese rimase nelle mani di CarloV, e alla fine della guerra vi fu un ritorno allo status quo nel nord Italia. Nel mese di maggio 1544, l'imperatore invase la Francia, con due eserciti.[2] Uno di loro, guidati dal comandante imperiale. Ferrante Gonzaga, viceré di Sicilia, conquistò il Lussemburgo e si trasferì verso Commercy e Ligny.[2][5] L'8 luglio, Ferrante Gonzaga essediò Saint-Dizier, e il secondo esercito comandato da Carlo V, di stanza nel Elettorato del Palatinato, si unì presto a lui.[6]

Nel frattempo, Enrico VIII, aveva inviato un esercito di 40 000 uomini a Calais sotto il comando di Thomas Howard, Dca di Norfolk e Charles Brandon, duca di Suffolk.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Charles Oman p.242
  2. ^ a b c d Knecht p.490
  3. ^ Black. "Dynasty Forged by Fire" p.43
  4. ^ a b c Leathes p.77
  5. ^ a b Knecht p.491
  6. ^ Blockmans. Emperor Charles V (1500–1558)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Scotto, Andrea. Serravalle, 4 giugno 1544. La Battaglia dimenticata e la conclusione delle Guerre d'Italia. Genova, Erga Edizioni, 2009
  • Blockmans, Wim. Emperor Charles V (1500–1558). Translated by Isola van den Hoven-Vardon. New York: Oxford University Press (2002) ISBN 0-340-73110-9.
  • Oman, Charles. A History of the Art of War in the Sixteenth Century. London: Methuen & Co. (1937)
  • Modesto Lafuente. Historia General de España (Volume 12) [1]
  • Denieul-Cormier, Anne. The Renaissance in France. Trans. Anne and Christopher Fremantle. London: George Allen and Unwin Ltd 1969.
  • Black, Jeremy. "Dynasty Forged by Fire" MHQ: The Quarterly Journal of Military History 18, no. 3 (Spring 2006): 34–43. ISSN 1040-5992.
  • Stanley Leathes. The Cambridge Modern History. The Reformation: The end of the Middle Ages Chapter 2–3 (I) (II) Habsburg and Valois (1903)
  • Knecht, Robert J. Renaissance Warrior and Patron: The Reign of Francis I. Cambridge: Cambridge University Press (1994) ISBN 0-521-57885-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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