Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Granducato di Mosca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Moscovia)
Gran Principato di Moscovia
Gran Principato di Moscovia - Stemma
Gran Principato di Moscovia - Localizzazione
Dati amministrativi
Lingue ufficiali russo
Lingue parlate
Capitale Coat of Arms of Moscow.svgMosca
Politica
Forma di Stato Principato, poi Gran Principato
Forma di governo Monarchia assoluta
Nascita 1283 con Daniele di Russia
Fine 22 ottobre 1547 elevazione a regno con Ivan IV di Russia
Territorio e popolazione
Gran Principato di Moscovia - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Seal-of-Alexander-Nevsky 1236 Avers.svg Principato di Vladimir-Suzdal'
Flag of Veliky Novgorod.svgRepubblica di Novgorod
Symbol Duchy of Tver.png Principato di Tver'
Permia
Principato di Rjazan'
Succeduto da Russian-coat-arm-1667.svgRegno russo
Questa voce è parte della serie
Storia della Russia

Il Gran Ducato o Gran Principato di Mosca, in russo: Вели́кое кня́жество Моско́вское?, traslitterato: Velikoe Knjažestvo Moskovskoe, detto anche più semplicemente Moscovia, è stato uno dei maggiori principati russi del Medioevo e dell'inizio dell'Età Moderna; ebbe come capitale Mosca, esistette fra il XIII secolo ed il 1547 e fu il predecessore dello Zarato russo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Da Jurij Dolgorukij a Ivan I: nascita ed espansione della Moscovia[modifica | modifica wikitesto]

Quando i Tataro-mongoli invadono le terre della Rus' di Kiev, Mosca è solo un insignificante avamposto commerciale appartenente al Principato di Vladimir-Suzdal'.

Il nome di Mosca compare per la prima volta nelle cronache locali (di Galizia, di Volinia; non nella Cronaca di Mosca, che è posteriore!) nell'anno 1147. Allora si trattava di un villaggio insignificante (selo) vicino al confine meridionale del principato di Vladimir-Suzdal'. Nel 1156, secondo la Cronaca di Vladimir, viene fatta costruire da Jurij Dolgorukij di Kiev una fortificazione di tronchi d'albero: è l'inizio del Cremlino di Mosca, in una zona che fino ad allora era coperta di paludi. Nel 1236-1237 viene tutto bruciato dai Tataro-mongoli.

In quel periodo, la Rus' si trova in una situazione disastrosa: Kiev e il bacino del Dnepr sono devastati dai Tataro-mongoli, tutti i principati russi sono stati sottomessi a loro e devono pagare ingenti tributi al khan di Saraj (una parte dei quali va al centro dell'Impero, al gran khan in Mongolia). Il territorio russo si trova frazionato in moltissimi piccoli principati, indipendenti e in lotta fra di loro, formalmente autonomi da Saraj anche se dal khan dell'Orda d'Oro i principi devono ottenere lo jarlyk, la lettera patente che consente loro di governare. Le regioni occidentali, Galizia, Volinia, Podolia e Polesia entrano sempre più nella sfera di influenza del Regno di Polonia. Manca un centro intorno al quale possa rinascere una storia globale.

Proprio nel XIII-XIV secolo, tuttavia, Mosca comincia la sua ascesa, che la porterà a diventare egemone di tutta l'Europa orientale. La posizione remota in una regione di foreste offre una certa protezione nei confronti dell'attacco e dell'occupazione da parte degli invasori mentre l'abbondanza di fiumi garantisce i collegamenti con il Mar Baltico a nord e con il Mar Nero nella regione del Caucaso. Ancora più importanti della posizione geografica, per la trasformazione di Mosca in stato della Moscovia è il ruolo giocato da numerosi suoi principi che furono ambiziosi, determinati e fortunati.

Nel 1263, alla morte di Aleksandr Nevskij, il suo figlio minore Daniil Aleksandrovič ottiene il villaggio di Mosca. Mosca era forse una delle enclave della Repubblica di Novgorod sul territorio del principato di Vladimir-Suzdal'. Daniil è il primo a fregiarsi del titolo di principe di Mosca, portando così sul trono della città una linea di quella dinastia di Rurik che aveva governato la Rus' di Kiev fin dalla sua fondazione.

Il figlio maggiore di Daniil, Jurij Danilovič continua la politica di espansione di Mosca verso alcune zone limitrofe, come Kolomna e Možajsk, inaugurata già da suo padre Daniil. A poco a poco Mosca comincia ad ingrandire il proprio territorio. Le cause di questa espansione non sono legate tanto al valore militare di Jurij, quanto alle sue disponibilità economiche. Le entrate finanziarie di Mosca, infatti, cominciano ad essere notevoli:

  • per i commerci di Mosca con le città del nord quali Pskov, Staraja Ladoga, Staraja Russa, la stessa Velikij Novgorod e le città del mondo germanico,
  • per il fatto che il fiume lungo il quale sorge la città, la Moscova, è una via d'acqua importantissima per il collegamento tra i grandi fiumi russi (e Jurij impose pesanti dazi per navigare il fiume.

Successivamente, anche la popolazione di Mosca conosce un grande incremento, soprattutto per il fatto che molti profughi, sia contadini sia nobili, si rifugiano nella città e nel suo territorio. Jurij li accoglie, sia per avere soldati da arruolare, sia per imporre loro le tasse.

A questo punto Jurij riesce ad avere a disposizione un esercito e delle grandi somme di denaro; intraprende così una lotta contro la città di Tver', che ambisce a prendere il posto della distrutta Kiev. Jurij dichiara così guerra al principe di Tver', Michail Jaroslavič; non riuscendo a sconfiggerlo con le armi (Tver' si trova abbastanza a nord per essere autonoma dai Tatari e mantenere un buon esercito), nel 1317 Jurij si sposa con la sorella del khan dell'Orda d'Oro, Uzbek (la ragazza si chiamava Končaka). Con la guardia personale di Končaka (due o tremila uomini), messa a disposizione dal khan, Jurij attaccò Michail. Ma Jurij viene sconfitto da Michele, viene catturato e imprigionato con la moglie (che in prigione si converte al cristianesimo e prende il nome di Agata). Pochi anni dopo, verso il 1318, Agata muore, e della sua morte viene incolpato Michail da Jurij e dall'ambasciatore tataro a Mosca, Kavdygai. Michele deve così recarsi a Saraj per discolparsi dall'accusa di avere avvelenato la sorella del khan! Si fa un processo (documentato sia nelle fonti tatare, sia in quelle russe), Michele viene dichiarato colpevole e decapitato. Successivamente il figlio maggiore di Michail, Dmitrij Michajlovič, preso il posto del padre, per vendicarsi di Jurij lo accusa di essersi impadronito di alcuni tributi destinati al khan. Questa volta è Jurij ad essere convocato a Saraj per discolparsi, e lungo la strada Dmitrij lo uccide. Ma per questa prevaricazione anche Dmitrij viene messo a morte da Uzbek: la giustizia, in un caso del genere, doveva essere esercitata dai Tatari, non era una questione interna ai principati russi.

Alla morte di Jurij diventa principe di Mosca suo fratello, Ivan, conosciuto come Ivan Kalità (Ivan borsellino). Ivan si reca da Uzbek (cognato del fratello), si fa dare un esercito di 50.000 uomini con il pretesto di volere pacificare, in nome del khan, la situazione, e marcia contro Tver', che non può resistere. Ivan distrugge completamente la città, la annesse al suo territorio, e come ricompensa ottiene dal Uzbek il titolo di Gran Principe di Vladimir. Questo perché Ivan non ha esercitato una vendetta a titolo personale, ma ha fatto giustizia a nome del khan. Il principato di Vladimir-Suzdal' si trovava in una situazione di forte decadenza, e se il gran principe di Vladimir o un suo erede volesse rivendicare questo titolo, saprebbe già che verrebbe tolto di mezzo con la forza.

Negli anni successivi, 1329-1331, Ivan politico molto accorto, coopera strettamente con i Tataro-mongoli nella raccolta di tasse e tributi dagli altri principati russi: riesce così ad ottenere il diritto a riscuotere le imposte dovute al khan (anche a Mosca c'è anche un esattore, baskak, tataro-mongolo, ma in questo caso non ha un ruolo determinante). Così le tasse sono riscosse da Ivan stesso, che ne approfitta per aumentare l'ammontare delle imposte e così accrescere la potenza e il prestigio di Mosca. Per questo motivo la gente dà ad Ivan il soprannome di kalità, "borsa di denaro". In questo modo, quando si tratta di aggiudicarsi dal khan uno jarlyk, Ivan ha più possibilità di ottenerlo, avendo a disposizione più denaro, e ciò non vale soltanto per Mosca ma anche - in modo ineccepibile secondo la prassi dell'Orda d'Oro - anche per molte altre città. Inoltre, con questo denaro Ivan riscatta un gran numero di schiavi russi (rab'), che poi arruola nell'esercito perché essi sono debitori del loro riscatto nei confronti della città di Mosca e del gran principe Ivan.

Ivan si impadronisce anche di diversi piccoli principati per aumentare l'estensione territoriale della Moscovia. Per governarli, egli acquista lo jarlyk direttamente dai loro principi (operazione non contemplata dalle istituzioni tatare). Molti principi, sapendo che comunque perderebbero le loro città, visto che Mosca è ormai troppo forte per poterle opporre resistenza, vendono il loro titolo di principe in cambio di un titolo nobiliare: nasce così un ceto di boiari sempre più numeroso e potente.

Il potere di Ivan poggia

  1. sul titolo di gran principe attribuitogli dal khan (è un titolo prestigioso, che fa sì che tutti vogliano allearsi con lui),
  2. sul fisco (la disponibilità di denaro che gli deriva dalle tasse è fondamentale),
  3. sull'incremento demografico implicato dall'annessione di nuovi territori (più sudditi, più tasse, più soldati),
  4. sull'esercito, incrementato dai nuovi sudditi e dagli schiavi riscattati,
  5. sull'appoggio del potere religioso (nel 1321 Ivan fa costruire la prima cattedrale della Dormizione nel Cremlino, nel 1333 quella dell'arcangelo Gabriele).

Il Metropolita di Kiev e di tutte le Russie, Pietro (poi canonizzato), trasferisce la propria residenza da Vladimir a Mosca: ha ormai capito che il centro del nuovo Stato sarà a Mosca. Questo aumenterà ulteriormente il prestigio del nuovo principato.

Dopo il metropolita Pietro, i vescovi non rieleggono un metropolita anche per Vladimir-Suzdal': la Russia avrà un solo metropolita. È vero, rimane un metropolita di Kiev,[1] ma ormai Kiev ha preso un'altra strada, entrando nell'orbita di influenza della Polonia.

Nel 1341 Ivan muore. Sarà considerato il fondatore del Granducato di Mosca, anche se in senso materiale il fondatore della città era stato Jurij Dolgorukij di Kiev.

Da Semën a Dmitrij Donskoj: il consolidamento dell'egemonia di Mosca[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIV secolo i principi di Mosca sono ormai abbastanza potenti per tentare di opporsi ai Tataro-mongoli, indeboliti da lotte intestine, e li sconfiggeranno nel 1380, nella Battaglia di Kulikovo. Malgrado una ripresa della potenza tatara (essi giungeranno a saccheggiare Mosca) a partire da questo momento il principato di Mosca si trasforma fino a divenire un grande Stato, espandendosi lentamente, a partire dal XV secolo, sempre più ad est in Asia.

Figlio maggiore di Ivan Kalità, il gran principe Semën Ivanovič, conosciuto come Semën Gordij ("Simeone il Fiero"), consolida quanto ha fatto il padre. Un numero sempre maggiore di principi gli donano le loro città, acquistando un ruolo al Cremlino come boiari. Mosca si ingrandisce territorialmente; con il territorio aumentano le persone abitanti, le tasse e la consistenza numerica dell'esercito, che è ormai diventato un esercito stabile alle dirette dipendenze del gran principe. Semën, tuttavia, si comporta ancora come un vassallo nei confronti dei Tatari. Egli muore durante la grande peste, nel 1353.

Il fratello di Semën, Ivan Ivanovič, è sempre stato giudicato, sia dalle fonti antiche sia dagli storici moderni, non idoneo a governare. Ivan II è un monaco mancato: avrebbe voluto dedicarsi alla vita monastica, ma, per i soliti giochi di potere, viene scelto come gran principe. Al suo posto, in realtà, governa il metropolita Alessio, una figura molto forte nel panorama politico russo:

  • Alessio gode di altissima stima presso il khan Cani Bək (Alessio aveva fama di sciamano avendo guarito la moglie del khan, Taidula, da una malattia agli occhi); anche quando il nuovo khan, Berdi Bək, vuole marciare su Mosca per sottometterla al completo dominio tataro, Alessio riuscirà a bloccarlo minacciando di fare intervenire le schiere celesti: il khan risparmierà la città accontentandosi di aumentare la tassazione;
  • Alessio riesce, dopo alcuni anni, a far nominare gran principe di Mosca il figlio minore di Ivan II, Dmitrij, rendendosi conto è lui il più idoneo a governare tra tutti i suoi fratelli.

Finalmente con Dmitrij Ivanovič si riesce ad avere una certa unità nel territorio della Moscovia. Dmitrij riesce a conquistare le città di Tver' (a nord di Mosca, annettendone definitivamente il principato), Kaluga e Rjazan' (a sud), Smolensk (a ovest) e Nižnij Novgorod (a est). In questo modo intorno a Mosca si forma come una cinta protettiva.

Nel 1371 il sovrano dei Lituani,Olgerd, porta guerra nel nord della Russia, riuscendo a conquistare territori nel contado di Novgorod. Con questa motivazione, Dmitrij riesce ad ottenere dal khan di Saraj una diminuzione delle imposte da versare all'Orda d'Oro (a causa delle lotte intestine a Novgorod, Mosca era riuscita ad estendere la propria giurisdizione anche sul territorio di questa città).

Ma soprattutto, con Dmitrij si infrange il mito dell'invincibilità dei Tataro-mongoli, e si comincia a combattere contro il popolo della steppa. A metà del XIV secolo, d'altronde, l'Orda d'Oro si era scissa in due parti per rivalità politiche: il khanato di Saraj e un khanato del Don, fondato forse da una parte della nobiltà, noyon, che voleva conquistare più potere (il khanato del Don, infatti, non era unitario come quello di Sarai, ma era una specie di confederazione), oppure da esuli, soprattutto politici. Tutto ciò aveva indebolito la capacità militare del khan di Saraj.

Nel 1378 avviene la battaglia della Voža: sul fiume Voža, un affluente dell'Okà, Dmitrij riesce ad infliggere una prima sconfitta a gruppi di predoni tatari (probabilmente si tratta di forze provenienti dal khanato del Don). La vittoria, dal punto di vista geopolitico e strategico, non porta nessun vantaggio a Dmitrij, ma fa suonare una sorta di campanello d'allarme al khan di Saraj, Mamaj. Preoccupato del rafforzamento di Mosca, Mamaj stringe un'alleanza con il sovrano lituano Ladislao Jagellone, in modo da poter prendere la Moscovia da due fronti, da nord-ovest e da sud. Di fronte a questa minaccia, vengono messe da parte tutte le rivalità interne fra i principati russi ed affluiscono a Mosca numerosi eserciti russi per mettersi sotto la guida unitaria di Dmitrij.

Nel 1380 Dmitrij, dopo aver ricevuto la benedizione di san Sergio di Radonež, si mette in moto con il proprio esercito, cercando di attaccare battaglia prima che i Tatari si congiungano con i Lituani e Polacchi. L'esercito russo e quello tataro (i Lituano-polacchi si trovano ad una cinquantina di chilometri di distanza) si scontrano nella pianura di Kulikovo, vicino alla città di Tula e al fiume Don.[2] All'inizio della battaglia di Kulikovo i Tatari di Mamaj sembrano vincere, e lo stesso Dmitrij viene ferito. Tuttavia Dmitrij aveva studiato il modo di combattere dei Tataro-mongoli, e stringe le due ali dell'esercito tataro in una tenaglia di cavalleria, schierata di notte, ancora più larga di quella che - come facevano sempre in battaglia - i Tatari avevano disposto per accerchiare le forze russe. Mamaj viene sconfitto, perde più del 90% del suo esercito (i caduti sono più di 100.000, dall'una e dall'altra parte). Un'anonima fonte russa che descrive la battaglia (intitolata proprio Bitva na Kulikove) registra che «lo stesso Paese russo si trovò impoverito di nobili, di soldati e di contadini». Da quel giorno Dmitrij riceve l'epiteto di Donskoj.

La battaglia di Kulikovo sarà fondamentale per tutta la storia russa. Tuttavia Dmitrij non è nelle condizioni di sfruttare a vantaggio dei Russi la vittoria: è rimasto senza soldati, e per questo non può attaccare direttamente il khanato stesso dei Tatari. La vittoria a Kulikovo sarà decisamente sovrastimata dai Russi: ci si illuderà che i Tatari non osino più rialzare la testa. Inoltre, passato il momento del pericolo, riemergeranno attriti e divisioni che mostreranno come non si è ancora consolidata tra i Russi una vera coscienza nazionale.

Dalle lotte per la successione di Dmitrij Donskoj al regno di Ivan IV: Mosca capitale della Russia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del XV secolo i gran principi di Mosca iniziano la riunificazione sotto di sé tutte le terre russe che crescono in popolazione e ricchezza sotto il loro governo. Il maggior artefice di questa politica fu Ivan III, detto il Grande, che regna dal 1462 al 1505. Ivan III conquista Velikij Novgorod, nel 1478, e Tver', nel 1485. La Moscovia conquista la piena sovranità sulla Russia tra il 1480, quando cessa ufficialmente la sovranità del Canato dell'Orda d'Oro, e l'inizio del XVI secolo. Per eredità Ivan ottiene parte della provincia di Rjazan' ed i principi di Rostov e Jaroslavl' si sottomettono volontariamente. Solo la città di Tver, nel nord-ovest rimane ancora indipendente e viene conquistata poi da Vasilij III, figlio di Ivan. Ivan ha nel Granducato di Lituania un potente avversario per quanto riguarda il controllo dei principati un tempo facenti parte del Rus' di Kiev nel bacino dell'alto Dnepr e del Donec. Grazie alla defezione di alcuni principi e dopo schermaglie di frontiera ed una inconcludente guerra con la Lituania, che termina nel 1503, Ivan riesce a spingere verso ovest la sua influenza.

Alla sua morte lascia una Moscovia tre volte più estesa che al momento della sua salita al trono. Ivan III si ispira al mito della "Terza Roma", secondo il quale, caduta la "Seconda Roma" (cioè Costantinopoli) in mano ai Turchi (1453), l'eredità ideale, politica e religiosa dell'Impero d'Oriente dev'essere raccolta dai principi di Mosca.

L'espansione territoriale continua per opera di Ivan IV il Terribile (Ivan Vasilevič Gròžnyj 1533-1584).

Ivan IV e i suoi successori assumono il titolo di Zar, ossia di "Cesare". Il riferimento a Costantinopoli e alla civiltà romana serve a consolidare il prestigio di Mosca, che comincia ad esercitare in Russia la stessa azione unificatrice svolta in Occidente dalle grandi monarchie. Anche le forze che ostacolano questo nuovo processo sono simili: in Occidente i re devono combattere contro i grandi feudatari; in Oriente gli zar dovono sottomettere i nobili boiari e i piccoli principi, ossia i signori locali, già indipendenti, che erano stati progressivamente subordinati al potere di Mosca, ma che pretendono di limitare l'autorità degli zar.

Evoluzione del concetto di autocrazia[modifica | modifica wikitesto]

Il consolidamento interno corrisponde all'espansione verso l'esterno dello Stato. Nel XV secolo i governanti della Moscovia considerano tutto il territorio della Russia come loro proprietà collettiva. Svariati principi semi-indipendenti vantano ancora il controllo di specifici territori, ma Ivan III forza i principi di minor importanza a riconoscere il Gran Principe di Mosca ed i suoi discendenti come indiscussi governanti con il completo controllo sulle questioni militari, giuridiche e di affari esteri.

Gradualmente il signore di Mosca emerge come un potente, autocratico governante, uno zar. Nell'assumere tale titolo il principe di Mosca sottolinea che egli è un governante supremo, o imperatore, alla pari con l'imperatore bizantino ed il khan mongolo.

In effetti dopo il matrimonio di Ivan III con Sophia Paleologa, nipote dell'ultimo imperatore bizantino, la corte di Mosca adotta linguaggio, rituali, titoli ed emblemi di stile bizantino come ad esempio l'aquila bicipite.

Si inizia persino a riferirsi alla città di Costantinopoli come a Tzargrad ed indicando come obiettivo il suo ritorno alla cristianità.

Inizialmente il termine autocrate ha il solo significato letterale di sovrano indipendente ma durante il regno di Ivan IV assume il generico significato di governante. Ivan IV si incorona con il titolo di zar e quindi viene riconosciuto, almeno dalla chiesa Ortodossa come imperatore.

Un monaco ortodosso predica che essendo ormai Costantinopoli in possesso dell'Impero Ottomano lo zar di Moscovia è il solo legittimo sovrano ortodosso e Mosca è la Terza Roma succedendo così a Roma e Costantinopoli come centro della cristianità.

Organizzazione dello Stato[modifica | modifica wikitesto]

In Russia, però, non esiste una classe borghese paragonabile qualitativamente e quantitativamente alla borghesia occidentale, perciò gli zar trovano la base del loro potere non nella borghesia, ma nella cosiddetta gente di servizio, i cui componenti forniscono la loro opera come ufficiali dell'esercito, partecipano alla Duma (una specie di parlamento consultivo) e svolgono molteplici funzioni statali. Come contropartita, la gente di servizio riceve terre in possesso condizionato (pomestje), che non può vendere né trasmettere in eredità, ed esercita sui contadini dipendenti un'autorità sempre più completa ed estesa, destinata a trasformarsi in una vera e propria sovranità.

I commercianti e gli artigiani delle città sono obbligati ad iscriversi alle rispettive corporazioni, fatto che comporta per essi l'impegno a svolgere determinati compiti nel campo amministrativo e finanziario. Tutta la popolazione è ripartita in classi, ciascuna delle quali ha verso lo Stato obblighi specifici e particolari.

Malgrado tutto, nel XVI secolo, come entità statale unitaria, la Moscovia, è ancora più un'ipotesi che una realtà, e anzi all'inizio del XVII secolo, durante la fase storica detta periodo dei torbidi, esso è temporaneamente sopraffatta dagli intrighi dei boiari e dei piccoli principi, dalle ribellioni delle masse contadine, dai tentativi polacchi di penetrare nel territorio russo e di impadronirsi della stessa corona moscovita.

Cronotassi dei principi di Mosca[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto Nome Nato - Morto Inizio Fine
Ib226.jpg Daniele 1261 - 1303 1283 4 marzo 1303
Jurij of Moscov.jpg Jurij 1281 - 1325 4 marzo 1303 21 novembre 1325
Ivan Kalita.jpg Ivan I
dalla borsa di denaro (Kalità)
1288 - 1340 21 novembre 1325 31 marzo 1340
Simeon Dumny.jpg Simeone
il Fiero
1316 - 1353 31 marzo 1340 27 aprile 1353
Ivan2.jpg Ivan II
il Giusto
1326 - 1359 27 aprile 1353 13 novembre 1359
Dmitry Donskoi (Millennium Monument in Novgorod).jpg Dimitri
del Don (Donskoj)
1350 - 1389 13 novembre 1359 19 maggio 1389
Vasiliy and Sophia (sakkos of Photius).jpg Basilio I 1371 - 1425 19 maggio 1389 27 febbraio 1425
Vasil2b.gif Basilio II
Il Cieco
1415 - 1462 27 febbraio 1425 27 marzo 1462
Ugorskiy dukat of Ivan III (Novgorod, 1477-78, Hermitage) by shakko 2.jpg Ivan III
Il Grande
1440 - 1505 5 aprile 1462 6 novembre 1505
St.Basil and prince Vasily detail.jpg Basilio III 1479 - 1533 6 novembre 1505 13 dicembre 1533
Ivan IV by anonim (18th c., GIM).jpg Ivan IV
Il Terribile
Divenne Zar di Russia nel 1547
1530 - 1584 13 dicembre 1533 26 gennaio 1547

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ >Dopo il 1169, quando il principe di Vladimir-Suzdal' Andrej Bogoljubskij, durante una delle numerose guerre civili, aveva distrutto la città di Kiev, il metropolita era rimasto a Kiev, mantenendo la sede originaria. Con l'arrivo dei Tataro-mongoli, però, il metropolita Massimo si era spostato anche lui nella regione di Suzdal', che quindi era diventata sede anche del potere ecclesiastico sulla Russia, oltre che di quello politico. I vescovi di Kiev, della Galizia e della Volinia avevano rifiutato questa traslazione della sede metropolitana, e nel 1303 avevano eletto un loro proprio metropolita, contrapposto a Massimo, che si era stabilito a Halyč. Il patriarca di Costantinopoli, Atanasio I, non aveva potuto fare altro che accettare questa situazione e, sebbene controvoglia, aveva sancito la divisione in due metropolie. La metropolia di Kiev-Galizia sarebbe poi stata abolita nel 1347.
  2. ^ Perché i Lituano-polacchi non parteciparono alla battaglia? Fino agli anni cinquanta si diceva che non fecero a tempo a raggiungere il terreno di battaglia (Boris Grekov, Alexander Jakubovski). Più recentemente (Boris Rybakov) si suppone che i Lituani ripensarono all'alleanza con i Tatari, temendo che una sconfitta di Mosca avrebbe fatto crollare uno Stato cuscinetto tra loro e i Tatari, che così sarebbero stati in grado di conquistare anche Cracovia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Granducato di Mosca, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.