Cavalieri portaspada

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Cavalieri portaspada
Zakon Kawalerów Mieczowych COA.svg
Simbolo dell’ordine
SwordBrothers.svg Sigillo del Gran Maestro dei cavalieri portaspada
TipologiaOrdine cavalleresco
Statussoppresso
IstituzioneLettonia, 1202
Cessazione1237
Motivo della cessazioneCostituzione dell’Ordine livoniano
GradiCavaliere (classe unica)
Ordine più altoGran Maestro

I Cavalieri portaspada (in latino: Fratres militiae Christi, in tedesco: Schwertbrüder[1]) furono un ordine monastico militare tedesco costituito nel 1202 da Alberto di Riga. La regola era fondata su quella dei Cavalieri templari. Furono chiamati anche "Cavalieri di Cristo" e "Fratelli della spada", poi confluiti nell’"Ordine livoniano".

Nome dei cavalieri in varie lingue[modifica | modifica wikitesto]

  • Latino: Fratres militiae Christi de Livonia ("Fratelli dell'Esercito di Cristo di Livonia")
  • Tedesco: Schwertbrüderorden ("Ordine dei Fratelli di Spada")
  • Estone: Liivi ordu o Liivimaa Ordu ("Ordine Livoniano")
  • Lettone: Zobenbrāļu ordenis e Livonijas ordenis ("Ordine Livoniano")
  • Lituano: Kalavijuočių ordinas
  • Polacco: Zakon kawalerów mieczowych ("Ordine dei Fratelli della Spada")
  • Russo: Ливонский орден

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e operazioni militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Crociata livoniana.

Alberto[2], vescovo di Riga, fondò l'ordine con lo scopo di cristianizzare le popolazioni pagane insediate nei territori intorno al golfo di Riga: curi, livoni, selonici, semigalli e letgalli[3]. L'ordine doveva coadiuvare l'azione evangelizzatrice dei missionari e dipendeva dal vescovo secondo un patto feudale. Fin dalla fondazione l'ordine mostrò di ignorare il suo presunto vassallaggio nei confronti del vescovo e nel 1218 Alberto chiese assistenza al sovrano Valdemaro II di Danimarca; questi si alleò invece con l'ordine e invase il nord dell'Estonia.[1]

La sede dell'ordine si trovava nella città estone di Viljandi[4] (Fellin) dove le mura del castello sono tuttora visibili, altre roccaforti erano a Cēsis (Wenden), Sigulda (Segewold) e Aizkraukle (Ascheraden). I comandanti di Viljandi, Kuldīga (Goldingen), Alūksne (Marienburg), Tallinn (Reval), e il balivo di Paide (Weissenstein) costituivano l'entourage più stretto del maestro dell'ordine.

Confederazione Livone, 1260 d.C.

L'ordine venne quasi annientato dai lituani e dai semigalli nel 1236 nel corso della battaglia di Šiauliai.[5] Il 12 maggio 1237 l'ordine fu incorporato nell'Ordine teutonico e da quel momento fu, di fatto, un braccio autonomo dell'Ordine teutonico continuando a mantenere un proprio gran maestro (che de iure dipendeva dal gran maestro dell'Ordine teutonico) e abbigliamento e regola propri.

Prese dunque il nome di Ordine livoniano.[6]

Ordine livoniano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ordine livoniano.

Tra il 1237 e il 1290 l'ordine conquistò la Curlandia, la Livonia e la Semgallia e nel 1346 acquistò dal sovrano danese Valdemaro IV il rimanente territorio estone.

Il declino dell'Ordine teutonico, cui faceva riferimento l’ordine di Livonia, iniziò in seguito alla sconfitta nella battaglia di Grunwald nel 1410 e alla secolarizzazione dei territori della Prussia da parte di Alberto di Prussia nel 1525.[7] Nel 1413, l'Ordine dei portaspada riuscì a tornare indipendente. Durante la guerra di Livonia, fu sconfitto in modo perentorio dalle truppe russe nel corso della battaglia di Ergeme (1560). L'ordine cercò allora l'appoggio del sovrano polacco Sigismondo II che già nel 1557 era intervenuto in una guerra tra l'ordine e il vescovo di Riga.

In seguito al Trattato di Vilnius (1561), l'ultimo gran maestro Gottardo Kettler secolarizzò l'ordine convertendolo al luteranesimo.[8] Nella parte meridionale dei territori dell'ordine venne creato il ducato di Curlandia e Semigallia (vassallo del Granducato di Lituania), sul quale venne insediata la dinastia Kettler. Il territorio rimanente entrò a far parte dell'Unione Polacco-Lituana, mentre la parte settentrionale dell'Estonia fu divisa in una parte danese e una parte svedese.

Maestri dei Cavalieri portaspada[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cavalieri Portaspada
  2. ^ Biografia: Albèrto vescovo di Riga nell'Enciclopedia Treccani
  3. ^ (EN) Blomkvist Nils, The Discovery of the Baltic: The Reception of a Catholic World-system in the European North (AD 1075-1225) (Leiden 2005) p. 508
  4. ^ (EE) Eesti NSV Teaduste Akadeemia, Keel ja Kirjandus, 1985.
  5. ^ “Furono catturati anche sedici Semgalli fedeli all'Ordine, i quali vennero bastonati e legati nudi ai loro cavalli assieme a della paglia alla quale fu dato fuoco. ”: tra il 1280 ed il 1287
  6. ^ Cavalièri Portaspada - Sapere.it
  7. ^ Jessica Romiti, “La grande disfatta dell’Ordine Teutonico: la battaglia di Tannenberg del 1410”: Battaglia di Tannenberg
  8. ^ (EN) Christoph Wilhelm von Koch, Maps, and Tables of Chronology and Genealogy (Classic Reprint), 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico di Livonia, Chronicon Livoniae. La crociata del nord (1184-1227), introduzione, traduzione dal latino e note a cura di Piero Bugiani, Books & Company, Livorno 2005
  • Cronaca Rimata della Livonia (Livländische Reimchronik), introduzione, traduzione dal medio alto tedesco e note a cura di Piero Bugiani, Vocifuoriscena, Viterbo 2016
  • Pietro di Duisburg, Cronaca della terra di Prussia (Chronica terrae Prussiae). L’Ordine Teutonico dalle origini al 1326, introduzione, traduzione dal latino e note a cura di Piero Bugiani, CISAM, Spoleto 2012.
  • Piero Bugiani, Un ordine religioso-militare del Nord: i Cavalieri Portaspada in «Settentrione. Rivista di studi italo-finlandese», 24 (2012), pp. 19-30.
  • Piero Bugiani, Le Crociate Baltiche e la Cronaca Rimata della Livonia, in «Settentrione. Rivista di studi italo-finlandese», 28 (2016), pp. 43-63.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

I Cavalieri portaspada

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