Tommaso Paleologo

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Tommaso Paleologo

Θωμᾶς Παλαιολόγος

Thomas Palaiologos.jpg
Tommaso Paleologo ritratto da Pinturicchio in un affresco per Pio II ad Ancona nel 1471.
legittimo pretendente al titolo di Basileus dei Romei
Predecessore Costantino XI, ultimo Basileus dei Romei
Erede Andrea Paleologo
Despota di Morea a Mistra assieme al fratello Demetrio
In carica 1428 - 29 maggio 1453
Predecessore Costantino XI
Despota indipendente di Morea
In carica 29 maggio 1453 dopo la Caduta di Costantinopoli –
1460 a seguito dell'invasione ottomana della Morea
Nascita Costantinopoli, Impero Romano d'Oriente, 1409
Morte Roma, 12 maggio 1465
Casa reale Paleologi
Padre Manuele II Paleologo
Madre Elena Dragas
Consorte Caterina Zaccaria
Figli * Elena Paleologa
Religione Cristiano ortodosso di rito bizantino
Motto Βασιλεύς Βασιλέων, Βασιλεύων Βασιλευόντων

("Re dei Re, Regnante dei Regnanti")

Tommaso Paleologo (greco: Θωμάς Παλαιολόγος, Thōmas Palaiologos; Costantinopoli, 1409Roma, 12 maggio 1465) fu despota di Morea dal 1428 fino alla conquista da parte degli ottomani del despotato, avvenuta nel 1460. Tommaso divenne il legittimo pretendente al trono di Bisanzio, titolo che poté ottenere con il sostegno di Papa Pio II, dato che il fratello più anziano, Demetrio Paleologo, nel 1460 si era alleato con gli ottomani per sconfiggerlo.

Ipotetici ritratti di Tommaso Paleologo, identificato da qualche studioso nel giovane biondo scalzo, da altri nell'uomo con la barba, sul lato destro del celebre dipinto la Flagellazione di Cristo, di Piero della Francesca.

Tommaso despota di Morea[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Paleologo era il figlio più giovane, sestogenito, dell'Imperatore bizantino Manuele II Paleologo e di Elena Dragaš, in una serie di figli tutti maschi. Il nonno materno di Tommaso era Costantino Dragaš. I suoi fratelli erano gli Imperatori bizantini: Giovanni VIII Paleologo e Costantino XI Paleologo, così come Teodoro II Paleologo e Demetrio Paleologo, che furono despoti della Morea, e Andronico Paleologo, fu despota di Tessalonica.

Essendo Tommaso il sestogenito di Manuele non avrebbe dovuto o potuto mai arrivare al potere, neppure quando i figli di Manuele diventarono gli unici eredi della ormai quasi estinta dinastia dei Paleologi.

Come tutti i figli imperiali di Manuele, Tommaso diventò despota. Nel 1428 egli e i suoi fratelli Teodoro e Costantino furono nominati despoti della Morea. Teodoro II si ritirò a vita privata nel 1443 e lasciò la nomina a despota, quindi in Morea rimasero due despoti, Tommaso e Costantino, fino a quando Costantino XI Paleologo fu nominato Imperatore di Bisanzio nel 1448, dopo la morte del fratello maggiore Giovanni VIII Paleologo.
Tommaso rimase l'unico despota Morea per un anno e poi fu costretto a condividere nuovamente la carica con il fratello più anziano Demetrio dal 1449, fino ad allora despota di Tessalonica, città che fu ceduta ai veneziani non riuscendo più i bizantini a proteggerla.

Il Principato d'Acaia, sotto il dominio dei latini ancora dai tempi della quarta crociata (1204), perse terreno, dato che i bizantini dalla Morea avevano attaccato i latini e allargato considerevolmente il loro territorio. Dopo la guerra del 1430, almeno virtualmente l'intera penisola del Peloponneso era passata sotto il dominio dell'Impero bizantino e nel 1432 Tommaso sposò Caterina Zaccaria, figlia dell'ultimo principe di Acaia Centurione II Zaccaria.

Dopo questo periodo di successi le fortune della Morea bizantina ebbero un declino, poiché la gestione multipla del governo di quest'area, detenuto da molti fratelli, causò inevitabili attriti che peggiorarono ulteriormente dopo l'arrivo dell'ambizioso Demetrio, il quale assunse posizioni a favore degli ottomani in contrasto con la politica pro-occidentale di Tommaso.

Dal 1447 i despoti diventarono vassalli e tributari dei Sultani ottomani a causa della sconfitta dell'esercito crociato nella battaglia di Varna.

All'inizio dell'assedio di Costantinopoli da parte di Mehmed II, un esercito ottomano fu schierato al confine con l'Acaia in modo da bloccare la resistenza cristiana in Grecia, ed impedire sia ai latini che ai bizantini di prestare soccorso a Costantinopoli.
Dopo la conquista di quest'ultima da parte degli ottomani, guidati da Mehmed II ed avvenuta il 29 maggio 1453, il sultano ordinò ai due fratelli Paleologi di continuare - uniti - a governare il despotato e di continuare a pagargli il loro tributo.

Questo ordine fu accettato da Tommaso e Demetrio per i primi due anni a causa della sommossa della famiglia dei Cantacuzeni, che dal 1453 cominciò una rivolta campeggiata da Manuele Cantacuzeno nipote di Demetrio I Cantacuzeno. Soltanto nel corso del 1454 le forze dei fratelli Paleologi sconfissero le forze ribelli.

In queste circostanze, e privo di Costantino XI il quale era il mediatore per la pace familiare, Tommaso cercò sostegno contro gli ottomani nel mondo occidentale e si alleò con la Repubblica di Genova e con il Papa della Chiesa di Roma e sconfisse il fratello Demetrio. Questi, che era anche filo-ottomano, fuggì a Costantinopoli alla corte di Mehmed II nel 1460 in cerca di aiuto, chiedendo al sultano di inviare un esercito per sconfiggere il fratello ribelle agli ottomani.

Un esercito ottomano attaccò la Morea e rapidamente aprì un varco nel confine sulle mura del Hexamilion attraverso l'Istmo di Corinto, troppo lungo per essere equipaggiato e difeso efficacemente dalle forze di Tommaso. Quest'ultimo, temendo di fare la fine del fratello Costantino, fuggì con la sua famiglia in Italia, dove già era riconosciuto come erede legittimo dell'Impero bizantino, e si recò a Roma alla corte di Papa Pio II.

I comandanti delle città fortificate della Morea disertarono dal loro comando e i soldati scelsero individualmente se combattere o arrendersi, secondo la propria volontà e le proprie circostanze. Nella battaglia finale dell'impero romano nella relativa incarnazione dell'impero bizantino, Graziano Paleologo, comandante militare della città di Salmenikon, sconfisse Mehmed II, che dopo un mese d'assedio aveva rinviato i suoi uomini a casa senza conquistare quella città poco importante.

Durante l'anno seguente Graziano ricevette un'offerta per diventare generale della Repubblica di Venezia che egli accettò e quindi i veneziani presero sotto il loro controllo Salmenikon nel luglio del 1461.

Tommaso e gli eredi dell'Impero bizantino[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta della Morea Tommaso andò a vivere a Roma e fu riconosciuto nell'Europa cristiana come Imperatore legittimo di Bisanzio. Durante gli anni trascorsi nell'Europa occidentale si convertì al cattolicesimo, allo scopo di migliorare la sua figura nell'Europa occidentale.

Alla sua morte - avvenuta nel 1465 a Roma - la sua posizione era quella di titolare legittimo dell'Impero di Bisanzio. Il titolo sarebbe poi passato al figlio più anziano, Andrea Paleologo, nato a Mistra nel 1455.

Altro figlio di Tommaso fu il più piccolo Rogerio, vivente in una villa a San Mauro Cilento, in provincia di Salerno, tenutovi ostaggio dal re di Napoli Alfonso V a garanzia di certe sue pretese su possedimenti del caduto impero bizantino. Dopo la morte del fratello maggiore Andrea senza eredi, Rogerio avrebbe quindi ereditato il titolo di principe di Bizanzio. I suoi discendenti avrebbero, poi, originato il ramo Paleologo Mastrogiovanni.[1][2][3]

Mehmed II conquistò nel 1461 l'Impero di Trebisonda, di fatto l'ultimo territorio libero dell'Impero Romano, e consolidò il suo potere nel 1453 con la conquista di Costantinopoli.

Nel 1472 Papa Paolo II organizzò a scopi politici il matrimonio fra la figlia di Tommaso, Zoe Paleologa (che cambiò nome in Sophia) e il principe Ivan III di Russia, con la speranza di far diventare la Russia un paese cattolico. Il matrimonio venne celebrato, ma l'unione delle chiese non avvenne poiché i russi non intesero cambiare religione. Ciò nonostante, in virtù di questo matrimonio, Mosca cominciò a seguire relativamente la politica Imperiale di Bisanzio e si fregiò del titolo di terza Roma.

Il bisnipote di Tommaso sarà poi Ivan IV di Russia, il primo Imperatore - o zar - della Russia chiamato come questo titolo (il titolo Imperiale però era già era entrato nell'uso sotto Ivan III).
L'ultima discendente riconosciuta di Zoe fu Maria di Staritsa, moglie del re Magnus di Livonia.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unione con Caterina Zaccaria di Achea, Tommaso Paleologo ebbe almeno quattro figli:

  1. Elena Paleologa, che sposò il principe Lazar II di Serbia;
  2. Andrea Paleologo, che rivendicò il titolo di imperatore bizantino;
  3. Manuele Paleologo;
  4. Zoe Paleologa, che ebbe il nome cambiato in Sophia, sposò il principe Ivan III di Russia.

Oltre a quanto descritto si ha ragione di ritenere che ci fossero almeno altri due figli ovvero:

  • NN Paleologina, di cui sappiamo soltanto che morì in tenera età e che l'orazione funebre fu tenuta da Giovanni Eugenico;
  • Ruggiero o Rogerio, che fu probabilmente figlio primogenito se si accetta la sua nascita intorno alla fine del 1430, ed in tenera età inviato presso la corte di Napoli come ostaggio, in relazione ai patti di non belligeranza tra gli aragonesi e Bisanzio. Attorno al 1444 sposò Antonia di Chiaromonte, figlia di Tristano di Chiaromonte conte di Copertino e Principe di Taranto. I suoi discendenti origineranno il ramo Paleologo Mastrogiovanni.[1][2][3]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Tommaso Paleologo Padre:
Manuele II Paleologo
Nonno paterno:
Giovanni V Paleologo
Bisnonno paterno:
Andronico III Paleologo
Trisnonno paterno:
Michele IX Paleologo
Trisnonna paterna:
Rita d'Armenia
Bisnonna paterna:
Anna di Savoia
Trisnonno paterno:
Amedeo V di Savoia
Trisnonna paterna:
Maria di Brabante
Nonna paterna:
Elena Cantacuzena
Bisnonno paterno:
Giovanni VI Cantacuzeno
Trisnonno paterno:
Michele Cantacuzeno
Trisnonna paterna:
Angela Cantacuzena
Bisnonna paterna:
Irene Asanina
Trisnonno paterno:
Andronikos Asen
Trisnonna paterna:
Tarchaneiotissa
Madre:
Elena Dragaš
Nonno materno:
Costantino Dragaš
Bisnonno materno:
Dejan Dragaš
Trisnonno materno:
Dragimir
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Teodora di Serbia
Trisnonno materno:
Stefano Uroš III Dečanski
Trisnonna materna:
Teodora di Bulgaria
Nonna materna:
Eudocia Comnena
Bisnonno materno:
Alessio III di Trebisonda
Trisnonno materno:
Basilio di Trebisonda
Trisnonna materna:
Irene di Trebisonda
Bisnonna materna:
Teodora Cantacuzena
Trisnonno materno:
Niceforo Cantacuzeno
Trisnonna materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Despoti della Morea Successore Double-headed eagle of the Greek Orthodox Church.svg
Costantino Paleologo 1449 - 1460 Cade il despotato della Morea