Teodoro II Paleologo (Despota della Morea)

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Miniatura prodotta tra il 1403-1404, rappresentante la famiglia imperiale, Manuele II Paleologo con la moglie Elena Dragaš, insieme ai tre figli, da sinistra, Giovanni VIII Paleologo, Teodoro II Paleologo, Andronico Paleologo.

Teodoro II Paleologo in Greco: Παλαιολόγος Θεόδωρος, Theodōros II Potus Palaiologos (Costantinopoli, 1396Selimbria, 21 giugno 1448) fu Despota della Morea dal 1407 fino al 1443.

Teodoro II Paleologo fu il terzogenito (non comprendendo i due figli morti da bambini) di Manuele II Paleologo ed Elena Dragaš. Il nonno materno di Teodoro era il principe serbo Costantino Dragaš. I suoi fratelli erano gli Imperatori bizantini: Giovanni VIII Paleologo, Costantino XI Paleologo, così come Demetrio Paleologo e Tommaso Paleologo che furono despoti della Morea, e Andronico Paleologo, che fu despota di Tessalonica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi come Despota di Morea[modifica | modifica wikitesto]

Quando Teodoro aveva solo dieci anni, il padre, Manuele II Paleologo, lo nominò despota della Morea visto che il despota predecessore Teodoro I Paleologo era morto nel 1407. Durante il primo periodo in cui esercitò il suo potere sulla Morea, l'obiettivo di Teodoro fu di allargare i confini della regione, in modo da conquistare almeno tutto il Peloponneso e, visto che la maggior parte della penisola era ancora in mano ai latini, mosse loro guerra. Durante il secondo periodo, invece, Teodoro dichiarò guerra alla Repubblica di Venezia, perché aveva dovuto mobilitare il suo esercito per proteggere Patrasso da un attacco veneziano. Nel periodo in cui Teodoro era ancora un ragazzo suo padre, l'Imperatore Manuele II Paleologo, rimase per un certo periodo nella Morea per supervisionare la gestione della difesa della regione bizantina; vedendo che le protezioni erano scarse, fece ricostruire le mura di Hexamilion nel tratto dell'Istmo di Corinto.

Il matrimonio con Cleofe e l'alleanza con il Papa[modifica | modifica wikitesto]

Un momento di cambiamento drastico nella sua politica per la gestione della Morea fu l'unione tra Teodoro e Cleofe Malatesta (o Cleopa), che era una nobildonna italiana (ramo pesarese dei Malatesta [o Malatesti] di Rimini): il matrimonio fu organizzato con l'aiuto del papa Martino V, che si trasformò in un alleato e sostenitore di Teodoro. In una lettera[1] che arrivò a Teodoro poco dopo la morte di Manuele II Paleologo, avvenuta il 21 luglio 1425, il papa Martino V lo aveva nominato Imperatore di Costantinopoli, ma in realtà il trono spettava di diritto di primogenitura al fratello più anziano cioè Giovanni VIII Paleologo.

Ma dopo i buoni inizi le cose per Teodoro peggiorarono: la guerra nella Morea aveva cominciato ad andare contro il favore dei bizantini, che si trovavano sotto pressione da Carlo Tocco, che aveva appena conquistato Cefalonia. Teodoro chiese aiuto a suo fratello, il Basileus Giovanni VIII Paleologo. E nel 1428 Giovanni VIII mandò truppe al comando del fratello Costantino XI Paleologo come rinforzo per Teodoro.

La condivisione del despotato e la fine[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni aveva nominato Costantino XI despota della Morea che avrebbe governato insieme a suo fratello Teodoro. Gli sforzi uniti dei due fratelli contribuirono alla conquista di Patrasso nel 1430.

D'altra parte l'imperatore Giovanni VIII dichiarò il fratello Costantino (che era più giovane di Teodoro) reggente dell'Impero bizantino e durante il suo viaggio per partecipare al concilio di Firenze nel 1438, portò con lui anche il fratello Costantino, e da ciò risaltava che Costantino era stato scelto da Giovanni come suo erede al trono.

Negli anni successivi, tra i due fratelli Teodoro e Costantino ci furono molte liti, visto che Teodoro non riusciva a sopportare di non essere considerato l'erede al trono di Giovanni VIII, che era senza figli, e che Teodoro era più anziano di Costantino, ma Giovanni gli preferiva comunque Costantino. In un compromesso, Teodoro rinunciò di pretendere di essere il successore al trono dei basileis in caso di morte di Giovanni, quindi lasciava che Costantino prendesse il suo status, ma per sé chiese in cambio l'appannaggio su Selimbria dove potersi ritirare a vita privata. Così avvenne nel 1443, dove però Teodoro morì per aver contratto la peste il 21 giugno 1448.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Dal matrimonio con Cleofa Malatesta Teodoro ebbe una figlia:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Teodoro II Paleologo Padre:
Manuele II Paleologo
Nonno paterno:
Giovanni V Paleologo
Bisnonno paterno:
Andronico III Paleologo
Trisnonno paterno:
Michele IX Paleologo
Trisnonna paterna:
Rita d'Armenia
Bisnonna paterna:
Anna di Savoia
Trisnonno paterno:
Amedeo V di Savoia
Trisnonna paterna:
Maria di Brabante
Nonna paterna:
Elena Cantacuzena
Bisnonno paterno:
Giovanni VI Cantacuzeno
Trisnonno paterno:
Michele Cantacuzeno
Trisnonna paterna:
Angela Cantacuzena
Bisnonna paterna:
Irene Asanina
Trisnonno paterno:
Andronikos Asen
Trisnonna paterna:
Tarchaneiotissa
Madre:
Elena Dragaš
Nonno materno:
Costantino Dragaš
Bisnonno materno:
Dejan Dragaš
Trisnonno materno:
Dragimir
Trisnonna materna:
 ?
Bisnonna materna:
Teodora di Serbia
Trisnonno materno:
Stefano Uroš III Dečanski
Trisnonna materna:
Teodora di Bulgaria
Nonna materna:
Eudocia Comnena
Bisnonno materno:
Alessio III di Trebisonda
Trisnonno materno:
Basilio di Trebisonda
Trisnonna materna:
Irene di Trebisonda
Bisnonna materna:
Teodora Cantacuzena
Trisnonno materno:
Niceforo Cantacuzeno
Trisnonna materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad Theodorum imperatorem constantinopolitanum

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000
  • (EN) Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press, 1991.
  • (DE) Joseph Freiherr von Hammer-Purgstall, Geschichte des Osmanischen Reiches
  • (EN) Edward Gibbon, The History of the Decline and Fall of the Roman Empire
  • (EN) George Sphrantzes, The Fall of the Byzantine Empire
  • Giorgio Sfranze, Paleologo. Grandezza e caduta di Bisanzio, Sellerio, Palermo 2008, ISBN 88-389-2226-8
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