Disforia di genere

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Disturbo dell'identità di genere)
Jump to navigation Jump to search
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Incongruenza di genere
Specialitàpsichiatria e psicologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-10F64.8 e F64.9
MeSHD000068116
MedlinePlus001527

L' incongruenza di genere, conosciuta anche come DIG (abbreviazione di disforia di genere) è il malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico o nel genere assegnatogli alla nascita.

Il precedente termine "disforia di genere" fu a sua volta rinominato come tale nel DSM-5[1], a causa della stigmatizzazione che il termine "disturbo" comportava. Nel DSM-5 l'incongruenza di genere non è più una categoria dei disordini mentali, ma rappresenta una categoria a sé stante, in quanto le persone transgender sono in grado di intendere e di volere, e non sono affetti da disturbo mentale. Il termine disforia di genere venne introdotto nel 1971 da Donald Laub e Norman Fisk[2].

L'ICD-11, pubblicato il 18 giugno 2018, depatologizza l'incongruenza di genere spostandola dal capitolo dei disturbi mentali a un nuovo capitolo, appositamente creato, sulla salute sessuale in cui è classificata come incongruenza di genere.[3] Nonostante sia chiaramente provato che non si tratti di un disturbo mentale viene mantenuto nell'ICD per le significative cure mediche che la condizione richiede.[4]

L' incongruenza di genere è indipendente dall'orientamento sessuale[5] e non va confuso con esso[6]: infatti le donne e gli uomini transessuali possono avere qualsiasi orientamento sessuale e sentimentale, ad esempio possono essere eterosessuali, omosessuali, bisessuali o asessuali. L'identificazione nel sesso opposto ed il relativo disagio provocato da questa condizione possono essere avvertiti già in fase preadolescenziale. Alcuni studi hanno trovato un rapporto fra orientamento sessuale e persone con transessualismo primario o secondario.[7]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il DSM-IV[modifica | modifica wikitesto]

L' incongruenza di genere era catalogata fra i disturbi mentali del DSM-IV (2000) (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), fino al 18 giugno 2018, data in cui l'OMS ha depatologizzato l'incongruenza di genere spostandola dal capitolo dei disturbi mentali a un nuovo capitolo, appositamente creato, sulla salute sessuale. Viene definito transgender (per l'ottenimento del consenso per il cambio di genere) solo chi non ha psicopatologia associata, in altre parole, chi non ha un disturbo mentale.

Secondo il DSM-IV, i criteri diagnostici per identificare l'incongruenza di genere erano i seguenti:[8]

  1. Il soggetto si identifica in maniera intensa e persistente con individui di sesso opposto a quello biologico.
  2. Questa identificazione non deve essere semplicemente un desiderio di qualche presunto vantaggio culturale derivante dall'appartenenza al sesso opposto (a quello biologico).
  3. Deve esserci l'evidenza di una condizione di malessere persistente o di estraneità riguardo al proprio sesso biologico.
  4. Forte desiderio di appartenere al genere opposto.
  5. L'individuo non deve presentare una condizione di intersessualità (es. sindrome di insensibilità agli androgeni o iperplasia surrenale congenita)
  6. Forte desiderio di essere trattato come un membro del genere opposto.
  7. Deve esserci un disagio clinicamente significativo o compromissione in ambito sociale, lavorativo e nelle relazioni interpersonali.

Secondo il DSM-5[modifica | modifica wikitesto]

L' incongruenza di genere è catalogata nel DSM-5 (2013) in una categoria a sé stante, ove il disturbo stesso è la sofferenza provata dagli individui il cui sesso assegnato alla nascita non coincide col genere percepito.

Secondo il DSM-5, i criteri diagnostici per identificare l'incongruenza di genere sono i seguenti, e devono esserne presenti almeno due e per almeno 6 mesi:

  1. Marcata incongruenza tra genere esperito e caratteristiche sessuali primarie/secondarie.
  2. Forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali primarie e/o secondarie a causa della marcata incongruenza col genere esperito.
  3. Forte desiderio per le caratteristiche sessuali del genere opposto.
  4. Forte desiderio di appartenere al genere opposto.
  5. Forte desiderio di essere trattato come un membro del genere opposto.
  6. Forte convinzione di avere sentimenti e reazioni tipici del genere opposto.

La condizione dev'essere associata inoltre a sofferenza clinicamente significativa o a compromissione del funzionamento in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

Il percorso di transizione[modifica | modifica wikitesto]

In Italia il riassegnamento di genere è regolato dalla legge 14 aprile 1982 n. 164 "Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso". Il protocollo seguito da quasi tutte le strutture è quello proposto dall' ONIG (Osservatorio Nazione sull'identità di Genere). Esiste però anche il protocollo WPATH (World Professional Association for Transgender Health), seguito in ambito internazionale. In Italia, attualmente solo dall'Azienda Ospedaliera Universitaria "Gaetano Martino" di Messina e dall'ex DiSEM di Genova.

Il protocollo ONIG prevede l'affiancamento ad un sostegno psicologico per una durata minima di sei mesi, la quale ha una doppia valenza, diagnostica e terapeutica/supportiva. Una volta accertata l' incongruenza di genere e si ritenga che la persona transgender sia pronta ad affrontare la seconda fase del percorso di transizione, viene esaminata l'opportunità di autorizzare la TOS (Terapia Ormonale Sostitutiva), in accordo con un endocrinologo. Lo scopo della TOS è quello di modificare i caratteri sessuali terziari, femminilizzando l'aspetto nelle donne MtF (da maschio a donna) e mascolinizzandolo negli uomini FtM (da femmina a uomo), ed inibire manifestazioni fisiche proprie del sesso biologico di appartenenza. Contestualmente all'inizio della TOS la persona transgender, sempre seguita dal supporto psicologico, passa così ad un'altra fase, il "Test di vita reale" (RLT, Real Life Test), adottando il ruolo del genere di appartenenza.

Trascorsi due anni dall'inizio del percorso psicologico, la persona transgender che intenda cambiare i documenti e accedere alle operazioni chirurgiche dovrà prima di tutto presentare un'istanza al tribunale della zona di residenza, attraverso un proprio legale di fiducia, portando poi in un secondo momento le dovute perizie di parte. Queste verranno utilizzate a supporto della richiesta di autorizzazione.

Gli interventi chirurgici[modifica | modifica wikitesto]

La Riconversione Chirurgica di Sesso (RCS), anche detta Sex reassignment Surgery (SRS), è quella serie di interventi chirurgici che una persona transgender può fare, successivamente all'autorizzazione del Tribunale. Fino al 2015, in Italia, la RCS era obbligatoria ai fini del cambio di nome e di sesso sui documenti anagrafici.

Uno dei primi casi nella storia di operazione chirurgica su una persona transgender risale al 1930, fu l'artista danese Lili Elbe.

Incidenza[modifica | modifica wikitesto]

Fonti diverse indicano stime diverse sul numero di individui con disturbi dell'identità di genere:

  • 1 su 10-12.000 nati maschi e 1 su 30.000 nati femmine[9][10].
  • 1 su 30.000 nati maschi e 1 su 100.000 nati femmine[11][12].

La legge in Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, dopo una mobilitazione del Movimento Italiano Transessuali e dei Radicali[13], che sensibilizzò l'opinione pubblica sulla questione, si arrivò alla legge 164 del 14 aprile 1982[14], recante la disciplina per la rettificazione del genere sentito e conseguentemente del nome anagrafico, a favore delle persone transgender. Questa legge ha costituito per il nostro ordinamento un esempio importante di civiltà giuridica e rispetto dei diritti fondamentali della persona.

Ne deriva che la legge n. 164 riconosce quindi alle persone transessuali la loro condizione ed il genere di transizione. La legge recita all'art. 3:

«Il tribunale, quando risulta necessario un adeguamento dei caratteri sessuali da realizzare mediante trattamento medico-chirurgico, lo autorizza con sentenza. In tal caso il tribunale, accertata la effettuazione del trattamento autorizzato, dispone la rettificazione in camera di consiglio»

(Legge 14 aprile 1982, n. 164)

Nella teoria, dunque, nel caso la persona transgender non ritenga necessario l'intervento chirurgico per raggiungere l'equilibrio, in Italia è possibile comunque ottenere il cambiamento dei dati anagrafici, come ha chiarito una sentenza del Tribunale di Roma nel 2012[15][16]. Nei fatti, si è sempre data una interpretazione rigida della legge e si è dunque sempre ritenuto necessario l'intervento chirurgico al fine dell'adeguamento dei dati anagrafici.

Le persone che hanno concluso, da un punto di vista legale, la transizione da un sesso all'altro possono sposarsi ed adottare.

La Piccola soluzione e la Grande soluzione[modifica | modifica wikitesto]

Come obiettivo di massima della mobilitazione da parte del Movimento Italiano Transessuali e dei Radicali si considerò la legge tedesca (10 settembre 1980, I, nr.1654) che prevedeva due 'tappe' chiamate "soluzioni":

  • PRIMA TAPPA: Attraverso la cosiddetta piccola soluzione si riattribuisce anagraficamente un nome adatto alle istanze della persona transessuale, senza alcuna necessità di interventi ormonali e/o chirurgici sul viso.
  • SECONDA TAPPA: La grande soluzione, che rimane facoltativa, permette (dopo almeno uno o due anni di vita vissuta come appartenente al sesso di elezione e dopo varie verifiche) di accedere all'iter che porta fisicamente alla riassegnazione chirurgica del sesso.

Recentemente[17] in Spagna è stata approvata una legge che consente il cambiamento del nome sui documenti senza dover intervenire chirurgicamente sul proprio corpo e senza procedure giudiziarie. I requisiti richiesti rimangono una diagnosi di "incongruenza di genere" e che la persona richiedente si sia sottoposta almeno da due anni a terapia ormonale, ad eccezione dei casi in cui per motivi, certificati, di salute o età non si possa accedere al trattamento suddetto[18].

L'iter legale recente[modifica | modifica wikitesto]

La legge 164 del 14 aprile 1982 non prevede un regolamento di applicazione, quindi -ad oggi- la procedura giudiziaria è frutto di un'interpretazione tendenzialmente condivisa, che lascia comunque ampi vuoti. La legge non descrive una "normalità" acclarata né una "diversità" certa da correggere, non si esprime in modo rigoroso e restrittivo, quindi dà luogo alla possibilità di non uniformarsi del tutto agli stereotipi di genere.

(si preferisce allegare una perizia tecnica favorevole da un perito di parte accreditato presso il Tribunale stesso)

  • Il Tribunale nel caso lo ritenga necessario nomina un consulente tecnico d'ufficio (ad es. se non si è presentata una perizia autonomamente o nel caso sia prassi consolidata in quella sede)
  • Con la sentenza positiva del tribunale ci si può rivolgere alle strutture ospedaliere per richiedere gli interventi chirurgici: penectomia, orchiectomia ed eventualmente vaginoplastica per le persone trans MtF; mastectomia, isterectomia ed eventualmente falloplastica o clitoridoplastica (metoidioplastica) per le persone trans FtM.
  • Dopo essersi sottoposti agli interventi demolitivi bisogna nuovamente rivolgersi al Tribunale per il cambiamento di stato anagrafico attraverso il quale i documenti d'identità (carta d'identità, passaporto, documenti elettorali, patente di guida, codice fiscale, titoli di studio, licenze, certificati di proprietà)[19] vengono modificati per sesso e per nome, con l'eccezione del casellario giudiziario e l'estratto integrale di nascita, documenti che possono essere richiesti esclusivamente dallo Stato o da Enti pubblici.

Si può osservare che non è semplice eliminare ogni traccia che riguardi il nome ed il sesso originari, nonostante sia questa un'intenzione alla base della legge: i curricula scolastici ed accademici, alcuni attestati e certificazioni in alcuni casi non sono riscrivibili. I diplomi di Laurea e di scuole superiori, tuttavia, sono ottenibili su pergamena originale con il nuovo nome anagrafico, richiedendoli, previa documentazione di sentenza di tribunale attestante l'avvenuto cambio di sesso, ai Provveditorati degli Studi, ai Conservatori di musica, ecc. Le vecchie pergamene saranno contestualmente distrutte a carico degli ufficiali pubblici. Nel caso di figli biologici non è automatica la ri-certificazione.

Da luglio 2017 si può ottenere il cambio di sesso anagrafico anche senza alcun intervento chirurgico. Lo ha stabilito la Corte costituzionale con sentenza n. 180. La prevalenza della tutela della salute dell'individuo sulla corrispondenza fra sesso anatomico e sesso anagrafico, “porta a ritenere il trattamento chirurgico non quale prerequisito per accedere al procedimento di rettificazione (come sosteneva il Tribunale di Trento) ma come possibile mezzo, funzionale al conseguimento di un pieno benessere psicofisico”. [20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata (PDF), su dsm5.org. URL consultato il 28 aprile 2016 (archiviato il 13 ottobre 2013).
  2. ^ Davide Dèttore, I Disturbi dell'Identità di Genere, Ecomind (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2008).
  3. ^ (EN) ICD-11 - Gender incongruence, su icd.who.int. URL consultato il 24 maggio 2019 (archiviato il 1º agosto 2018).
  4. ^ (EN) International Classification of Diseases, su www.who.int. URL consultato il 24 maggio 2019 (archiviato il 20 giugno 2019).
  5. ^ Glossario, Coordinamento Nazionale FTM. URL consultato il 18 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 27 febbraio 2003).
  6. ^ Mirella Izzo, Omosessualità transessuale: un sommerso che emerge, Crisalide Azione Trans, 22 dicembre 2001 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2002).
  7. ^ Mirella Izzo, Transessualismo "primario", "secondario", parafilie, autoginefilia: Alcune riflessioni, ArciTrans, 9 aprile 2001 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2001).
  8. ^ (EN) Diagnostic criteria for Gender Identity Disorder, BehaveNet Clinical Capsule (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2015).
  9. ^ Peggy Cohen-Kettenis, Disturbi dell'identita' di genere: eziologia, prevalenza e management clinico, Psychomedia. URL consultato il 18 giugno 2007 (archiviato l'11 giugno 2007).
  10. ^ Wendy Moelker, Dati statistici sulla transessualità e sui disordini di identità sessuale, Web4Health. URL consultato il 13 febbraio 2015 (archiviato il 31 luglio 2012).
  11. ^ Disturbi dell'identità di genere. Transessualismo, Manuale Merck. URL consultato il 18 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  12. ^ Deliberazione della giunta regionale 4 settembre 2003.n.1324; L.R. n. 28/2000, art. 20, comma 8. Approvazione protocolli diagnostico terapeutici relativi alle prestazioni rese in regime di day hospital e day surgery. Autorizzazione regionale. 4° Provvedimento. (Allegato B), Sito ufficiale della regione Puglia. URL consultato il 18 giugno 2007 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2007).
  13. ^ 1979: All'interno del Partito Radicale milanese, Pina Bonanno fonda il MIT (Movimento Italiano Transessuali). Aderiscono Roberta Franciolini per il Piemonte, Gianna Parenti per la Toscana, Roberta Ferranti per il Lazio, Marcella di Folco per l'Emilia-Romagna.[senza fonte] Per un approfondimento vedere M.I.T.
  14. ^ Legge 14 aprile 1982, n. 164, in materia di "Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso."
  15. ^ Notizia Flash dal Tribunale di Roma – Sesso - Blog - L'Espresso, su sesso.blogautore.espresso.repubblica.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato il 21 aprile 2014).
  16. ^ il trattamento medico-chirurgico previsto dalla legge n. 164/82 è necessario nel solo caso in cui occorre assicurare al soggetto transessuale uno stabile equilibrio psicofisico, ossia nel solo caso in cui la discrepanza tra il sesso anatomico e la psicosessualità determini un atteggiamento conflittuale di rifiuto dei propri organi sessuali. Pertanto deve ritenersi che, nei casi in cui non sussista tale conflittualità, non è necessario l'intervento chirurgico per consentire la rettifica dell'atto di nascita
  17. ^ Legge votata il 1º marzo 2007
  18. ^ Progetto di legge sulla rettificazione dati relativi al sesso nei registri civili, su www.crisalide-azionetrans.it. URL consultato il 13 aprile 2013 (archiviato il 21 marzo 2012).
  19. ^ Osservatorio Nazionale sull'Identità di Genere, Il percorso in pillole, su onig.it (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2015).
  20. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2017-07-14/corte-costituzionale-si-puo-cambiare-sesso-anche-senza-chirurgia-113833.shtml

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàThesaurus BNCF 59755 · LCCN (ENsh85053731 · GND (DE7586903-2 · NDL (ENJA00844164