Cancro e medicina alternativa

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Manifesto statunitense degli anni Trenta che invita a non fidarsi di quei medici che promettono di guarire il cancro

La medicina alternativa ha spesso proposto "trattamenti alternativi contro il cancro"[1], avanzando la pretesa che i propri rimedi fossero utili a curare il cancro, a volte dando vita a teorie del complotto che sostengono che la comunità scientifica ostacolerebbe le vere cure poiché meno costose, o per altri motivi.[2].

Altre volte, semplicemente, le medicine alternative e la pseudoscienza sostengono teorie non verificate sulla genesi stessa dei tumori, oltre che sui rimedi. Esempi della suddette terapie sono "Il cancro è un fungo"[3] (sostenuta da un ex medico radiato), il metodo Di Bella, la nuova medicina germanica e la terapia contro il cancro proposta nell'omeopatia.

Storia e tipologie varie[modifica | modifica sorgente]

"Trattamenti alternativi per il cancro" è un'espressione che si riferisce a tutte quelle presunte cure che non sono state approvate dalle agenzie pubbliche responsabili della regolamentazione dei farmaci. Essi comprendono diete, esercizio fisico, uso di sostanze chimiche e farmaci, erbe, dispositivi e procedure manuali, prescrizioni religiose, ed altro. I trattamenti possono essere stati testati e non supportati da studi in peer review, o perché non è stata condotta una corretta sperimentazione, o perché il test non ha dimostrato significativa efficacia statistica (non è sufficiente quindi un numero limitato di successi o varie testimonianze). Alcuni di essi possono essere pericolosi.[1]

Non vanno confusi con i trattamenti sperimentali, che sono trattamenti per i quali la prova sperimentale è attualmente in corso. Ad esempio la chemioterapia dei tumori oggi utilizzata è stata considerata un trattamento contro il cancro sperimentale prima di ricevere l'approvazione, ed al momento sono in fase di sperimentazione avanzata nuovi promettenti approcci farmacologici basati sulla biologia molecolare delle cellule neoplastiche (targeted therapy). In entrambi i casi non si può parlare di trattamenti alternativi, nemmeno durante la fase di sperimentazione, in quanto hanno seguito la normale procedura di validazione delle cure secondo standard accettati dalla comunità scientifica, cosa che le differenzia dalle cure alternative, le quali basano la presunta prova di efficacia sull'aneddotica, sui casi singoli o su un presunto principio di autorità, spesso autocertificato.

Tali terapie possono essere classificati sostanzialmente in tre gruppi: i trattamenti alternativi offerti come un sostituto per il trattamento medico standard (ad esempio il metodo Di Bella)[4]; trattamenti alternativi come aggiunta al trattamento standard (le varie diete anticancro[5] o l'Escoazul)[6], e trattamenti proposti in passato ma ritenuti obsoleti, dannosi e inutili, che tuttavia godono ancora di alcuni sostenitori (come il Siero Bonifacio).[7][8].

Dal 1940 in poi, la scienza medica ha sviluppato i chemioterapici antineoplastici, approfondito l'uso della radioterapia (introdotta ai primi del XX secolo), la terapia adiuvante, la terapia ormonale e le più recenti terapie mirate personalizzate, così come la chirurgia per rimuovere il cancro (la terapia è usata fino dall'antichità, ma che ha fatto grandi passi avanti nel Novecento). Prima dello sviluppo di questi moderni trattamenti e almeno fino agli anni sessanta, il 90% dei malati di cancro morivano entro cinque anni.[9]

Le critiche dei sostenitori delle terapie alternative all'oncologia[modifica | modifica sorgente]

Tuttavia, mentre con l'utilizzo delle tecniche appartenenti alla medicina certificata secondo le moderne metodiche scientifiche (EBM) la durata della vita, nella maggioranza dei casi, viene prolungata o in casi consistenti si perviene alla guarigione completa[10], alcune di queste tecniche, in particolare alcuni chemioterapici, hanno effetti collaterali che vanno dal fastidioso e/o sgradevole, come il vomito, la stanchezza e l'alopecia nella tossicità acuta, fino ad effetti potenzialmente letali, sia dovuti a tossicità acuta sia cronica, come la distruzione temporanea del sistema immunitario e del midollo osseo (in caso di trattamenti massicci), problemi al fegato e al cervello, sviluppo di nuovi tumori indipendenti, patologie cardiache; ciò impedisce una cura pesante e integrale che potrebbe eliminare le metastasi, da un lato, ma uccidere anche il paziente stesso.[11][12] Inoltre la guarigione può essere certificata e sicura solo dopo 5-10 anni dalla totale scomparsa delle cellule cancerose e molti pazienti con tumori in stadio avanzato muoiono comunque nonostante le cure, prima di cinque anni o anche dopo, in caso di recidive.[13]

Questi effetti collaterali e l'incertezza del successo creano l'attrazione dell'opinione pubblica e dei pazienti per i trattamenti alternativi contro il cancro, con l'intento di causare meno effetti collaterali o la speranza (priva di riscontri) di aumentare i tassi di sopravvivenza, oltre che a causa di una sfiducia generalizzata verso la ricerca oncologica che, secondo i detrattori, non avrebbe fatto significativi passi negli ultimi quarant'anni, nonostante le ingenti somme stanziate dagli Stati, dalle industrie farmaceutiche e a quelle raccolte tramite la beneficenza.[13]

La mancata efficacia dei metodi alternativi[modifica | modifica sorgente]

I trattamenti alternativi al cancro non hanno in genere studi clinici riconosciuti, o i risultati non sono stati pubblicati a causa del rifiuto di pubblicare dati che mostrano che un trattamento non funziona. Tra coloro che sono stati pubblicati, la metodologia è spesso scarsa. Se gli studi esistono, come nel metodo Di Bella, essi sono commissionati ed effettuati dagli stessi sostenitori della terapia o condotti in maniera parziale e considerata inappropriata.[14] Al 2006 la revisione sistematica di 214 articoli che coprono 198 sperimentazioni cliniche dei trattamenti alternativi al cancro ha concluso che quasi nessuno ha garantito un'utilità ai pazienti, a qualsiasi dose vengano somministrati i componenti.[15] Questi tipi di trattamenti spesso appaiono e scompaiono rapidamente, a volte spinti da campagne popolari o giornalistiche, a volte anche con fini politici (come nel caso della Nuova medicina germanica[16]), verso sperimentazioni che non hanno successo, o verso condanne giudiziarie.[17]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tumori e medicina alternativa
  2. ^ ad esempio vedere l'opinione di Massimo Mazzucco, in Cancro, le cure proibite, documentario visionabile su Youtube e la Biografia di Ryke Geerd Hamer, 'Mednat' (sito) http://www.mednat.org/cancro/hamer_biografia.htm, consultato il 18 aprile 2010
  3. ^ Tullio Simoncini, Il cancro è un fungo. La rivoluzione nella cura dei tumori
  4. ^ I criteri del metodo Di Bella
  5. ^ David Servan-Schreiber, Anticancro (prevenire e combattere i tumori con le nostre difese naturali)
  6. ^ Tumori, la tossina che alimenta speranze e dubbi
  7. ^ Cure alternative tumori
  8. ^ Ritorna in vendita anche il " siero Bonifacio "
  9. ^ Dati riportati dalla Fondazione Veronesi
  10. ^ Chemioterapia: sito AIRC
  11. ^ Tossicità emopoietica: linee guida
  12. ^ Effetti collaterali della chemioterapia e loro gestione
  13. ^ a b Le cure alternative naturali al cancro
  14. ^ MedBunker: dossier Di Bella
  15. ^ Vickers AJ, J Kuo, Cassileth BR Agenti non antitumorali: una revisione sistematica di studi clinici Journal of Clinical Oncology 24 1pagine 136 -40, 2006 gennaio
  16. ^ Dossier su Hamer
  17. ^ La cura Simoncini: una bufala pericolosa

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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