Time (Pink Floyd)

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Time
Artista Pink Floyd
Tipo album Singolo
Pubblicazione 4 febbraio 1974
Durata 7:01 (versione album)
3:33 (versione singolo)
Album di provenienza The Dark Side of the Moon
Dischi 1
Tracce 2
Genere Rock progressivo
Etichetta Harvest
Produttore Pink Floyd
Registrazione giugno 1972–gennaio 1973, Abbey Road Studios, Londra
Formati 45 giri
Note #34 (Mainstream)
Pink Floyd - cronologia
Singolo precedente
(1973)
Singolo successivo
(1975)

Time è un singolo del gruppo musicale britannico Pink Floyd, il secondo estratto dall'ottavo album in studio The Dark Side of the Moon e pubblicato il 4 febbraio 1974.

È l'ultimo dei pochi brani nella carriera dei Pink Floyd ad essere stato composto a "otto mani" dai quattro componenti del gruppo (Roger Waters, David Gilmour, Richard Wright, Nick Mason), assieme a A saucerful of secrets, Party sequence, Main theme, Ibiza bar, More blues, Quicksilver, Echoes, Interstellar Overdrive e Pow R. Toc H. (le ultime due sono accreditate però a Barrett, Mason, Waters e Wright). Le strofe sono cantate da Gilmour, mentre i ritornelli da Wright.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

The Dark Side of the Moon (così come altri album dei Pink Floyd) è celebre per i suoi numerosi effetti sonori, ad opera di Alan Parsons (tecnico del suono dell'album), che aprono o chiudono i brani, spesso collegandoli tra loro. L'introduzione di Time è quanto mai celebre: un sommesso ticchettio di orologi viene bruscamente interrotto dal fragoroso suono di sveglie e pendoli. Alan Parsons anni più tardi rivelò che le varie sveglie non furono sovraincise, ma pazientemente tutte sincronizzate in una stanza per suonare nello stesso momento con un frastuono assordante. Da notare in questo brano come in tutto l'album che chitarre (ritmiche) e il pianoforte elettrico Wurlitzer sono perfettamente divise sui canali sinistro e destro rendendo ancor più l'effetto "spaziale" dell'insieme.

A questo punto, lunghissime note basse di basso/chitarra e piccole improvvisazioni di pianoforte elettrico Fender Rhodes generano un tappeto musicale su cui si sviluppa un assolo di Rototom, producendo un'atmosfera eterea, di sospensione temporale.

Tale introduzione eterea si interrompe bruscamente, spezzata da alcuni colpi di rullante, a cui segue la strofa cantata da David Gilmour, dall'impostazione più prettamente rock: fa il suo ingresso ogni strumento, tra cui la batteria (che segue un tempo regolare), mentre il piano Wurlitzer segue un tempo sincopato.

Durante il ritornello, il clima si distende: l'ingresso della voce di Rick Wright accompagnato da cori femminili e dell'organo Hammond generano un'atmosfera più soft; ma, non appena finito il cantato, riprende la parte strumentale rockeggiata, su cui si sviluppa uno dei più noti ed apprezzati assoli di chitarra di Gilmour. L'assolo continua anche nella sequenza strumentale del ritornello.

Dopo l'assolo, riprende la seconda strofa cantata, seguita dal secondo ritornello, aventi una musicalità pressoché identica ai primi. Il secondo ritornello, però, modula gli accordi finali in modo da potersi "innestare" in Breathe (Reprise), brano successivo che però nell'album costituisce un'unica traccia insieme a Time, pur non avendo tematiche comuni.

Da notare che ogni due battute il basso viene rimarcato con una nota di sintetizzatore EMS VCS3.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Il testo, scritto da Roger Waters, nella prima strofa, descrive il modo in cui spesso, nella gioventù, ci si lascia placidamente scivolare addosso il tempo, poiché esso sembra trascorrere lentamente e in modo tedioso («Tu sei giovane e la vita è lunga e c'è ancora tempo da sprecare oggi»)[1]. La stessa cosa avviene nel primo ritornello, al termine del quale però ci si rende improvvisamente conto che «dieci anni ti sono passati davanti».

Dopo la parte strumentale, comincia la seconda strofa: ci si è resi conto troppo tardi del tempo perduto e non resta che rincorrerlo con ogni forza, senza poterlo mai – ovviamente – recuperare: «il sole è sempre lo stesso, relativamente parlando, ma tu sei più vecchio, con il fiato più corto e con un giorno in meno da vivere» Stesso concetto del ritornello, in cui ci si rende conto che «gli anni si stanno accorciando», e che l'unico modo di sopravvivere nella società moderna è quello di «tirare avanti in una calma disperazione».

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

45 giri (Stati Uniti)[1]
  • Lato A
  1. Time – 3:33
  • Lato B
  1. Us and Them – 3:15

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti
  • Doris Troy, Lesley Duncan, Liza Strike e Barry St. John – coro

Breathe (Reprise)[modifica | modifica wikitesto]

Breathe (Reprise)
Artista Pink Floyd
Autore/i David Gilmour, Richard Wright, Roger Waters
Genere Rock progressivo
Pubblicazione
Incisione The Dark Side of the Moon
Data 24 marzo 1973
Etichetta Harvest (Regno Unito)
Capitol (Stati Uniti)
Durata 42:57
The Dark Side of the Moon – tracce
Precedente

Breathe (Reprise), che durante le sessioni di registrazione era stata chiamata provvisoriamente Home Again,[2] è un brano musicale incluso in Time.

Nonostante il brano non venga considerato a sé stante all'interno dell'album, sia all'interno del vinile che nel libretto del CD, il testo di Breathe (Reprise) viene separato da quello di Time.[3][4]

Nella lista tracce di due album pubblicati da David Gilmour nel corso della sua carriera solista, ovvero Live in Gdańsk e Remember That Night, Breathe (Reprise) e Time vengono separati e considerati come due brani distinti.

Struttura musicale[modifica | modifica wikitesto]

L'inizio di questo brano è facilmente rintracciabile ad un minuto e dieci secondi dalla fine di Time, non appena Gilmour e Wright finiscono di cantare il verso:

(EN)
« The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say »
(IT)
« Il tempo è andato, la canzone è finita, ho pensato che avrei qualcosa di più da dire[5] »
(Testo di Roger Waters[6])

Il canto di un quartetto femminile funge poi da "ponte" tra la fine di Time e l'inizio di Breathe (Reprise). Tale coro introduce un tema musicale pacato, più lento rispetto a quello di Time e musicalmente quasi identico a quello di apertura di Breathe, in Si minore;[7] infatti gli accordi di La maggiore e Mi minore (con alcune variazioni) che aprono il brano formano una sequenza che viene eseguita due volte: una prima volta come introduzione, mentre una seconda volta come accompagnamento alla voce di Gilmour. Si passa poi a un giro di accordi più complesso del precedente, simile a quello che costituisce il ritornello di Breathe.[8][9] In quest'ultima sequenza musicale, corrispondente ai quattro versi conclusivi della parte cantata da Gilmour, si aggiunge il controcanto di Wright: l'affinità delle voci dei due membri dei Pink Floyd fu, a detta di Waters, uno dei punti di forza di tutto l'album.[2]

Gli strumenti presenti nel brano, eccezion fatta per la parte di slide guitar, che non è presente, sono gli stessi di Breathe: batteria, organo Hammond (che genera il tappeto sonoro di sottofondo), piano Wurlitzer, basso elettrico e chitarra elettrica, distorta mediante un Univibe (un chorus particolare, attualmente disponibile solo in una versione leggermente diversa da quella utilizzata da Gilmour all'epoca) e un compressore.[10] Il risuono dell'ultima nota suonata dall'organo chiude Time/Breathe (Reprise), introducendo il successivo brano The Great Gig in the Sky.

Testo e significato[modifica | modifica wikitesto]

La traccia venne ritenuta dagli stessi Pink Floyd una ripresa di Breathe, poiché entrambe trattano argomenti affini fra loro: agli affanni che affliggono l'uomo, citati in Breathe, si contrappone in questa canzone il forte bisogno da parte delle persone di concedersi alcuni desideratissimi attimi di riposo. Questo concetto è ancora più rimarcato dal testo che lo introduce, quello di Time. Quest'ultimo, infatti, parla di come gli uomini, una volta capito quanto tempo hanno sprecato nella loro vita, "corrano" per tentare di recuperarlo;[6] per questa ragione le persone sentono sempre di più la nostalgia di casa e le occasioni in cui ci si può concedere il lusso di rilassarsi e di ritirarsi in solitudine diventano rare.[6]

Si può notare anche come gli ultimi tre versi del testo introducano l'argomento della religiosità e della morte, entrambi trattati nel brano successivo, The Great Gig in the Sky:[6] basti pensare che esso inizialmente era stato intitolato come la Religion [Song].[2]

Autori del brano[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa con certezza chi tra i quattro componenti dei Pink Floyd abbia composto Breathe (Reprise), dal momento che all'interno dell'album essi non vengono menzionati. Si possono però formulare due ipotesi:

  • Considerare coloro che hanno composto Time (ossia: David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason per la musica, Roger Waters per il testo)[6] come autori di questo brano, dal momento che Breathe (Reprise) funge da coda a Time
  • Ritenere che i compositori di Breathe (Gilmour e Wright per la musica e Waters per il testo)[6] siano gli stessi di questo brano, essendone la continuazione.

Altre versioni[modifica | modifica wikitesto]

Dettaglio del palco del Live 8 all'Hyde Park di Londra durante l'esibizione dei Pink Floyd, occasione in cui essi hanno eseguito Breathe e Breathe (Reprise) l'una di seguito all'altra

Questa traccia venne sempre eseguita durante il tour successivo alla pubblicazione di The Dark Side of the Moon; ma essa fece parte anche dei pochi brani suonati dai Pink Floyd in occasione del Live 8, una serie di 10 concerti organizzati nelle nazioni appartenenti al G8 in occasione del 20º anniversario del Live Aid. Uno di questi dieci spettacoli, quello tenutosi all'Hyde Park di Londra, fu infatti teatro della reunion della formazione classica della band. In tale occasione il brano venne accorpato alla canzone Breathe, fungendone da conclusione. L'esecuzione dei Pink risulta essere di ottima qualità: il tema iniziale di Breathe, ripetuto tra i due brani, innesta Breathe (Reprise) in maniera del tutto naturale.[11] D'altronde, come già accennato, le due canzoni godono dello stesso tema musicale (costituito da accordi molto simili, per non dire addirittura uguali) e di testi affini fra di loro.

Bisogna anche dire che fino ad allora l'unione delle due tracce era stata eseguita come cover solamente da un gruppo canadese, i Sea of Green, durante la registrazione dell'album Time to Fly. Per la band londinese questa era invece una novità assoluta. Nel film documentario The Making of The Dark Side of The Moon, pubblicato nel 2003, è presente una variante unplugged di questa canzone, che viene suonata solo da David Gilmour ed è leggermente più corta dell'originale: dura 54 secondi.[2] Un'altra versione di questo brano è presente sia nell'album live Pulse che nell'omonimo film, nei quali cambia dall'originale per un piccolo particolare: gli ultimi tre versi del testo che chiudono Breathe (Reprise) sono accompagnati anche dal suono dei rintocchi di una campana[12] (tra l'altro molto simili a quelli presenti in High Hopes a partire dal decimo secondo della canzone[13]); l'esecuzione dal vivo enfatizzata perciò il riferimento alla "campana di ferro" (in inglese "iron bell"),[5] come invece non avviene nella versione in studio del brano.

Anche nella raccolta del 2001 Echoes: The Best of Pink Floyd il finale di Breathe (Reprise) viene leggermente modificato: in tale album la nota di tastiera che, risuonando, chiude il brano, viene accompagnata anche dal rumore del vento, per poter introdurre così la canzone successiva: The Fletcher Memorial Home. In questa raccolta, così come nel Dark Side, Breathe (Reprise) venne inciso senza però essere considerato, nella track list allegata, come un brano a sé stante.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Pink Floyd – Time / Us And Them in Discogs, Zink Media, Inc. URL consultato il 31 luglio 2014.
  2. ^ a b c d The Making of The Dark Side of The Moon (DVD). Eagle Rock Entertainment, 26 agosto 2003.
  3. ^ (EN) Pink Floyd – The Dark Side Of The Moon (Vinyl, LP, Album) in Discogs, Zink Media, Inc.
  4. ^ (EN) Pink Floyd – The Dark Side Of The Moon (CD, Album) in Discogs, Zink Media, Inc. URL consultato il 31 luglio 2014.
  5. ^ a b The Dark Side of the Moon - Testi completi con traduzione in Italiano, by Marcello e Lara Mancini, spazioinwind.libero.it. URL consultato il 25 marzo 2011.
  6. ^ a b c d e f Mabbett, op. cit.
  7. ^ Consultando lo schema degli accordi di Breathe (Reprise), nelle note successive si può notare come il pezzo chiuda sul Si minore e sia costituito da accordi di Re, Sol e La maggiore, che sono appunto gli accordi maggiori delle scale di Re maggiore/Si minore
  8. ^ Tablatura di Breathe, 911Tabs.com. URL consultato il 27-11-2011.
  9. ^ Accordi di Breathe (Reprise), tabs.ultimate-guitar.com. URL consultato il 27-11-2011.
  10. ^  accordoTV. Gilmour sound Pt.3. YouTube, 2 luglio 2009. URL consultato in data 31 luglio 2014.
  11. ^ Esecuzione di Breathe e Breathe (Reprise) al Live 8, youtube.com. URL consultato il 24-03-2011.
  12. ^ P•U•L•S•E (DVD). EMI Records, 29-05-1995
  13. ^ Chi desidera effettuare il confronto personalmente non deve far altro che ascoltare High Hopes, versione studio, ed effettuare un raffronto con la chiusura di Breathe (Reprise) in Pulse

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