Neutralità della rete

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"Neutralità della Rete" si riferisce a una rete che non discrimina in base al contenuto

La neutralità della rete (nota anche con i termini inglesi network neutrality, net neutrality, internet neutrality o NN), è un principio giuridico, riferito alle reti residenziali a banda larga che forniscono accesso a Internet, servizi telefonici e trasmissioni televisive.

La definizione esatta varia, ma viene ritenuta "neutrale", dalla maggior parte dei sostenitori di questo principio, una rete a banda larga che sia priva di restrizioni arbitrarie sui dispositivi connessi e sul modo in cui essi operano, cioè dal punto di vista della fruizione dei vari servizi e contenuti di rete da parte dell'utente finale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Si può argomentare che praticamente nessuna rete è completamente neutrale, per cui la neutralità rappresenta una condizione teorica verso la quale, secondo i sostenitori della sua opportunità, gli operatori e le reti possono idealmente tendere[1][2][3]

Il termine è stato coniato nell'ambito delle leggi europee sulle telecomunicazioni, più o meno nel 2003[senza fonte], ed è stato poi importato negli Stati Uniti, quando la Federal Communications Commission (FCC) ha iniziato a considerare la ri-classificazione delle DSL residenziali come Information Service, servizi informativi, così come era per le connessioni a Internet basate su cavo. I sostenitori della net neutrality non si opponevano ad una regolamentazione omogenea ma ritenevano che entrambi questi servizi dovessero essere trattati come Telecommunications Service cioè come servizi di telecomunicazioni, così come il telefono e gli altri servizi tipicamente gestiti da società telefoniche.

Per poter competere con il servizio "Triple play" (cioè: internet, televisione, telefono) delle compagnie che gestiscono le connessioni via cavo, le società di telecomunicazioni hanno proposto la separazione del traffico televisivo e telefonico da quello internet.

Poiché questa pratica è comune sulle reti via cavo, i critici della net neutrality sostengono che proibirla sulle reti DSL è arbitrario e ingiusto. Di conseguenza, la "net neutrality" è stata accusata di essere "una soluzione in cerca di un problema" e di eliminare gli incentivi all'aggiornamento delle reti ed al lancio di servizi internet di nuova generazione.[4] Bob Kahn, primario inventore di internet, sostiene che la net neutrality è uno slogan dogmatico che bloccherebbe la sperimentazione e i miglioramenti nel cuore di Internet[5]. Il punto di vista di Kahn è condiviso dalla maggior parte degli ingegneri di rete senior, con l'eccezione rilevante di Vint Cerf, attualmente dirigente di Google[6].

Ad ogni modo, gli attivisti temono che le compagnie di telecomunicazione possano usare questo potere per discriminare tra i vari tipi di traffico, introducendo balzelli e pedaggi per i produttori di contenuti, in particolare se concorrenti. La loro preoccupazione è che il mancato pagamento possa portare ad un servizio scadente o del tutto assente che renda impossibile accedere ad alcuni siti web o ad alcuni servizi o l'uso di alcune applicazioni. Almeno una delle più importanti società di telecomunicazioni americane ha supportato questa idea.[7]

Coloro che propongono la neutralità sostengono che le telecom cercano di imporre il modello di servizio "a livelli" più per il proposito di guadagnare di più dal loro controllo sui cavi che dai contenuti.[8] Altri hanno espresso la loro idea che la net neutrality sia particolarmente importante come mezzo per mantenere le proprie libertà, in quanto una rete non neutrale potrebbe decidere di rendere inaccessibili informazioni o servizi giudicati inadeguati.[9] Bob Kahn dice di temere che internet possa frammentarsi e vorrebbe vedere meccanismi a livello di policy che prevengano i gestori di reti dall'escludere gli utenti da certi servizi.[5].

Vi è, infine, una terza posizione, espressa da Jeffrey Birnbaum, opinionista del Washington Post, secondo cui il dibattito sull'argomento è oggetto di una martellante sovraesposizione mediatica, mentre le tesi e le ragioni avanzate da entrambi sono da considerarsi "vaghe e fuorvianti"[10].

Se la neutralità della rete venisse a mancare, ci si potrebbe trovare a scegliere un provider di accesso a internet sulla base dei contenuti (siti web, servizi VoIP, ecc.) che si possono utilizzare con quel provider: i provider potrebbero fornire il servizio di connessione a internet favorendo alcuni contenuti del web rispetto ad altri. Sarebbe un'architettura di rete basata sui "favoritismi", progettata affinché taluni servizi possano avere vantaggi rispetto ad altri, che permetterebbe la creazione di un nuovo mercato tra fornitori di contenuti per il web e Internet Service Provider.

La neutralità della rete è recentemente minacciata dai legislatori statunitensi che, spinti dalle richieste di grandi provider, stanno valutando l'introduzione di quella che viene chiamata Internet a 2 velocità, ovvero una riforma alla legislazione sulle telecomunicazioni; tale riforma, se pure si realizzasse solo negli Stati Uniti d'America, avrebbe ripercussioni che interesserebbero tutto il globo, data la natura internazionale di Internet.

Schierati a favore della riforma di abbattimento del criterio di neutralità spiccano AT&T, gigante mondiale delle telecomunicazioni, e il partito degli ISP formato da Verizon, BellSouth e Comcast.

Si oppongono invece con forza, oltre ai progettisti di Internet tra cui spiccano Tim Berners-Lee e Vint Cerf, aziende come Google, Microsoft, eBay e Amazon.com.

Secondo Markus Hofmann, direttore dei Bell Labs, la crescita esponenziale del traffico internet potrebbe spingere comunque a una revisione dell'architettura della rete prima che questa raggiunga i suoi limiti: si renderà necessaria una maggior "consapevolezza" della rete rispetto ai dati in transito (con mezzi come il deep packet inspection) che gli permetta di riconoscere livelli di priorità diversi e di privilegiare, migliorando la propria efficienza, il traffico a priorità più elevata, in modo analogo a quanto accade con le regole di priorità assegnate dal codice della strada ai diversi autoveicoli che circolano sulla rete stradale[11].

Il 14 gennaio 2014 la Corte d'appello di Washington, in una causa intentata da Verizon, ha stabilito che le regole della Federal Communications Commission non sono valide[12]. Questa sentenza ha reso necessaria una rivalutazione della FCC sul traffico della rete. In aprile del 2014 alcune indiscrezioni stampa hanno parlato di una riforma della net neutrality[13], scatenando diverse polemiche: la riforma verrebbe contestata come una marcia indietro dell'Open Internet Order, in favore di una commercializzazione della rete[14][15]. Tom Wheeler, presidente della FCC, ha pubblicato una nota che chiarifica la posizione della FCC sulla questione[16].

Definizioni di Network Neutrality[modifica | modifica wikitesto]

Sono in uso definizioni diverse ma correlate di "neutralità della Rete":

Tim Wu[modifica | modifica wikitesto]

(accademico che ha reso popolare il termine)

"La network neutrality è definita nel modo migliore come un principio di progettazione. L'idea è che una rete informativa pubblica massimamente utile aspiri a trattare tutti i contenuti, siti, e piattaforme allo stesso modo. Ciò permette alla rete di trasportare ogni forma di informazione e di supportare ogni tipo di applicazione. Il principio suggerisce che le reti informative abbiano maggior valore quando è minore la loro specializzazione – quando sono una piattaforma per usi diversi, presenti e futuri."[17]

Sir Tim Berners-Lee[modifica | modifica wikitesto]

La "neutralità della Rete" è stata descritta da Tim Berners Lee (inventore del World Wide Web e direttore del World Wide Web Consortium)con queste parole pubblicate sul suo blog[18]:

Vent'anni fa, gli inventori di Internet progettarono un'architettura semplice e generale. Qualunque computer poteva mandare pacchetti di dati a qualunque altro computer. La rete non guardava all'interno dei pacchetti. È stata la purezza di quel progetto, e la rigorosa indipendenza dai legislatori, che ha permesso ad Internet di crescere e essere utile. Quel progetto ha permesso all'hardware e alle tecnologie di trasmissione a supporto di Internet di evolvere fino a renderlo migliaia di volte più veloce, nel contempo permettendo l'uso delle stesse applicazioni di allora. Ha permesso alle applicazioni internet di venire introdotte e di evolvere indipendentemente.
Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno. Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo. Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo. Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare, software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.
Chiunque può scrivere un'applicazione per il Web, senza chiedere a me, o a Vint Cerf, o al proprio ISP, o alla compagnia telefonica, o al produttore del sistema operativo, o al governo, o al fornitore dell'hardware.
La neutralità della rete è questo:
Se io pago per connettermi alla rete con una certa qualità di servizio, e tu paghi per connetterti con la stessa (o una migliore) qualità di servizio, allora possiamo iniziare una comunicazione con quel livello di qualità.
Questo è tutto. I fornitori di accesso ad internet (ISP) hanno il compito di interagire tra loro affinché questo avvenga.
La neutralità della rete NON è chiedere l'accesso ad internet gratuito.
La neutralità della rete NON è affermare che qualcuno non dovrebbe dover pagare di più per una maggiore qualità di servizio. È sempre stato così, e sempre lo sarà.

La posizione di Sir Tim Berners-Lee è che differenti livelli di servizio sono sempre stati possibili e lo saranno sempre.[19].

Susan Crawford[modifica | modifica wikitesto]

(membro del consiglio direttivo dell'ICANN)

Lo strato di trasporto di Internet non dovrebbe essere modellato in accordo con applicazioni particolari ma dovrebbe fornire solo il servizio di trasporto basilare dei pacchetti IP, nella modalità cosiddetta "first come, first served", sul modello della tecnologia originale di Internet, creata nei primi anni '70. La discriminazione nella consegna dei pacchetti sulla base del tipo di traffico (tra cui le pratiche che vanno sotto il nome di "quality of service"), rappresenta invece una forma di non neutralità.

Definizione di Google[modifica | modifica wikitesto]

"La network neutrality è il principio per cui gli utenti di internet dovrebbero avere il controllo su cosa possono vedere e quali applicazioni vogliono usare su internet."[3]

Bob Kahn[modifica | modifica wikitesto]

Bob Kahn, inventore del protocollo TCP e tra i primi ideatori di Internet, ha detto che la net neutrality è uno slogan dogmatico che significa: "niente di interessante può accadere dentro la rete"[20].

Applicazioni della net neutrality[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

  • Il termine "net neutrality" è stato coniato solo recentemente, ma il concetto esisteva anche

all'epoca del telegrafo. Nel 1860, una legge federale degli Stati Uniti a proposito di una linea telegrafica da costa a costa affermava

« ...i messaggi ricevuti da ogni individuo, compagnia, o corporazione, o da ogni linea telegrafia che si connetta a questa a uno dei due capi, deve essere trasmesso in modo imparziale nell'ordine di ricezione, tranne per i messaggi del governo che debbono avere priorità. »
(An act to facilitate communication between the Atlantic and Pacific states by electric telegraph., June 16, 1860)

Questa automazione creò un ambiente "neutrale" maggiormente libero da abusi verso gli utenti telefonici. .[21]

  • Le radici iniziali di Internet furono create al DARPA con il supporto di ufficiali del governo come una rete di ricerca finanziata dagli Stati Uniti (dunque finanziata con soldi pubblici) e governata da una Acceptable Use Policy (AUP) che proibiva attività commerciali. Nei primi '90, essa fu privatizzata e la AUP venne cambiata per ammettere utenti commerciali.
  • Il principio end-to-end di Internet, coniato già nel 1983, sostiene che l'intelligenza della rete non esclude la necessità di intelligenza nei nodi terminali (end systems)

il che permette alla rete di essere "stupida" (dumb) e funzionale per molti scopi diversi.

  • Il progetto Internet2 concluse, nel 2001, che protocolli QoS non erano probabilmente implementabili sulla rete Abilene con l'equipaggiamento disponibile in quel momento.
  • Nel 2003 Tim Wu pubblicò e popolarizzò una proposta per una regola della net neutrality, nel suo documento "Network Neutrality, Broadband Discrimination."[22] Il documento considerava la network neutrality in termini di neutralità tra applicazioni, così come neutralità tra dati e traffico sensibile alla QOS, e proponeva una legislazione per gestire questi potenziali problemi.
  • All'inizio del 2005, nel caso Madison River, la FCC per la prima volta mostrò la volontà di applicare il principio di network neutrality aprendo un'investigazione sulla Madison River Communications, un gestore di linee telefoniche locale che bloccava i servizi Voice over IP.
  • Il 5 agosto 2005, la FCC adottava una politica esplicita di aderenza a quattro principi di network neutrality.
  • Nel novembre 2005 Edward Whitacre, Jr., all'epoca CEO della SBC dichiarò che 'dovranno esserci dei meccanismi per far pagare a questi [internet upstarts] la porzione di cavo che usano', anche se sia gli utenti che Google stavano già pagando per il loro uso di internet, e anche che 'Internet non può essere "free" in quel senso (NdR: free in inglese significa sia libero che gratis), perché noi e le compagnie dei cavi abbiamo fatto un investimento';[7] sollevando un dibattito furioso. Il portavoce della SBC Michael Balmoris dichiarò che Whitacre era stato frainteso e che i suoi commenti si riferivano solamente ai nuovi servizi stratificati.[23]
  • 2006- più di 1,000,000 di firme furono consegnate al Congress in favore della network neutrality
  • Il documento intitolato "Internet Freedom and Nondiscrimination Act of 2006" rende la discriminazione tra diversi tipi di traffico web da parte dei fornitori di banda larga una violazione del Clayton Antitrust Act, così come il rifiuto di connettersi ad altri fornitori, e il blocco/danneggiamento nella trasmissione di specifici contenuti (se legali); proibisce inoltre l'uso di admission control per determinare la priorità del traffico di rete. Approvato dal comitato della House Judiciary il 25 maggio 2006.
  • Una proposta di legge chiamata "Communications Opportunity, Promotion and Enhancement Act of 2006" viene introdotta nella House of Representatives statunitense, facendo riferimento ai principi enunciati dalla FCC ed autorizzando multe fino a $750.000 per le infrazioni. Essa viene approvata (321-101) l'otto giugno 2006.
  • Il "Center for American Progress" tiene un dibattito di 90 minuti il lunedì 17 luglio 2006 a Washington.
  • Bob Kahn dichiara la sua opposizione alla Net Neutrality in un discorso al Computer History Museum nel gennaio 2007[24]

Tendenza tecnologiche[modifica | modifica wikitesto]

Alcune tendenze contemporanee nell'uso e nella fornitura di servizi internet, ed attualmente oggetto di dibattito, sono:

Utenti

  • I requisiti del Voice over IP e dei giochi online per banda passante a bassa latenza.
  • L'incremento nell'uso di applicazioni che consumano molta banda, come i giochi online, o il download di musica e video.
  • L'incremento nell'uso delle reti domestiche senza fili, che permette a vicini di casa di condividere l'accesso ad internet, dunque (in alcuni casi) riducendo gli introiti per i fornitori di servizio. Nelle aree urbane questo fattore può essere molto importante, con un grosso numero di persone che condividono una stessa connessione anche se con prestazioni ridotte o scadenti.

Fornitori di servizio

  • L'incremento nell'uso del traffic shaping da parte di molti o della maggior parte dei fornitori di banda larga per controllare il P2P ed altri servizi.
  • Miglioramenti nella tecnologia di rete, che rendano la fornitura di banda larga, nel complesso, più economica.
  • Video e comunicazioni audio su internet con grosse richieste in termini di banda (incluso il Voice Over IP technology) il che minaccia i ricavi delle Telco sulle linee di terra.
  • Fornire tecnologie per il filtraggio dei contenuti per bloccare lo spam ed altri attacchi alla rete.[1]

Governi

  • La tendenza dei governi a finanziare la costruzione di reti ad alta velocità in paesi come la Corea del Sud o la Francia, e per le città costruire le proprie reti senza fili, e la loro diffusione graduale in molte aree degli Stati Uniti e dell'Europa.

Normativa comunitaria[modifica | modifica wikitesto]

Il quadro normativo in materia di neutralità della rete non è ancora ben definito, è in fase di discussione al Parlamento Europeo il cosiddetto "Telecoms Package", un gruppo di cinque direttive europee volte a disciplinare il sistema delle comunicazioni elettroniche.

La versione originale delle direttive è del 2002:

  • Access Directive 2002/19/EC
  • Authorisation Directive 2002/20/EC
  • Framework Directive 2002/21/EC
  • Universal Service Directive 2002/22/EC
  • ePrivacy Directive 2002/58/EC

Inoltre il pacchetto comprende le seguenti proposte di direttive:

  • COD/2007/0247 (emenda la 2002/19/EC, la 2002/20/EC e la 2002/21/EC)
  • COD/2007/0248 (emenda la 2002/22/EC e la 2002/58/EC)

Alcuni emendamenti proposti permetterebbero la violazione della Net Neutrality, in particolare l'articolo 22 comma 3 della Direttiva Servizio Universale. Quest'articolo riguarda la Quality of Service (QoS):

  • prevede che informazioni chiare, comprensibili e aggiornate sulla qualità dei servizi offerti vengano messe a disposizione degli utenti finali (comma 1)
  • prevede l'obbligo per le normative nazionali di stabilire i parametri, i criteri di misurazione e le forme di pubblicazione delle informazioni sulla QoS (comma 2)
  • prevede che autorità di regolamentazione nazionali fissino dei requisiti minimi di qualità, in modo da prevenire la congestione ed il rallentamento delle reti con conseguente degradazione del servizio (comma 3)

Questo potrebbe consentire agli operatori (Internet Service Provider, o ISP) di dare priorità ad alcuni servizi o applicazioni ritenuti più importanti.

Molto critica su questo punto è la posizione dei firmatari della "Lettera aperta al Parlamento Europeo", sottoscritta da diversi istituti, gruppi ed associazioni europei.[2] Riguardo agli emendamenti proposti per l'articolo 22 comma 3, Direttiva Servizi Universali scrivono:

  • permetterà il filtraggio di contenuti, applicazioni e servizi
  • sono stati indeboliti i controlli regolatori sulle attività dei fornitori di servizio, che proteggerebbero contro pratiche inique, restrittive o discriminatorie

Normativa italiana[modifica | modifica wikitesto]

La normativa italiana non prende una posizione decisa in merito alla neutralità. Tuttavia gli utenti hanno diritto alla trasparenza, cioè a sapere se il proprio operatore mette in atto qualche tipo di restrizione al traffico internet. Questo è confermato dalla multa inflitta all'operatore "Tele 2" dall'Antitrust.[3] La società è stata sanzionata per pratiche commerciali scorrette poiché non aveva comunicato adeguatamente ai consumatori l'esistenza di filtri per i protocolli p2p.

Il centro di ricerca del Politecnico di Torino "NEXA - Center for Internet & Society" ha pubblicato un'analisi comparativa dei contratti business-to-consumer dei principali Internet Service Providers italiani.[4][5] Nell'analisi si evidenzia che, dal punto di vista giuridico, l'applicazione da parte degli ISP di pratiche di QoS può sollevare alcune problematiche:

  • I contratti sono in generale poco chiari al riguardo, questo può trarre in inganno i consumatori generando pratiche commerciali scorrette (come nel caso "Tele 2"). Solo 4 operatori di rete fissa dei 10 analizzati e 1 operatore di rete mobile su 4 forniscono un qualche genere di informazione sulle politiche di Qos.
  • Per poter assegnare delle priorità a seconda del tipo di traffico, gli operatori devono in qualche modo analizzare i dati trasmessi dagli utenti. Questo potrebbe violare la privacy degli abbonati protetta dall'articolo 122 del codice della privacy.
  • La discriminazione dei dati, in particolare tramite pratiche come la deep packet inspection, potrebbe mettere in discussione l'esenzione di responsabilità del provider prevista dall'art.14 D.Lgs.70/2003, che non si applica nel caso in cui l'operatore selezioni o modifichi le informazioni trasmesse.

Argomenti a favore della neutralità della rete[modifica | modifica wikitesto]

I sostenitori della neutralità della rete comprendono i difensori dei consumatori, organizzazioni per i diritti umani, come l'articolo 19 ,[25] società online e alcune aziende tecnologiche.[26] Molte grandi aziende di applicazioni internet sono sostenitori della neutralità. Yahoo!, Vonage ,[27] eBay, Amazon ,[28] IAC/InterActiveCorp.Microsoft, insieme a molte altre aziende, hanno anche preso posizione a favore di una regolamentazione della neutralità. Cogent Communications , un internet service provider a livello internazionale , ha fatto un annuncio a favore di un certa politica sulla neutralità della rete .[29] Nel 2008, Google ha pubblicato una dichiarazione contro i fornitori di banda larga che abusano del loro potere di mercato per influenzare l'accesso alle applicazioni concorrenti o a contenuti. Loro hanno inoltre equiparato la situazione a quella del mercato della telefonia, dove le compagnie telefoniche non sono autorizzati a controllare chi sono i loro clienti di telefonia o cosa questi consumatori sono autorizzati a dire. [ 4 ] Tuttavia, il supporto di Google sulla neutralità della rete è stata recentemente messa in discussione.[30]

Gli individui che sostengono la neutralità della rete includono Tim Berners-Lee, Vinton Cerf,[31] Lawrence Lessig, Robert W. McChesney, Steve Wozniak, Susan P. Crawford, Ben Scott, David Reed,[32] e il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.[33][34] Tuttavia, il presidente Obama è stato accusato di aver abbandonato le sue promesse di neutralità.[35]

L'utore Andy Kessler ha sostenuto in The Weekly Standard che, sebbene la neutralità della rete è auspicabile, la minaccia dell'Espropriazione per pubblica utilità contro le società di telecomunicazioni, invece di una nuova legislazione, è l'approccio migliore.[36]

Envision Seattle and the Community Environmental Legal Defense Fund offrono un modello di decreto legge per le comunità e le città per far rispettare un Internet libero e aperto.

I sostenitori della neutralità della rete hanno proposto diversi metodi per implementare una rete internet neutrale:

  • Un altro approccio offerto da Tim Berners-Lee permette una discriminazione tra i diversi livelli, applicando al contempo rigorosa neutralità dei dati inviati a ciascun livello: "Se io pago per connettermi alla rete con una determinata qualità del servizio, e tu paghi per connetterti alla rete con la stessa o una maggiore qualità del servizio, allora tu ed io possiamo comunicare attraverso la rete, con quella qualità e quantità di servizi.[37] Ognuno paga per connettersi alla Rete, ma nessuno può pagare per l'accesso esclusivo a me ".[38]
  • Legislatori statunitensi hanno introdotto tasse che non permetterebbero una discriminazione sulla qualità di servizio, per alcuni servizi fintanto che non si paghi una tassa particolare per un servizio di qualità migliore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sir Tim Berners Lee Blog entry on Network Neutrality real mp4
  2. ^ Tim Wu's page on Network Neutrality
  3. ^ a b Net Neutrality
  4. ^ "The Web's Worst New Idea", The Wall Street Journal, 18 maggio 2006
  5. ^ a b "An Evening With Robert Kahn," video dal Computer History Museum, 9 Gen 2007
  6. ^ "Father of Internet warns against Net Neutrality," The Register 18 gennaio, 2007
  7. ^ a b Business week-Online "At SBC, It's All About "Scale and Scope"
  8. ^ Four Eyed Monsters :: Humanity Lobotomy - Net Neutrality Open Source Documentary
  9. ^ "No Tolls On The Internet"
  10. ^ Jeffrey Birnbaum, No Neutral Ground In This Battle, Washington Post. URL consultato il 15 dicembre 2006.
  11. ^ Markus Hofmann , Edge of the Internet. Interview by Larry Greenemeier, Scientific American, n. 308, giugno 2013, pp. 82-84
  12. ^ Emanuele Menietti, La sentenza contro la net neutrality, Il Post. URL consultato il 29 aprile 2014.
  13. ^ Timothy Lee, What's the FCC's next move after its loss in court?. URL consultato il 29 aprile 2014.
  14. ^ Everything you should know about the FCC’s new net neutrality proposal, Washington Post. URL consultato il 29 aprile 2014.
  15. ^ Che cos'è la "net neutrality", Il Post. URL consultato il 29 aprile 2014.
  16. ^ Setting the Record Straight on the FCC’s Open Internet Rules, Blog ufficiale della FCC. URL consultato il 29 aprile 2014.
  17. ^ la pagina di Tim Wu sulla Network Neutrality
  18. ^ timbl's blog | Decentralized Information Group (DIG) Breadcrumbs
  19. ^ Post sul blog di Sir Tim Berners Lee Blog sulla Network Neutrality real mp4
  20. ^ "Father of Internet warns against Net Neutrality," The Register 18 January, 2007
  21. ^ Net Neutrality: The Technical Side of the Debate: A White Paper
  22. ^ NETWORK NEUTRALITY, BROADBAND DISCRIMINATION di Tim Wu
  23. ^ Washington Post- SBC Head Ignites Access Debate
  24. ^ "An Evening With Robert Kahn," video from Computer History Museum, 1 Jan 2007
  25. ^ "Four tenors: Call for Internet Speech Rights" Articolo 19. Riportato il 31 agosto 2012
  26. ^ Meza, Philip E. (20 March 2007).Attractions? Stanford University Press. p. 158.ISBN 9780804756600.
  27. ^ Plunkett, Jack W. (2008)Telecommunications Industry Almanac 2009
  28. ^ "Defeat for net neutrality backers" BBC News. 9 June 2006. Retrieved 26 December 2008.
  29. ^ Cogent Communications
  30. ^ Sordid History of Net Neutrality Hypocrisy
  31. ^ Vint Cerf(7 February 2006). (EN) "The Testimony of Mr. Vinton Cerf, Vice President and Chief Internet Evangelist, Google"
  32. ^ (EN) Dynamic Platform Standards Project."Preserve the Internet Standards for Net Neutrality" Retrieved 26 December 2008.
  33. ^ Albanesius, Chloe (22 September 2009).(EN) "Obama Supports Net Neutrality Plan" PC Magazine. Riportato il 25 gennaio 2013.
  34. ^ (EN) Broache, Anne (29 October 2007)."Obama pledges Net neutrality laws if elected president" CNET. Riportato il 25 gennaio 2013.
  35. ^ [ CNET. Retrieved 25 January 2013./Bill Moyers blisters Obama for abandoning his net neutrality promises]
  36. ^ (EN) Kessler, Andy (26 giugno 2006).Me Bandwidth . . . The Weekly Standard. Riportato il 9 luglio 2006.
  37. ^ (EN) Tim Berners-Lee (21 giudno 2006).Neutrality: This is serious Riportato il 26 dicembre 2008.
  38. ^ (EN) Tim Berners-Lee(2 maggio 2006)Neutrality of the Net timbl's blog. riportato il 26 dicembre 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]