Malcolm Campbell

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Sir Malcolm Campbell

Sir Malcolm Campbell (Chislehurst, 11 marzo 1885Reigate, 31 dicembre 1948) è stato un pilota automobilistico britannico, noto per essere stato più volte detentore del record di velocità su terra e su acqua.

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Figlio unico[1], di famiglia benestante, suo padre William Campbell[2] era un commerciante di diamanti[1][3]. Malcolm Campbell frequentò una scuola primaria vicino a Guildford, in seguito si trasferirà a Uppingham per frequentare le scuole superiori[3], e tornerà a casa una volta compiuti i diciotto anni.

Lavorò gratuitamente come apprendista alla Lloyd's di Londra[1] ed in seguito sì trasferì in Germania, per imparare il commercio di diamanti[2]. Continuando l'attività del padre, accumulò presto una certa fortuna, che iniziò a spendere per seguire la sua passione per la velocità[3]. Durante la Prima guerra mondiale servirà prima nel Queen's Own Royal West Kent Regiment e in seguito nella RAF.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Malcolm Campbell si sposò la prima volta nel luglio del 1913, divorziando due anni dopo[1][2]. Nel marzo del 1920 si risposò con Lady Dorothy Evelyn Whittall[3][4], nella cattedrale di Westminster. Nel 1921, dalla loro unione nacque Donald[5], che seguirà le orme del padre conquistando anch'egli numerosi record di velocità. Nel 1923 la coppia ebbe anche una figlia, Jean. La coppia divorziò nel 1940. In seguito, nel 1945, Campbell si risposò con Betty Nicory; i due si separarono dopo solo tre mesi, e divorziarono dopo due anni.

Il circuito di Brooklands.

La carriera sportiva[modifica | modifica sorgente]

Nel 1902, Malcolm Campbell acquistò usata la sua prima motocicletta, pagandola 15 sterline[3]. Nel 1906 vinse il Land’s End trial a Londra[5]. Conquistò la vittoria anche nel 1907 e nel 1908[3][5]. Nel 1910 acquistò la sua prima automobile, la Darracq che aveva vinto da poco la Coppa Vanderbilt[6][7]. Durante gli anni dieci e venti, Campbell corse anche nei Gran Premi, specialmente sul circuito di Brooklands, di cui era uno degli azionisti[8]. Nel 1912, proprio a Brooklands, ebbe il suo primo incidente: durante la corsa, la sua vettura perse simultaneamente una ruota anteriore e una posteriore[6], ma riuscì a mantenere il controllo, riportando indenne la vettura sul ciglio della pista[6]. Su questo circuito, parteciperà anche al primo Gran Premio di Gran Bretagna[3], nell'agosto del 1926. Alla guida di numerose Bugatti, di una Talbot 1 ½ litre e di una Delage G.P., il pilota britannico conquistò numerose vittorie in tutte le classi[8]. Sempre a Brooklands, il 21 luglio del 1928 vinse la 200 miglia, a una media di 78,34 mph (126,05 km/h)[8]. Durante questi anni, si confronterà spesso sul circuito inglese con J.G. Parry-Thomas e Henry Segrave[3], che in seguito saranno suoi avversari anche nella conquista del record di velocità. Alla guida di una Bugatti T39A, vinse per due volte, nel 1927 e nel 1928, il Gran Premio di Boulogne[2]. In seguito, Campbell disegnerà un proprio circuito automobilistico[8], che venne costruito vicino a quello di Brooklands. Aperto il 1º maggio del 1937, resterà in attività fino allo scoppio della seconda guerra mondiale[8].

Il nome Blue Bird[modifica | modifica sorgente]

Nel 1912, Malcolm Campbell assistette all'opera teatrale L'uccellino azzurro[5], che nel Regno Unito venne rappresentata col titolo The Blue Bird. La storia narrata era quella di un fratello e di una sorella che cercavano L'uccello azzurro della felicità (in inglese, The Blue Bird of Happiness). Campbell rimase molto colpito dalla rappresentazione, tanto da dipingere la propria Darraq di blu, soprannominandola Blue Bird. Con questa vettura conquisterà la vittoria a Brooklands[6]. Da quel giorno, considerando il blu come il suo colore portafortuna, il pilota britannico dipingerà di tale colore tutte le sue auto e imbarcazioni, soprannominandole Blue Bird[9]; tra l'altro questa usanza verrà ripresa anche da suo figlio Donald. Infine, anche la figlia di quest'ultimo e nipote di Malcolm, Gina Campbell, usò anch'essa il colore blu e il nome Blue bird per il suo catamarano da record[10].

I record di velocità su terra[modifica | modifica sorgente]

La Sunbeam 350 HP conservata al National Motor Museum di Beaulieu.

La Sunbeam 350 HP[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sunbeam 350 HP.

I primi tentativi[modifica | modifica sorgente]

Nel 1922, Malcolm Campbell provò ad acquistare la Sunbeam 350 HP, con cui Kenelm Lee Guinness aveva segnato il record di velocità nello stesso anno[11]. Ma Louis Coatalen, il progettista della vettura, si rifiutò di venderla[3]. Campbell non si diede per vinto, e riuscì a farsi dare in prestito la vettura per il meeting annuale organizzato dall'Automobile Club dello Yorkshire, che si sarebbe tenuto in giugno a Saltburn-by-the-Sea. In quell'occasione raggiunse le 138 mph, 5 mph sopra il record di Kenelm Lee Guinness. Purtroppo, i giudici non omologarono il record[3]. Alla fine Campbell riuscì a convincere Coatalen a vendergli la Sunbeam 350 HP e, nel 1923, riprovò a conquistare il record. L'occasione fu il meeting annuale dell'Automobile Club di Danimarca, che si teneva sull'isola di Fanø[3]. Il pilota britannico fece riverniciare la vettura in blu, e la rinominò Blue bird[7]. Anche in questo caso segnò nuovamente un record, raggiungendo le 146 mph (234,91 km/h)[7], ma anche in questa occasione non ci fu l'omologazione[3][7].

Il fallimento di Fanø[modifica | modifica sorgente]

Il pilota britannico tornò a Fanø nel 1924, per provare nuovamente a conquistare il record di velocità. Le condizioni non erano ottimali, e Campbell ebbe modo di criticare sia le scarse condizioni della sabbia, sia lo scarso controllo delle autorità sulla folla di spettatori che si era radunata[3]. Durante la prima corsa, in piena velocità la vettura perse una delle ruote posteriori, che sfiorò di poco alcune persone; egli andò allora dalla direzione gara, protestando e declinando ogni responsabilità da quello che sarebbe potuto succedere. Durante la seconda corsa, a oltre 140 mph, la Sunbeam perse una ruota anteriore, che andò a colpire la folla uccidendo un ragazzino[3].

Il primo record[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la tragedia, Campbell non desistette e spese molto denaro per migliorare la Sunbeam 350 HP[7]. La nuova configurazione aerodinamica, con l'allungamento notevole della parte posteriore della vettura, fu commissionato alla Boulton & Paul. Il luogo scelto per il nuovo tentativo fu la spiaggia di Pendine Sands. Il 25 settembre, Malcolm Campbell segnò la media di 146,16 mph (235,17 km/h)[5][11][12], conquistando ufficialmente il suo primo record di velocità[3]. Subito dopo il record mise l'auto in vendita per 1500 sterline; avendo appurato che il suo rivale nelle corse, Parry-Thomas, stava anch'egli cercando di battere il record con la sua Babs, il pilota britannico decise però di tenere la vettura e provare a migliorare il suo stesso record[13]. Nel luglio del 1925 tornò sulla stessa spiaggia, e con una media di 150,8 mph, segnò un nuovo record[3]. Quest'ultimo primato rimase imbattuto per 10 mesi, fino al 21 marzo del 1926, quando Henry Segrave lo batté a bordo della Sunbeam Ladybird.

Malcolm Campbell a bordo del Blue bird II, durante i primi test a Pendine Sands del gennaio del 1927.

Il Napier-Campbell Blue bird[modifica | modifica sorgente]

Il Blue bird II[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Blue bird II.

Dopo il record di Segrave, Campbell, iniziò la costruzione del Napier-Campbell Blue bird, che divenne così la prima vettura progettata appositamente per battere il record di velocità[13]. Il 27 aprile 1926, Parry-Thomas batté il record di Segrave, portando la sua Babs a 169,3 mph (272,4 km/h) e ritoccando il record già il giorno successivo, sempre a Pendine Sands, segnando la media di 171,01 mph (273,6 km/h)[11]. In quel momento, la nuova vettura di Campbell era ancora incompleta. Il Blue bird II, come venne presto ribattezzato, montava un motore aeronautico Napier Lion in grado di sviluppare 502 CV[14]. Nel gennaio del 1927, il pilota britannico eseguì un primo test a Pendine Sands, ma il Bluebird II evidenziò diversi problemi. Il 4 febbraio dello stesso anno, sempre a Pendine Sands, fece un nuovo tentativo, e segnò il nuovo record a 174,88 mph (281,44 km/h)[5][11].

Il Blue bird III.

Il Blue bird III[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Blue bird III.

Parry-Thomas, vistosi superato, decise di provare a riprendersi il primato, ma rimase ucciso nel tentativo. Sconvolto per la perdita di un amico, prima che di un rivale, Campbell decise di non correre più a Pendine Sands, luogo della morte dell'avversario. Il 29 marzo, a Daytona Beach, Segrave segnò il nuovo record, portando la sua Sunbeam 1000 HP a 203,79 mph (327,9 km/h)[11]. Campbell, intenzionato a riprendersi nuovamente il record, decise di modificare radicalmente la sua vettura; riuscì a persuadere il Ministro dell'Aeronautica, che gli permise di usare il motore del Supermarine S.5, idrovolante vincitore della coppa Coppa Schneider. Questo propulsore, un W12 da 23948cm3, erogava 875 CV[15]. Per migliorare il raffreddamento, la vettura fu dotata di due grossi radiatori ai lati della coda[15]. Furono eseguiti diversi test nella nuova galleria del vento della Vickers, per studiare una configurazione aerodinamica in grado di migliorare la velocità delle vettura, che prese il soprannome di Blue bird III. Nel febbraio del 1928, al 26º meeting annuale a Daytona Beach[16], erano presenti tre vetture da record, il Blue bird III di Malcolm Campbell, il White Triplex Special di Ray Keech e lo Stutz Black Hawk Special di Frank Lockhart[16]. Il 19 febbraio, Campbell fece segnare il nuovo record, registrando una media di 206,95 mph (333,05 km/h)[5][16][11]. Il record resistette fino al 22 aprile, quando, sempre a Daytona Beach, Ray Keech lo batté, con una media di 207,55 mp/h (334,95 km/h)[11]. Il 25 aprile, fu la volta di Frank Lockhart. Nella prima corsa, portò il suo Stutz Black Hawk Special a 203,45 mph (327,40 km/h), di poco sotto il record di Keech. Durante la seconda corsa, mentre viaggiava a velocità elevata, uno pneumatico esplose. La vettura si ribaltò più volte, uccidendo il pilota.

Il Campbell-Napier-Arrol Aster Blue bird[modifica | modifica sorgente]

Rispetto al precedente Blue bird III, di cui manteneva il motore, questa vettura usufruiva di un'aerodinamica completamente rinnovata. La nuova carrozzeria venne progettata e realizzata dalla Arrol Aster di Dumfries[13]. Mentre la vettura di Campbell era ancora in costruzione, Segrave segnò il nuovo record di velocità con la KLG Golden Arrow, registrando una media di 231,36 mph (372,34 km/h). Campbell partì allora con l'auto per il Sudafrica ma, nella piana desertica di Verneuk Pan, non andò oltre le 218 mph[13] e non riuscì a riconquistare il record.

Il Campbell-Napier-Railton Blue bird .

Il Campbell-Napier-Railton Blue bird[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campbell-Napier-Railton Blue bird.

Dopo il fallito tentativo del 1929, Campbell era ancora intenzionato a riprendersi il record. Il Campbell-Napier-Arrol Aster Blue Bird fu riportato in Gran Bretagna, dove fu sottoposto a profonde modifiche[11]. Lo studio della nuova aerodinamica fu affidato al designer Reid Railton. Il nuovo motore, un Napier Lion sovralimentato, erogava 1450 CV[11][17]. La nuova vettura prese il nome di Campbell-Napier-Railton Blue bird. Il 5 febbraio 1931, a Daytona Beach, Campbell riconquistò il record segnando una media di 246,09 mph (395,96 km/h)[5][11]. Ritornato nel Regno Unito, verrà nominato baronetto da re Giorgio V[5]. Meno di due mesi dopo, il 29 marzo, lo migliorò ulteriormente, portando la sua vettura a 253,97 mph (408,64 km/h)[5][11], diventando il primo a superare la soglia dei 400 km/h su terra.

Il Napier-Railton Blue bird[modifica | modifica sorgente]

Il record del 1933[modifica | modifica sorgente]

Dopo il record del 1931, Campbell decise di migliorare le prestazione della sua vettura. Il Campbell-Napier-Railton Blue bird venne completamente ricostruito, lasciando inalterato solo una parte del telaio. Fu dotato di un nuovo motore, il Rolls-Royce R che equipaggiava il Supermarine S.6B[18]. Questo propulsore, un V12 sovralimentato, aveva una potenza stimata tra i 2300 e i 2500 CV[9][18]. La vettura fu rinominata in Napier-Railton Blue bird. Campbell effettuò il primo tentativo il 22 febbraio 1933, a Daytona Beach. In quest'occasione, la vettura evidenziò problemi di trazione, con uno slittamento eccessivo degli pneumatici; nonostante questo segnò il nuovo record, con una media di 272,46 mph (438,39 km/h)[5][11].

Il Napier-Railton Blue bird a Daytona Beach, nel 1935.

Le modifiche e il successivo record[modifica | modifica sorgente]

In seguito, Campbell dedicò quasi due anni al miglioramento della vettura e furono modificati telaio, sospensioni e carrozzeria[3]. Il 7 marzo 1935 era pronto per un nuovo tentativo e a Daytona Beach segnò un nuovo record, alla velocità di 276,82 mph (445,40 km/h)[5][11]. Campbell non era ancora soddisfatto, convinto che la sua vettura potesse andare ben oltre, identificando a suo parere la causa nella stessa spiaggia di Daytona Beach, la cui sabbia non garantiva più sufficiente trazione.

Ultimo record a Bonneville[modifica | modifica sorgente]

Il luogo scelto per l'ultimo tentativo fu la piana di Bonneville, in Utah. Il pilota britannico, insieme all'allora quattordicenne figlio Donald, partì per gli Stati Uniti. Il 3 settembre 1935 Campbell spinse il Napier-Railton Blue bird fino a 301,13 mph (484,52 km/h)[5][11], diventando il primo uomo a superare le 300 mph su terra[12]. Con quest'ultimo risultato, portò a nove il numero dei record di velocità da lui stabiliti[5][12].

I record di velocità su acqua[modifica | modifica sorgente]

Il Blue bird K3[modifica | modifica sorgente]

Dopo il record di Bonneville, nel 1935, Campbell decise di ritirarsi dai record su terra spostando la sua attenzione verso il record di velocità su acqua, a quel tempo detenuto dall'americano Gar Wood. Decise quindi di rivolgersi alla Saunder-Roe, ed in particolare a Fred Cooper, che aveva già disegnato il Miss England I e il Miss England II; il risultato fu il Blue bird K3, un piccolo idroplano spinto da un singolo motore, lo stesso Rolls Royce R da 2500 CV che equipaggiava il Napier-Railton Blue bird.

Sebbene la potenza fosse di molto inferiore ai 7200 CV del Miss America X di Wood, il Blue bird K3 era molto più leggero, tanto che lo stesso Wood lo definì una barchetta di carta[19]. Nel giugno 1937, Campbell fece il primo tentativo a Loch Lomond, in Scozia: durante la prima corsa, raggiunte le 70 mph (112,63 km/h) ma l'imbarcazione iniziò a slittare letteralmente sull'acqua. Durante la seconda corsa venne invece sbalzato fuori dal Bluebird K3, che si ribaltò; Campbell attribuì il problema al cavo di trasmissione troppo lento, al timone troppo piccolo e al fatto che l'acqua del lago fosse agitata. Un fattore che non prese in considerazione fu l'eccessiva leggerezza dell'imbarcazione, problema sollevato anche da Wood, che affermò che la barca britannica poteva andare bene sul dritto, ma alla prima svolta veloce si sarebbe ribaltata[19][20].

Il 1º settembre 1937, sul Lago Maggiore, Campbell stabilì il nuovo record di velocità, con una media di 126,33 mph (203,31 km/h)[21] e il giorno seguente lo migliorò, segnando una velocità di 129,5 mp/h (208,37 km/h)[5][20].

Un anno più tardi, il 17 agosto 1938, sul Lago di Hallwil, migliorò ulteriormente il suo primato, facendo segnare le 130,86 mph (210,55 km/h)[20].

Il Blue bird K4[modifica | modifica sorgente]

Resosi conto dei limiti del Blue bird K3, Campbell decise di realizzare una nuova imbarcazione. Il Blue bird K4 era un idroplano a tre punti, chiamato così perché in velocità lo scafo toccava la superficie dell'acqua in soli tre punti; questa configurazione permetteva di raggiungere alte velocità, ma era anche molto instabile[21]. Il 19 agosto 1939, sul Coniston Water, Campbell segnò il nuovo record, alla media di 141,74 mph (228,06 km/h)[5][20][21].

Fu questo il tredicesimo e ultimo record di velocità fatto segnare da Malcolm Campbell. Nel 1945, dopo la fine della seconda guerra mondiale, modificò la cellula del Blue bird K4 per permettere l'installazione di uno dei nuovi motori a reazione, un de Havilland Goblin. La nuova imbarcazione, soprannominata The Coniston Slipper[21], non si rivelò competitiva e Campbell decise di ritirarsi dai record di velocità.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Il cimitero della St. Nicholas Parish Church a Chislehurst, luogo di sepoltura di Malcolm Campbell.

Oltre alle corse automobilistiche e ai tentativi di record, Malcolm Campbell fu attivo su diversi fronti. Fu vicepresidente del Middlesex County Automobile Club, e nel 1937 diventò il primo presidente della Sutton Model Engineering Company e lo rimase fino alla sua morte.

Fu attivo anche come scrittore: nel 1931, pubblica il suo primo libro, dal titolo My Great Adventure Speed. Nel 1936 pubblica il secondo, The Romance of Motor racing[5][22]. Gli ultimi due libri, datati entrambi 1937 sono The peril from the air[23] e The Road and the Problem of Their Safety[22].

Gli ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale, Campbell servì nel Combined Operations Headquarters[8], un dipartimento del War Office. Nel 1946 vendette la sua casa di Headly Groove al Maharaja di Baroda Pratap Singh Gaekwad[8], trasferendosi alla periferia di Reigate dove acquistò Little Gatton House, la casa dello scrittore Sax Rohmer[8].

Malcolm Campbell morirà a casa sua il 31 dicembre del 1948, dopo una serie di ictus. È sepolto nel cimitero della St. Nicholas Parish Church, nella natia Chislehurst.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d (EN) Cenni biografici su Malcolm Campbell.
  2. ^ a b c d (EN) Breve biografia di Malcolm Campbell.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) Biografia di Malcolm Campbell.
  4. ^ (EN) Ritratto di Lady Dorothy Evelyn Whittall esposto alla National Portrait Gallery di Londra.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) Cronologia della vita di Malcolm Campbell.
  6. ^ a b c d (EN) Memoriale di Malcolm Camobell.
  7. ^ a b c d e (EN) Storia sportiva di Malcolm Campbell.
  8. ^ a b c d e f g h (EN) Biografia di Malcolm Campbell su Bluebird-electric.
  9. ^ a b (EN) Pagina su Malcolm Campbell della Motorsport Hall of Fame of America.
  10. ^ (EN) Breve biografia di Gina Campbell.
  11. ^ a b c d e f g h i j k l m n (EN) Storia e cronologia del record di velocità su terra.
  12. ^ a b c (EN) Breve biografia su Wired.com.
  13. ^ a b c d (EN) Breve descrizione delle vetture di Malcolm e Donald Campbell.
  14. ^ (EN) Scheda tecnica del Blue bird II.
  15. ^ a b (EN) Scheda tecnica del Blue bird III.
  16. ^ a b c (EN) Storia del meeting di Daytona Beach.
  17. ^ (EN) Scheda tecnica del Campbell-Napier-Railton Blue bird.
  18. ^ a b (EN) Scheda tecnica del Napier-Railton Blue bird.
  19. ^ a b (EN) Speedboat Kings : 25 Years of International Speedboating by J. Lee Barret.
  20. ^ a b c d (EN) Cronologia del record di velocità sull'acqua.
  21. ^ a b c d (EN) Storia del record di velocità sull'acqua.
  22. ^ a b (EN) Brevi informazioni su Malcolm campbell.
  23. ^ (EN) Approfondimenti sul libro The peril from the air.

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