Campbell-Railton Blue Bird

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Campbell Railton Blue Bird
Campbell Railton Blue Bird Replica.JPG
Replica conservata al Lakeland Motor Museum in Cumbria
Tipo record Record di velocità terrestre
Propulsione Motore aeronautico
Costruttore Regno Unito Thomson & Taylor
Ultimo record 3 settembre 1935 a Bonneville Salt Flats
Pilota Regno Unito Malcolm Campbell
Velocità 484,620 km/h  / 301,129 mph
Record precedente 24 febbraio 1932 da Campbell-Napier-Railton Blue Bird
Record successivo 19 novembre 1937 da Thunderbolt
Dati tecnici
Lunghezza 8.200 mm
Passo 4.170 mm
Peso 4.750 kg
Motore Rolls-Royce R
Design Reid Railton

Il Campbell-Railton Blue Bird è un automobile da record. Pilotata dal britannico Malcolm Campbell, fu la prima vettura a superare le 300 mph su terra[1].

Il progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il Campbell-Railton Blue Bird fu costruito a partire dal Campbell-Napier-Railton Blue bird, che nel 1932 era stata la prima vettura a superare i 400 km/h. Fu abbandonato il motore Napier Lion, sostituito con un Rolls-Royce R, lo stesso impiegato dal Supermarine S.6B, idrocorsa vincitore della Coppa Schneider. Si trattava di un V12 da 36.582 cm³, che grazie alla sovralimentazione raggiungeva i 2.300 CV[2]. A causa del nuovo motore la carrozzeria, in alluminio, dovette essere modificata. Di questo si occupò la Gurney Nutting and Co. Ltd[2], la stessa ditta che aveva realizzata la carrozzeria per il Campbell-Napier-Railton Blue bird. Anche per questa vettura la progettazione fu affidata a Reid Railton.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La vettura durante il secondo record a Daytona Beach, 1935

Il primo tentativo fu effettuato il 22 febbraio 1933 a Daytona Beach, dove il Campbell-Railton Blue Bird stabilì il nuovo record di velocità, con una media di 272 mph (438 km/h)[3]. Sebbene Campbell fosse soddisfatto del nuovo motore, non si riusciva a mettere a terra tutta la potenza. Il pattinamento rappresentava un problema, si stimò che a causa di ciò la vettura perdesse circa 50 mph (80 km/h) in velocità massima. La vettura fu completamente riprogettata negli anni successivi, e nel 1935 appariva visivamente molto diversa. La carrozzeria era ora a sezione rettangolare e non lasciava più scoperte le ruote. La maggiore larghezza dava l'impressione di una vettura molto più bassa ed elegante, impressione accentuata dalla lunga coda stabilizzatrice e dal caratteristico cofano motore. Il design della vettura abbandonava il "bruto eroismo" degli anni venti e si avvicinava allo stile degli anni trenta. Le modifiche a livello meccanico si concentrarono sul miglioramento della trazione, piuttosto che sull'aumento di potenza. Sull'asse posteriore furono montate doppie ruote. La trasmissione finale fu inoltre suddivisa in unità separate per ogni lato[4]. Ciò riduceva il carico su ciascuna unità, permettendo un abbassamento del posto di guida, ma costrinse ad un accorciamento asimettrico dell'interasse, che da un lato risultava più corto di 37 mm[4]. Furono montati degli aerofreni, azionati da un pistone ad aria compressa. Per ridurre ulteriormente il Cx, durante il record la presa d'aria del radiatore poteva essere chiusa per un breve tratto da un flap mobile. Il serbatoio fu portato da 109 ad oltre 150 L, mentre il peso complessivo salì a 5 t[4]. Il Campbell-Railton Blue Bird fu riportato a Daytona Beach nei primi mesi del 1935. Il 7 marzo Campbell migliorò il suo record, portandolo a 276,82 mph (445,5 km/h)[1]. L'irregolarità della superficie sabbiosa causò una perdita di aderenza, e Campbell era convinto che la vettura potesse andare più veloce. Era necessario un luogo più grande e con una superficie più liscia, e la scelta cadde su una salina, la Bonneville Salt Flats in Utah. In quest'occasione Campbell fu accompagnato dal figlio Donald. Il 3 settembre 1935 Campbell superò il muro delle 300 mph, segnando un nuovo record con una media di 301,129 mph (484,620 km/h)[1].

Il Campbell-Railton Blue Bird è conservato nel museo del Daytona International Speedway. Una copia è conservata al Lakeland Motor Museum in Cumbria, Regno Unito.

Caratteristiche tecniche - Campbell-Railton Blue bird (1933)
Configurazione
Carrozzeria: Posizione motore: anteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 8.230 × ? × ? Diametro minimo sterzata:
Interasse: 4.166 mm Carreggiate: anteriore 1.600 - posteriore 1.524 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio: 105,9 L
Masse a vuoto: 4.750 kg
Meccanica
Tipo motore: Motore aeronautico V12 Cilindrata: (Alesaggio x corsa: 152,4 x 167,64 mm); 36.582 cm³
Prestazioni motore Potenza: 2.300-2.500 CV a 3.200 giri
Frizione: Cambio: 3 marce
Telaio
Corpo vettura Tubolare in acciaio
Sospensioni anteriori: Molle elicoidali / posteriori: Molle elicoidali
Freni anteriori: A disco in acciaio / posteriori: A disco in acciaio
Prestazioni dichiarate
Velocità: 438 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: [2]
Caratteristiche tecniche - Campbell-Railton Blue bird (1935)
Configurazione
Carrozzeria: Posizione motore: anteriore Trazione: posteriore
Dimensioni e pesi
Ingombri (lungh.×largh.×alt. in mm): 8.230 × ? × ? Diametro minimo sterzata:
Interasse: 4.166 mm Carreggiate: anteriore 1.600 - posteriore 1.524 mm Altezza minima da terra:
Posti totali: 1 Bagagliaio: Serbatoio: 151,4 L
Masse a vuoto: 5.000 kg
Meccanica
Tipo motore: Motore aeronautico V12 Cilindrata: (Alesaggio x corsa: 152,4 x 167,64 mm); 36.582 cm³
Prestazioni motore Potenza: 2.300-2.500 CV a 3.200 giri
Frizione: multidisco Cambio: 3 marce
Telaio
Corpo vettura Tubolare in acciaio
Sospensioni anteriori: Molle elicoidali / posteriori: Molle elicoidali
Freni anteriori: A disco in acciaio / posteriori: A disco in acciaio
Prestazioni dichiarate
Velocità: 484 km/h Accelerazione:
Fonte dei dati: [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Sep 3, 1935: Campbell exceeds 300 mph. URL consultato il 29 giugno 2014.
  2. ^ a b c (EN) 1933 Bluebird. (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2012).
  3. ^ (EN) Land speed record history. (archiviato dall'url originale il 9 maggio 2011).
  4. ^ a b c d (EN) 1935 Bluebird. (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2012).

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