Timbuctù

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Timbuctù
comune urbano[1]
Timbuctù – Veduta
Dati amministrativi
Stato Mali Mali
Regione Timbuctù
Circondario Timbuctù
Sindaco Hallé Ousmane
Territorio
Coordinate 16°46′33″N 3°00′34″W / 16.775833°N 3.009444°W16.775833; -3.009444 (Timbuctù)Coordinate: 16°46′33″N 3°00′34″W / 16.775833°N 3.009444°W16.775833; -3.009444 (Timbuctù)
Altitudine 261 m s.l.m.
Superficie 147,89 km²
Abitanti 54 453[2] (2009)
Densità 368,2 ab./km²
Altre informazioni
Lingue francese, bambara
Fuso orario UTC+0
Nome abitanti Timbuctaniki
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Mali
Timbuctù

Timbuctù o Tumbutu in Koyra Chiini (altre varianti: Timbuctoo, Timbuktu, Timbouctou, Tombouctou), è un'antica città del Mali (nell'Africa Sahariana), considerata la capitale di uno dei veri quattro sultanati (salvo il sultanato supremo di Costantinopoli). Amministrativamente è un comune urbano, capoluogo del circondario e della regione omonimi.

Grazie alle sue caratteristiche è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO[3] ed è stata proposta come una delle sette meraviglie moderne.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Timbuctù è situata pochi chilometri a nord del fiume Niger nel Sud-Ovest del deserto sahariano, lontana da altri agglomerati urbani e da formazioni naturali di rilievo in quanto sorge in un "habitat" arido e sabbioso. La morfologia del territorio è prevalentemente pianeggiante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Città di origine Tuareg o Songhai, Timbutku raggiunse il massimo del suo splendore tra il 1300 e il 1500, quando fu un importante polo culturale e commerciale del mondo arabo e così ricca d'oro da essere considerata una sorta di Eldorado del tempo. Leone l'Africano raggiunse Timbuktu nel 1526 e scrisse che “qui c’e’ un gran stuolo di dottori, giudici, preti e altri uomini di cultura che sono mantenuti riccamente dalla generosità del re. Qui vengono portati diversi manoscritti e libri scritti da fuori della barbaria, che sono venduti qui ad un prezzo più alto di qualsiasi altro bene”. È celebre il suo Sultano Mansa Musa che organizzò un pellegrinaggio alla Mecca con oltre 8000 portatori e centinaia di dromedari.

Considerata, per le sue favolose ricchezze e per la sua inaccessibilità, un luogo più mitico che reale, della sua esistenza in Europa si discusse sino al 1806, quando l'esploratore Mungo Park la raggiunse seguendo il corso del fiume Niger, anche se non riuscì a tornare indietro. Il primo che ne diede un resoconto fu René Caillié.

La città, pur non godendo delle ricchezze materiali di un tempo, conserva una piccola parte delle eredità culturali del passato, tra cui 700.000 manoscritti arabo-islamici dei secoli XIII-XVI (vedi i Manoscritti islamici di Timbuctu), tra cui le opere di Avicenna, vari dei quali giunti dalla Spagna in seguito alla Reconquista, anche se un gran numero è scritto, usando caratteri arabi, in lingue africane locali, le cosiddette "lingue ajami").

Moltissime delle costruzioni della città sono state erette col fango - che garantisce una certa solidità -, dato che la città si trova in una regione desertica del Mali - l'Azauad - e la possibilità che piova è prossima allo zero.

La città è a rischio a causa della guerra del Mali settentrionale; nel luglio del 2012 è stato distrutto un santuario da una cellula di al-Qāʿida, e le demolizioni sono proseguite il 21 dicembre, interessando altri quattro edifici dichiarati patrimonio dell'Umanità.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Legge 99-035 del 10 agosto 1999 che stabilisce l'istituzione di circondari e regioni (PDF), Presidenza della Repubblica del Mali. URL consultato il 22 giugno 2012.
  2. ^ (FR) Risultati provvisori del censimento 2009 forniti dall'INSTAT-Institut National de la Statistique (PDF). URL consultato il 16 giugno 2010.
  3. ^ Timbuktu - UNESCO World Heritage Centre

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