Lavorazione della ceramica

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La lavorazione della ceramica comprende le tecniche per la produzione di vasellame ed altri oggetti, spesso di uso quotidiano (vasi, piatti, ecc.) di ceramica.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La lavorazione della ceramica è iniziata durante la preistori quest'invenzione è datata al Neolitico in Asia Minore verso l'VIII millennio a.C Quest'ipotesi è tuttavia combattuta da alcuni ritrovamenti: in Giappone sono stati trovati vasi risalenti al XI millennio a.C. durante il periodo Jomon. Nel vicino oriente, la lavorazione della ceramica sarebbe iniziata verso il X millennio a.C. Inoltre, alcune scoperte recenti lungo il fiume Amur, nell'est della Russia hanno rivelato delle tracce di ceramica risalenti al 13000 a.C., che potrebbero fare parte di una tradizione ancora più antica.

Descrizione e utilizzi[modifica | modifica sorgente]

La ceramica è un materiale composto inorganico, non metallico, rigido dopo la fase di cottura. Con la ceramica si riproducono diversi oggetti, di cui stoviglie, oggetti decorativi materiali edili (mattoni, tegole) rivestimenti per muri e pavimenti di abitazioni. Specifiche composizioni ceramiche inoltre, trovano impiego nei rivestimenti ad alta resistenza al calore per il suo alto punto di fusione. Il calore del materiale ceramico varia, a seconda degli ossidi cromofori contenuti nelle argille (ossidi ferro, da giallo, arancio, rosso a bruno; ossidi di titanio, da bianco a giallo), può venire smaltata e decorata. La ceramica è usualmente composta da diversi materiali: argille, feldspati, (di sodio, di potassio o entrambi), sabbia silicea, ossidi di ferro, allumina e quarzo. Una composizione così articolata determina la presenza di strutture molecolari appiattite dette fillosilicati. La forma di questi, in presenza di acqua, conferisce all'argilla una certa plasticità e ne rende la lavorazione più facile e proficua.

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