Reostato

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Simbolo del reostato

Il Reostato è una resistenza variabile. Nella pratica si chiamano reostati le resistenze variabili di dimensioni tali da poter dissipare in calore una potenza elettrica non trascurabile. Le resistenze variabili di piccola potenza sono normalmente realizzate utilizzando due terminali di un potenziometro: il centrale ed uno dei due estremi.

Utilizzo[modifica | modifica wikitesto]

Reostato/potenziometro lineare

Prima della diffusione dei varialuce a basso costo basati su dispositivi a stato solido come SCR e triac, i reostati erano comunemente usati per attenuare la luminosità delle lampade a incandescenza. Il difetto principale dei reostati in quest'uso era la grande quantità di potenza che veniva trasformata dal reostato in calore per effetto Joule. Tale potenza non solo causava un dispendio di energia elettrica aggiuntivo a quello necessario per l'illuminazione, ma richiedeva che il reostato fosse di dimensioni e materiali tali da poter dissipare il calore senza bruciarsi, rendendolo un dispositivo ingombrante e costoso.

L'attenuazione della luminosità delle lampade non era l'unico uso dei reostati, che venivano più generalmente usati per ridurre la potenza disponibile ad un carico elettrico in maniera facilmente variabile.

Un tempo erano in uso i reostati a liquido, consistenti in un bagno di acqua e sale in cui erano immersi due elettrodi. Un reostato a liquido era utilizzato nella locomotiva FS E.550.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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