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Smalto

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Manufatto di artigianato iraniano

Lo smalto è un rivestimento impermeabilizzante coprente a base vetrosa di tonalità chiara, fusibile a temperature di 999 - 980 °C, solitamente applicato a oggetti di ceramica[1], ma anche su metalli nobili come oro, argento e rame o leghe metalliche quali bronzo, ottone e ghisa, come base per essere decorati o come rivestimento protettivo dalla ruggine e dagli acidi.

Composizione e tecniche[modifica | modifica wikitesto]

La composizione chimica è simile a quella del vetro, in quanto formata da una miscela di silice, carbonato di sodio o potassio, si conferisce un aspetto opaco con l'aggiunta di stagno e altri ossidi metallici. Può declinarsi in molti colori, sfumature e finizioni. Attualmente lo smalto su metallo, viene impiegato non solo per insegne o placche, ma anche per oggetti di design o produzioni artistiche. Le tecniche principali sono lo champlevé, il repoussé ed il cloisonné.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Reliquiario di Thomas Beckett, smalto champlevé di Limoges, XII secolo.
Léonard Limosin, La Resurrezione, 1553, smalto sur rame, Parigi, museo del Louvre.

Quella dello smalto è una tecnologia antica e largamente adoperata. Gli antichi egiziani applicarono lo smalto a vasi e oggetti in pietra. Altri esempi si trovarono nell'antica Grecia, tra i celti, in Russia e in Cina. L'uso dello smalto in oreficeria produsse in passato magnifiche opere d'arte, soprattutto durante il Medioevo. Fra queste spicca il bastone pastorale di san Pietro, una reliquia a smalti e pietre preziose realizzata a Treviri alla fine del X secolo nel laboratorio creato dal vescovo di Treviri, Egberto ed oggi conservata nel tesoro del Duomo di Limburg.

Dal Medioevo fino al Seicento, uno dei principali centri di produzione di smalti in Europa fu la città di Limoges, nel centro della Francia. Di particolare rilievo sono gli smalti prodotti a Limoges dal XII secolo alla fine del XIV secolo secondo la tecnica del champlevé, spesso dei reliquiari, e quelli del Rinascimento, prodotti soprattutto durante il Cinquecento, quando l'arte dello smalto fu rinnovata in chiave rinascimentale da veri e propri artisti quali Léonard Limosin che inventarono une tecnica di pittura allo smalto su tavole di ramo.

In tempi più recenti spicca la produzione di Fabergé, autore delle famose Uova Fabergé[2]. Tra gli artisti italiani che hanno operato a smalto su rame nel secolo scorso un posto di rilievo è riservato a Mario Marè.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decorazione ceramica. URL consultato il 16 giugno 2008.
  2. ^ Gli smalti preziosi. URL consultato il 16 giugno 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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