Smalto

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Lo smalto è un rivestimento impermeabilizzante coprente a base vetrosa di tonalità chiara, fusibile a temperature di 999 - 980 °C, solitamente applicato a oggetti di ceramica[1], ma anche su metalli nobili come oro, argento e rame o leghe metalliche quali bronzo, ottone e ghisa, come base per essere decorati o come rivestimento protettivo dalla ruggine e dagli acidi.

Composizione e tecniche[modifica | modifica sorgente]

La composizione chimica è simile a quella del vetro, in quanto formata da una miscela di silice, carbonato di sodio o potassio, si conferisce un aspetto opaco con l'aggiunta di stagno e altri ossidi metallici. Può declinarsi in molti colori, sfumature e finizioni. Attualmente lo smalto su metallo, viene impiegato non solo per insegne o placche, ma anche per oggetti di design o produzioni artistiche. Le tecniche principali sono lo champlevé, il repoussé ed il cloisonné.

Manufatto di artigianato iraniano

Arte[modifica | modifica sorgente]

Quella dello smalto è una tecnologia antica e largamente adoperata. Gli antichi egiziani applicarono lo smalto a vasi e oggetti in pietra. Altri esempi si trovarono nell'antica Grecia, tra i celti, in Russia e in Cina. L'uso dello smalto in oreficeria produsse in passato magnifiche opere d'arte, soprattutto durante il Medioevo. Fra queste spicca il bastone pastorale di san Pietro, una reliquia a smalti e pietre preziose realizzata a Treviri alla fine del X secolo nel laboratorio creato dal vescovo di Treviri, Egberto ed oggi conservata nel tesoro del Duomo di Limburg.

In tempi più recenti spicca la produzione di Fabergé, autore delle famose Uova Fabergé[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Decorazione ceramica. URL consultato il 16 giugno 2008.
  2. ^ Gli smalti preziosi. URL consultato il 16 giugno 2008.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]