III Congresso dell'Internazionale comunista

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Il III Congresso della Terza Internazionale (22 giugno - 12 luglio 1922) si svolge a Mosca ed ivi si definiscono le posizioni di difesa del movimento rivoluzionario. Si prende atto che la situazione è cambiata rispetto a quella del II congresso essendoci stato un deflusso rivoluzionario e l'ascesa del fascismo, il che necessita un fronte unico.

« L’offensiva del capitale e i suoi particolari caratteri attuali offrono speciali possibilità tattiche ai partiti comunisti per accrescere la loro influenza sulle masse. Da questo sorge la tattica del fronte unico. L’offensiva capitalista ha il doppio obiettivo di distruggere le organizzazioni proletarie capaci di offensiva rivoluzionaria, ed intensificare altresì lo sfruttamento economico dei lavoratori per tentare la ricostituzione dell’economia borghese. L’offensiva capitalista urta quindi direttamente contro gli interessi anche di quei proletari che non sono guadagnati ancora alla coscienza ed allo inquadramento rivoluzionario, ed assale quelle stesse organizzazioni che non hanno un programma rivoluzionario e sono dirette da elementi opportunisti. La burocrazia che inquadra tali organismi, ben comprendendo che l’accettare la lotta anche soltanto difensiva equivale a porre un problema rivoluzionario ed a schierare i lavoratori su di un fronte di lotta contro la classe borghese e le sue istituzioni, sabota anche la pura resistenza difensiva, mentre rinunzia all’illusorio programma di un miglioramento graduale delle condizioni di vita del proletariato. Tale situazione permette ai partiti comunisti di condurre alla lotta anche la parte degli operai che non ha una coscienza politica sviluppata. I partiti comunisti hanno la possibilità d’invitare questi strati di lavoratori ad azioni unitarie per quelle rivendicazioni concrete ed immediate che consistono nella difesa degli interessi minacciati dalla offensiva del capitale. A tale scopo i comunisti propongono un’azione comune di tutte le forze proletarie inquadrate nelle organizzazioni, delle più diverse tendenze »

[1]

All'interno di questa strategia è da inserire la problematica che si svilupperà attorno agli Arditi del Popolo ed alle formazioni di difesa proletaria.

L'Internazionale invita il P.S.I. ad espellere la destra dal partito[2] ed a fondersi col Partito Comunista d'Italia come un’unica sezione dell'Internazionale. Vi è dissenso tra Internazionale e Partito Comunista d'Italia sulla generalita' delle indicazioni ed il dissenso specifico sul Fronte Unito "Arditi del Popolo" è solo una parte del contenzioso.[senza fonte]

Indice

[modifica] La posizione di Lenin all'interno del contenzioso sugli Arditi del popolo

Lenin stesso, parlando alle delegazioni di Germania, Cecoslovacchia, Italia, Polonia Ungheria e riferendosi alla riunione dell'Orto Botanico del 6 giugno 1921 in cui vengono fondati gli Arditi del Popolo quale scissione maggioritaria dell'[[Associazione Nazionale Arditi d'Italia]] romana dice che è "Imitare meglio e più rapidamente i buoni esempi. È buono l’esempio degli operai di Roma"[3] ed in seguito che "sugli avvenimenti a Roma, quando gli operai di tutti i partiti si sono uniti intorno ai comunisti nel corso di una manifestazione contro i fascisti nel luglio dell’anno corrente."[3] a tale riunione per la formalizzazione erano seguite manifestazioni con partecipazione delle centurie appena formate da Argo Secondari inquadrate in tre compagnie:"La Temeraria", "La Dannata" e "La Folgore" a comizi e cortei operai. Anche Trotsky non trascura per niente i fatti di Roma inerenti alla fondazione degli Arditi del Popolo:

« Gli ultimi avvenimenti di Roma dimostrano che il proletariato italiano non è completamente disilluso, che ha ancora un élan [slancio] rivoluzionario. Per queste ragioni, possiamo permetterci una tattica più audace, una tattica che non si rifiuti di rivolgersi a masse più ampie di lavoratori »

[4]

[modifica] il problema degli Arditi del Popolo

Teniamo ben conto che due anni prima la Russia bolscevica e Lenin avevano appoggiato l'Impresa di Fiume,[5] che fu il brodo di cultura di gran parte degli Arditi del popolo e della Legione Proletaria Filippo Corridoni, Lenin fa esplicito riferimento a tutti i partiti attorno ai comunisti e da una parte, questo, è un invito a dirigere le formazioni di difesa proletaria, dove i comunisti sono maggioritari anche se gli anarchici ne son secondi numericamente, dall'altra è un invito al Fronte Unito e nella seduta del 14 settembre del comitato esecutivo dell'Internazionale viene criticata la scelta del Partito Comunista d'Italia di non partecipare al Fronte unito Arditi del popolo: "Il partito ha commesso un serio errore sulla questione degli "Arditi del Popolo". Era la migliore situazione per unire sotto la nostra direzione vaste masse. Il fatto che alla testa del movimento erano elementi radicali-borghesi di tendenze avventuristiche, non può affatto servire di pretesto per agire in tal modo. In Russia noi eravamo penetrati persino nelle organizzazioni poliziesche per reclutare sostenitori. In Italia la situazione si presentava in modo notevolmente migliore: lì non si trattava affatto di organizzazioni poliziesche...". Il perché di tale frase sibillina è spiegato dall'incontro fra Nikolai Bucharin e Ruggero Grieco, riportato da Eros Francescangeli: Nikolai Bucharin critica in modo durissimo, quasi personale nel suo colloquio con Grieco, la condotta della maggioranza della dirigenza comunista italiana rendendo ben chiare le posizioni di Lenin. I precedenti dell'incontro fra Nikolai Bucharin e Ruggero Grieco riguardanti il Fronte Unito Arditi del Popolo risalgono all'ottobre del 1921 in quanto su "L’Internationale Communiste" Vittorio Ambrosini rinforza le critiche rivolte al Partito Comunista d'Italia da Vorovskij, rappresentante del governo sovietico a Roma mentre Umberto Terracini riconfermerà la posizione ufficiale del Partito Comunista d'Italia, avversa agli Arditi del Popolo, su Correspondance Internationale del dicembre del 1921.

Il Partito Comunista d'Italia è obbligato a rispondere alle critiche e lo fa a nome dell'esecutivo tramite Ruggero Grieco, il 7 novembre 1921. Nella risposta si ventila una dipendenza e convergenza fra gli Arditi del Popolo e le mire politiche di Francesco Saverio Nitti e quindi collegamenti con organismi polizieschi da qui, dopo, l'incontro con Ruggero Grieco ed il durissimo attacco di Nikolai Bucharin alla posizione avversa agli Arditi del Popolo[6]: le connivenze di cui parla Ruggero Grieco non hanno mai avuto nessun riscontro storiografico, inoltre si ricorda che l'Impresa di Fiume dal 1920 si può considerare fra le matrici degli Arditi del Popolo. Il periodo è convulso e le posizioni mutano: Antonio Gramsci, avverso all'Impresa di Fiume nelle fasi iniziali ne coglie il mutamento in prospettiva rivoluzionaria con l'ingresso in scena di Alceste De Ambris e le nuove tendenze filosovietiche ed anarchicheggianti fino ad arrivare a difendere a spada tratta D'annunzio e la Legione fiumana quando verrà offesa con calunnie di basso livello dopo essere stata distrutta militarmente la reggenza del Carnaro proprio sull'Ordine Nuovo del gennaio 1921. La posizione di Antonio Gramsci, seppur minoritaria è costretta momentaneamente al silenzio, ma in realtà è quella in linea con i dettami dell'Internazionale.[6]

[modifica] Note

  1. ^ Terza Internazionale Comunista 4º Congresso – novembre 1922
  2. ^ storia partito socialista
  3. ^ a b studio su Vittorio Ambrosini
  4. ^ Scritti sull'ItaliaTrotsky La "Questione italiana" e la Terza Internazionale
  5. ^ Cicerin, Ioffe, Krasin, Litvinov, Vorovskij, Rakovskij erano i rappresentanti della delegazione sovietica al trattato di Rapallo [1]
  6. ^ a b Eros francescangeli, Arditi del Popolo

[modifica] Voci correlate

Errico Malatesta con un gruppo di Arditi del Popolo

[modifica] Collegamenti esterni

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