Guido Picelli
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Guido Picelli (Parma, 1889 – Algora, 5 gennaio 1937) è stato un antifascista e politico italiano.
Dopo aver lavorato come attore girovago ed orologiaio in gioventù, partecipò alla prima guerra mondiale, guadagnandosi il grado di sottotenente e la medaglia di bronzo.
Rientrato a Parma, nel 1919 aderì al Partito Socialista Italiano e fondò la sezione locale della Lega proletaria mutilati invalidi reduci organi e vedove di guerra. Nel 1920 venne incarcerato per aver tentato di impedire la partenza di un treno di Granatieri diretti in Albania.
Nel 1921 venne eletto deputato in parlamento con il PSI.
A Parma organizzò gli Arditi del Popolo e nell'agosto 1922 fu una delle figure di spicco,con Antonio Cieri, della battaglia che infuriò per cinque giorni contro le squadre fasciste comandate da Italo Balbo.
Mantenne viva la resistenza al fascismo a Parma ben oltre il momento della marcia su Roma. Il 31 ottobre 1922 fu arrestato con quattro Arditi del Popolo con l'accusa di porto abusivo di armi, ma scarcerato per mancata autorizzazione a procedere della Camera. A Parma, nonostante le ondate di arresti imposte da Mussolini ora presidente del Consiglio, l'antifascismo grazie a lui si riorganizza clandestinamente, aggirando l'imposto scioglimento degli Arditi del Popolo del 14 dicembre.
Nel 1923 i fascisti non hanno autorità sui quartieri popolari di Parma. Il 5 maggio 1923 Picelli ed altri 36 arditi del Popolo vengono sono arrestati, accusati di organizzazione di banda armata contro i poteri dello Stato. Per Picelli la Camera nega una seconda volta l'autorizzazione a procedere. Così, a dispetto del fascismo imperante, riorganizza la struttura paramoilitare antifascista affindandone il comando a Giuseppe Campanini, ora sotto la deniminazione di Gruppi Segreti d'Azione - Soldati del Popolo.
Nel 1923 Picelli esce dal PSI; nel 1924 venne eletto deputato nelle liste del PCI.
Picelli mantiene i collegamenti tra gli antifascisti superstiti nelle varie città italiane, ma dal 1924 al 1926 è più volte aggredito fisicamente dalle squadre fasciste. Il 1° maggio 1924, in occasione della festa dei Lavoratori, fu arrestato una quinta volta da parlamentare avendo steso dal balcone della Camera dei Deputati la Bandiera Rossa.
Nel novembre 1926 lui ed altri parlamentari di sinistra furono dichiarati decaduti dal mandato parlamentare. Picelli venne condannato a cinque anni di confino che scontò a Lampedusa e a Lipari, dopo sette mesi di carcere a Messina. In queste condizioni il 10 marzo 1927 sposò la sua compagna, Paolina Rocchetti.
Nel marzo 1923 fugge dall'Italia, aiutato dal Partito Comunista. La moglie Paolina Rocchetti lo raggiunge in Francia.
In Francia tenne conferenze tra gli esuli italiani, parlando più volte della resistenza di Parma. Nel luglio 1932 fu arrestato ed espulso dalla Francia.
Si rifugiò in Belgio e quindi in Unione Sovietica; qui lavorò in una fabbrica di cuscinetti a sfera, tenne i contatti tra gli esuli italiani e collaborò a riviste politiche. Fu deluso dal socialismo applicato da Stalin, tra le cui vittime erano anche molti antifascisti italiani, tra i quali Dante Corneli, suo compagno di emigrazione, accusato di Trotskysmo e come tale rinchiuso nei campi di lavoro siberiani.
Lasciò allora la Russia, nel 1936, per andare in Spagna a combattere il Franchismo nella guerra civile spagnola. Si recò a Barcellona per arruolarsi nella I compagnia del Battaglione Garibaldi.
Ad Albacete addestrò i volontari per il fronte madrileno. Fu comandante della prima compagnia e vicecomandante del battaglione Garibaldi.
Il 5 gennaio, a 47 anni, fu ferito a morte da una raffica di mitra in combattimento, sul fronte di Guadalajara. Furono celebrati imponenti funerali di stato a Barcellona.
Intorno alla sua figura e alla battaglia combattuta a Parma contro i fascisti, l'autore Pino Cacucci ha scritto il libro Oltretorrente, edito da Feltrinelli.
[modifica] Bibliografia
- AA.VV., Dietro le barricate, Parma 1922, testi immagini e documenti della mostra (30 aprile - 30 maggio 1983), edizione a cura del Comune e della Provincia di Parma e dell'Istituto storico della Resistenza per la Provincia di Parma
- AA.VV., Pro Memoria. La città, le barricate, il monumento, scritti in occasione della posa el monumento alle barricate del 1922, edizione a cura del Comune di Parma, Parma, 1997
- Pino Cacucci, Oltretorrente, Feltrinelli, Milano, 2003
- Luigi Di Lembo, Guerra di classe e lotta umana, l'anarchismo in Italia dal Biennio Rosso alla guerra di Spagna (191-1939), edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
- Eros Francescangeli, Arditi del popolo, Odradek, Rom, 2000
- Gianni Furlotti, Parma libertaria, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 2001
- Marco Rossi, 'Arditi, non gentarmi! Dall'arditismo di guerra agli Arditi del Popolo, 1917-1922, edizioni Biblioteca Franco Serantini, Pisa, 1997
- Luigi Balsamini, 'Gli arditi del popolo. Dalla guerra alla difesa del popolo contro le violenze fasciste, Galzerano Ed. , Salerno.
- "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano : Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
- "Storia del Partito comunista" Paolo Spriano- Einaudi, Torino, 1967-1975 - 5 volumi
- Del Carria, Renzo, Proletari senza rivoluzione. Storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950, 2 voll., Milano, Edizioni Oriente, 1970 (I ed. 1966), (in particolare il XVII Capitolo "La giusta linea non seguita": Parma come esempio di vittoriosa resistenza politica-militare al fascismo (1-6 agosto 1922).
- "Proletari senza rivoluzione"storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1950. - Milano : Edizioni Oriente, 1970 Renzo Del Carria
- AA.VV., Dietro le barricate, Parma 1922, testi immagini e documenti della mostra (30 aprile - 30 maggio 1983), edizione a cura del Comune e della Provincia di Parma e dell'Istituto storico della Resistenza per la Provincia di Parma
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- Alberghi, Pietro, Il fascismo in Emilia Romagna: dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989.
- Le Barricate a Parma 1/5 agosto 1922, numero monografico di “PR. Parma Realtà”, n. 15, dicembre 1972.
- Balestrini, Nanni, Parma 1922. Una resistenza antifascista, a cura di Margherita Becchetti, Giovanni Ronchini e Andrea Zini, Roma, DeriveApprodi, 2002.
- Bonardi, Pietro, La violenza del 1922 nel Parmense, Parma, Centro studi della Val Baganza, 1992.
- Bottioni, Graziano, La nascita del PCI a Parma 1921-1926, Parma, Biblioteca “Umberto Balestrazzi”, 1981.
- Brunazzi, Luciana, Parma nel primo dopoguerra 1919-1920, Parma, Istituto storico della resistenza per la provincia di Parma, 1981.
- Campanini, Giorgio, Chiesa e movimento cattolico a Parma fra Ottocento e Novecento: studi e ricerche, Parma, Il Borgo, 1995.
- Cavalli, don Giuseppe, Le “Cinque giornate” di Parma e Ulisse Corazza, in Il contributo dei Cattolici alla lotta di Liberazione in Emilia-Romagna. Atti del 2° Convegno di studi tenuto nei giorni 1, 2, 3 maggio 1964 a Parma-Salsomaggiore, Parma, Associazione Partigiani Cristiani, 1995, pp. 243-270.
- De Micheli, Mario, Barricate a Parma, Roma, Editori Riuniti, 1960.
- Degli Innocenti, Maurizio - Pombeni, Paolo - Roveri Alessandro (a cura di), Il Pnf in Emilia-Romagna durante il ventennio fascista, Milano, Angeli, 1988.
- Dietro le barricate. Parma 1922, Parma, Comune di Parma - Provincia di Parma - Istituto storico della resistenza per la provincia di Parma, 1983. Furlotti, Gianni, Parma libertaria, Pisa, BFS, 2001.
- Minardi, Marco , Pro Memoria. La città, le barricate, il monumento, a cura di Marco Minardi, in “Documenti”, n. 25, 1997.
- Palazzino, Mario, “Da prefetto Parma a gabinetto ministro interno”. Le barricate antifasciste del 1922 viste attraverso i dispacci dell’ordine pubblico, Parma, Archivio di Stato di Parma - Silva Editore, 2002.
- Comunisti a Parma. Atti del convegno tenutosi a Parma il 7 novembre 1981, a cura di Fiorenzo Sicuri, Parma, Istituto Gramsci Emilia-Romagna e Parma - Biblioteca “Umberto Balestrazzi”, 1986.
- Sicuri, Fiorenzo (a cura di), Guido Picelli, a cura di Fiorenzo Sicuri, con un saggio di Dianella Gagliani, Parma, Centro di documentazione “Remo Polizzi”, 1987.
[modifica] Voci correlate
- Ercole_Miani
- Arditi
- Arditi del Popolo
- Carta del Carnaro
- Antonio Cieri
- Guido Picelli
- Filippo Corridoni
- Argo Secondari
- Alberto Acquacalda
- Vincenzo Baldazzi
- Alceste De Ambris
- Armando Vezzelli
- Gaetano Perillo
- Lorenzo Parodi
- Storia del movimento partigiano a Genova
- Strade di Genova intitolate a partigiani ed antifascisti
- Fatti di Sarzana

