Kush

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Con il termine Kush si intende la regione, situata nel Nord Africa, tra il sud dell'Egitto moderno e la parte settentrionale del Sudan, in cui si svilupparono alcune importanti civiltà e culture. Come per gli egizi, l'asse dello sviluppo della civiltà di Kush fu il fiume Nilo sulle cui rive si formarono vari centri di civilizzazione tra cui Kerma, Napata e Meroe. Per lunghi periodi la storia della regione fu influenzata e legata a quella dell'antico Egitto con un'alternanza di periodi di dominazione egizia e di autonomia politica. Fiorita in un periodo in cui l'attraversamento del Sahara era meno arduo di quanto non sia oggi, la civiltà di Kush ebbe probabilmente un ruolo determinante come tramite culturale fra i popoli del bacino del Mediterraneo e quelli dell'Africa subsahariana.[1]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Le prime forme di sviluppo di una società organizzata compaiono in Nubia parallelamente alla I dinastia egizia (3100 a.C. - 2900 a.C.).

Kerma[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stato kushita di cui abbiamo notizie è il regno di Kerma che si forma intorno al 2600 a.C.

La mancanza di fonti scritte locali e la scarsità di accenni a questo regno nei documenti egizi rende difficoltosa la nostra conoscenza su di esso.

Intorno al 2500 a.C., durante la V dinastia l'Egitto riprende il movimento di espansione verso sud, movimento che si arresta con lo sfaldamento dello stato egizio al termine dell'antico regno intorno al 2200 a.C.

Con il riorganizzarsi dello Stato egizio (Medio Regno) sotto i sovrani della XII dinastia riprende il movimento di espansione verso sud ed il confine si sposta fino alla terza cateratta del Nilo, nei pressi di Kerma che è ricordata come un grande emporio commerciale. La fine del Medio Regno, intorno al 1800 a.C., pone nuovamente termine ai contatti tra Egitto e Nubia.

I pochi dati in nostro possesso sembrano confermare che il regno di Kerma esistette comunque fino al 1500 a.C. quando l'Egitto, sotto la direzione dei potenti sovrani della XVIII dinastia riprese l'espansione verso sud questa volta con intenti colonialistici.

Thutmose III sposta il confine alla quarta cateratta, a sud di Kerma, e fa costruire una rete di fortezze da cui l'esercito possa controllare la regione che diviene una fonte di approvvigionamenti per l'impero. In questa fase il governatore egizio della Nubia, spesso un principe di sangue reale, riveste il titolo di Figlio del re di Kush.

Napata[modifica | modifica wikitesto]

La fase coloniale termina nell'XI secolo a.C. con il collasso del nuovo regno. In Nubia si afferma il nuovo centro di potere di Napata.

A Napata si rifugiano, intorno al 950 a.C., i sacerdoti di Amon discendenti da Herihor (vedi anche Dinastia dei Primi Profeti di Amon) scacciati da Tebe dai sovrani libici della XXII dinastia.

L'influenza dei rifugiati dà vita ad una società fortemente egizianizzata in senso tradizionalista, soprattutto in campo religioso.

Intorno al 750 a.C. Piankhi, fondatore della XXV dinastia egizia, parte da Napata per conquistare ed unificare l'Egitto. I suoi successori proseguono e, quasi, portano a termine l'impresa ma nel 671 a.C. l'entrata in scena degli Assiri, che invadono la valle del Nilo, pone fine alle speranze dei sovrani di Napata a cui non resta che ritirarsi in Nubia (vedi anche Re di Nubia).

Nel 591 a.C. l'esercito egizio sotto il comando di Psammetico II, allo scopo di prevenire un'analoga azione nubiana, invade e conquista, temporaneamente, Napata che inizia a perdere importanza nei confronti di Meroë.

Meroë[modifica | modifica wikitesto]

I documenti in nostro possesso mostrano chiaramente che i successori di Aspelta, il sovrano sconfitto da Psammetico II, hanno la loro capitale non più a Napata bensì nella più meridionale Meroë.

Non conosciamo l'esatta data dello spostamento della capitale anche se molti storici ritengono che sia stata una reazione all'invasione egizia della Bassa Nubia durante il regno di Aspelta. Altri storici ritengono che lo spostamento sia stato l'effetto dell'aumentata importanza della lavorazione del ferro i cui forni richiedono molto combustibile più facilmente reperibile a Meroë, grazie alle foreste che la circondano, rispetto a Napata.

Altro fattore che potrebbe aver influito sullo spostamento è lo svincolo dal fiume Nilo per quanto riguarda il commercio. Lo spostamento a sud avrebbe favorito i contatti con i mercanti greci insediatisi sulle rive del Mar Rosso.

Un ulteriore teoria propone che si siano formati due stati: uno con capitale Napata ed uno con capitale Meroë e che il secondo avrebbe lentamente inglobato il primo.

I dati archeologici ci dicono che nel periodo in questione non sembrano esservi a Napata palazzi reali benché la città rimanga un importante centro religioso ove i re vengono incoronati e sepolti

Piramidi di Kush

Intorno al 300 a.C. i sovrani iniziano a farsi seppellire nella capitale e alcuni vedono in questo una frattura tra il potere reale e quello dei sacerdoti di Napata. Diodoro Siculo riporta la tradizione di un re, di nome Ergamenes, che avendo ricevuto dai sacerdoti l'ordine di suicidarsi lo rifiutò facendo giustiziare i sacerdoti stessi.

Alcuni storici vedono nel nome Ergamenes il re Arrakkamani, il primo ad essere sepolto a Meroë.

È però da dire che la corretta traslitterazione di Ergamenes è Arqamani un sovrano il cui regno si colloca molti anni dopo l'inizio dell'uso della necropoli di Meroë.

Il regno di Meroë prospera per molti secoli, anche se noi possediamo scarse notizie su di esso, dando anche vita ad una scrittura originale derivata dal geroglifico.

Nel 23 a.C.il governatore romano dell'Egitto, Gaio Petronio, invade la Nubia in risposta ad un attacco nubiano nel sud dell'Egitto devasta la parte settentrionale del regno di Meroë e saccheggia Napata prima di ritornare al nord.

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Le fasi del declino del regno meroitico sono scarsamente definite. Sappiamo che durante l'impero di Nerone una missione diplomatica giunge a Meroë (Plinio il Vecchio - Naturalis Historia 6.35). A partire dal II secolo le tombe reali iniziano a perdere in dimensioni e splendore e la costruzione di grandi edifici cessa del tutto. La costruzione delle piramidi funebri cessa nella metà del IV secolo e i ritrovamenti archeologici mostrano uno spostamento culturale verso una nuova forma detta cultura di Ballana. L'esame degli scheletri dell'epoca mostra però che la popolazione rimane la stessa. Questi dati concordano con la tradizione secondo cui il regno di Meroë viene distrutto da Ezana sovrano del regno etiopico di Axum, sorto intorno al 350.

Le fonti etiopiche riportano l'azione di Ezana come il soffocamento di una ribellione in un territorio già controllato che denominato Nuba e non citano il regno di Meroë.
Molti storici hanno ipotizzato che questi Nuba siano lo stesso popolo che i Romani chiamano Nobatae. Strabone riporta che quando i romani abbandonarono la Nubia del nord nel 272 essi stessi invitarono i Nobatae a prendere il loro posto nel controllo della regione.
Un altro elemento legato a questa regione sono i Blemmi, considerati gli antenati dei Beja. Esso sono guerrieri del deserto che contrastano il dominio Romano e contribuiscono alla sua ritirata alla ricerca di confini maggiormente difendibili. Al termine del IV secolo i Beja controllano una parte della valle del Nilo intorno a Kalabsha nella Bassa Nubia.

Nel VI secolo nuovi stati si formano nell'area originariamente occupata dal regno di Meroë. I Nobatae danno vita allo Stato di Nobatia, analogamente si comporta la cultura Ballana ed a questi si aggiungono Makuria e Alodia.

I Beja, nel frattempo, sono respinti nel deserto dai re Nuba intorno al 450. Questi nuovi Stati nubiani ereditano molto dal regno di Meroë pur mostrando caratteri decisamente differenti. Essi parlano una lingua detta antico nubiano e scrivono con una versione modificata del copto; il meroitico e la sua scrittura scompaiono completamente.

La transizione tra Nuba/Nobatae e Meroiti è ancora scarsamente chiara. Secondo alcuni i Nuba sono degli invasori nomadi provenienti di ovest che impongono la loro cultura ed il loro linguaggio ai popoli conquistati; P.L. Shinnie ha proposto che i Nobatae siano invece nativi della regione di Napata che rimasero sotto il dominio meroitico per molti secoli e che il termine Nobatae derivi direttamente da Napata.

Riferimenti nella Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il vecchio Testamento il nome Cush deriva appunto da Cush, figlio di Cam, figlio di Noè che si insedia nel nord Africa. Nella Bibbia una vasta regione che comprende l'Egitto del Sud e parte dell'Etiopia è detta Cush. La Bibbia fa riferimento a Cush in numerose occasioni. Va detto che secondo alcuni il Cush biblico si troverebbe nel sud della penisola Araba e non in Africa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Basil Davidson, L'Africa riscoperta, Feltrinelli 1963

Bibliografia e collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Jean Leclant. "The empire of Kush: Napata and Meroe" UNESCO General History of Africa
  • A. Hakem with I. Hrbek and J. Vercoutter. "The civilization of Napata and Meroe" UNESCO General History of Africa
  • P.L. Shinnie. "The Nilotic Sudan and Ethiopia c. 660 BC to c. AD 600" Cambridge History of Africa - Volume 2 Cambridge University Press, 1978.

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