Iron Maiden (album)

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Iron Maiden

Artista Iron Maiden
Tipo album Studio
Pubblicazione 14 aprile 1980[1]
Durata 37 min : 27 s
40 min : 43 s (Versione statunitense)
Dischi 1
Tracce 8
Genere Heavy metal
NWOBHM
Etichetta EMI
Produttore Will Malone
Registrazione febbraio 1980 ai Kingsway Studios di Londra (Regno Unito)[2]
Formati 33 giri, CD, download digitale
Note Nel 1998 è stato rimasterizzato in digitale ed edito in formato Enhanced CD.
Certificazioni
Dischi d'oro 3
Dischi di platino 2
Iron Maiden - cronologia
Album precedente
Album successivo
(1981)
Singoli
  1. Running Free
    Pubblicato: 8 febbraio 1980
  2. Sanctuary
    Pubblicato: 23 maggio 1980
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic[3] 4.5/5 stelle
Record Mirror[4] 5/5 stelle
Sounds[5] 4/5 stelle
Ondarock.it[6] Pietra miliare

Iron Maiden è il primo album in studio del gruppo musicale britannico omonimo, pubblicato il 14 aprile 1980 dalla EMI.[1]

L'immagine di copertina è stata realizzata da Derek Riggs.

Antefatti e pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

Il primo album degli Iron Maiden ebbe un'evoluzione abbastanza travagliata, in quanto i membri del gruppo incontrarono numerose difficoltà per far uscire il disco, soprattutto in virtù della corrente punk che in quel periodo imperversava in Inghilterra. Gli Iron Maiden si scontrarono con le ostilità delle case discografiche che, in quel periodo, producevano soprattutto gruppi punk, tant'è che gli fu proposto di cambiare genere.[senza fonte] Nonostante le ostilità delle etichette discografiche, i membri del gruppo investirono tutti i loro risparmi e le loro fatiche per far conoscere il loro nome ed il loro genere. Fu così che la EMI Records si convinse a firmare un contratto che permise agli Iron Maiden di far uscire il loro album di debutto, che rappresenta un'importante tappa della nascente New Wave of British Heavy Metal. Dopo pochi mesi fu pubblicata negli Stati Uniti, edita dalla Capitol Records, un'altra versione dell'album contenente anche la canzone Sanctuary.

Le canzoni[modifica | modifica sorgente]

Il disco si apre con Prowler, seguito da Remember Tomorrow, dedicato da Paul Di'Anno a suo padre[senza fonte]. Running Free è un inno di libertà, eseguita in gran parte dei live della band. Phantom of the Opera si ispira al famoso film con Lon Chaney (come evidenzia anche la copertina del singolo live del 1985, con la mascotte Eddie intenta a levarsi la maschera esattamente come il grande attore del muto americano) oltre che al romanzo di Gaston Leroux Il fantasma dell'opera; è seguita dal brano strumentale Transylvania, la quale inizialmente doveva avere un testo, ma il gruppo, dopo averla provata senza le liriche, la apprezzò e lasciò così come è conosciuta[senza fonte]. La ballata Strange World riguarda ciò che succede in un mondo fantastico immaginato da Harris. Charlotte the Harlot è una dedica di Dave Murray ad una prostituta chiamata Charlotte. Ad oggi è l'unico brano accreditato unicamente a Murray. Il disco si chiude con la title-track, brano eseguito in tutti i concerti del gruppo, spesso come brano di chiusura.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Testi e musiche di Steve Harris, eccetto dove indicato.

  1. Prowler – 3:56
  2. Remember Tomorrow – 5:28 (Steve Harris, Paul Di'Anno)
  3. Running Free – 3:17 (Steve Harris, Paul Di'Anno)
  4. Phantom of the Opera – 7:07
  5. Transylvania – 4:19
  6. Strange World – 5:32
  7. Sanctuary – 3:16 (Dave Murray, Paul Di'Anno, Steve Harris) – presente nella versione statunitense
  8. Charlotte the Harlot – 4:12 (Dave Murray)
  9. Iron Maiden – 3:36
CD aggiuntivo presente nella riedizione del 1995
  1. Burning Ambition – 2:40
  2. Drifter (Live) – 6:04
  3. I've Got the Fire (Live) – 3:14 (Ronnie Montrose) – cover dei Montrose

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Iron Maiden, IronMaiden.com. URL consultato il 13 marzo 2013.
  2. ^ (EN) Maiden pull out, IronMaidenCommunity.com. URL consultato il 23 marzo 2013.
  3. ^ (EN) Iron Maiden in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 1º ottobre 2013.
  4. ^ Mick Wall, Iron Maiden: Run to the Hills, the Authorised Biography, 3ª ed., Sanctuary Publishing, 2004, p. 146. ISBN 1-86074-542-3.
  5. ^ Garry Bushell e Ross Halfin, Running Free, The Official Story of Iron Maiden, 2ª ed., Zomba Books, 1985, p. 72. ISBN 0-946391-84-X.
  6. ^ IRON MAIDEN - Iron Maiden, Ondarock.it. URL consultato il 1º ottobre 2013.
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