Hallowed Be Thy Name

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Hallowed Be Thy Name
Artista Iron Maiden
Tipo album Singolo
Pubblicazione 4 ottobre 1993
Durata 7 min : 11 s
Album di provenienza A Real Dead One (Originariamente inclusa in The Number of the Beast)
Genere Heavy metal
NWOBHM
Etichetta EMI
Registrazione Icehall, Helsinki, Finlandia 5 giugno 1992
Iron Maiden - cronologia
Singolo precedente
(1993)
Singolo successivo
(1995)

Hallowed Be Thy Name è un brano musicale scritto da Steve Harris per l'album The Number of the Beast degli Iron Maiden, pubblicato nel 1982.

La canzone[modifica | modifica wikitesto]

Il testo della canzone parla delle ultime ore vissute da un condannato a morte, immediatamente precedenti all'esecuzione. Inizialmente, il condannato sembra rassegnato di fronte alla morte, ma poi si convince di non averne paura, perché la vita in fondo è solo un'illusione e potrebbe esserci qualcosa dopo. Segue una lunga parte interamente strumentale, che rende bene il crescendo di emozioni provate dal condannato e degli eventi. Questa parte culmina nell'invocazione finale, ripetuta più volte, "Hallowed Be Thy Name" (sia santificato il tuo nome). Alla fine, l'uomo viene giustiziato.

La canzone ha un inizio lento scandito dalle campane suonate da Clive Burr, poi il ritmo, preceduto dal cantato di Bruce Dickinson, aumenta e resta costante praticamente fino alla fine della canzone. Ne segue la lunga parte strumentale, in cui compaiono 2 assoli, il primo dei quali suonato da Dave Murray. Il secondo assolo era originariamente suonato da Adrian Smith, fino al tour 7th tour of a 7th tour del 1988/89, ma in seguito, a causa della defezione di Adrian nel 1990, da Janick Gers (nelle versioni live successive al tour No Prayer on the Road del 1990/91, pur essendo tornato Smith nel 1999).

È degna di nota la particolare struttura musicale (inizio lento, a sfociare in una parte più veloce ed "aggressiva"), più volte ripresa dai Maiden in composizioni come Sign of the Cross o Dance of Death; grazie a questa struttura ed all'interpretazione di Dickinson la band riesce a rendere molto bene il climax degli eventi, partendo dalla depressione e rassegnazione dell'uomo (ritmo lento) per arrivare alle sue riflessioni e alla conclusione, già citata, di non dover aver paura della morte. La parte strumentale e l'assolo sono certamente la parte più emozionante di tutta la composizione, ed esprimono bene i momenti in cui il condannato viene condotto al patibolo. Questa parte culmina con l'invocazione, urlata, "Hallowed Be Thy Name", con cui il condannato si affida a Dio e sembra quasi ringraziarlo per averlo tolto da quel luogo di illusioni che è il mondo. Si può immaginare che il condannato, durante l'invocazione, stia salendo sul patibolo e che l'improvvisa melodia lenta e malinconica che interrompe di colpo gli accordi stia a significare che il boia ha finalmente giustiziato l'uomo.

Questa canzone è stata inserita in tutte le scalette dei vari tour degli Iron Maiden da The Beast on the Road, del 1982, fino al The Final Frontier World Tour del 2010/11. In seguito i Maiden intrapresero il tour Maiden England 2012, in Nord America, senza includere Hallowed Be Thy Name nella scaletta, rendendo di fatto il Maiden England 2012 il primo tour in cui Hallowed Be Thy Name non è stata suonata dal 1982.

Il singolo[modifica | modifica wikitesto]

A completare il disco sono stati inseriti il brano The Trooper (che troviamo anche nell'album Piece of Mind) e i brani Wasted Years e Wrathchild che, pur provenendo dalle stesse sessioni di registrazione degli altri brani, non hanno trovato posto nei due album ufficiali e rappresentano quindi la principale attrazione di questo disco.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Hallowed Be Thy Name (Mosca - Russia, 4 giugno 1993) (Harris) – 7:26
  2. The Trooper (Helsinki - Finlandia, 5 giugno 1992) (Harris) – 3:53
  3. Wasted Years (Bremen - Germania, 16 aprile 1993) (Smith) – 4:42
  4. Wrathchild (Helsinki - Finlandia, 5 giugno 1992) (Harris) – 2:57

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Esiste una differente canzone tra i primi lavori non pubblicati di Joan Baez negli anni '70 con lo stesso nome.
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