Inuleae

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Inuleae
Inula helenium ENBLA01.jpeg
Inula helenium
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Inuleae
Cass., 1819
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Inuleae
Generi
(vedi testo)

Inuleae Cass., 1819 è una tribù di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae (sottofamiglia Asteroideae).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome della tribù deriva dal suo genere più importante (Inula L.) che a sua volta potrebbe derivare da un vocabolo latino usato dai Romani per indicare proprio queste piante (Plinio (23 - 79) e Dioscoride (40 - 90) usano questo nome che è considerato una corruzione del termine greco "helenion"[1]). Altri Autori propongono un'altra etimologia: la derivazione da un vocabolo greco enàein (= purificare) facendo riferimento ovviamente alle presunte proprietà mediche della pianta.[2]
Il nome scientifico di questa tribù è stato definito per la prima volta dal botanico e naturalista francese Alexandre Henri Gabriel de Cassini (1781 – 1832) nella pubblicazione "Journal de Physique, de Chemie, d'Histoire Naturelle et des Arts - 88." del 1819.[3]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le specie di questa tribù sono suddivise in alberi, arbusti, subarbusti ed erbe perenni o annue. In questa tribù sono comprese specie ermafrodite, monoiche, dioiche oppure ginomonoiche.[4][5][6]

La parte sotterranea del fusto consiste prevalentemente in rizomi allungati o tuberosi (genere Jasonia). La parte aerea del fusto può essere provvista di condotti di resina (generi Doellia, Limbarda, Telekia e altri) oppure no. Generalmente il floema è privo di strati fibrosi; inoltre sono assenti i tessuti latticiferi.

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo alternato o eventualmente subopposto. In alcuni casi si possono trovare raggruppate all'apice dei rami (generi Cylindrocline e Monarrhenus), o confinate in una rosetta basale (generi Rhodogeron e Sachsia). La lamina può essere semplice, pennatifida o pennatosetta con bordi interi, seghettati o dentati. La consistenza può essere carnosa (generi Iphiona e Limbarda). Spesso la superficie è ghiandolosa e pubescente o ricoperta da peli settati (genere Pterocaulon). La base della foglia può essere ristretta o decorrente lungo il picciolo (generi Calostephane, Geigeria, Laggera e altri).

Le infiorescenze sono formate da capolini sia solitari che in formazioni corimbose, panicolate o da più o meno forme da cilindriche sottili a sferiche. I capolini possono essere sia eterogami che omogami con forme sia radiate che discoidi. I capolini sono formati da un involucro composto da squame (o brattee) disposte in modo embricato al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori ligulati periferici o fiori del raggio e ai fiori tubulosi quelli centrali o del disco. I fiori possono essere più di 100. L'involucro può essere cilindrico, campanulato o a forma di coppa. Le brattee sono disposte generalmente su più righe; hanno consistenza erbacea o cartilaginea, ma senza margini ialini; gli stereomi non sono divisi. Il ricettacolo è piatto, convesso o concavo; può essere provvisto di pagliette (a protezione della base dei fiori) o esserne privo (nudo).

I fiori sono tetraciclici (a cinque verticilli: calicecorollaandroceogineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori esterni (quelli del raggio), se presenti in una o più righe, sono femminili o raramente neutri. Le corolle radiate sono minute e la forma varia da tubolare a filiforme; terminano generalmente con tre denti. Il colore può essere giallo, rosa, porpora, viola o bianco. I fiori del disco sono ermafroditi o funzionalmente maschili; terminano con 4 - 5 lobi generalmente corti. Il colore può essere giallo, rosa, porpora o qualche volta bianco.

L'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo.[7] Le antere normalmente sono prive di sperone (raramente sono calcarate). La base può essere lunga o corta con code ramificate oppure no (raramente sono prive di coda). Il tessuto dell'endotecio è a forma radiata o polarizzata. Le cellule del collare dei filamenti sono piatte o di tipo mammelloso.

Il gineceo ha un ovario uniloculare infero formato da due carpelli.[7]. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi spesso sono provvisti di peli acuti che terminano sopra la biforcazione, oppure da peli ottusi che terminano ben al di sotto della biforcazione. Le superfici stigmatiche confluiscono all'apice, mentre alla base sono separate in due distinte linee. Il polline è spinuloso.

I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni in genere sono provvisti di 5 fasci vascolari; la forma è ellissoide, spiralata o a sezione triangolare, spesso con coste sclerenchimatiche. Talvolta sono presenti dei condotti o delle cavità resinose. La superficie è glabra o ricoperta da peli ghiandolari. Nei fiori funzionalmente maschili gli acheni spesso sono molto ridotti. L'epidermide dell'achenio è provvista di grandi cristalli di ossalato di calcio, oppure di cristalli simili alla sabbia, oppure ne è priva.[8] Gli acheni dei fiori del raggio generalmente sono simili a quelli del disco, qualche volta più piatti. Il pappo è formato setole capillari, o setole capillari miste a piccole squame o larghe squame sole. Qualche volta il pappo ha la forma di una anello o anche è assente.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

L'areale di questa tribù è principalmente in Eurasia, nell'Africa (est e sud) e in parte nell'America (soprattutto del sud); alcuni generi però hanno una distribuzione mondiale (Pluchea).[9] Il clima preferito è quello caldo. Più avanti è indicata la distribuzione relative ad ogni genere.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

La famiglia di appartenenza della tribù (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale e comprende oltre 23000 specie distribuite su 1535 generi[10] (22750 specie e 1530 generi secondo altre fonti[11]).
La tribù comprende 65 generi e circa 690 specie.[5]

Genere N. specie Distribuzione
Adelostigma Steetz, 1864 2 spp. Africa tropicale
Allagopappus Cass., 1828 2 spp. Isole Canarie
Allopterigeron Dunlop, 1981 1 sp.
(A. filifolius (F. Muell.) Dunlop)
Australia
Amblyocarpum Fisch. & Mey., 1837 1 sp.
(A. inuloides Fisch. & Mey.)
Regione del Mar Caspio
Antiphiona Merxm., 1954 2 spp. Namibia
Anvillea DC., 1836 2 spp. dal Marocco all'Iran
Asteriscus Tourn. ex Mill., 1754 8 spp. Europa (del sud), Nord Africa, Medio oriente e Macaronesia
Blumea DC., 1836 circa 100 spp. Asia (zone subtropicali e tropicali)
Blumeopsis Gagnep., 1929 1 sp.
(B. falcata (D. Don) Merr.)
Asia orientale
Buphthalmum L., 1753 3 spp. Europa
Caesulia Roxb., 1759 1 sp.
(C. axillaris Roxb.)
India
Calostephane Benth., 1872 6 spp. Africa (tropicale) e Madagascar
Carpesium L., 1753 25 spp. Principalmente in Asia con estensioni in Europe e in Australia
Chiliadenus Cass., 1825 10 spp. Mediterraneo
Chrysophthalmum Sch. Bip., 1843 3 spp. Turchia, Siria e Iraq
Coleocoma F. Muell., 1857 1 sp.
(C. centaurea Roxb.)
Australia
Cratystylis S. Moore, 1905 4 spp. Australia
Cylindrocline Cass., 1817 2 spp. Mauritius
Delamerea S. Moore, 1900 1 sp.
(D. procumbens S. Moore)
Africa orientale
Dittrichia Greuter, 1973 2 spp. Mediterraneo (introdotto in America e in Australia)
Doellia Sch. Bip., 1843 2 spp. Arabia e Africa
Duhaldea DC., 1836 14 spp. Asia (forse una specie in Africa)
Epaltes Cass., 1818 14 spp. Zone pantropicali
Geigeria Griess., 1830 28 spp. Africa (principalmente al sud)
Ighermia Wikl., 1983 1 sp.
(I. pinifolia (Maire & Wilczek) Wikl.)
Marocco
Inula L., 1753 circa 100 spp. Vecchio Mondo
Iphiona Cass., 1817 12 spp. Africa (del nord-est) e dall'Arabia al Pakistan
Iphionopsis A. Anderb., 1985 3 spp. Africa (orientale) e Madagascar
Jasonia Cass., 1822 1 sp.
(J. tuberosa DC.)
Spagna
Karelinia Less., 1834 1 sp.
(K. caspia Less.)
Mar Caspio
Laggera Sch. Bip. ex Koch, 1847 17 spp. Specie tropicali dell'Africa e dell'Asia
Lifago Schweinf. & Muschl., 1911 1 sp.
(L. dielsii Schweinf. & Muschl.)
Marocco e Algeria
Limbarda Adans., 1763 1 sp.
(L. crithmoides Dumort.)
Mediterraneo
Litogyne Harv., 1865 1 sp.
(L. gariepina Dumort.)
Africa tropicale e Namibia
Merrittia Merr., 1910 1 sp.
(M. benguetensis (DC.) Anderb..)
Filippine
Monarrhenus Cass., 1817 2 spp. Mauritius e La Réunion
Neojeffreya Cabr., 1978 1 sp.
(N. decurrens Cabr.)
Africa orientale e Madagascar
Nicolasia S. Moore, 1900 7 spp. Africa tropicale (del sud)
Ondetia Benth., 1872 1 sp.
(O. linearis Benth.)
Namibia
Pallenis (Cass.) Cass., 1822 3 spp. Mediterraneo e Medio oriente
Pechuel-loeschea O. Hoffm., 1888 1 sp.
(P. leubnitziae O. Hoffm.)
Namibia
Pegolettia Cass., 1825 9 spp. Soprattutto Africa (del sud)
Pentanema Cass., 1818 20 spp. Turchia, Asia centrale e Africa
Perralderia Coss., 1859 3 spp. Africa (del nord)
Pluchea Cass., 1817 circa 80 spp. Genere pantropicale
Porphyrostemma Benth. ex Oliv., 1873 4 spp. Africa tropicale
Pseudoblepharispermum Lebrun & Stork, 1981 2 spp. Africa orientale
Pseudoconyza Cuatr., 1961 1 sp.
(P. viscosa (Mill.) D'Arcy)
America centrale, Africa e Asia
Pterocaulon Ell., 1823 18 spp. America e Australia
Pulicaria Gaertn., 1791 4 spp. Europa, Africa, Asia (in particolare Arabia)
Rhanteriopsis S. Rauschert, 1982 circa 85 spp. Medio oriente
Rhanterium Desf., 1799 3 spp. Africa (del nord) e Medio oriente
Rhodogeron Griesb., 1866 1 sp.
(R. coronopifolius Griesb.)
Cuba
Sachsia Griesb., 1866 4 spp. Indie Occidentali e USA (del sud)
Schizogyne Cass., 1828 2 spp. Isole Canarie
Sphaeranthus L., 1753 41 spp. Zone tropicali del Vecchio Mondo
Stenachaenium Benth., 1873 5 spp. Sud America
Streptoglossa Steetz., 1863 8 spp. Australia
Telekia Baumg., 1816 1 sp.
(T. speciosa Baumg.)
Europa, Caucaso e Asia minore
Tessaria Ruiz & Pavon, 1794 1 sp.
(T. integrifolia Ruiz & Pavon)
Sud America
Thespidium F. Muell. ex Benth., 1867 1 sp.
(T. basiflorum F. Muell.)
Australia
Triplocephalum O. Hoffm., 1894 1 sp.
(T. holstii O. Hoffm.)
Africa orientale
Varthemia DC., 1836 1 sp.
(V. persica DC.)
Afganistan, Iran e Pakistan
Vieraea Webb & Berth., 1839 1 sp.
(V. laevigata Webb & Berth.)
Isole Canarie


A questo elenco va aggiunto il genere "incertae sedis":

  • Nanothamnus Thoms., 1876 (1 sp.: N. sericeus Thoms.) - Distribuzione: India. I grandi cristalli nell'epidermide dell'achenio suggeriscono una posizione nella tribù Inuleae, forse vicino al genere Blumea. Ma altri caratteri come le corolle bilabiate, le antere calcarate e altri ancora rendono incerta la descrizione di questo genere nella presente tribù.


Fino a poco tempo fa un altro genere (Feddea Urb., 1925 (1 sp.: F. cubensis Urb. - Distribuzione: Cuba) era considerato "incertae sedis" per questa tribù. In realtà una recente ricerca[12] ha stabilito la descrizione di questa specie in una diversa tribù (Feddeeae Pruski, P.Herrera, Anderb. & Franc.-Ort.).

Filogenesi[modifica | modifica sorgente]

All'interno della famiglia Asteraceae, Inuleae è descritta nella sottofamiglia Asteroideae. In particolare Inuleae risulta “gruppo fratello” della sottotribù Athroismeae e del gruppo denominato Heliantheae alliance.[13] Recentemente in questa tribù è state inclusa la tribù Plucheeae che insieme alle Inuleae s.s. formano un clade monofiletico. La monofilia si evidenzia da analisi molecolari di tipo filogenetico.[14]
All'interno della tribù si individuano quindi due linee monofiletiche. Una linea corrisponde al nucleo delle Inuleae s.s. con stili provvisti di peli acuti che terminano sopra la biforcazione e acheni provvisti di un grande cristallo di ossalato di calcio nelle cellule dell'epidermide. L'altra linea (coincidente con il gruppo Plucheeae) è provvista di stigmi ricoperti di peli acuti, ma senza la caratteristica di avere dei grandi cristalli di ossalato nelle cellule dell'epidermide dell'achenio.[5]
Non tutti i generi di questa tribù sono ben definiti. Il genere Blumea è un assemblaggio eterogeneo di specie con caratteristiche (specialmente micromorfologiche) anche molto diverse. Anche il genere Pulicaria per il momento non è considerato monofiletico; generi come Jasonia e Dittrichia hanno dimostrato un forte grado di parentela con questo genere. Inula, il genere tipo, non è monofiletico com'è attualmente circoscritto; probabilmente generi come Telekia, Pentanema, Amblyocarpum e Chrysophthalmum sono imparentati con Inula. Anche per i generi Pentanema e Epaltes sono stati sollevati dei dubbi sulla loro monofilia. La descrizione delle due specie di Adelostifma non è stata ancora molto approfondita per cui potrebbero rappresentare due generi diversi. Il genere Pluchea non è monofiletico e probabilmente è imparentato con i generi Coleocoma e Streptoglossa e forse altri generi. Nel genere Pseudoblepharispermum sono state inserite due rare e poco conosciute specie e probabilmente non sono imparentate tra di loro. Inoltre il genere Nanothamnus non ha ancora trovato una collocazione precisa nella tribù.[5]

Chiavi per i generi[modifica | modifica sorgente]

Per comprendere meglio ed individuare i vari generi della tribù, l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue un gruppo dall'altro)[15]
SEZIONE A: ogni cellula dell'epidermide dell'achenio contiene un grande cristallo di ossalato di calcio; il colore dei fiori è spesso giallo (raramente è bianco); i fiori del raggio sono lunghi o corti;

  • Gruppo 1A: il ricettacolo è provvisto di pagliette a protezione della base dei fiori;
  • Gruppo 2A: le brattee dell'involucro sono concrescenti e formano una specie di tazza a forma di spirale; il ricettacolo è fortemente concavo;
genere Anvillea.
  • Gruppo 2B: le brattee dell'involucro non formano una tazza; il ricettacolo è piatto o convesso;
  • Gruppo 3A: le pagliette del ricettacolo sono villose; gli acheni sono pubescenti per peli disposti a spirale;
genere Lifago.
  • Gruppo 3B: le pagliette del ricettacolo non sono villose; gli acheni sono glabri o sparsamente pubescenti;
  • Gruppo 4A: le foglie sono più lunghe di 50 cm, sono picciolate e con la lamina a contorno cordato;
genere Telekia.
  • Gruppo 4B: le foglie sono più piccole, non sono distintamente picciolate e la lamina non è cordata;
  • Gruppo 5A: le brattee più interne dell'involucro sono connate ai fiori più esterni; il pappo è formato da setole molto appiattite, oppure è assente;
genere Rhanterium.
  • Gruppo 5B: le brattee dell'involucro non sono connate ai fiori;
  • Gruppo 6A: il reticolo di venature delle foglie è sporgente; il pappo è formato da setole piatte;
genere Rhanteriopsis.
  • Gruppo 6B: le foglie sono sprovviste di venature sporgenti; il pappo è formato da scaglie oppure è assente;
  • Gruppo 7A: i capolini sono omogami o a forma minutamente radiata; gli acheni hanno una forma ellittica;
genere Chrysophthalmum.
  • Gruppo 7B: i capolini sono provvisti di fiori del raggio ben sviluppati; gli acheni sono più o meno a sezione triangolare;
  • Gruppo 8A: gli acheni possiedono delle cavità secretorie incamerate lungo i margini;
genere Asteriscus.
  • Gruppo 8B: gli acheni sono privi di cavità secretorie lungo i margini;
  • Gruppo 9A: l'habitus delle piante è arbustivo; le foglie sono aghiformi e piuttosto dentate;
genere Ighermia.
  • Gruppo 9B: l'habitus delle piante è erbaceo; la lamina delle foglie è piatta (e non sono simili ad aghi);
genere Pallenis: i capolini sono sottesi da una riga di brattee fogliacee.
genere Buphthalmum: i capolini alla base sono privi di una riga di brattee.
  • Gruppo 1B: il ricettacolo è privo di pagliette;
  • Gruppo 10A: il pappo è formato da setole, oppure da setole capillari e piccole scaglie;
  • Gruppo 11A: il pappo è formato solamente da setole;
  • Gruppo 12A: le setole del pappo sono di lunghezze diverse e disposte su più righe;
genere Iphiona (parte delle specie): la forma delle foglie è trifida, pennatifida, aghiformi o cilindrico-affusolata; l'epidermide della corolla dei fiori del disco è ricoperta da lunghi cristalli a forma di ago; le pareti cellulari sono sinuose.
genere Vieraea: a forma delle foglie è semplice, piatta e ellittica; l'epidermide della corolla dei fiori del disco è priva di cristalli; le pareti cellulari sono diritte.
  • Gruppo 12B: le setole del pappo sono di lunghezze più o meno uguali e disposte su una o alcune righe;
  • Gruppo 13A: le foglie hanno una consistenza carnosa, con forme semicircolari e qualche volta tridentate all'apice; gli acheni sono provvisti di 5 condotti secretori;
genere Limbarda.
  • Gruppo 13B: le foglie non sono né carnose né tridentate;
  • Gruppo 14A: i capolini sono provvisti di fiori femminili filiformi;
genere Blumea (s.str.).
  • Gruppo 14B: i capolini sono provvisti solamente di fiori ermafroditi fertili, oppure con fiori femminili radiati;
genere Dittrichia: gli acheni hanno una forma contratta; le setole basali del pappo sono connate all'interno di una tazza spiralata.
genere Duhaldea: gli acheni non hanno una forma contratta; le setole basali del pappo non sono connate all'interno di una tazza.
  • Gruppo 15B: il tessuto dell'endotecio delle antere è radiale;
  • Gruppo 16A: i capolini sono piccoli con pochi fiori; il pappo è formato da poche setole;
  • Gruppo 17A: le foglie sono circolari-affusolate quasi fossero carnose;
genere Schizogyne.
  • Gruppo 17B: le foglie hanno una lamina piatta e non sono carnose;
genere Varthemia: i capolini sono omogami con fiori ermafroditi e fertili; le piante hanno un portamento eretto con rami divaricati; le foglie hanno la lamina da lanceolata a strettamente oblunga.
genere Pentanema: i capolini sono generalmente eterogami con all'esterno fiori femminili da radiati a quasi tubolari; se tutti i fiori sono ermafroditi, allora le piante hanno un portamento compatto con foglie ellittiche.
  • Gruppo 16B: i capolini sono grandi con molti fiori; il pappo è formato da molte setole;
genere Inula.
  • Gruppo 11B: il pappo è formato da setole e piccole scaglie;
  • Gruppo 18A: le cellule dell'epidermide dei fiori del disco contengono cristalli a forma di aghi allungati;
genere Iphiona (parte delle specie): le pareti cellulari delle corolle sono sinuose.
genere Perralderia: le pareti cellulari delle corolle sono diritte.
  • Gruppo 18B: le cellule dell'epidermide dei fiori del disco sono prive di cristalli a forma di ago;
  • Gruppo 19A: i rami degli arbusti sono disposti in modo dicotomico;
genere Allagopappus.
  • Gruppo 19B: le piante hanno un habitus erbaceo o arbustivo con rami disposti in modo normale;
  • Gruppo 20A: il tessuto dell'endotecio delle antere è radiale;
genere Pulicaria.
  • Gruppo 20B: il tessuto dell'endotecio delle antere è polarizzato;
genere Jasonia: i capolini sono radiati; le brattee interne dell'involucro non sono scariose e non sono cigliate all'apice.
genere Chiliadenus: i capolini sono discoidi; le brattee interne dell'involucro sono scariose e cigliate all'apice.
  • Gruppo 10B: il pappo è assente;
genere Amblyocarpum: i capolini sono provvisti di piccoli fiori del raggio; gli acheni non sono contratti in un becco.
genere Carpesium: i capolini sono provvisti di fiori femminili tubolari; gli acheni sono contratti in un becco.

SEZIONE B: le cellule dell'epidermide dell'achenio sono prive di gradi cristalli di ossalato di calcio, oppure sono presenti molti piccoli cristalli; il colore dei fiori è spesso purpureo, qualche volta giallo o bianco; i capolini sono provvisti o privi dei fiori del raggio;

  • Gruppo 2A: i capolini sono radiati con fiori radiati femminili gialli;
genere Ondetia.
  • Gruppo 2B: i capolini sono discoidi con fiori femminili filiformi biancastri o rosa;
  • Gruppo 3A: i capolini sono raggruppati in testate sferiche secondarie;
genere Neojeffreya: il pappo è formato da setole capillari.
genere Pseudoblepharispermum: il pappo è assente.
genere Cylindrocline.
  • Gruppo 1B: il ricettacolo è privo di pagliette;
  • Gruppo 4A: i capolini sono raggruppati in testate secondarie sferiche, o appuntite o racemose;
  • Gruppo 5A: il pappo è formato da setole capillari; le testate secondarie dell'infiorescenza hanno delle forme simile a punte o sono sferiche;
genere Pterocaulon.
  • Gruppo 5B: il pappo è assente, oppure è formato da piccole scaglie disposte ad anello;
  • Gruppo 6A: le testate secondarie sono sessili e disposte all'ascella delle foglie;
genere Caesulia.
  • Gruppo 6B: le testate secondarie sono terminali;
genere Sphaeranthus: l'habitus delle piante è erbaceo o subarbustivo; le foglie sono decorrenti lungo il picciolo.
genere Triplocephalum: l'habitus delle piante è arbustivo; le foglie non sono decorrenti.
  • Gruppo 4B: i capolini sono solitari o più omeno raggruppati, ma mai in configurazioni di infiorescenze secondarie;
  • Gruppo 7A: le brattee dell'involucro sono colorate di giallo paglierino con strisce mediane longitudinali scure;
genere Iphionopsis.
  • Gruppo 7B: le brattee dell'involucro non sono percorse da strisce scure;
  • Gruppo 8A: le piante hanno un delicato habitus erbaceo (con ciclo biologico perenne), sono inoltre provviste di una rosetta basale, scapo spoglio (afillo) e capolini terminali raggruppati in corimbo;
genere Sachsia: i capolini hanno una forma discoide.
genere Rhodogeron: i capolini hanno una forma radiata.
  • Gruppo 8B: i fusti non sono scaposi e le foglie non sono raggruppate in rosette basali;
  • Gruppo 9A: lo stilo è ricoperto di peli acuti dalla fine fino circa alla biforcazione;
  • Gruppo 10A: i capolini sono forniti di grandi fiori del raggio colorati di giallo;
genere Geigeria: le pagliette del ricettacolo sono numerose.
genere Calostephane: il ricettacolo è nudo, senza pagliette.
  • Gruppo 11A: i capolini sono eterogami con i fiori esterni filiformi e quelli del disco ermafroditi o funzionalmente maschili.
  • Gruppo 12A: la lamina delle foglie è intera; le corolle sono colorate di porpora;
genere Pechuel-loeschea.
  • Gruppo 12B: il contorno delle foglie è da dentato a lobato;
genere Merrittia: la lamina delle foglie è larga e profondamente lobata; i fiori del disco sono funzionalmente maschili.
genere Blumea (parte delle specie): la lamina delle foglie è dentata o intera (raramente è lobata); i fiori del disco sono generalmente fertili.
  • Gruppo 11B: i capolini sono omogami con un solo tipo di fiori;
  • Gruppo 13A: le piante sono arbusti dioici;
genere Cratystylis.
  • Gruppo 13B: le piante sono arbusti o erbacee con fiori ermafroditi;
genere Antiphiona: le foglie hanno una lamina di tipo pennatifida o pennatosetta; il pappo è formato da setole barbate.
genere Pegolettia: le foglie hanno una lamina intera o dentata, o, se le foglie sono pennatifide, allora il pappo è piumoso.
  • Gruppo 9B: lo stilo è ricoperto di peli ottusi che si estendono fin sotto la biforcazione;
  • Gruppo 14A: gli acheni sono provvisti di cavità o condotti rossi resiniferi;
genere Doellia: gli acheni sono provvisti di condotti resiniferi longitudinali; il pappo è formato da setole capillari.
genere Porphyrostemma: gli acheni sono provvisti di 2 - 3 cavità resinifere raggruppate in righe; il pappo è assente o formato da un piccolo anello.
  • Gruppo 14B: gli acheni sono privi di cavità o condotti resiniferi;
  • Gruppo 15A: i capolini hanno una forma radiata o discoide con fiori femminili minutamente radiali o debolmente tubolari;
genere Streptoglossa: le foglie hanno una ampia lamina; i fiori sono colorati di porpora.
genere Allopterigeron: le foglie hanno una lamina filiforme; i fiori sono biancastri.
  • Gruppo 15B: i capolini hanno una forma discoide con fiori femminili filiformi;
  • Gruppo 16A: il pappo è assente, o formato da un piccolo anello o da poche scaglie setolose;
  • Gruppo 17A: il ricettacolo è profondamente concavo; il pappo è assente;
genere Litogyne.
  • Gruppo 17B: il ricettacolo è piatto o leggermente convesso; il pappo è assente o è formato da scaglie setolose;
  • Gruppo 18A: i capolini sono disposti vicino all'ascelle alla base degli steli; gli acheni sono provvisti di peli uncinati;
genere Thespidium.
  • Gruppo 18B: i capolini non sono disposti vicino all'ascelle degli steli; gli acheni non sono provvisti di peli uncinati;
  • Gruppo 19A: il pappo è assente o eccezionalmente provvisto di scaglie setolose libere alla base;
genere Epaltes.
  • Gruppo 19B: il pappo è formato di scaglie setolose connate alla base in un tubo;
genere Coleocoma: i capolini sono grandi; le brattee dell'involucro sono molto ampie e a forma ottusa.
genere Delamerea: i capolini sono piccoli; le brattee dell'involucro non sono molto ampie e sono a forma acuta.
  • Gruppo 16B: il pappo è formato da setole capillari;
  • Gruppo 20A: le piante sono arbusti; i capolini sono raggruppati in densi corimbi; le foglie sono confinate nella parte distale dei rami;
genere Monarrhenus.
  • Gruppo 20B: le piante sono alberi, arbusti o erbacee; i capolini non sono raggruppati in densi corimbi; le foglie sono egualmente distribuite lungo i rami e gli steli;
  • Gruppo 21A: le piante sono alberi; i capolini sono eterogami con solo un fiore funzionalmente maschile;
genere Tessaria.
  • Gruppo 21B: le piante sono arbusti o erbacee; se sono presenti i fiori maschili, questi sono più di uno;
  • Gruppo 22A: le piante sono erbacee perenni con foglie decorrenti; le code delle antere sono lunghe e ramificate; gli acheni sono lunghi più di 3 mm;
genere Stenachaenium.
  • Gruppo 22B: le piante sono arbusti o alberi; gli acheni sono più piccoli di 3 mm; le code delle antere sono corte o inesistenti;
  • Gruppo 23A: le foglie hanno la lamina bi-pennatifida; le antere sono prive di coda;
genere Adelostigma.
  • Gruppo 23B: le foglie non sono pennatifide; le antere sono provviste di coda;
  • Gruppo 24A: i fiori del disco sono funzionalmente maschili con acheni ridotti; il pappo è formato generalmente da setole con denti eretto-patenti;
genere Karelinia: i capolini sono solitari, in posizione terminale e lunghi più di un centimetro.
genere Pluchea: i capolini sono disposti in corimbi (raramente sono solitari) e sono lunghi meno di un centimetro.
  • Gruppo 24B: i fiori del disco sono ermafroditi e fertili con acheni normalmente sviluppati; il pappo è formato da setole con denti appressati;
  • Gruppo 25A: le antere sono prive di coda;
  • Gruppo 26A: i fiori sono gialli; le foglie hanno i margini nettamente dentati e non sono decorrenti;
genere Blumeopsis.
  • Gruppo 26B: i fiori sono purpurei; le foglie spesso sono decorrenti;
genere Laggera: il pappo è provvisto di numerose setole.
genere Nicolasia: il pappo ha poche setole.
  • Gruppo 25B: le antere sono provviste di coda;
genere Pseudoconyza.
genere Blumea (parte delle specie).


In rete è possibile trovare chiavi analitiche specifiche per determinati areali: Bolivia[16] e Cina[17].

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

L'entità di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Plucheeae (Benth.) A. Anderb., 1989

Alcune specie[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Botanical names. URL consultato il 29 dicembre 2012.
  2. ^ Motta 1960, op. cit., Vol. 2 - pag. 537
  3. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 29 dicembre 2012.
  4. ^ Rubén Torices e Arne A. Anderberg, Phylogenetic analysis of sexual systems in Inuleae (Asteraceae) in American Journal of Botany May 2009 vol. 96 no. 5 1011-1019).
  5. ^ a b c d Kadereit & Jeffrey 2007, op. cit., pag. 3740
  6. ^ Funk 2009, op. cit., Pag. 185
  7. ^ a b Pignatti 1982, op. cit., Vol. 3 - pag. 1
  8. ^ Judd 2007, op. cit., Pag. 523
  9. ^ Global Compositae Checklist. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  10. ^ Judd 2007, op. cit., pag. 520
  11. ^ Strasburger 2007, op. cit., pag. 858
  12. ^ Cariaga et al. 2008, op. cit., pag. 199
  13. ^ Panero 2008, op. cit., Pag. 771
  14. ^ Arne A. Anderberg, Pia Eldenäs, Randall J. Bayer e Markus Englund, Evolutionary relationships in the Asteraceae tribe Inuleae (incl. Plucheeae) evidenced by DNA sequences of ndhF; with notes on the systematic positions of some aberrant genera in Organisms Diversity & Evolution(ISSN 1439-6092) - 5/2 2005 - pag. 135-146.
  15. ^ Kadereit & Jeffrey 2007, op. cit., pag. 375
  16. ^ Key to the genera of the Inuleae. URL consultato il 4 gennaio 2013.
  17. ^ 12. Tribe INULEAE, p. 820. URL consultato il 4 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta., Milano, Federico Motta Editore. Volume 2, 1960, pag. 537.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume 3, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, pp.171-189.
  • Panero, J. L., and V. A. Funk, The value of sampling anomalous taxa in phylogenetic studies: major clades of the Asteraceae revealed in Mol. Phylogenet. Evol. 2008; 47: 757-782.
  • Kadereit J.W. & Jeffrey C., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales. Pag 400-405, Berlin, Heidelberg, 2007.
  • Kathleen A. Cariaga, John F. Pruski, Ramona Oviedo, Arne A. Anderberg, Carl E. Lewis and Javier Francisco-Ortega, Phylogeny and Systematic Position of Feddea (Asteraceae: Feddeeae): a Taxonomically Enigmatic and Critically Endangered Genus Endemic to Cuba in Systematic Botany (2008), 33(1): pp. 193–202.

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