Blumea balsamifera

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Blumea balsamifera
Blumea balsamifera Blanco2.403-cropped.jpg
Blumea balsamifera (Sambong)
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Inuleae
Genere Blumea
Specie B. balsamifera
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Tricolpate basali
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Asteroideae
Tribù Inuleae
Nomenclatura binomiale
Blumea balsamifera
(L.) DC., 1836[1]
Sinonimi

Conyza balsamifera L.
Blumea camphor

Nomi comuni

Sambong (Filippine)

Blumea balsamifera (L.) DC., 1836 è una pianta spermatofita dicotiledone appartenente alla famiglia delle Asteraceae.[2]
È utilizzata in fitoterapia per la cura del raffreddore comune e come diuretico nella medicina tradizionale filippina, dove è comunemente nota come sambong[3][4][5]; è utilizzata anche nella medicina tradizionale thailandese e cinese.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La specie è stata descritta come segue:

« Il sambong è un arbusto provvisto di peluria soffice e densa, semilegnoso, fortemente aromatico, di altezza compresa tra 1 e 4 metri. Le radici crescono fino a 2,5 cm di diametro. Le foglie sono semplici, alternate, in generale lanceolate da ellittiche a oblunghe, di 7-20 cm di lunghezza, con margini dentati, con la punta fine e che si rimpiccioliscono a un corto picciolo, spesso auricolate o pendule. Le capocchie floreali sono sparse, gialle e numerose, da 6 a 7 mm di lunghezza, e supportate su ramificazioni di una pannocchia fogliare terminale, dispersa o piramidale. I fiori discoidali sono di due tipi: quelli periferici sono discoidali piccoli, più numerosi, con corolla tubolare; i fiori centrali sono pochi, di grandi dimensioni con corolla campanulata. Le brattee dell'involucro sono verdi, strette e pelose. Le celle dell'antera sono codate alla base. I frutti sono acheni, secchi, con 1 seme, a 10 coste, pelosi alla sommità. »
(Scheda sul Sambong in Stuart X Change - Philippine Medicinal Plants[3])

B. balsamifera è una pianta sempreverde e fiorisce durante tutto l'anno. La produzione di semi è abbondante e si propaga spontaneamente in maniera molto facile. L'impollinazione avviene probabilmente ad opera di insetti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

La Blumea balsamifera cresce nelle zone tropicali e subtropicali dell'Asia, specialmente nel ssubcontinente indiano e nel sudest asiatico (Indocina, Cina meridionale, Taiwan, Malesia, Indonesia e Filippine)[6]. Cresce ad altitudini comprese fra 0 e 2200 m s.l.m.[6].

Questa pianta è un'erbaccia, una specie ruderale che spesso cresce su terreni disturbati[3] e in prati[5]; cresce anche lungo le sedi stradali, nei terreni infestati da Imperata e in prati incolti e foreste (incluse le foreste di teak e bamboo, talvolta anche sulle rive di fiumi e in zone umide[6]. Sebbene sia una pianta infestante, è facilmente sradicabile. B. balsamifera si ritrova frequentemente nei terreni erbosi regolarmente bruciati, per il fatto che germoglia rapidamente dalle parti sotterranee dopo che foglie e rami sono stati distrutti dal fuoco (in tal senso tollera bene gli incendi)[6].

Coltivazione[modifica | modifica sorgente]

B. balsamifera è ampiamente coltivata in Asia orientale e sudorientale.

Malattie e attacchi da parassiti[modifica | modifica sorgente]

Malattie: nelle Filippine, la B. balsamifera soffre delle seguenti malattie:

  • Endophyllum blumeae, una ruggine fogliare che causa una caduta delle foglie prematura quando l'attacco è severo;
  • Cercospora sp., una macchia circolare sulla foglia, che può causare gravi perdite durante la stagione delle piogge; occasionalmente, può comparire una macchia arancione sulla foglia pure causata da Cercospora sp..

Parassiti: la B. balsamifera è un ospite per gli acari Amblyseius sp., Brevipalpus obovatus e Typhlodromus jackmickleyi.

Usi e impieghi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Uso nelle Filippine[modifica | modifica sorgente]

Nella maggior parte delle Filippine, la B. balsamifera è chiamata sambong in tagalog, ma in visaya è nota con il nome di bukadkad e in iloko è chiamata subsob, subsub o sobsob[3][5][7]. I suoi impieghi principali sono come diuretico e per trattare i sintomi del raffreddore comune[4][5][7]. Come diuretico, il sambong è un'erba utilizzata per trattare l'urolitiasi (calcoli renali o del tratto urinario) e le infezioni del tratto urinario[4] e per ridurre la pressione arteriosa del sangue[7]. Il sambong agisce anche come espettorante, antidiarroico e antispasmodico[3][4][5][7]. Talvolta è utilizzato anche come astringente per le ferite[3][7]. L'impiego del sambong è approvato dal Dipartimento della Salute filippino, dall'Institute of Traditional and Alternative Health Care[7] e dal Bureau of Plant Industries del Dipartimento dell'Agricoltura[4].

Si noti che non si afferma che il sambong sia in grado di curare il raffreddore comune o patologie renali, né che esso abbia impieghi terapeutici approvati, bensì si può affermare esclusivamente che allevia i sintomi[4][5].

I principi attivi si trovano nell'olio essenziale, estratto dalle foglie del sambong, che contiene principalmente canfora e limonene, ma anche tracce di borneolo, saponina, sesquiterpene and tannino[3][5].

Il sambong è disponibile come the ed è reperibile nel mercato[4][5]. Il the ha un sapore legnoso, con tracce di mentolo, descritto in un sito web ufficiale del Governo delle Filippine come "un forte odore di canfora e un sapore pungente"[5].

Uso in altri paesi asiatici[modifica | modifica sorgente]

Nel folklore thailandese, si chiama Naat (หนาด) è si ritiene che allontani gli spiriti.

Si utilizza anche nella medicina tradizionale cinese, nella medicina popolare malese e nella medicina ayurvedica indiana[5][8].

Oltre agli utilizzi come medicinale, può anche essere usata come pianta secca decorativa.

Altre proprietà terapeutiche[modifica | modifica sorgente]

Studi recenti sembrano dimostrare che l'estratto di B. balsamifera eserciti un'azione antiproliferativa, inducendo un'attività inibitoria della crescita nelle cellule del carcinoma epatico nel ratto e nell'uomo (rispettivamente McA-RH7777 e HepG2), senza citotossicità[9].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Asteraceae Blumea balsamifera DC. Prodr. [A. P. de Candolle] 5: 447. 1836 [1-10 Oct 1836]
  2. ^ Blumea balsamifera in Global Compositae Checklist. URL consultato il 2 marzo 2012.
  3. ^ a b c d e f g Sambong listing at Stuart X Change list of Medicinal plants. URL visitato il 1º marzo 2012.
  4. ^ a b c d e f g Bernardo M. Villegas, "Business and Society: High-value crops," Manila Bulletin, November 29, 2009, found at Manila Bulletin. Accessed December 25, 2009.
  5. ^ a b c d e f g h i j http://www.bpi.da.gov.ph/Publications/mp/html/s/sambong.htm - Bureau of Plant Industry of the Department of Agriculture of the Republic of Philippines Official government website. Accessed December 25, 2009.
  6. ^ a b c d AgroForestryTree Database
  7. ^ a b c d e f Philippine Herbal Medicine website. Accessed December 25, 2009.
  8. ^ CHEMICAL COMPONENTS IN VOLATILE OIL FROM BLUMEA BALSAMIFERA (L.) DC.: The borneol source B. balsamifera is also an important herb of Ayurvedic medicine. Accessed February 28, 2010.
  9. ^ Norikura T, Kojima-Yuasa A, Shimizu M, Huang X, Xu S, Kametani S, Rho SN, Kennedy DO, Matsui-Yuasa I., Anticancer activities and mechanisms of Blumea balsamifera extract in hepatocellular carcinoma cells,Am J Chin Med. 2008;36(2):411-24.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Aguilar, N.O., 1999. Blumea balsamifera (L.) DC. In Oyen, L.P.A. & Nguyen Xuan Dung (Eds.): Plant Resources of South-East Asia. No. 19: Essential-oils plants. Prosea Foundation, Bogor, Indonesia. pp. 68–70.
  • (EN) Alonzo, D.S., 1999. Blumea DC. In de Padua, L.S., Bunyapraphatsara, N. & Lemmens, R.H.M.J. (Eds.): Plant Resources of South-East Asia. No. 12(1): Medicinal and poisonous plants 1. Prosea Foundation, Bogor, Indonesia. pp. 155–159.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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