Guerra civile laotiana

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Guerra civile laotiana
Parte della Guerra Fredda
Data 1962-1975
Luogo Laos
Esito Vittoria comunista e creazione della Repubblica popolare democratica del Laos
Schieramenti
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Guerra Civile Laotiana (1962-1975), conosciuta anche come Guerra Segreta, era un termine usato per descrivere il fronte laotiano della Guerra del Vietnam.

La Guerra Segreta è generalmente considerata uno dei particolari più importanti e complessi di quella guerra, con gli Stati Uniti e il Nord Vietnam che combattevano direttamente e per deleghe per l'influenza militare e politica in una regione del Laos che era considerata fondamentale per l'esito della Guerra del Vietnam e per il futuro dell'Asia Sudorientale.

Indice

[modifica] Antefatti

Dopo che la Conferenza di Ginevra del 1954 stabilì la neutralità laotiana, le forze nord vietnamite continuarono a operare nel Laos sudorientale. Il Nord Vietnam creò il Sentiero di Ho Chi Minh sul territorio laotiano e supportò una gruppo comunista ribelle indigeno, il Pathet Lao. Il sentiero di Ho Chi Minh era stato pensato per permettere alle truppe nord vietnamite di infiltrarsi nella Repubblica del Vietnam e di aiutare il Fronte di Liberazione Nazionale.

Per far naufragare queste operazioni senza un coinvolgimento militare diretto, la Central Intelligence Agency (CIA) statunitense rispose addestrando un esercito di circa 30.000 Laotiani, per lo più membri della tribù locale Hmong, insieme a Mien e Khmer, guidati dal generale Vang Pao, un leader militare hmong. Questo esercito, aiutato dalla linea aerea di proprietà della CIA Air America, dalla Thailandia e dalla Forza Aerea Reale Laotiana, combatté l'Esercito Popolare del Vietnam (EPVN), il Fronte di Liberazione Nazionale e i loro alleati del Pathet Lao portandoli a una fase di stallo, aiutando così molto gli interessi statunitensi in Vietnam. Ci furono ripetuti tentativi dal 1954 in avanti di portare i nord vietnamiti fuori dal Laos, ma in sprezzo a ogni accordo, Hanoi non aveva alcuna intenzione di abbandonare il paese o i suoi alleati. Al di là dell'immediata necessità militare, la Repubblica Democratica del Vietnam (RDV) vedeva il Laos come un fratello minore bisognoso di una guida. Nel 1968 il Nord Vietnam lanciò un vasto attacco contro l'Esercito Reale Laotiano. Le armi pesanti dell'attacco dell'EPVN non potevano essere sconfitte dall'esercito nazionale e in effetti non ci fu partita per diversi anni.

Nonostante l'esistenza del conflitto in Laos fosse di tanto in tanto citata negli Stati Uniti, i dettagli erano per lo più irreperibili a causa delle ufficiali smentite da parte del governo che la guerra anche solo esistesse. Le smentite erano viste come necessarie considerando che gli Stati Uniti avevano firmato accordi che sottolineavano la neutralità del Laos. Il coinvolgimento statunitense sembrava indispensabile perché l'RDV aveva effettivamente conquistato una grande parte del paese e stava ugualmente offuscando il suo ruolo in Laos. Nonostante queste smentite, comunque, la Guerra Civile era in realtà la più grande "covert operation" (operazione clandestina) statunitense prima della Guerra afghano-sovietica, con aree del Laos controllate dal Nord Vietnam soggette ad anni di intensi bombardamenti aerei americani, che costituivano la più grande campagna di bombardamenti statunitense dai tempi della II Guerra Mondiale.

[modifica] Cronologia della guerra in Laos

[modifica] 1964

Nel maggio del 1964 la Air Force 99 statunitense iniziò missioni di ricognizione aerea sulla striscia di terra del Laos per ottenere informazioni chiave sui movimenti di uomini e materiali verso il Sud Vietnam lungo il sentiero di Ho Chi Minh. A questo punto il passaggio sul sentiero era stato allargato a strade per camion, con piccoli sentieri per persone in bici e a piedi. Il Sentiero era diventato la più grande strada usata dal Nord Vietnam per infiltrarsi nel Sud Vietnam.

Nella primavera del 1964 il Pathet Lao e le truppe dell'EPVN guidarono le forze laotiane dalla Pianura di Jars al Laos settentrionale. Il 9 giugno il Presidente Lyndon B. Johnson ordinò un raid di F-100 contro il nemico in ritirata per l'abbattimento di un altro aereo statunitense. Le attività nella Pianura di Jars ampliate nel dicembre 1964, furono chiamate Operazione Barrell Roll ed era sotto il controllo dell'ambasciatore statunitense in Laos che approvava tutti i bersagli prima che venissero attaccati.

[modifica] 1965

Gli Stati Uniti iniziarono l'Operazione Steel Tiger sulla striscia di terra laotiana e sulla zona demilitarizzata vietnamita il 3 aprile 1965 per individuare e distruggere forze nemiche e materiali che si muovevano di notte verso il Sud Vietnam. Comunque, poiché le circostanze lo resero un problema molto complesso in relazione alla neutralità del Laos, l'approvazione dei bersagli doveva venire da Washington. Inoltre gli ambasciatori statunitensi in Sud Vietnam, Laos e Thailandia erano coinvolti nel controllo di queste operazioni aeree statunitensi.

Più tardi nel 1965 i comunisti incrementarono notevolmente la loro infiltrazione attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh. Si decise di concentrare la forza aerea su un piccolo segmento del Sentiero molto vicino al Sud Vietnam e ampiamente usato dal nemico. Come risultato, l'Operazione Tiger Hound iniziò nel dicembre 1965, utilizzando aerei della Air Force, della US Navy, della US Marines, della Forza Aerea Vietnamita e della Forza Aerea Reale Laotiana. L'11 dicembre furono richiesti bombardamenti pesanti di B-52 per questa operazione tattica, il loro primo uso sul Laos.

[modifica] 1966

Le operazioni Steel Tiger continuarono per la lunghezza della striscia di terra nel 1966, con speciale enfasi sull'area della Tiger Hound. Poiché la maggior parte del traffico di camion dei comunisti era di notte, la Air Force sviluppò e iniziò a usare equipaggiamento speciale per individuare il traffico notturno.

A luglio le forze del Governo Reale Laotiano conquistarono Nam Bac. Tre Reggimenti di fanteria, un battaglione indipendente di fanteria e un battaglione di artiglieria prese Nam Bac e stabilì una linea difensiva a nord di Luang Prabang.[1]

Sulla Pianura di Jars l'avanzata del Pathet Lao rallentava gradualmente a causa della distruzione delle sue strutture da parte delle forze aeree, e in seguito le truppe laotiane contrattaccavano. Per l'agosto del 1966, erano avanzati per 80 km nel confine della RDV. Il Nord Vietnam mandò quindi migliaia delle proprie truppe regolari in battaglia e ancora una volta i Laotiani furono costretti alla ritirata.

[modifica] 1967

I comunisti continuarono la loro lenta avanzata attraverso la Pianura di Jars nel 1967. Le vittorie laotiane erano poche e distanti l'una dall'altra e alla fine dell'anno la situazione era diventata critica, anche con il supporto aereo che veniva fornito dalla Forza Aerea Reale Laotiana, piccolo com'era.

A dicembre il Pathet Lao e l'EPVN lanciarono un'offensiva. La 316ª Divisione di Fanteria fu inviata in Laos per cooperare con il Pathet Lao.[1]

Aerei degli Stati Uniti, della Forza Aerea Reale Laotiana e della Forza Aerea Vietnamita continuarono i loro attacchi sul traffico attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh. Durante il 1967 vennero effettuati in quest'area ben 1.718 voli di bombardieri B-52, quasi il triplo del loro record del 1966. I bersagli principali erano camion che dovevano venire scoperti e distrutti uno a uno. Questo sembrava essere irrazionale pensando a tanti Americani partecipare a queste missioni di combattimento poiché questi camion sarebbero potuti essere distrutti in massa prima, durante, o dopo il loro scarico dai cargo che li avevano trasportati nel Nord Vietnam, se fosse stato permesso il bombardamento di Haiphong.

[modifica] 1968

Il 12 gennaio il Pathet Lao e l'EPVN diedero inizio all'offensiva. La regione di Nam Bac, casa di 10.000 persone, fu liberata.[2]

Nel 1968 i comunisti avanzarono lentamente attraverso il Laos settentrionale, sconfiggendo le forze laotiane più e più volte, e prendendo infine la base statunitense Lima Site 85. Questo successo fu raggiunto nonostante l'assistenza e consulenza militare statunitensi. In novembre gli Stati Uniti lanciarono una campagna aerea contro il Sentiero di Ho Chi Minh poiché il Nord Vietnam stava mandando in Sud Vietnam più truppe e scorte che mai attraverso questo percorso. Questa nuova operazione, denominata Operazione Commando Hunt, continuò fino al 1972.

[modifica] 1969

Il 23 marzo 1969 l'Esercito Laotiano lanciò un grande attacco (Campagna Cu Kiet) contro i comunisti nelle aree della Pianura di Jars e di Xiwn Khoang, aiutata dalle proprie unità aere e dalla Forza Aerea statunitense. A giugno il nemico lanciò un attacco di propria iniziativa e guadagnò terreno, ma ad agosto le forze laotiane attaccarono di nuovo e riconquistarono quanto avevano perso. In tutte queste operazioni la Forza Aerea statunitense condusse centinaia di missioni Barrel Roll, comunque, molte furono annullate a causa del brutto tempo.

Le forze del Pathet Lao erano aiutate dal 174º Reggimento Volontario Vietnamita dell'EPVN. A settembre il 174º dovette indietreggiare per riorganizzarsi. A metà settembre lanciarono un contrattacco e riconquistarono la Pianura di Jars. Le forze che partecipavano alla campagna includevano le 312^ e 316^ Divisioni di Fanteria, l'866º Reggimento di Fanteria, il 16º Reggimento di Artiglieria, una compagnia di carri, sei battaglioni di soldati del genio e ingegneri, un battaglione della locale Provincia di Nghe Ahn e dieci battaglioni del Pathet Lao.

L'11 febbraio si aprì l'offensiva (Campagna 139). Il 20, fu assicurato il controllo della Pianura di Jars. Le forze del Governo Reale Laotiano (GRL) si ritirarono a Mong Xui. Il 25 febbraio il GRL abbandonò la città di Xieng Khoang. Xam Thong cadde il 18 marzo e Long Thien era minacciata. Il 25 aprile la campagna si concluse. Dopo la fine della campagna, la "316ª Divisione, l'866º Reggimento e un gran numero di unità speciali ricevettero l'ordine di stare dietro per lavorare con i nostri amici laotiani".[3]

[modifica] 1970

All'inizio del 1970 truppe fresche del Nord Vietnam avanzarono attraverso il Laos settentrionale. La Forza Aerea chiamò dei B-52 e, il 17 febbraio, furono usati per bombardare obiettivi nel Laos settentrionale. L'avanzata nemica fu arrestata dai rifornimenti laotiani, e per il resto dell'anno divenne una campagna militare "altalena".

Il 1 maggio elementi di unità sudvietnamite e dell'EPVN (28º e 24º reggimento) si incontrarono con "volontari" e con il Pathet Lao per conquistare Attopeu.[4]

Benché i movimenti dei comunisti attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh crescessero durante l'anno, lo sforzo bellico statunitense fu ridotto perché le autorità di Washington, credendo che gli obiettivi statunitensi nel sudest asiatico stessero per essere raggiunti, imposero limiti di budget. Questo ridusse il numero di missioni di combattimento che la Forza Aerea statunitense poté condurre.

[modifica] 1971

A causa di significativi accumuli di risorse logistiche dall'EPVN nella striscia di terra laotiana, il Sud Vietnam lanciò l'Operazione Lam Son 719, un colpo militare, l'8 febbraio 1971. I suoi obiettivi erano di entrare in Laos e tagliare il Sentiero di Ho Chi Minh per impedire un'offensiva nord vietnamita già pianificata. Il supporto aereo statunitense fu massiccio poiché nessuna unità terrestre americana poteva partecipare all'operazione. Il 25 febbraio l'EPVN lanciò un contrattacco e vedendo la dura opposizione, la forza sud vietnamita si ritirò dal Laos dopo aver perso all'incirca la metà dei propri uomini.

Il 18 dicembre le forze dell'EPVN e del Pathet Lao lanciarono una controffensiva (Campagna Z) per riconquistare la Pianura. Le forze volontarie includevano la 312ª e la 316ª Divisione, il 335º e l'866º Reggimento di Fantiera e sei battaglioni di artiglieria e di carri armati.

[modifica] 1972

Durante la stagione asciutta del 1971-1972, le forze del Pathet Lao e dell'EPVN scavarono postazioni difensive e combatterono per il controllo permanente della Pianura di Jars. Le unità partecipanti includevano la 316ª Divisione di Fanteria, l'866º, il 335º e l'88º Reggimento e nove battaglioni speciali sotto il comando del Colonnello Le Linh. Parteciparono anche sette battaglioni del Pathet Lao.

Il 21 maggio forze reali laotiane tentarono di conquistare la Pianura. La battaglia durò 170 giorni (fino al 15 novembre 1972). I comunisti sostennero di avere uccisi 1.200 soldati e di averne catturati 80.[5]

Quando l'EPVN lanciò l'Offensiva Nguyen Hue (conosciuta in Occidente come Offensiva Orientale) nel Sud Vietnam il 30 marzo, fu richiesto massiccio supporto aereo statunitense nel Sud Vietnam e i raid in Laos raggiunsero il punto minimo dal 1965.

Nel Laos settentrionale i comunisti raggiunsero ulteriori conquiste durante l'anno, ma non riuscirono a sopraffare le forze governative. In novembre il Pathet Lao acconsentì a incontrare rappresentanti del Governo Laotiano per discutere un cessate il fuoco.

[modifica] 1973

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Accordi di pace di Parigi (1973).

Gli Stati Uniti uscirono dal Laos nel 1973 come fissato negli accordi di pace di Parigi. Il Nord Vietnam non fu obbligato a rimuovere le proprie forze in virtù del trattato.

Il governo nazionale fu costretto ad accettare il Pathet Lao nel governo. Nel 1975, le forze vietnamite e del Pathet Lao iniziarono ad attaccare le roccaforti del governo. Fu infine mediato un accordo che diede potere al Pathet Lao per salvare il governo dalla distruzione totale.

Una volta al potere, il Pathet Lao tagliò i legami economici con tutti i vicini (inclusa la Cina) con l'eccezione del Nord Vietnam e firmò un trattato di amicizia con Hanoi. Il trattato permetteva ai Vietnamiti di posizionare soldati in Laos e di avere consulenti nel governo e nell'economia. Per molti anni successivi effettivamente in Laos governò il Vietnam.

[modifica] Conseguenze

Dopo la ritirata americana dal Vietnam (1973) la guerra era ampiamente considerata un disastro geopolitico. La disastrosa operazione in Laos veniva a mala pena menzionata, in quanto le persone cercavano di lasciarsi il Vietnam alle spalle. Con l'aiuto dei cittadini le truppe americane furono in grado di tornare a casa da "Nam". Gli oltre 30.000 Hmong che avevano aiutato gli Americani non furono così fortunati. Considerati un gruppo di "traditori" dal loro governo come dai Viet Cong comunisti, i soldati dell'ex-Regno Laotiano e i loro discendenti iniziarono a essere sterminati. Furono costretti a scomparire nelle montagne poiché i loro capi, Vang Pao e gli Stati Uniti li lasciarono soli.[1] La comunità internazionale ha fatto poco niente per aiutare le famiglie di quelli che avevano aiutato gli Americani durante la Guerra del Vietnam. L'Unione Europea pubblicò il 31 gennaio 2007 una Dichiarazione [2] dopo che 153 profughi Hmong tenuti prigionieri in Thailandia erano stati individuati per la deportazione forzata in Laos.

[modifica] Note

  1. ^ a b Victory in Vietnam, p. 213.
  2. ^ Victory in Vietnam, p. 214.
  3. ^ Victory in Vietnam, p. 255.
  4. ^ Victory in Vietnam, p. 257.
  5. ^ Victory in Vietnam, p. 302.

[modifica] Bibliografia

Documenti Governativi Pubblicati

  • Military History Institute of Vietnam, Victory in Vietnam: The Official History of the People's Army of Vietnam, 1954-1975. Trans. by Merle Pribbenow. Lawrence KS: University of Kansas Press, 2002.
  • Nalty, Bernard C. War Against Trucks: Aerial Interdiction in Southern Laos, 1968-1973. Washington DC: Air Force Museums and History Program, 2005.
  • Van Staaveren, Jacob, Interdiction in Southern Laos, 1960-1968. Washington DC: Center of Air Force History, 1993.
  • Vongsavanh, Brig. Gen. Soutchay, RLG Military Operations and Activities in the Laotian Panhandle. Washington DC: U.S. Army Center of Military History, 1980.

Fonti Secondarie

  • Adams, Nina S. and Alfred W. McCoy, eds. Laos: War and Revolution. New York: Harper & Row, 1970.
  • Blaufarb, Douglas, The Counterinsurgency Era.
  • Champassak, Sisouk Na, Storm Over Laos. New York: Praeger, 1961.
  • Conboy, Kenneth with James Morrison, Shadow War: The CIA's Secret War in Laos. Boulder CO: Paladin Press, 1995.
  • Issacs, Arnold, Gordon Hardy, MacAlister Brown, et al, Pawns of War: Cambodia and Laos. Boston: Boston Publishing Company, 1987.
  • Karnow, Stanley, Vietnam: A History. New York: Viking, 1983.
  • McGehee, Ralph W. Deadly Deceits: My 25 Years in the CIA. New York: Sheridan Square, 1983.
  • Robbins, Christopher, Air America. New York: Avon, 1985.
  • Robbins, Christopher, The Ravens: Pilots of the Secret War in Laos. Bangkok: Asia Books, 2000.
  • Warner, Roger, Shooting at the Moon: The Story of America's Clandestine War in Laos. South Royalton VE: Steerforth Press, 1996.

[modifica] Collegamenti esterni

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