Partito Rivoluzionario del Popolo Lao

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Partito Rivoluzionario del Popolo Lao
(LO) ພັກປະຊາຊົນປະຕິວັດລາວ
Laotia revolutionary people's party flag.jpg
Segretario Choummaly Sayasone
Stato Laos Laos
Fondazione 3 marzo 1955
Sede Vientiane
Ideologia Comunismo
Marxismo-Leninismo
Collocazione Estrema sinistra
Iscritti 191 700 (2011)

Il Partito Rivoluzionario del Popolo Lao (in lao ພັກປະຊາຊົນປະຕິວັດລາວ) è un partito politico comunista laotiano, che detiene attualmente il potere in Laos.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente, il PRPL faceva parte del Partito Comunista Indocinese, di cui formava meramente la sua sezione laotiana. Quando, nel 1951, il PCI decise di scindersi in tre partiti, in Laos venne fondato il Pathet Lao, che era però un fronte unito di ispirazione democratica e anticolonialista, piuttosto che un vero partito comunista, che venne invece fondato il 22 marzo 1955 come Partito del Popolo Lao, diretto da Kaysone Phomvihane. Nel 1956 ne venne fondata l'ala legale, il Fronte Patriottico Lao.

Nel febbraio 1972 si tenne il secondo Congresso del Partito, che venne rinominato Partito Rivoluzionario del Popolo Lao.

Il Pathet Lao entrò in un governo di coalizione nel 1973, a seguito di un processo di pace, ma gli scontri continuarono fino al maggio 1975, quando il PRPL riuscì finalmente a prendere il potere. Inizialmente legato al Partito Comunista Cinese, dopo la presa del potere il PRPL rafforzò i propri legami con il Partito Comunista dell'Unione Sovietica e, in special modo, con il Partito Comunista del Vietnam (le cui forze armate peraltro occupavano il Laos) Kaysone divenne presidente del Consiglio dei ministri.

Il terzo Congresso si tenne nel 1982, a distanza di dieci anni dal secondo. Il quarto Congresso (1986) accettò la liberalizzazione dell'economia decisa da Kayasone l'anno prima. Il quinto Congresso (1991) fu particolarmente importante per definire le nuove politiche economiche a seguito del crollo del blocco sovietico. Gli altri congressi si tennero nel 1996, 2001 e 2006. Dal 2001 in particolare, il Partito e l'esercito si sono praticamente omologati, tanto che Khamtai Siphandon e Choummaly Sayasone, rispettivamente capi del Partito dal 1992 al 2006 e dal 2006 ad oggi, provengono dai militari e l'attuale Politburo conta 6 membri militari contro 5 civili.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Il Partito è diretto dal Comitato Centrale, eletto ad ogni Congresso, composto da 59 elementi. A sua volta il Comitato Centrale elegge un Ufficio Politico (o Politburo) di 11 membri, che è la massima istanza del Partito, e una Segreteria, responsabile perlopiù delle attività tecniche.

Il Comitato Centrale elegge anche il capo del Partito, ovvero il segretario generale (presidente dal 1991 al 2006), che detiene il potere effettivo. Per esempio, dal 1992 al 1998 fu Khamtai Siphandon, pur non essendo presidente della Repubblica, a governare a tutti gli effetti il Paese in virtù della sua posizione di presidente del Partito.

Attualmente, nell'Ufficio Politico siedono, fra gli altri, il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio dei ministri ed il presidente dell'Assemblea Nazionale.

Dirigenti[modifica | modifica sorgente]

Segretari generali[modifica | modifica sorgente]

Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Segretari generali[modifica | modifica sorgente]

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