Giovanni Francesco Loredano
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Giovanni Francesco Loredano, o anche Loredan (Venezia, 28 febbraio 1607 – 1661), è stato uno scrittore italiano.
[modifica] Biografia
Nato a Venezia da Lorenzo Loredano ed Elena Boldù, rimase orfano da bambino, fu allevato dallo zio Antonio Boldù ed ebbe per maestro Antonio Colluraffi, più volte ricordato nelle pubblicazioni degli Incogniti. Frequentò a Padova le lezioni del Cremonini ed incominciò, a partire dal 1630, a radunare attorno a sé quel gruppo di letterati che formò poi l’Accademia degli Incogniti. Oltre all’attività letteraria, ebbe anche parte negli affari pubblici. Nel 1635 era tesoriere della fortezza di Palmanova. Al suo ritorno riorganizzò l’Accademia degli Incogniti (1636) e contrasse matrimonio con una Laura Valier (1638). Fu poi provveditore ai banchi (1640), provveditore alle pompe (1642), avogador del comun più volte (1648, 1651, 1656 e 1657) e provveditore alle biave (1653). Raggiunse successivamente le cariche di Inquisitore di Stato e di membro del Consiglio dei Dieci. Nel 1656 entrava nel Minor Consiglio, cioè tra i sei dignitari che, insieme al doge, componevano la Serenissima Signoria. Dovette però subire qualche rovescio politico, perché negli anni seguenti non ebbe più cariche importanti. Nel 1660 era provveditore a Peschiera. L’anno seguente (13 agosto 1661) moriva.
[modifica] Opere
Oltre agli Scherzi Geniali (Sarzina, Venezia, 1632) scrisse romanzi più volte ristampati e tradotti anche in francese, come La Dianea (Venezia, Sarzina, 1635) e L’Adamo (ivi 1640), operette di soggetto religioso, come Sensi di devozione sui Sette Salmi penitenziali, (Venezia, Guerigli, 1652); Vita di Alessandro III pontefice, (Venezia, Sarzina, 1637); Vita di S. Giovanni vescovo di Traù, (Venezia, Guerigli, 1648); I gradi dell’anima, (Venezia, Guerigli, 1652), raccolte di cicalate accademiche (Bizzarrie accademiche, Venezia, Guerigli, 1655), Sei dubi amorosi (ivi, Sarzina, 1632); Il cimitero; epitaffi (insieme con Pietro Michiel, Tivoli, Mancini 1646), una Iliade giocosa (Venezia, 1654), compilazioni storiche (Ribellione e morte del Valestain, sotto lo pseudonimo di Gneo Falcidio Donaliero, Milano, Ghisolfi, 1634; Istoria de’ re Lusignani, con lo pseudonimo di Enrico Giblet, Bologna, Monti, 1647), una Vita del Marino (Venezia, Sarzina, 1633), una raccolta di Lettere ancora con lo pseudonimo di E. Giblet (Venezia, Guerigli, 1653).

