Alprazolam

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Alprazolam
Alprazolam.svg
Nome IUPAC
8-cloro-1-metil-6-fenil-4H-[1,2,4]triazolo[4,3-a][1,4]benzodiazepine
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C17H13Cl1N4
Massa molecolare (u) 308,765
Numero CAS [28981-97-7]
Codice ATC N05BA12
PubChem 2118
DrugBank APRD00280
Dati farmacocinetici
Biodisponibilità 80-90%
Metabolismo Epatico
Emivita 12-15 ore
Escrezione Renale
Indicazioni di sicurezza

L'Alprazolam (nomi commerciali: Xanax, Frontal, Valeans, Mialin) è un ansiolitico della famiglia delle benzodiazepine, viene usato contro gli attacchi di panico e diversi disturbi da ansia. Ne attenua i sintomi (tachicardia, malessere, sudorazione), ma deve esserne evitato l'uso prolungato perché il farmaco induce dipendenza fisica e psicologica[1]. È anche usato per curare i sintomi dell'agorafobia.

In situazioni di emergenza cioè durante gli attacchi di panico il farmaco assunto in dosi opportune entro 30-40 minuti può risolvere la situazione, anche se l'attacco di panico per sua definizione è autolimitante. A causa della dipendenza da Alprazolam, come per le altre benzodiazepine è importante la sospensione graduale del farmaco in modo da portare, entro due settimane, alla completa sospensione. La tolleranza (bisogno di aumentare la dose per sentire gli effetti della sostanza) sopravviene dopo lunghi trattamenti. È spesso utilizzato per attenuare le sindromi d'astinenza degli antidepressivi sertralina, paroxetina, imipramina, amitriptillina. Ha un'emivita valutabile in 12-15 ore.[1]

Molecola di ricerca Upjohn poi acquisita da Pfizer.

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Erbe medicinali[modifica | modifica sorgente]

È necessaria cautela nella co-somministrazione di alprazolam, e delle benzodiazepine in generale, con alcune erbe medicinali (kava, valeriana, passiflora, luppolo), poiché alcuni studi ne hanno evidenziato interazioni nocive[2].

Gravidanza[modifica | modifica sorgente]

A causa di potenziali rischi di malformazioni congenite già associati ad altre benzodiazepine, si raccomanda di non somministrare alprazolam nel primo trimestre di gravidanza. L'assunzione di alprazolam durante l'ultimo periodo della gravidanza o durante il travaglio, soprattutto a dosi elevate, può indurre nel neonato ipotermia, ipotonia muscolare e moderata depressione respiratoria. Inoltre i neonati nati da madri in terapia cronica con benzodiazepine durante le fasi terminali della gravidanza possono sviluppare dipendenza fisica e possono presentare un rischio maggiore di sviluppare una sindrome da astinenza nel periodo postnatale (Floppy Infant Syndrome) caratterizzata da basso indice di APGAR, tremori, bradicardia, ipertonia, iperiflessia, diarrea, vomito, tachipnea, cianosi, pianto irrefrenabile. Questa sintomatologia può insorgere entro alcuni giorni o settimane dal parto e la durata dipende dall'emivita della benzodiazepina, dalla concentrazione plasmatica nel neonato e dal tempo di esposizione. La riduzione graduale del dosaggio della benzodiazepina prima del parto riduce il rischio di sindrome simil-astinenziale nel neonato. Secondo la Food and Drug Administration (FDA) l'alprazolam non è un farmaco controindicato in senso assoluto in gravidanza (il potenziale beneficio dovuto all'uso dell'alprazolam nelle donne in gravidanza può essere accettabile nonostante il rischio potenziale) ma il suo impiego deve essere giustificato da condizioni cliniche per le quali non siano disponibili trattamenti alternativi a quello farmacologico[3]. Nel caso si rendesse necessario l'impiego di alprazolam nel primo trimestre di gravidanza, si raccomanda di eseguire un'ecografia morfologica alla ventesima settimana, periodo in cui è possibile indagare le caratteristiche del viso del feto e rilevare eventuali malformazioni. Nel caso non sia possibile sospendere la somministrazione della benzodiazepina durante la gravidanza, si raccomanda la contemporanea assunzione di acido folico (4 mg/die), vitamina che esplica un effetto protettivo verso malformazioni a carico del tubo neurale (spina bifida) e della bocca (labio e palatoschisi)[1].

Allattamento[modifica | modifica sorgente]

Le benzodiazepine non dovrebbero essere somministrate nelle mamme che allattano poiché vengono escrete nel latte materno. Se l'assunzione dell'alprazolam è intermittente, esiste un piccolo rischio per il neonato, mentre un uso regolare può causare l'accumulo del farmaco e dei suoi metaboliti. È stato riportato il caso di una sindrome d'astinenza in un neonato allattato al seno materno, dopo la sospensione del trattamento farmacologico da parte della madre[4].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Pharmamedix: Alprazolam http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Alprazolam&vo=Avvertenze
  2. ^ Almeida J.C., Grimsley E.W., Ann. Int. Med., 1996, 125, 940
  3. ^ U.S. FDA, 2003, Code of Federal Regulations, Title 21, Volume 4, Washington, DC: U.S. Government Printing Office, pp. 21
  4. ^ Anderson P.O., McGuire G.G., Ann. Pharmacother., 1989, 23, 614