Xerostomia

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Xerostomia
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Le ghiandole salivari responsabili della produzione di saliva
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 527.7
ICD-10 (EN) K11.7 R68.2
Eponimi
Secchezza delle fauci

Il termine xerostomia (anche nota come secchezza delle fauci) indica la sensazione soggettiva di bocca secca a causa della mancanza di saliva. La xerostomia può causare difficoltà nel parlare e mangiare. In molti casi può comportare anche alitosi e un importante aumento di carie dentali dal momento che uno degli effetti protettivi della saliva, cioè la rimineralizzazione dello smalto, non è più presente. In molti casi la xerostomia può rendere la mucosa del tessuto parodontale e della bocca più vulnerabile alle infezioni.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine xerostomia deriva dalla lingua greca xeros, secco e stoma, bocca

Epidemiologia[modifica | modifica sorgente]

Diffusa particolarmente nelle persone anziane, prevalentemente donne, con un'incidenza di circa un quarto della popolazione.

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

In linea di massima la xerostomia è causata da una insufficiente produzione di saliva oppure da una eliminazione eccessiva (come avviene ad esempio dalla eccessiva respirazione attraverso la bocca). Fra le cause ricordiamo:

Molti soggetti anziani riferiscono di provare una sensazione più o meno grave di xerostomia, tuttavia alcuni studi sembrano indicare che la produzione di saliva da parte delle ghiandole salivari maggiori non si riduce in modo clinicamente significativo con il progredire dell'età.[1] Secondo un altro studio la produzione di saliva delle ghiandole salivari maggiori è indipendente da età, sesso e razza. Pertanto i segni e sintomi di secchezza della bocca negli anziani non possono essere considerati una normale conseguenza dell'invecchiamento.[2] È opportuno ricordare che gli anziani hanno maggiori probabilità di soffrire di problemi di salute che potenzialmente possono causare xerostomia e che essi assumono spesso molti farmaci in grado di determinare bocca secca.

Sintomi[modifica | modifica sorgente]

La xerostomia espone a rischio di infezioni batteriche e micotiche
  • Bocca appiccicosa e secca
  • Saliva spessa e viscosa
  • Sensazione di dolore urente (bruciore) alla bocca
  • Sensazione di labbra e gola secca
  • Alitosi
  • Difficoltà di deglutizione
  • Difficoltà a parlare
  • Infezioni del cavo orale (batteriche e micotiche)
  • Piaghe ed afte del cavo orale

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

Il trattamento consiste nel trovare le cause correggibili e, se possibile, rimuoverle[3][4].
In molti casi non è possibile correggere la xerostomia, pertanto il trattamento si deve concentrare sulla possibilità di alleviarne i sintomi e prevenirne le sequele, ad esempio il formarsi di carie dentali[5]. I pazienti con xerostomia devono evitare l'uso di decongestionanti ed antistaminici, e prestare grande attenzione all'igiene orale. Il sorseggiare frequentemente liquidi non gassati né zuccherati, il masticare gomma contenente xilitolo[6], e utilizzare sostitutivi della saliva a base di carbossimetilcellulosa o di idrossietilcellulosa può aiutare.
La pilocarpina (un agonista colinergico) può essere prescritta per il trattamento della xerostomia[7].
La cevimelina (Evoxac) è stata autorizzata in alcuni paesi per il trattamento della secchezza delle fauci associata alla sindrome di Sjogren. Come la pilocarpina, anche la cevimelina è un agonista colinergico.

Sostituti della saliva[modifica | modifica sorgente]

I sostituti della saliva sono spesso il trattamento di scelta per i pazienti con xerostomia. Alcuni prodotti commerciali basati su soluzioni elettrolitiche che imitano la saliva naturale hanno dimostrato una buona efficacia sintomatica nel ridurre i disturbi della xerostomia in pazienti con sindrome di Sjogren ed anche in pazienti con secchezza della bocca causata da farmaci.
Si tratta di soluzioni elettrolitiche contenenti calcio, fosfato, bicarbonato, cloruro ed altre sostanze, progettate per essere sciolte in acqua ed utilizzate in risciacqui orali. Queste soluzioni facilitano il mantenimento del normale equilibrio del pH nella cavità orale[8]

Altri prodotti[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo da parte dei pazienti di prodotto enzimatici per l'igiene del cavo orale sembra non avere "alcun effetto sulla colonizzazione orale da parte di germi appartenenti alla specie Candida ed alla microflora orale in grado di provocare"[9] e non determinerebbe "conte significativamente più basse di batteri quali Streptococcus mutans e Lactobacilli" [10]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Turner MD, Ship JA (September 2007). "Dry mouth and its effects on the oral health of elderly people". Journal of the American Dental Association (1939) 138 (1): 15S–20S. PMID 17761841.
  2. ^ Jones RE, Ship JA (February 1995). "Major salivary gland flow rates in young and old, generally healthy African Americans and whites". Journal of the National Medical Association 87 (2): 131–5. PMC 2607773. PMID 7897685.
  3. ^ Ram S., Kumar S. Management of xerostomia and salivary gland hypofunction. J Calif Dent Assoc. 2011;39:656-59.
  4. ^ Fox PC. Xerostomia: recognition and management. Dent Assist. 2008;77: 44-48.
  5. ^ Su N, Marek CL, et al. Caries prevention for patients with dry mouth. J Can Dent Assoc. 2011;77:b85.
  6. ^ Jensen JL, Langberg CW (September 1997). "[Temporary radiation-induced hypo-salivation in a child]" (in Norwegian). Tidsskrift for Den Norske Lægeforening 117 (21): 3077–9. PMID 9381440.
  7. ^ Guggenheimer J, Moore PA. Xerostomia: etiology, recognition and treatment. J Am Dent Assoc. 2003;134:61-69.
  8. ^ Brosky ME. The Role of Saliva in Oral Health: Strategies for Prevention and Management of Xerostomia. Journal of Supportive Oncology, Vol.5, N.5, 2007
  9. ^ Epstein JB, Emerton S, Le ND, Stevenson-Moore P (March 1999). "A double-blind crossover trial of Oral Balance gel and Biotene toothpaste versus placebo in patients with xerostomia following radiation therapy". Oral Oncology 35 (2): 132–7. doi:10.1016/S1368-8375(98)00109-2. PMID 10435146.
  10. ^ Lehane RJ, Murray PA, Deasy MJ (1997). "Effect of an enzymatic rinse on salivary levels of Streptococcus mutans and lactobacilli in periodontally treated patients". Periodontal Clinical Investigations 19 (2): 17–21. PMID 9495936.

Altre fonti[modifica | modifica sorgente]

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