Stadio Druso

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Stadio Druso
Campo sportivo Druso, Drusus-Stadion, Drusus-Sportplatz
Stadio Druso Bolzano vista aerea (2013-08).JPG
Informazioni
StatoItalia Italia
UbicazioneViale Trieste, 29
Bolzano
Inizio lavori1928
Inaugurazione1930
Strutturarettangolare; due tribune laterali contrapposte, senza curve
Coperturatutti i settori
Pista d’atleticapresente
Ristrutturazione2012
Mat. del terrenoerba
Dim. del terreno105 x 63 m
ProprietarioComune di Bolzano
GestoreFussball Club Südtirol
Uso e beneficiari
CalcioSüdtirol (2000-)
600px Verde Bianco e Rosso (Strisce).png Virtus Bolzano (2015-)
Bolzano (1931-2015)
Virtus Don Bosco (?-2015)
Football americanoJets Bolzano (1984-1994)
Giants Bolzano (1984; 1989-1994)
Capienza
Posti a sedere4 040[1]
Settore ospiti600
Mappa di localizzazione

Coordinate: 46°29′32.42″N 11°20′43.39″E / 46.49234°N 11.345385°E46.49234; 11.345385

Lo stadio Druso (anche noto come campo sportivo Druso, in ted. Drusus-Stadion o Drusus-Sportplatz) è uno stadio calcistico della città di Bolzano, il principale impianto nel suo genere in tutto l'Alto Adige. Fa parte del complesso polisportivo del lido di Bolzano, che sorge nei pressi della confluenza tra i fiumi Talvera ed Isarco.

Ospita le gare casalinghe della AC Virtus Bolzano (club fondato nel 2015 a seguito della fusione tra FC Bolzano - storico sodalizio usufruttario del campo - e AC Virtus Don Bosco, squadra dell'omonimo quartiere cittadino, che a sua volta utilizzava occasionalmente l'impianto) e del FC Südtirol (squadra nata a Bressanone nel 1974 e che fino al 2000 aveva giocato nello stadio di tale città e in quello del comune di Termeno).

È intitolato a Nerone Claudio Druso Germanico (meglio noto come Druso maggiore, fratello minore di Tiberio e padre di Claudio, entrambi divenuti imperatori romani), il quale durante le guerre Retico-Germaniche (attorno al 15 a.C.) fece costruire il primo ponte sopra il fiume Isarco presso l'area dell'attuale città di Bolzano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto originario[modifica | modifica wikitesto]

Costruito ed inaugurato alla fine del 1930, lo stadio risponde ai canoni strutturali propri dell'edilizia d'epoca fascista: un'arena ad uso polisportivo (segnatamente calcio ed atletica leggera) con impianto architettonico d'impianto marcatamente razionalista.

La struttura originaria, a pianta ellittica con due sole tribune parallele ai lati lunghi del campo, ha resistito ai decenni ed è giunta praticamente inalterata fino al terzo millennio.

Complice il basso livello in cui il calcio altoatesino era sprofondato nel secondo dopoguerra (con le squadre locali militanti nelle leghe dilettantistiche), lo stadio beneficiò di scarsa manutenzione e fu preda del degrado: sul finire degli anni 1990 il comune di Bolzano dovette chiudere al pubblico la tribuna principale per motivi di sicurezza.

Solo nel 2000, allorché il FC Südtirol conquistò la promozione in Serie C2 e scelse di lasciare Bressanone in favore di Bolzano, lo stadio venne interessato da un intervento di ristrutturazione e complessivo ammodernamento, che consentì di riaprire la tribuna e portare la capienza a 3000 posti a sedere.

La capienza e il livello delle strutture rimasero comunque insufficienti per gli standard del calcio professionistico italiano, ai quali si ovviò con apposite deroghe ai regolamenti. Nel 2012 la Lega Italiana Calcio Professionistico rese noto di non essere più intenzionata a prorogare tali eccezioni, facendo rischiare al Südtirol (teoricamente privo di campo interno omologato) l'esclusione dal campionato di Prima Divisione.

In tale frangente le istituzioni locali iniziarono a studiare il progetto di una più completa opera di ristrutturazione dello stadio, comprendente un aumento della capienza degli spalti, il consolidamento e l'ammodernamento delle strutture, il miglioramento dell'accessibilità (con realizzazione di zone per il prefiltraggio dei tifosi) e la rimozione della pista di atletica onde ravvicinare le tribune al rettangolo di gioco. Il costo preventivato ammontava a 6 milioni di euro[2][3]. Successivamente, dopo che la Lega Pro si fu risolta a decretare un ulteriore prolungamento della deroga (evitando al Südtirol il trasloco in un altro impianto), l'iter subì una battuta d'arresto.

La questione stadio tornò d'attualità il 19 febbraio 2013, allorché il comune di Bolzano approvò il bando per la progettazione dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento dello stadio[4], che fu poi reso pubblico il 23 giugno successivo[5].

Ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto selezionato venne presentato tre anni dopo, nel 2016, a firma degli studi di architettura Dejaco+Partner, Bergmeister e GMP. Esso prevede la trasformazione dell'arena ad uso esclusivamente calcistico, con rimozione della pista di atletica leggera e rifacimento del campo da gioco. Per quanto concerne gli spalti, la facciata esterna della tribuna centrale (sottoposta a tutela dalla Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali) verrà preservata e valorizzata dal nuovo impianto strutturale, mentre verranno ricostruite le gradinate al fine di avvicinarle ai bordi del prato; verrà invece restaurata e mantenuta nella propria struttura originaria la tribuna laterale. In tal modo la capienza dell'impianto aumenterà da 4 040 a 5 500 posti, tutti numerati e dotati di seduta indipendente, onde collimare coi requisiti minimi della Serie B[6].

Una seconda fase del progetto prevede altresì l'aggiunta di due ulteriori tribune (egualmente coperte) dietro i lati corti del campo, onde incrementare ulteriormente la capienza a un totale di 10 000 posti, eventualmente omologabile anche per una stagione in Serie A[6].

Nell'area dello stadio saranno inoltre previsti spazi commerciali aperti al pubblico, con negozi ed esercizi di ristorazione[6].

Nell'ottobre 2017 la commissione edilizia comunale approvò il progetto, il cui costo di 15 milioni di euro venne ripartito al 75% in carico all'amministrazione provinciale e al 25% in carico al municipio[7]; a febbraio 2018 si aprì la gara d'appalto per l'affidamento dei lavori, il cui inizio fu fissato per l'estate seguente[8].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è proprietà del comune di Bolzano. Dispone di un rettangolo di gioco in erba naturale misurante 105 x 63 metri, circondato da una pista di atletica leggera. La capienza totale degli spalti è di 4 040 posti, tutti a sedere e coperti, suddivisi in due tribune:

  • Tribuna Zanvettor (intitolata a Cristiano Zanvettor, ex giocatore della Vis Pesaro, scomparso in un incidente stradale il 2 novembre 1999). Costituisce l'ingresso principale dello stadio. Capace di circa 3 000 posti, accoglie la tribuna VIP e il settore riservato a stampa/TV.
  • Tribuna Canazza (intitolata ad Albano Canazza, ex giocatore del Como), ricostruita nella seconda metà del XX secolo su progetto di Michele Lettieri, si caratterizza per la peculiare copertura ad archetti in cemento armato. Capace di un migliaio di posti, accoglie le tifoserie organizzate locali e quelle ospiti (alle quali sono riservati 600 posti)

Non vi sono tribune sui lati corti del campo, che è illuminato da quattro torri-faro angolari poste all'esterno del recinto in corrispondenza degli angoli.

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, lo stadio Druso è dotato di pista di atletica leggera, potendo quindi ospitare gare di questo sport.

Football americano[modifica | modifica wikitesto]

Tra i principali eventi extracalcistici si annoverano alcune finali di football americano.

Bolzano
4 luglio 1992
XII Superbowl italiano
Pharaones Milano 35 – 25
(7-7 7-6 14-12 7-0)
Lions Bergamo Stadio Druso (3500 spett.)

Bolzano
4-5 giugno 1994
VI Silverbowl
New Giants Bolzano 26 – 20
(d.t.s.)
Marlins Rimini Stadio Druso

Concerti[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio ha ospitato vari eventi extrasportivi (segnatamente concerti) dal 1950 al 1987, accogliendo le esibizioni di artisti quali Edoardo Bennato, Pino Daniele, Vasco Rossi, Laura Pausini e Tina Turner. Verso la fine del XX secolo si preferì sfruttare allo scopo il ben più capiente Palaonda.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata (PDF), su osservatoriosport.interno.gov.it. URL consultato il 22 luglio 2015 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  2. ^ Per ampliare lo Stadio Druso, via la pista d-atletica - Foto - Alto Adige Archiviato il 26 luglio 2012 in Internet Archive.
  3. ^ News Giunta | Attualità | Giunta Provinciale | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige
  4. ^ DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Nr. 38 - Comune di Bolzano, 19 feb 2013
  5. ^ Stadio Druso, pubblicato il bando per l'ampliamento dell'impianto - Alto Adige, 23 giu 2013
  6. ^ a b c Bolzano, ecco come sarà lo stadio dopo il restyling firmato da un team italo-tedesco - professionearchitetto.it, 8 lug 2016
  7. ^ C’è il via libera al restyling dello stadio Druso - Alto Adige, 19 ott 2017
  8. ^ C’è il bando: nuovo Druso da 5.500 posti - Alto Adige, 18 feb 2018

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