Stadio Druso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 46°29′32.14″N 11°20′43.6″E / 46.492262°N 11.345444°E46.492262; 11.345444

Stadio Druso
Campo sportivo Druso, Drusus-Stadion, Drusus-Sportplatz
Stadio Druso Bolzano vista aerea (2013-08).JPG
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Viale Trieste, 29 - Bolzano
Inizio lavori 1928
Inaugurazione 1930
Struttura rettangolare; due tribune laterali contrapposte, senza curve
Copertura tutti i settori
Pista d'atletica presente
Ristrutturazione 2012
Mat. del terreno erba
Dim. del terreno 105 x 63 m
Proprietario Comune di Bolzano
Uso e beneficiari
Calcio Südtirol (2000-)
600px Verde Bianco e Rosso (Strisce).png Virtus Bolzano (2015-)
Bolzano Bolzano (1931-2015)
Verde e Bianco (Strisce)2.png Virtus Don Bosco (?-2015)
Atletica leggera
Capienza
Posti a sedere 4 040[1]
Settore ospiti 600

Lo stadio Druso (anche noto come campo sportivo Druso, in ted. Drusus-Stadion o Drusus-Sportplatz) è uno stadio calcistico della città di Bolzano, il principale impianto nel suo genere in tutto l'Alto Adige. Fa parte del complesso polisportivo del lido di Bolzano, che sorge nei pressi della confluenza tra i fiumi Talvera ed Isarco.

Ospita le gare casalinghe della AC Virtus Bolzano (club fondato nel 2015 a seguito della fusione tra FC Bolzano - storico sodalizio usufruttario del campo - e AC Virtus Don Bosco, squadra dell'omonimo quartiere cittadino, che a sua volta utilizzava occasionalmente l'impianto) e del FC Südtirol (squadra nata a Bressanone nel 1974 e che fino al 2000 aveva giocato nello stadio di tale città e in quello del comune di Termeno).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio fu costruito ed inaugurato alla fine del 1930, con una struttura in stile razionalista tipica dell'edilizia d'epoca fascista, ad uso polisportivo (calcio ed atletica leggera). La struttura originale, a pianta ellittica con due sole tribune parallele ai lati lunghi del campo è giunta praticamente inalterata fino al terzo millennio.

Complice il basso livello in cui il calcio altoatesino era sprofondato nel secondo dopoguerra (con le squadre locali militanti nelle leghe dilettantistiche), lo stadio fu vittima di incuria e degrado indotte dalla scarsa manutenzione, tanto che il comune di Bolzano, sul finire degli anni 1990, chiuse al pubblico la tribuna principale per motivi di sicurezza. Nel 2000, dopo aver conquistato la promozione in serie C2, il FC Südtirol scelse di lasciare Bressanone ed eleggere il Druso a terreno casalingo. In virtù di ciò, lo stadio subì un deciso intervento di ristrutturazione e complessivo ammodernamento, che consentì di riaprire la tribuna e portare la capienza a 3000 posti a sedere.

La capienza e il livello delle strutture rimasero comunque insufficienti per gli standard del calcio professionistico italiano, ma apposite deroghe ai regolamenti consentirono di superare tali criticità.

Nel 2012 la Lega Italiana Calcio Professionistico rese noto di non essere più intenzionata a prorogare tali deroghe, con susseguente rischio per il FC Südtirol d'essere escluso dal campionato di Prima Divisione. Per evitare ciò, le istituzioni locali iniziarono a studiare il progetto di una più completa opera di ristrutturazione dello stadio, per un costo preventivatob di 6 milioni di euro, comprendente un aumento della capienza degli spalti, il consolidamento e l'ammodernamento delle strutture, il miglioramento dell'accessibilità agli spalti, con realizzazione di zone per il prefiltraggio dei tifosi, e la rimozione della pista di atletica per far spazio a ulteriori tribune[2][3]. Successivamente la Lega Pro optò per un prolungamento ulteriore della deroga, evitando al FC Südtirol un possibile trasloco momentaneo in un altro impianto.

Il 19 febbraio 2013 il comune di Bolzano approvò il bando per la progettazione dei lavori di ristrutturazione ed adeguamento dello stadio[4], che fu poi reso pubblico il 23 giugno successivo[5].

Intitolazione[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio è intitolato a Nerone Claudio Druso Germanico (meglio noto come Druso maggiore, fratello minore di Tiberio e padre di Claudio, entrambi divenuti imperatori romani), il quale durante le guerre Retico-Germaniche (attorno al 15 a.C.) fece costruire il primo ponte sopra il fiume Isarco presso l'area dell'attuale città di Bolzano.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto è proprietà del comune di Bolzano. Dispone di un rettangolo di gioco in erba naturale misurante 105 x 63 metri, circondato da una pista di atletica leggera. La capienza totale degli spalti è di 4 040 posti tutti a sedere e coperti, suddivisi in due tribune:

  • Tribuna Zanvettor (intitolata a Cristiano Zanvettor, ex giocatore della Vis Pesaro, scomparso in un incidente stradale il 2 novembre 1999). Costituisce l'ingresso principale dello stadio. Capace di circa 3 000 posti, accoglie la tribuna VIP e il settore riservato a stampa/TV.
  • Tribuna Canazza (intitolata ad Albano Canazza, ex giocatore del Como), ricostruita nella seconda metà del XX secolo, ospita anche il settore ospiti, che consta di 600 posti.

Non vi sono tribune sui lati corti del campo, che è illuminato da quattro torri faro angolari poste all'esterno del recinto.

Attività extracalcistiche[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto, lo stadio Druso è dotato di pista di atletica leggera, potendo quindi ospitare gare di questo sport. Tra i principali eventi extracalcistici si annovera, il 4 luglio 1992, il XII Superbowl Italiano, vinto dai Pharaones Milano sui Lions Bergamo per 35 a 25.

Lo stadio ha ospitato vari eventi extrasportivi (segnatamente concerti) dal 1950 al 1987, accogliendo le esibizioni di artisti quali Edoardo Bennato, Pino Daniele, Vasco Rossi e Tina Turner. Verso la fine del XX secolo si preferì sfruttare allo scopo il ben più capiente Palaonda.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]