Sant'Agata di Puglia

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Sant'Agata di Puglia
comune
Sant'Agata di Puglia – Stemma Sant'Agata di Puglia – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Amministrazione
Sindaco Luigi Russo (Movimento CambiaMenti) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 41°09′10″N 15°22′51″E / 41.152778°N 15.380833°E41.152778; 15.380833 (Sant'Agata di Puglia)Coordinate: 41°09′10″N 15°22′51″E / 41.152778°N 15.380833°E41.152778; 15.380833 (Sant'Agata di Puglia)
Altitudine 793 m s.l.m.
Superficie 116,14 km²
Abitanti 1 959[1] (01-01-2016)
Densità 16,87 ab./km²
Comuni confinanti Accadia, Anzano di Puglia, Candela, Deliceto, Lacedonia (AV), Monteleone di Puglia, Rocchetta Sant'Antonio, Scampitella (AV)
Altre informazioni
Cod. postale 71028
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071052
Cod. catastale I193
Targa FG
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti santagatesi
Patrono San Rocco Sant'Agata San Lorenzo
Giorno festivo 5 febbraio 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Agata di Puglia
Sant'Agata di Puglia
Posizione del comune di Sant'Agata di Puglia nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Sant'Agata di Puglia nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Sant'Agata di Puglia (Santaheta in dialetto locale, fino al 1862 chiamata Sant'Agata) è un comune italiano di 1959 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Di fondazione medievale, nel 2002 ha ottenuto la Bandiera arancione dal Touring Club Italiano, il 20 maggio 2016, diventa "Città del buon vivere" grazie al riconoscimento ricevuto dal direttore generale Giorgio Oliveti dell'Associazione Internazionale Cittàslow.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato sui monti del Subappennino Dauno con vista panoramica sul Tavoliere e Golfo di Manfredonia, il Vulture con i laghi di Monticchio, le alture del melfese in Basilicata e gli altopiani e le alture verso Lacedonia e Trevico dell'avellinese in Campania, a 795 m slm. Situata ai confini delle tre regioni Puglia, Basilicata e Campania viene chiamata "la loggia delle Puglie" proprio per la vista panoramica che si gode dalle sue logge, terrazze, pinete e villette pubbliche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo svevo[modifica | modifica wikitesto]

Durante la dominazione sveva, la provincia militare di Sant'Agata era denominata "Castellania".

Con decreto imperiale del 5 ottobre 1239 Federico II di Svevia incluse quello di Sant'Agata fra i castra exempta (letteralmente, "castelli esentati"), ritenuti di primaria importanza sia a scopo difensivo sia come residenze imperiali. Per essi si riservò personalmente la scelta e la nomina dei castellani. Nello stesso anno, fu emanato un mandato imperiale che obbligava gli abitanti del Giustizierato della Terra Beneventana a riparare il Castello di Sant'Agata; nel 1250 l'obbligo fu esteso agli abitanti di alcuni centri della Capitanata: «Casale di Sant'Antuono, Ascoli Satriano, Candela, Santo Stefano in Iuncarico e San Pietro in Olivola, le quali terre debbono anche prestare una determinata obbligazione ogni anno nel predetto castello».

Dominazione angioina[modifica | modifica wikitesto]

Con la successiva dominazione angioina il Castello di Sant'Agata conservò la funzione di provincia militare e amministrativa. Il re Carlo I d'Angiò aveva un'abitazione privata all'interno del castello, dove fra il 1269 e il 1270 aveva fatto ornare la cappella dedicata a sant'Agata e vi aveva fatto collocare tre artistiche lonze, oggi perdute. Dal 1274 al 1279 Carlo I diede mandato al Giustiziere di Capitanata di provvedere a ulteriori riparazioni del maniero, nel frattempo resesi necessarie: il mandato reale del 1279 confermò l'obbligo di contribuirvi ai paese già individuati da Federico II.

Nel 1294, quando Carlo II d'Angiò era succeduto al padre, il castello era ancora regio e ne era Signore Goffredo de Jonville; nel 1296 il monarca ordinò "alle terre" del fu Goffredo di obbedire a suo fratello Giovanni. Nel 1304 era Signora di Sant'Agata Filippa Belmonte.

Nel 1396 il viceré convocò nel castello di Sant'Agata un parlamento per il bene pubblico al quale parteciparono tutti i baroni che avevano seguito la fazione angioina e, seguendo l'esempio di Napoli che aveva costituito gli Otto del Buono Stato della città, furono eletti in quel parlamento sei deputati per il Buono Stato del Regno. Nel 1419 il castello risultava essere ancora regio: il 10 giugno di quell'anno la regina Giovanna II d'Angiò diede per la Castellania di Sant'Agata 100 ducati al grande Camerario del Regno di Sicilia Pandolfello Piscopo. Il territorio di Sant'Agata era stato infeudato agli Jonville, dai quali passò ad Andreis de Perretto, la cui vedova, contessa di Troia, lo trasmise a Francesco Orsini, che ella sposò in seconde nozze. Alla morte del re angioino Roberto, era conte di Sant'Agata Carlo Artus. Dopo l'eccidio della Casa Artus la Contea passò a Bartolomeo Tomacelli (Tomasello-Cybo).

Periodo aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Sotto Alfonso d'Aragona il Castello era in potere della Casa Orsini che possedette l'alta Signoria di Sant'Agata per anni. Nel 1557 il Viceré di Napoli Duca d'Alba, supponendo che un esercito potesse invadere il regno, ordinò a don Garcia di Toledo di fortificare, oltre a Venosa ed Ariano Irpino, anche Sant'Agata. Il castello subì le prime modifiche con gli Orsini, quando divenne residenza ducale.

Le famiglie nobili di Sant'Agata[modifica | modifica wikitesto]

I Loffredo, «famiglia ricca di sangue, di antenati e di pubblici uffici», entrarono nelle pertinenze di Sant'Agata sin dal 1526 quando Cicco Loffredo, marchese di Trevico e di altri territori, ebbe in enfiteusi il distrutto casale di San Pietro in Olivola con tutto il territorio. Poi acquisirono anche il Casale di Santa Maria d'Olivola.

Nel 1576 Carlo Loffredo comprò dagli Orsini la signoria di Sant'Agata per 36.000 ducati. Con i Loffredo il castello perse man mano le sue antiche strutture per divenire residenza marchesale. La casata Loffredo si distinse per le opere pie adoperandosi per l'edificazione del convento di San Carlo dell'Ordine Francescano dei Riformati. Nel 1613 l'edificio era già compiuto: qui, nel 1664 fu istituito un lanificio per i frati della Provincia e una scuola di filosofia e teologia. Fu abbattuto negli anni '60 per realizzare l'attuale campo sportivo. Il castello rimase proprietà della famiglia Loffredo sino alla metà dell'Ottocento.

La Famiglia del Buono: nel 1862 acquisisce il castello [esso risulta venduto a Francesco del Buono con atto per notaio Ramino Volpe in S.Agata]. Dal 1870 hanno attuato massicci lavori di restauro e ricostruzione del Castello, dandogli l'attuale configurazione nella sua parte superiore. In seguito al Terremoto del Vulture del 1930 che colpì duramente il subappenino dauno, i del Buono spesero molte energie per i necessari ulteriori lavori di ricostruzione che riguardarono le coperture dell'ala sud e il consolidamento delle strutture murarie. Durante il secondo conflitto mondiale, grazie al castello furono di ausilio a tutta la popolazione di Sant'Agata ed a profughi provenienti da Foggia bombardata Bombardamenti di Foggia del 1943.

Nel 2000, l'amministrazione comunale di Sant'Agata, usufruendo di una nuova norma che ne sanciva il diritto di prelazione, ha acquisito la proprietà del Castello, durante un passaggio tra gli eredi del Buono.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'impianto urbanistico della cittadina conserva la struttura medievale; si è sviluppato in forma spiraliforme a partire dal castello verso valle in un progredire di vicoli, ripide scalinate, archi, torrette, campanili, case con caratteristici portali, fino all'ultima cinta di cui l'entrata era la Porta Nuova con le chiese posizionate sui lati del paese. Sant'Agata oggi conserva la doppia cinta muraria: la più antica, racchiude il Castello di epoca longobarda restaurata in seguito dai Normanni e rinforzata dagli Svevi e dagli Angioini; la seconda cinta muraria racchiudeva la cittadella con l'Arco della Porta Nuova. La ricchezza della città è testimoniata dai diversi palazzi gentilizi, dalle numerose chiese edificate e dalla presenza di tre manufatti conventuali: il convento delle Vergini (attuale albergo e museo), il convento dei Francescani Riformati (successivamente distrutto) ed il convento dell'Annunziata.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Persone legate a Sant'Agata di Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Fiction e film girati a Sant'Agata di Puglia[modifica | modifica wikitesto]

A Sant'Agata sono stati girati (in parte o interamente) i seguenti film:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
19 novembre 1984 21 maggio 1990 Lino Mele Partito Comunista Italiano Sindaco [3]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Lino Mele Partito Democratico della Sinistra, Partito Comunista Italiano Sindaco [3]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Lino Mele lista civica Sindaco [3]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Vito Nicola Cristiano lista civica Sindaco [3]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Vito Nicola Cristiano centro Sindaco [3]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Lorenzo Russo lista civica Sindaco [3]
26 maggio 2014 in carica Luigi Russo Sindaco [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2016.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN156001162
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