Mango (cantante)

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Mango
Mango a Sanremo 1985.jpg
Mango al Festival di Sanremo 1985
NazionalitàItalia Italia
GenerePop[1]
Elettropop[2]
Pop rock[1]
New wave[1]
World music[2]
Musica d'autore[3]
Periodo di attività musicale1976 – 2014
EtichettaRCA, Numero Uno, Fonit Cetra, Warner Music Italia, Columbia Records, Sony Music
Album pubblicati21
Studio18
Live2
Raccolte1
Sito ufficiale

Mango, all'anagrafe Giuseppe Mango, conosciuto anche come Pino Mango (Lagonegro, 6 novembre 1954Policoro, 8 dicembre 2014), è stato un cantautore, musicista e scrittore italiano.

Noto per la sua particolare tecnica vocale, da alcuni definita "semi-falsetto",[4][5] al suo stile che fonde pop e rock con sonorità folk e world music è stato attribuito il termine di "pop mediterraneo".[6] Il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz considera Mango un «autentico innovatore della musica leggera italiana».[7]

Dopo un esordio di scarso successo, ha ottenuto popolarità con il brano Oro (1984) e raggiunto l'apice con altri successi come Lei verrà (1986), Bella d'estate (1987), Come Monna Lisa (1990) e Mediterraneo (1992). Nella fase seguente della carriera ha continuato ad ottenere riscontri positivi con Amore per te (1999), La rondine (2002) e Ti porto in Africa (2004).[8] Nell'arco della sua attività ha venduto 6 milioni di dischi.[9] Mango ha anche scritto brani per artisti come Mietta, Loredana Bertè, Patty Pravo, Loretta Goggi e Andrea Bocelli, alcuni dei quali in collaborazione con il fratello Armando, con cui ha condiviso gran parte della sua carriera.

Colto da un malore improvviso durante un'esibizione dal vivo, il cantautore si è spento prima dell'arrivo in ospedale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Lagonegro in provincia di Potenza, trascorre un breve periodo dell'infanzia a Milano, prima di fare ritorno al paese natìo con la famiglia.[10] La sua vocazione canora è precoce: intorno all'età di 6 anni fa già parte di una cover band assieme al fratello maggiore Michele[11]. Inizialmente i suoi gusti musicali sono orientati verso il soul e l'hard rock, generi totalmente diversi da quelli che anni dopo decreteranno il suo successo. I suoi artisti preferiti sono Aretha Franklin, Otis Redding, Led Zeppelin e Deep Purple; successivamente ascolta anche Sting, Prince, AC/DC e soprattutto Peter Gabriel, che eserciterà una forte influenza sul suo stile.[12][13] In età giovanile Mango non è interessato alla musica italiana e interpreta «al massimo qualche brano di Battisti»[11]. Conseguito il diploma di geometra, si iscrive alla facoltà di sociologia presso l'Università di Salerno, ma non porta gli studi a compimento[10]. Comincia invece a dedicarsi alla composizione musicale.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Mango negli anni settanta

Nel 1975 Mango, assieme a suo fratello Armando, si reca a Roma nel tentativo di diventare un musicista professionista. In attesa di sostenere l'esame alla Siae, conosce Renato Zero, il quale, dopo aver ascoltato le sue canzoni, lo presenta a Franco Migliacci, produttore della RCA Italiana[14]. Sotto la guida di Silvano D'Auria, il primo a notare le sue potenzialità e già collaboratore di Riccardo Cocciante, Mango incide per la RCA l'album La mia ragazza è un gran caldo, pubblicato nell'ottobre del 1976. Il sound del disco, legato al cantautorato pop del tempo e lontano dallo stile che lo renderà celebre negli anni a venire, suscita interesse da parte di alcuni interpreti della musica leggera italiana.

I brani Per te che mi apri l'universo e Tu pioggia io mattino attirano l'attenzione di Patty Pravo, che li reinterpreta nell'album Tanto, seppur cambiando il titolo di Tu pioggia io mattino in Per amarti d'amore[15]. Anche Mia Martini è attratta dalle melodie di Mango e incide una propria versione di Se mi sfiori nell'album Che vuoi che sia... se t'ho aspettato tanto.

Nel 1977 Mango compare nel programma Passo 16 - Zero & Co. con Renato Zero, interpretando il brano Indiscutibilmente mia, rinominato in seguito Su questa terra solo mia e contenuto nel suo disco d'esordio[10]. Nello stesso anno incide su 45 giri, per la casa discografica Numero Uno, due brani: Fili d'aria e Quasi amore, mai inseriti in nessun album[13]. L'anno dopo viene inciso un nuovo 45 giri con altre due canzoni: Una danza e Non aspettarmi. Nel 1979, proponendosi artisticamente con il nome Pino Mango, pubblica Arlecchino da cui spicca Sentirti, incisa anche da Patty Pravo e successivamente da Mietta.

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Crisi e successo con Oro[modifica | modifica wikitesto]

Mango a L'Orecchiocchio (1982)

Nel 1982 esce per la Fonit Cetra È pericoloso sporgersi, con il quale il cantautore si presenta ancora al pubblico come Pino Mango. Dalle sonorità più rock rispetto ai precedenti lavori,[1] l'album contiene Nero e blu, spesso canzone d'apertura dei concerti per diversi anni, reinterpretata in seguito da Scialpi, per il quale Mango compone anche i brani L'Io e l'Es e Hallelujah. Benché i primi dischi abbiano una certa visibilità, non ottengono il successo sperato né tanto spazio in radio e televisione[16].

Nel 1983 Mango presenta alla Fonit un provino che, però, non riceve attenzione e viene lasciato in giacenza[13]. L'artista, già deluso dagli scarsi risultati dei primi tre dischi (a detta di Mango, venduti complessivamente in trecento copie),[17] è intenzionato ad abbandonare la musica e riprendere gli studi universitari. Mogol, giunto negli studi della Fonit per sistemare gli archivi, scopre il provino e, colpito positivamente, desidera incontrare il cantante. Mara Maionchi, appena entrata in Fonit in qualità di direttrice artistica, contatta Mango, il quale, dopo ripetuti rifiuti e sempre più deciso ad abbandonare l'attività, accetta infine di incontrare il paroliere.[17]

Il provino contiene un brano dal titolo Mama Voodoo, il cui testo è opera del fratello Armando[18]. Mogol decide di riscriverne le parole, e nasce così Oro che, pubblicato su 45 giri nell'anno successivo, ottiene un grande successo, al punto da diventare il brano più emblematico dell'artista.[19] L'incontro con Mogol, nonché il contributo di Alberto Salerno in veste di produttore artistico e paroliere, saranno determinanti per la carriera di Mango. Si instaurerà un lungo e fruttuoso sodalizio.

Ingresso a Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Mango ad Azzurro 1987

Nel 1985 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria "Nuove proposte" con la canzone Il viaggio, ottenendo il premio della critica[20], pur senza qualificarsi per la finale; il brano è inserito in Australia, l'album che introduce Mango al grande pubblico, in cui l'artista incomincia a elaborare un proprio stile contaminato da sonorità world. Nello stesso anno scrive e produce tutte le canzoni di Tempo di Blues, album d'esordio di Laura Valente, che sarà la sua compagna per tutta la vita.

Nel 1986 si ripresenta a Sanremo, portando quattro canzoni: tre come autore e una come interprete-autore. Scrive con Alberto Salerno la sigla d'apertura del Festival sanremese, Io nascerò (cantata da Loretta Goggi e incisa per la prima volta da Mango nella raccolta del 1999 Visto così); inoltre è autore del brano Re, con cui Loredana Bertè si esibisce per la prima volta sul palco dell'Ariston (destando il famoso scandalo per la performance in versione pre-maman[21]) e di Nessun dolore, scritto per Anna Bussotti e presentato nella sezione "Nuove proposte". Come interprete partecipa nella categoria "Big" con Lei verrà che, nonostante si classifichi al 14º posto[20], diventa ben presto una delle canzoni più rappresentative della sua discografia. Il brano viene inserito nell'album Odissea, in cui risalta anche un'altra composizione: La rosa dell'inverno. Odissea conquista il disco d'oro e vede la partecipazione del tastierista Brian Auger, figura di spicco del rock anni sessanta e settanta[22]. Sempre in quell'anno Mango vince il Telegatto come rivelazione dell'anno[13].

Partecipa di nuovo al Festival di Sanremo nel 1987 con il pezzo Dal cuore in poi, classificatosi diciottesimo[20]. Nello stesso anno pubblica l'album Adesso, che contiene il già citato Dal cuore in poi assieme a uno dei suoi brani più famosi: Bella d'estate, scritto con Lucio Dalla. L'album conquista 3 dischi d'oro in 5 mesi e viene pubblicato anche al di fuori dei confini nazionali, ottenendo notevoli riscontri specialmente in Spagna, dove si colloca ai vertici delle classifiche[13]; si decide, così, di pubblicare l'album in lingua spagnola con il nome di Ahora, da cui viene estratto il singolo Flor de Verano (versione ispanica di Bella d'estate), che raggiunge il primo posto nella classifica spagnola Los 40 Principales il 30 aprile 1988[23].

Nel 1988 l'artista lucano pubblica Inseguendo l'aquila, accompagnato dal 45 giri Ferro e fuoco. L'album conquista il disco d'oro e viene pubblicato nello stesso anno in Spagna con il titolo Hierro y fuego[24].

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990 Mango pubblica Sirtaki, il suo album più venduto. Prima dell'uscita del disco partecipa a Sanremo con Tu... sì che, nella stessa edizione, viene anche interpretato dal cantautore britannico Leo Sayer con il titolo The moth and the flame[25]. Il brano e i più noti Nella mia città e Come Monna Lisa contribuiscono al successo dell'album, che raggiunge la cifra di 500 000 copie vendute in Italia[26] e ottiene anche il premio Vela d'oro a Riva del Garda[13]. Anche di questo disco viene pubblicata la versione omonima in spagnolo nel 1991[27]. Nello stesso anno il cantautore scrive tre brani per Mietta, inclusi nell'album Volano le pagine: Oltre te, Soli mai, E no (cosa sei).

L'album Come l'acqua del 1992 conferma il successo di Mango nell'ambito del pop mediterraneo; è proprio Mediterraneo il singolo che ne fa da traino, ancora con i testi di Mogol. Le copie vendute superano 400 000.

Nel 1994 cambia casa discografica: la EMI pubblica Mango, nel quale spicca la canzone Giulietta, scritta assieme a Pasquale Panella.

Nel 1995 esce Dove vai, il primo album live di Mango, registrato a Bologna e contenente due inediti: Dove vai, presentato al Sanremo e premiato come miglior arrangiamento[20] e Sospiro. Nel 1997 l'artista ritorna alla Fonit Cetra, pubblicando Credo, che vende complessivamente 150 000 copie. Per realizzare quest'album, Mango si avvale di artisti internazionali come Mel Gaynor (batterista dei Simple Minds) e David Rhodes (chitarrista di Peter Gabriel).

Il 1998 vede Mango partecipare ancora a Sanremo dove, insieme a Zenîma, presenta il brano Luce, che raggiunge il 6º posto in classifica[28].

Nel 1999 avviene nuovamente un cambio di casa discografica e con la WEA viene pubblicata la prima e unica raccolta ufficiale: Visto così, contenente due inediti composti con il fratello Armando e con Pasquale Panella: Amore per te e Non dormire più. L'album vince 4 dischi di platino per le oltre 400 000 copie vendute.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Musica e attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 scrive per Mietta Fare l'amore, presentato al Festival di Sanremo di quell'anno, mentre nel 2002 pubblica Disincanto. Grande successo ottiene il brano La rondine e anche la title track Disincanto; da segnalare inoltre la reinterpretazione di Michelle dei Beatles, eseguita a sei voci. Disincanto vende 250 000 copie[29]. L'album segna l'ultima collaborazione dei fratelli Mango, che interromperanno definitivamente i loro rapporti.[30]

Nel 2004, con il disco Ti porto in Africa, le sonorità tipicamente mediterranee vengono mescolate ad arrangiamenti rock, alla ricerca di nuovi suoni e altre sperimentazioni musicali. Ti porto in Africa si aggiudica il disco di platino e vende oltre 100 000 copie. Nello stesso anno l'artista lucano pubblica un primo libro di poesie, intitolato Nel malamente mondo non ti trovo, edito dalle Edizioni Pendragon e distribuito dalla Chiaroscuro, contenente 54 liriche e alcune particolari illustrazioni fotografiche[13].

Nel 2005 Mango firma un nuovo contratto con la Sony BMG e pubblica l'album Ti amo così, disco d'oro, dove nel brano Il dicembre degli aranci duetta con la moglie Laura Valente; durante le sessioni di registrazione dell'album si avvale della partecipazione del batterista Ian Thomas (Mick Jagger, Elton John). Nel disco reinterpreta anche una celebre canzone napoletana: I' te vurria vasa'. Nel 2007 il cantautore partecipa al Festival di Sanremo col brano Chissà se nevica, duettando nella terza serata anche con Laura Valente e classificandosi al 5º posto[31]. In contemporanea con il singolo sanremese pubblica l'album L'albero delle fate, disco d'oro, e il secondo volume di poesie Di quanto stupore, distribuito da Chiaroscuro-Edizioni Pendragon.

Nel 2008 duetta con i Neri per Caso nella reinterpretazione del suo famoso brano Bella d'estate. Il 19 settembre 2008 esce l'album di cover Acchiappanuvole, titolo tratto da un verso della canzone Ragazzo mio di Luigi Tenco del 1964. Il nuovo lavoro viene anticipato dal singolo La stagione dell'amore, cantata assieme al suo autore Franco Battiato. Il disco vede anche la collaborazione di Claudio Baglioni, con il quale Mango duetta in Amore Bello. Acchiappanuvole è certificato disco di platino.

Nell'aprile 2009 Mango partecipa all'incisione del brano Domani 21/04.2009 di Mauro Pagani, i cui proventi sono devoluti alle popolazioni colpite dal terremoto dell'Aquila.

Fine carriera[modifica | modifica wikitesto]

Mango in concerto a Udine nel 2009

Dal 28 agosto 2009 è in rotazione sulle radio nazionali il singolo Contro tutti i pronostici, che anticipa l'uscita del doppio cd live Gli amori son finestre, edito dalla Sony Music e pubblicato il 18 settembre. Il brano, che è uno dei due inediti, è scritto da una giovane rock band beneventana i Rei Momo, guest star in alcuni concerti dell'Acchiappanuvole Tour. L'altro inedito, E poi di nuovo la notte, è composto dallo stesso Mango. Gli amori son finestre è il titolo dell'omonima poesia recitata da Flavio Insinna e composta dal cantautore di Lagonegro[13].

Nello stesso anno partecipa alla realizzazione dell'album Q.P.G.A. di Claudio Baglioni, cantando il brano Io ti prendo come mia sposa, e collabora al disco De La Buena Onda del chitarrista Flavio Sala, cantando Volver, una canzone di Carlos Gardel.

Il 24 maggio 2011 esce il ventesimo lavoro del cantautore, La terra degli aquiloni, preceduto dal singolo La sposa, canzone scritta con Pasquale Panella. Nel giorno dell'uscita del nuovo singolo il sito ufficiale si aggiorna e nasce la prima pagina ufficiale su Facebook[32]. L'album vede la collaborazione di Pasquale Panella in tre canzoni e di Maurizio Fabrizio e Guido Morra nella canzone di chiusura Il rifugio, oltre a due cover come Volver di Carlos Gardel e Starlight di The Supermen Lovers.

Nell'aprile 2013 Mango scrive insieme a Carlo De Bei e Cinzia Farolfi la canzone Voce senza voce interpretata da Mario Nunziante, ex concorrente di Amici, e partecipa anche ai cori del brano.[33]

L'ultimo album è L'amore è invisibile (2014), su etichetta Columbia Sony Music. Nel disco vi sono tre inediti e riletture di musicisti come Sting, U2, Fabrizio De André, Lucio Battisti, Beatles, Pino Daniele e una canzone della tradizione sarda intitolata No potho reposare.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 7 dicembre 2014 il cantautore partecipa alla manifestazione in beneficenza "World of Colours", tenutasi al Palaercole di Policoro, in provincia di Matera. Durante l'evento, in favore dei bambini della Guinea Bissau, a cui partecipano anche personalità come Franco Fasano, Metis Di Meo e Dino Paradiso, Mango sale sul palco a mezzanotte, esibendosi davanti a quattromila persone.[34] Durante l'esecuzione di Oro, uno dei suoi pezzi più celebri, accusa un malore e, chiedendo scusa al pubblico, interrompe l'esibizione[35]. Portato nel retropalco, le condizioni appaiono subito gravi e, malgrado i primi soccorsi, l'artista muore prima dell'arrivo in ospedale nelle prime ore del mattino, per un attacco cardiaco fulminante. Aveva 60 anni[36]. A sua moglie Laura aveva confidato che avrebbe voluto morire sul palco: "Disse in tempi non sospetti: «cosa c’è di più bello che morire mentre fai musica davanti alla gente, e cioè mentre fai la cosa che ami di più?»".[37]

Il 9 dicembre il fratello maggiore Giovanni si sente male durante la veglia funebre, probabilmente anche lui per un infarto o per un episodio cardiaco da stress[38]; l'uomo, settantacinquenne, muore poco dopo l'arrivo in ospedale.[39] Gli altri fratelli, Armando e Michele, giunti in ospedale per visitare Giovanni, anch'essi accusano un malore ma dopo il ricovero vengono dimessi.[40]

Le esequie del cantautore vengono celebrate dall'arcivescovo Francesco Nolè il 10 dicembre nella cattedrale della città natale di Mango, Lagonegro, dove il cantautore era tornato a vivere da diversi anni. Alla funzione partecipano le autorità cittadine, il presidente della regione Basilicata Marcello Pittella, Mogol, Franz Di Cioccio e Franco Mussida della PFM, Maurizio Fabrizio, i discografici della Sony, gli amici delle radio, tra cui Paola Gallo di Radio Italia, e una grande folla di cittadini.[40] Nel primo pomeriggio dello stesso giorno si tengono i funerali del fratello Giovanni, nella chiesa di San Giuseppe.[40]

A quasi cinque anni dalla tragedia, il 22 novembre 2019 viene pubblicato il cofanetto Tutto l’amore che conta davvero, che contiene i maggiori successi, collaborazioni artistiche, reinterpretazioni e altri brani meno noti del cantautore lucano.[41]

Omaggi postumi[modifica | modifica wikitesto]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Mango ha sempre mantenuto un certo riserbo sulla sfera personale e limitato l'esposizione mediatica alla propria attività artistica. Nel 2004 sposa Laura Valente, nota per essere stata la seconda cantante dei Matia Bazar, dopo una relazione incominciata nel 1983.[9] La coppia ha due figli: Filippo, nato nel 1995, e Angelina, nata nel 2001, entrambi musicisti. Filippo è batterista, mentre Angelina è cantante; tutti e due hanno collaborato con il padre sia in studio che in sede live[50].

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Mango.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album cover[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Autore per altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Artista Canzone Anno Album
Patty Pravo Per amarti d'amore
1976
Tanto
Per te che mi apri l'universo
Sentirti
1978
Miss Italia
Goodbye my love
1986
provino (inciso live nell'album Live Arena di Verona - Sold Out del 2009)
Scialpi L'Io e l'Es
1983
Es-tensioni
Hallelujah
Laura Valente (intero album)
1985
Tempo di Blues (LP)
Anna Bussotti Nessun dolore
1986
Nessun dolore/Ay ay ay ay
Loredana Bertè Re
1986
Fotografando... i miei successi
Fotografando
Loretta Goggi Io nascerò
1986
C'è poesia
C'è poesia
La notte
1987
C'è poesia due
Laura Valente Blu notturno
1988
singolo
Andrea Mirò Non è segreto
1988
singolo
Mietta E no (Cosa sei)
1991
Volano le pagine
Soli mai
Oltre te
Fare l'amore
2000
Tutto o niente
Per esempio… per amore
2003
Per esempio... per amore
Abbracciati e vivi
Gloria Bonaveri Joe
1996
Gloria
Dennis Fantina Se non con te
2002
Dennis
Non è il cuore
Andrea Bocelli L'attesa
2004
Andrea
Helena Hellwig Di luna morirei
2006
Di luna morirei (CD Single)
Geranio
Zois Stella contraria
2015
Zois

Duetti[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel malamente mondo non ti trovo. Pendragon-Chiaroscuro, 2004. Raccolta di poesie.
  • Di quanto stupore. Pendragon-Chiaroscuro, 2007. Raccolta di poesie.
  • Tutte le poesie. Pendragon, 2015. Raccolta di poesie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Mango, il Re Mida del pop italiano, su vice.com. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  2. ^ a b Come Oro, 10 canzoni di Mango, su metropolitanmagazine.it, 8 novembre 2020. URL consultato il 23 gennaio 2021.
  3. ^ Acchiappanuvole di Mango: un viaggio alla riscoperta della musica d’autore, su fullsong.it, 18 ottobre 2008. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  4. ^ Mango, il musicista che è morto cantando (e ha portato con sé anche il fratello), su rollingstone.it. URL consultato il 10 gennaio 2021.
  5. ^ Mango, su mtv.it, 9 dicembre 2014. URL consultato il 10 gennaio 2021.
  6. ^ Stile Mango, pop mediterraneo aperto a world music, su ansa.it, 8 dicembre 2021. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  7. ^ Mango, la voce divenuta strumento che ha rinnovato la musica leggera, su corriere.it, 8 dicembre 2014. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato il 29 ottobre 2017).
  8. ^ Indice per Interprete: M, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 22 gennaio 2021.
  9. ^ a b Intervista – Laura Valente: "Vi racconto mio marito Mango" - intervista, su panorama.it, 21 novembre 2019. URL consultato il 31 gennaio 2021.
  10. ^ a b c Intervista a Mango nel programma Rewind - Visioni private, puntata del 19 aprile 2010
  11. ^ a b "L'amore è invisibile", il nuovo Mango. "U2, Sting, De André... canto quello che mi piace", su repubblica.it. URL consultato il 15 dicembre 2014 (archiviato il 14 dicembre 2014).
  12. ^ Mango: «Non ho mai scritto una canzone con l'obiettivo di arruffianarmi il pubblico», su distopic.it, 8dicembre 2014. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato il 26 maggio 2017).
  13. ^ a b c d e f g h Mango: biografia, su mango.it. URL consultato il 9 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 9 dicembre 2014).
  14. ^ Addio a Mango, su ilfriuli.it. URL consultato il 23 gennaio 2015 (archiviato il 1º febbraio 2015).
  15. ^ Patty Pravo, su ondarock.it. URL consultato il 1º febbraio 2015 (archiviato l'11 febbraio 2015).
  16. ^ I consigli di lettura di... Mango, su wuz.it. URL consultato il 27 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale l'11 gennaio 2015).
  17. ^ a b Mango sempre in viaggio, su stpauls.it. URL consultato il 21 gennaio 2015 (archiviato il 28 gennaio 2015).
  18. ^ Mango, il musicista che è morto cantando, su rollingstone.it. URL consultato il 18 dicembre 2014 (archiviato il 18 dicembre 2014).
  19. ^ Sulle note di "Oro" Mango muore durante il concerto, su assomusica.org, 9 dicembre 2914. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  20. ^ a b c d Marcello Giannotti, L'enciclopedia di Sanremo: 55 anni di storia del festival dalla A alla Z, Gremese, 2005, p.127
  21. ^ Gli 11 momenti più pazzi, assurdi e storici di Sanremo, su giornalettismo.com. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato il 22 dicembre 2014).
  22. ^ Un infarto ha stroncato l'Usignolo di Lagonegro durante un concerto, su lisolachenoncera.it. URL consultato il 22 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 dicembre 2014).
  23. ^ Número 1 de 30/04/1988, su los40.com. URL consultato il 24 dicembre 2014 (archiviato il 23 dicembre 2014).
  24. ^ Mango - Hierro y fuego, su discogs.com. URL consultato il 20 gennaio 2015 (archiviato il 10 giugno 2015).
  25. ^ 1990: Torna l'orchestra ma... che musica, maestro?, su hitparadeitalia.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato il 25 marzo 2008).
  26. ^ Lucio Dalla è il re di denari, su ricerca.repubblica.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato il 12 febbraio 2015).
  27. ^ Mango - Sirtaki, su discogs.com. URL consultato il 21 febbraio 2015 (archiviato il 13 giugno 2015).
  28. ^ Sanremo 1998: classifica del Festival di Sanremo, su festivaldisanremo.com. URL consultato il 1º febbraio 2015 (archiviato il 1º marzo 2016).
  29. ^ Billboard, Vol. 116 - Num. 30, 24 luglio 2004, p.63
  30. ^ Biografia, su mango.it. URL consultato il 30 gennaio 2021.
  31. ^ Sanremo 2007, la classifica finale, su corriere.it. URL consultato il 1º febbraio 2014 (archiviato il 1º febbraio 2015).
  32. ^ Mango – Pagina ufficiale
  33. ^ É uscito "Voce senza voce". Lo Spaccatv intervista Mario Nunziante, su lospaccatv.it. URL consultato il 31 gennaio 2021.
  34. ^ L'ultimo concerto a Policoro del cantautore Pino Mango, su emmenews.com, 8 dicembre 2014. URL consultato il 30 gennaio 2021.
  35. ^ "Scusate", poi si accascia: le drammatiche immagini della morte di Mango, su today.it. URL consultato l'8 dicembre 2014 (archiviato il 12 gennaio 2015).
  36. ^ Musica, è morto il cantante Mango, su ANSA. URL consultato l'8 dicembre 2014 (archiviato il 13 dicembre 2014).
  37. ^ Mango, parla per la prima volta la moglie Laura Valente: "Voleva morir..., in Oggi - Attualità. URL consultato il 12 novembre 2017.
  38. ^ Si può morire di crepacuore? Sì, su Fondazione Umberto Veronesi. URL consultato il 16 gennaio 2014 (archiviato il 7 maggio 2015).
  39. ^ Dolore su dolore, muore anche Giovanni Mango. "Intitoliamo al cantante il palazzetto di Policoro", su ilquotidianodellabasilicata.it. URL consultato il 27 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2014).
  40. ^ a b c Mango, lacrime e applausi ai funerali a Lagonegro, su ansa.it. URL consultato il 19 dicembre 2014 (archiviato il 15 dicembre 2014).
  41. ^ Mango: è uscito il cofanetto "Tutto l'amore che conta davvero", su allmusicitalia.it, 25 novembre 2019. URL consultato il 25 gennaio 2021.
  42. ^ Fiorello ricorda Mango a Radio 1, su rainews.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato il 12 febbraio 2015).
  43. ^ Claudio Baglioni incanta il PalaBasento. E dedica "Amore bello" a Mango., su ilquotidianodellabasilicata.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2015).
  44. ^ Gigi D'Alessio ricorda Mango a Capodanno e sul web è il delirio, su liberoquotidiano.it. URL consultato il 19 luglio 2020.
  45. ^ Sanremo, tributo a Mango. Dedicata al cantautore l'area live, su ilquotidianodellabasilicata.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 12 febbraio 2015).
  46. ^ Rocìo Munoz Morales-Fabrizio Mainini, il ballo è in ricordo di Mango, su repubblica.it. URL consultato il 12 febbraio 2015 (archiviato il 12 febbraio 2015).
  47. ^ Lagonegro: inaugurata la piazza dedicata al cantante Pino Mango, su ondanews.it. URL consultato il 25 settembre 2016 (archiviato il 27 settembre 2016).
  48. ^ Willie Peyote, il rapper che non t'aspetti: "La morte di Mango è uno dei momenti più toccanti che ricordi", su la Repubblica, 26 ottobre 2019. URL consultato il 20 gennaio 2021.
  49. ^ Il ritorno di Renato: Zero follia, tanta vita, su avvenire.it, 1º ottobre 2019. URL consultato il 26 gennaio 2021.
  50. ^ Mango, La terra degli aquiloni: "Le canzoni devono arrivare agli occhi", su rockol.it. URL consultato il 13 marzo 2015 (archiviato il 13 aprile 2015).

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