La maledizione della prima luna

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La maledizione della prima luna
Piratideicaraibi lamaledizionedellaprimaluna.jpg
Jack Sparrow (Johnny Depp) in una scena del film
Titolo originalePirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2003
Durata143 min
Rapporto2,39:1
Genereavventura, commedia, fantastico, azione
RegiaGore Verbinski
SoggettoPirates of the Caribbean (attrazione)

Ted Elliott, Terry Rossio, Stuart Beattie, Jay Wolpert (storia e personaggi)

SceneggiaturaTed Elliott, Terry Rossio
ProduttoreJerry Bruckheimer
Produttore esecutivoMike Stenson, Chad Oman, Bruce Hendricks, Paul Deason
Casa di produzioneWalt Disney Pictures, Jerry Bruckheimer Films
Distribuzione in italianoBuena Vista International
FotografiaDariusz Wolski
MontaggioCraig Wood, Stephen E. Rivkin, Arthur Schmidt
Effetti specialiJohn Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson, Terry D. Frazee per la Industrial Light & Magic
MusicheKlaus Badelt
ScenografiaBrian Morris, Derek R. Hill, Larry Dias
CostumiPenny Rose
TruccoVe Neill, Martin Samuel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La maledizione della prima luna (Pirates of the Caribbean: The Curse of the Black Pearl), noto anche come Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna, è un film del 2003 diretto da Gore Verbinski; prodotto da Walt Disney Pictures e Jerry Bruckheimer Films e distribuito da Buena Vista International.

Ideato e scritto da Ted Elliot e Terry Rossio, il film è il primo capitolo della serie di Pirati dei Caraibi e ispirato all'omonima attrazione dei Parchi Disney. Il cast principale comprende Johnny Depp nei panni di Jack Sparrow, Geoffrey Rush, Keira Knightley, Orlando Bloom, Kevin McNally, Jack Davenport e Jonathan Pryce.

Accolto positivamente dalla critica e ancor di più dal pubblico che ne loda l'interpretazione di Depp, gli effetti speciali e la colonna sonora,[1] la pellicola ha ottenuto diversi riconoscimenti e cinque candidature agli Oscar 2004 (miglior attore protagonista, miglior trucco, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali).

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Caraibi, 1711. La piccola Elizabeth Swann e suo padre, il Governatore Weatherby Swann, sono sulla nave inglese che li porta a Port Royal, quando un ragazzino di nome Will Turner viene portato a bordo. Quando Elizabeth si accorge che Will ha al collo un medaglione d'oro con inciso un teschio, lei glielo sottrae e lo nasconde perché può essere la prova dell'appartenenza di Will alla pirateria. Nel frattempo tra la nebbia gli inglesi vedono allontanarsi una nave dalle vele nere.

Otto anni dopo, Will ha trovato impiego presso il fabbro della città, mentre Elizabeth vive ancora col padre, il quale la vorrebbe sposa del commodoro James Norrington. Nel giorno della sua investitura, Norrington si dichiara a Elizabeth, la quale però, soffocata per il corsetto troppo stretto, cade dagli spalti del forte finendo in mare; così facendo attiva il medaglione, che attrae la Perla Nera, ossia la nave vista otto anni prima. Intanto, Elizabeth viene salvata da uno strampalato personaggio appena arrivato in città, il capitano pirata Jack Sparrow, che inseguito dalle guardie riesce a fuggire facendosi scudo con Elizabeth. Jack trova riparo nella bottega del fabbro Will, con cui si scontra, finendo imprigionato. La sera stessa l'equipaggio della Perla Nera, comandata dal capitano Hector Barbossa, saccheggia il villaggio, rapendo Elizabeth che possedeva ancora il medaglione d'oro. Condotta a bordo della Perla Nera, Elizabeth chiede ai pirati di lasciare la città in cambio del medaglione e si presenta come Elizabeth Turner, volendo nascondere la sua identità di figlia del governatore. Barbossa, appreso il suo cognome, decide di abbandonare il saccheggio di Port Royal portandosi dietro la ragazza.

Nel frattempo Will convince Jack ad aiutarlo dopo averlo liberato dalla prigione. Grazie ad un piano geniale, Jack riesce a prendere l'Interceptor sotto il naso del commodoro, veleggiando alla volta di Tortuga per arruolare una ciurma. A bordo, il pirata rivela che egli conosceva molto bene il padre di Will, un pirata noto come "Sputafuoco Bill", lasciando il giovane sconvolto.

A Tortuga, Jack contatta un vecchio amico, Mastro Gibbs, che gli procura una ciurma. Durante il viaggio per l'isola, in prossimità di un cimitero di navi, Gibbs si lascia scappare la verità su Jack: quando arrivò la prima volta a Tortuga e creò una ciurma per recarsi a Isla de Muerta, egli era l'ex capitano della Perla Nera, ma a pochi giorni di navigazione il primo ufficiale pretese di sapere la destinazione. Jack gliela rivelò, ma il gesto gli costò caro perché subì un ammutinamento, e fu lasciato su un'isola deserta; il pirata riuscì però a fuggire, e ora vuole riprendersi la sua nave e vendicarsi del suo primo ufficiale, Barbossa.

A bordo della Perla Nera, Elizabeth scopre che il capitan Barbossa e la sua ciurma sono perseguitati da un'orrenda maledizione: quando Hernán Cortés e i conquistadores spagnoli commisero il genocidio nelle Americhe nel 1521, gli Aztechi consegnarono a Cortès un forziere di pietra con 882 pezzi d'oro, sui quali le divinità scagliarono una maledizione che fa diventare gli esseri umani né vivi né morti. Sembrano vivi, ma quando arriva la luna piena svelano la loro identità. Chiunque abbia sottratto un medaglione del tesoro di Cortès, per spezzare la maledizione e tornare vivo, deve restituirlo con il proprio sangue. Quando la ciurma di Barbossa arrivò sull'Isla de Muerta prese il tesoro, ma presto i pirati si accorsero che non provavano più sensazioni e che non sentivano più niente. Così restituirono tutti i singoli pezzi, tranne quello di Elizabeth.

Nel frattempo, Jack e Will arrivano sull'Isla de Muerta e si dirigono verso la grotta che nasconde il tesoro. Qui Barbossa sta celebrando assieme alla ciurma il rito che servirà a spezzare la maledizione, ma purtroppo non succede niente. I pirati si rendono conto che la ragazza non ha il sangue di Turner e iniziano a litigare; così, approfittando della confusione, Will riesce a raggiungere Elizabeth e a portarla via insieme al medaglione. Nella grotta resta però Jack, catturato da Barbossa che non crede ai suoi occhi, vedendolo davanti a sé ancora vivo e vegeto.

Ora Jack inganna il suo vecchio equipaggio: gli mente dicendogli che darà loro la possibilità di tornare vivi perché al contrario di loro conosce l'identità del vero figlio di Turner. Poco dopo l'Interceptor raggiunge la Perla Nera e, dopo un furibondo cannoneggiamento in cui il primo vascello viene distrutto, i superstiti vengono portati sulla nave pirata. Will stringe un ingenuo patto con Barbossa per salvare Elizabeth, confessando di essere lui l'erede di Sputafuoco, mandando così a monte i piani di Jack, che voleva ingannare Barbossa per riprendersi la Perla Nera e salvare Elizabeth e Will.

Sia Jack che Elizabeth vengono abbandonati su un'isola deserta, mentre la Perla Nera riguadagna il mare aperto verso l'Isla de Muerta. Sull'isola la ragazza brucia tutto il rum insieme a piccoli alberi creando un'enorme nuvola di fumo, sperando di farsi notare. Infatti il commodoro Norrigton a bordo della Dauntless li salva e Elizabeth convince la marina britannica a salvare Will in cambio dell'accettazione della proposta del commodoro. Nel mentre i pirati rivelano a Will che il padre era un uomo fedele a Jack, che egli non prese parte all'ammutinamento né prese uno dei pezzi d'oro dal forziere, ma riuscì comunque a sottrarne uno dalla ciurma e a spedirlo al figlio per assicurarsi che la maledizione non si spezzasse mai, come punizione per quel che avevano fatto, così Barbossa lo uccise e lo gettò in mare, ma dopo però scoprirono che, per ironia della sorte, per tornare vivi serviva il suo sangue.

Arrivati sull'Isla de Muerta, Jack convince Norrington e la marina britannica a restare sulla Dauntless e sparare cannonate ai pirati che usciranno dalla grotta a bordo di scialuppe. Ma così non è: la marina britannica rimane sulle scialuppe mentre la ciurma di Barbossa, che Jack ha ingannato facendoli andare dove si aspettava che la Marina avrebbe teso loro l'imboscata come gli avevano promesso, sale sulla Dauntless e comincia a sparare ai britannici che intraprendono una furiosa lotta per riprendersi la loro nave. Nella grotta Jack rivela di aver ingannato Barbossa per salvare Will ed Elizabeth, uccidere Barbossa una volta per tutte, salvare Port Royal e riprendersi la nave. Jack e Barbossa sono però entrambi immortali e non possono uccidersi a vicenda, perché Jack aveva sottratto un pezzo dal forziere all'insaputa di tutti, finché Will restituisce i due medaglioni: la maledizione scompare e Jack può finalmente vendicarsi di Barbossa con il colpo che si era conservato da dieci anni.

Benché Jack abbia vinto e salvato tutti, la sua ciurma ha rubato la Perla Nera e ora Jack è purtroppo condannato all'impiccagione. Tornati a Port Royal, Will prima dichiara i suoi sentimenti a Elizabeth, poi salva Jack che scappa a nuoto a bordo della sua amata Perla Nera guidata dalla sua ciurma che aveva deciso di salvarlo. Così Will ed Elizabeth si vogliono sposare mentre Jack ha finalmente la sua Perla Nera.

Jack, la scimmia domestica di Barbossa, si avvicina a nuoto al mucchio di ricchezze nella grotta dell'Isla de Muerta. Arrampicatasi sul forziere di pietra, ruba uno degli 882 pezzi d'oro e ritorna ad essere non-morta.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta, gli sceneggiatori Ted Elliott e Terry Rossio iniziarono a lavorare su un nuovo film sui pirati dove a farla da padrone vi erano diversi elementi fantasy e soprannaturali. A marzo del 2001 Jay Wolpert e Stuart Beattie vengono incaricati di riscrivere la sceneggiatura. Il produttore Jerry Bruckheimer, convinto da Dick Cook, si unì al progetto. Nel maggio del 2002 Gore Verbinski venne ingaggiato come regista. Le riprese iniziarono ufficialmente il 28 ottobre del 2002 e terminarono il 7 marzo 2003. Il budget della pellicola era di 140 milioni di dollari. Inizialmente nel progetto venne coinvolto Alan Silvestri, poiché già collaboratore di Verbinski per Un topolino sotto sfratto e The Mexican - Amore senza la sicura; tuttavia, a causa di differenze stilistiche tra Bruckheimer e Silvestri, il compositore venne poi sostituito da Klaus Badelt.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Il film è uscito negli Stati Uniti il 4 luglio 2003, mentre in Italia il 5 settembre 2003, dopo un'anteprima nazionale il giorno 27 agosto.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica wikitesto]

La direzione del doppiaggio e i dialoghi italiani sono a cura di Carlo Cosolo, per conto della Cast Doppiaggio srl.[2]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito in DVD e VHS nel mercato italiano il 29 gennaio 2004,[3] disponibile in edizione disco singolo e disco doppio. Nel 2007 è stata messa in vendita la versione del film ad alta definizione Blu-ray Disc.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Botteghino[modifica | modifica wikitesto]

Prima della sua uscita, molti giornalisti si aspettavano che Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna fosse un flop.

Il film, realizzato con un budget di $ 140.000.000, è partito molto bene incassando $ 70,625,971 al suo primo giorno. Alla fine è arrivato ad incassare $ 654.264.015 in tutto il mondo ($ 305.413.918 a livello nazionale e $ 348.850.097 all'estero), diventando il quarto film con il maggior incasso del 2003.[4][5] Box Office Mojo stima che il film abbia venduto oltre 50 milioni di biglietti negli U.S.A..[6] A livello internazionale ha dominato per sette fine settimana consecutivi al botteghino. Al botteghino italiano, il film ha incassato € 16.932.373.

La saga di Pirati dei Caraibi si è rivelata una delle tetralogie di maggior successo nella storia.

A febbraio 2021, La maledizione della prima luna è il 141° film con il maggior incasso di tutti i tempi.[7]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato accolto positivamente dalla critica cinematografica.

Su Rotten Tomatoes ha un punteggio di approvazione del 79%, basato su 219 recensioni e una valutazione media di 7,1/10.[8] Su Metacritic ha una valutazione media ponderata di 63 su 100, basata sulle recensioni di 40 critici, indicando "recensioni generalmente favorevoli".[9]

Alan Morrison di Empire ha ritenuto che fosse "il miglior blockbuster dell'estate", acclamando tutte le interpretazioni comiche nonostante la sua delusione per le sequenze di cappa e spada.[10]

La performance di Johnny Depp è stata particolarmente elogiata dalla critica e dal pubblico. Il sito di recensioni PopMatters applaude la sua performance dicendo: "Ingegnoso e affascinante, Johnny Depp incarna la fantasia essenziale del film, che la vita di un pirata sia eccitante e libera". Anche James Berardinelli di ReelViews applaude la performance di Depp dicendo: "Pirati dei Caraibi appartiene a Johnny Depp... Porta via Depp e ti ritroverai con un film derivato e noioso".[11]

Roger Ebert ha acclamato le esibizioni di Depp e Rush, e in particolare che "Si può dire che la performance [di Depp] è originale in ogni suo atomo. Non c'è mai stato un pirata, o del resto un essere umano, come questo in nessun altro film... il suo comportamento mostra una vita di prove". Tuttavia, sentiva che il film sarebbe durato troppo a lungo,[12] una critica condivisa dalla recensione negativa di Kenneth Turan, che riteneva che "passasse troppo tempo sul suo enorme cast di supporto di pirati (non così divertente come tutti suppongono) e su pezzi gonfiati di avventura", nonostante abbia apprezzato anche la performance di Depp.[13]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequel[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto quattro seguiti:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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