Hector Barbossa

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Hector Barbossa
Barector.png
Hector Barbossa ne La maledizione della prima luna
UniversoPirati dei Caraibi
Lingua orig.Inglese
Autori
StudioThe Walt Disney Company
1ª app. inLa maledizione della prima luna
Ultima app. inPirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar
Interpretato daGeoffrey Rush
Voce orig.Brian George (Kingdom Hearts II)
Voce italianaPietro Ubaldi
Luogo di nascitaWest Country, Inghilterra
Professione
PoteriImmortalità (solo ne La maledizione della prima luna)

« Cominciate a credere alle storie di fantasmi, Miss Turner... Ci siete dentro! »

(Barbossa rivolto a Elizabeth Swann nel primo film)

Hector Barbossa, meglio noto come Capitan Barbossa, è un personaggio immaginario della saga cinematografica Pirati dei Caraibi interpretato dall'attore Geoffrey Rush[1]. È uno dei personaggi principali della saga e compare in tutti gli episodi (sebbene nel secondo film la sua presenza si riduca ad un breve cameo nella scena finale della pellicola).

Rappresenta il lato oscuro di Jack Sparrow[2], del quale è il principale antagonista nel primo film, La maledizione della prima luna; nei seguenti episodi, assume un ruolo meno definito, presentandosi occasionalmente come alleato ma pur sempre rivale per Jack, indossando dunque le vesti di un antieroe.

IGN ha classificato Barbossa al 13º posto nella classifica dei migliori 15 cattivi delle opere di fantasia[3].

Geoffrey Rush ha definito il sacrificio di Barbossa avvenuto nel quinto film come una conclusione gradevole e definitiva al viaggio di redenzione del personaggio. Ha perciò dichiarato di non voler reinterpretare il personaggio in un potenziale seguito, non escludendo però la possibilità di ricomparire in un breve cameo sotto forma di fantasma e infastidire Jack con la sua saggezza[4].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Aspetto e nome[modifica | modifica wikitesto]

Hector Barbossa ha i capelli castani, con il tempo diventati di colore grigio scuro, lunghi fino alle spalle e parzialmente sciolti; dietro ha una sottile treccia che finisce sotto una bandana color verde scuro. Il suo viso è cosparso da lentiggini e rughe, mentre sullo zigomo destro ha una profonda cicatrice, ottenuta durante un combattimento. Ha gli occhi azzurri, ingialliti col tempo, i denti marci e le unghie annerite, proprio come un vero pirata. Porta una barba ispida bionda/castana che cade fino alla base del collo. Il suo braccio destro reca un tatuaggio raffigurante la costellazione del tridente di Poseidone presente sulla copertina del diario di Galileo Galilei, oggetto che lasciò alla figlia illegittima Carina prima di abbandonarla in un orfanotrofio. Dal quarto episodio, dopo essersi amputato la gamba destra per sfuggire alla cattura di Barbanera, Hector sostituisce il suo arto mancante con una gamba di legno al cui interno tiene segretamente del rum. Nei primi tre film Barbossa indossa sempre gli stessi vestiti: un cappello nero adorno di piume di struzzo blu al quale tiene molto, un grande anello raffigurante una testa di leone e un cappotto nero con bottoni, fabbricato con l'argento degli Inca.[5] La sua pistola, invece, apparteneva ad un pirata spagnolo che ha ucciso in duello[5]. Nel quarto film, nel breve periodo in cui lavora per Re Giorgio II, Hector indossa la divisa da ufficiale della marina inglese per poi, una volta preso il posto di Barbanera come capitano della Queen Anne's Revenge, riprendere i suoi vecchi abiti da pirata, incluso il mitico cappello nero a cui aveva sempre tenuto molto e che lo aveva accompagnato in tutte le sue avventure. Nel giro di pochi anni, tuttavia, Hector, grazie alla spada magica ottenuta dopo l'uccisione di Barbanera, riesce a diventare il pirata più potente e agiato dei sette mari. È per questa ragione che, nel quinto capitolo, Barbossa, per fare sfoggio del suo potere e della sua ricchezza, sostituisce i suoi abiti originali con una sfarzosa parrucca, un nuovo cappello e un cappotto lussuoso. Inoltre, al posto della sua vecchia gamba di legno, ne acquista una d'oro. Il suo simbolo, infine, è il Jolly Roger, spesso raffigurato sulla bandiera della sua nave.

Il Jolly Roger di Hector Barbossa nel primo film. Storicamente la bandiera era del pirata Calico Jack.

Alcune di queste informazioni sono rivelate in Pirates of the Caribbean: The Visual Guide.[5]

Il nome Hector non viene mai pronunciato nei primi due film (infatti il pirata viene chiamato per nome per la prima volta da Jack Sparrow nello Scrigno di Davy Jones solamente nel terzo film Ai confini del mondo) ma viene rivelato nella sezione dei contenuti speciali dell'edizione in DVD all'interno della quale gli autori spiegano che il cognome sia derivato dal pirata Barbarossa; inoltre, il cognome Barbossa in italiano rispecchia alla perfezione la natura della maledizione di cui è schiavo nel primo film. Gli sceneggiatori Terry Rossio e Ted Elliott hanno rivelato che Johnny Depp, attore che interpreta Jack Sparrow, è stato di grande aiuto per l'ideazione del personaggio di Hector.[6]

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene nel primo film rappresenti il suo acerrimo nemico, Barbossa è una sorta di eterno amico-rivale di Jack Sparrow ed è il pirata nobile del Mar Caspio. Padrone del proprio fato, Hector è un pirata che non conosce compromessi e vede se stesso come un uomo d'onore, nonostante la sua vocazione. Il suo pezzo da otto è un occhio di legno custodito da un membro della ciurma, Ragetti. La sua scimmietta di nome Jack, che lo accompagna sempre, tenta invano di restituirgli l'occhio rubandolo incessantemente a Ragetti. Confidente, persuasivo, astuto e spietato, Hector Barbossa è sicuramente conosciuto come uno dei pirati più smaliziati e arditi dei Caraibi. Nonostante sia cupo e ruvido ha un talento per l'umorismo asciutto. È temerario e non ha paura di affrontare alcun tipo pericolo, ma è soprattutto molto sveglio e intelligente: quando si tratta di dare consigli, i suoi sono sempre tra i più saggi. Ha anche una particolare eloquenza con cui spesso inganna le persone per raggiungere i suoi scopi. Al suo peggio sa essere crudele, scaltro, manipolatore e sanguinario, può essere spietato e spesso stipula accordi a suo favore; tuttavia, dichiara di avere una natura misericordiosa ed il senso del fair play, anche se questo è forse solo un esempio del suo morboso senso dell'umorismo. Condottiero temutissimo e maestro della strategia navale, Barbossa sa prevedere con facilità le mosse dei suoi avversari, riuscendo così a mantenere durante gli scontri sempre una calma assoluta che infonde molta sicurezza ai suoi alleati. Durante le battaglie Barbossa preferisce restare nelle retrovie: il suo stile di combattimento è difensivo, teso a mettere il nemico in difficoltà, terrorizzarlo e costringerlo alla resa. Quando viene spinto al duello, però, si rivela essere un avversario letale, capace di battersi con la spada con grandissima maestria ed esperienza. Dunque, se c'è una cosa che lo contraddistingue da chiunque altro durante gli scontri, è certamente la serenità mantenuta, sovente accompagnata da una risata potente, sguaiata e altisonante, tesa anche all'intimorimento del nemico. Proprio come Jack Sparrow, anche Barbossa tiene molto alla Perla Nera e fa di tutto pur di sottrarla al rivale. L'attaccamento alla Perla è molto sottolineato nel quarto film, dove Barbossa è pronto a tutto pur di uccidere il terribile pirata Barbanera, colpevole di avergli sottratto la nave (e la gamba). Infatti, quando si ritrova contro tale avversario, Barbossa lo infilza con la sua spada alle spalle, cosa impensabile per un autoproclamato uomo d'onore, dedicando la vendetta alla nave ormai perduta. Come quasi ogni pirata, inoltre, Barbossa ha una cattiva igiene personale e un'insaziabile sete di rum. È anche molto ghiotto di mele verdi, frutto che gli ricorda la sua infanzia trascorsa nelle campagne circostanti la città di Bristol[7].

Nel corso della saga il personaggio di Hector subisce diverse modifiche[8]. Mentre nel primo film rappresenta l'antagonista principale della storia, uno spietato pirata che sta disperatamente cercando di liberarsi della maledizione di cui è schiavo, nel terzo film, dopo essere stato resuscitato grazie ai poteri soprannaturali della sacerdotessa voodoo Tia Dalma, diventa una sorta di politico che, una volta riunito il Consiglio della Fratellanza, cerca di mettere d'accordo i nove Pirati Nobili sulla soluzione migliore per affrontare in modo vincente il nemico comune: Beckett. Nel quarto film, Barbossa diventa un corsaro della marina inglese al servizio di Re Giorgio II che, sotto la protezione della corona, vuole solamente vendicarsi di Barbanera. Nel quinto film della saga, infine, Hector è diventato un pirata molto ricco e potente che si ritrova al comando di una flotta composta da oltre dieci navi e che è disposto a tutto pur di salvare i propri affari, anche di collaborare con Salazar. Tuttavia, alla fine del film, Hector, nell'atto eroico di salvare, a costo della propria vita, la figlia, che dopo la morte della moglie aveva abbandonato in un orfanotrofio, si dimostra essere una persona molto affettuosa, premurosa e sentimentale.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Passato[modifica | modifica wikitesto]

Poco si sa della gioventù di Hector Barbossa, come del resto di quella di ogni altro personaggio della saga. Geoffrey Rush, attore che interpreta il personaggio, tuttavia, ha provato ad immaginare il suo passato.

Barbossa nacque intorno al 1670 nelle campagne circostanti la città portuale di Bristol[7], nel West Country, in Inghilterra. Trascorse la sua infanzia in una famiglia estremamente povera ma di nobili origini sotto la tutela di un padre violento. Così, all'età di 13 anni, Hector scappò di casa per farsi una vita propria. Affascinato dal mare, decise di diventare marinaio e, nell'osservare i comportamenti degli ufficiali, cominciò a maturare quel desiderio che si sarebbe portato dietro per tutti i suoi anni di vivere nel lusso, proprio come un vero signore. Inizialmente Hector era un uomo retto e onesto ma, in seguito, rendendosi conto che avrebbe potuto vivere molto meglio da fuorilegge, decise di darsi alla pirateria. Il suo cognome fa presumere che avesse origine spagnola o portoghese mentre il suo nome potrebbe far pensare ad origini greche.

Pirates of the Caribbean: The Price of Freedom[modifica | modifica wikitesto]

Una volta abbandonatosi alla vita da fuorilegge, Barbossa diventò il capitano di una piccola nave chiamata Cobra. Dopo aver saccheggiato un brigantino francese carico d'avorio, la nave di Barbossa fu attaccata e affondata da un altro vascello pirata, nelle acque a nord delle Bermuda. In quest'occasione Barbossa rischiò di disperdersi in mare ma fortunatamente fu salvato da due membri della sua ciurma, Pintel e Ragetti. Due mesi dopo Barbossa e i suoi uomini furono portati da Don Rafael (all'epoca, il pirata nobile del Mar dei Caraibi) alla Baia dei Relitti, dove conobbe per la prima volta Jack Sparrow, il quale, qualche tempo dopo, scoprì quale nave aveva affondato il Cobra: si trattava del Koldunya, la nave di Boris Palachnik, il pirata nobile del Mar Caspio e vecchio amico di Barbossa. Così, su volere di Edward Teague, il quale riteneva che l'accaduto non rispettasse il Codice dei Pirati, si riunì alla Baia dei Relitti il Consiglio della Fratellanza, al quale fu convocato anche Davy Jones, capitano dell'Olandese Volante e signore del mare, che confermò la colpevolezza di Boris. Questo fu dunque catturato e, quando Barbossa andò a fargli visita in prigione, Boris, sapendo che sarebbe stato condannato all'impiccaggione, decise di cedergli il titolo di pirata nobile del Mar Caspio e il suo pezzo da otto. Tuttavia a quel tempo, non conoscendo il significato dei nove pezzi da otto, Barbossa decise di consegnarlo ad uno dei suoi subordinati, Ragetti.

Queste informazioni vengono rivelate nel romanzo Pirates of the Caribbean: The Price of Freedom della scrittrice statunitense Ann Carol Crispin.

Pirates of the Caribbean: Legends of the Brethren Court[modifica | modifica wikitesto]

In un periodo precedente a quello in cui si svolge La maledizione della prima luna, Barbossa era primo ufficiale a bordo della nave pirata Perla Nera comandata da Jack Sparrow e diretta verso l'Isla de Muerta per trovare il tesoro azteco di Hernán Cortés. Durante il terzo giorno di navigazione, Hector riuscì a estorcere a Jack le coordinate dell'isola e, dopo aver guidato un ammutinamento, diventò il capitano della nave. Abbandonato Sparrow a morire su un'isola deserta, si impadronì del tesoro azteco, ignaro della maledizione che su di esso gravava, a causa della quale lui e la sua ciurma furono condannati a un'esistenza da non-morti. Per tale maledizione, alla luce della luna apparivano come scheletri vivi ricoperti di carne fantasma, condannati a provare diversi desideri fisici, come la fame e la sete, senza tuttavia poterli soddisfare in alcun modo. Dopo aver speso tutto il tesoro, solcarono i mari per oltre 10 anni in preda alla disperazione, dedicandoli a recupeare ogni singolo pezzo e a restituirlo, come richiedeva il rituale, con il proprio sangue, al fine di rompere la maledizione. La ricerca fu complicata dal fatto che, dopo aver trovato il tesoro, un membro della ciurma, Sputafuoco Bill Turner, essendo rimasto fedele a Jack, fu, per ordine di Barbossa, legato ad un cannone e gettato in mare. Tuttavia, sapendo che questo sarebbe stato il suo destino, Sputafuoco aveva spedito preventivamente il medaglione a suo figlio, a cui venne successivamente sottratto dalla giovane Elizabeth Swann, che credeva che tale oggetto potesse essere la prova di appartenenza del ragazzo alla pirateria.

Queste informazioni vengono rivelate nella raccolta di romanzi Pirates of the Caribbean: Legends of the Brethren Court pubblicata da Rob Kidd.

La maledizione della prima luna[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: La maledizione della prima luna.

Nel primo film, Barbossa è ancora il capitano della Perla Nera, la nave che Jack Sparrow intende recuperare. È accompagnato da una scimmia, anch'essa non-morta come il resto dell'equipaggio, che ha battezzato "Jack" in spregio del suo ex-capitano. All'inizio della storia, Barbossa saccheggia la città di Port Royal per recuperare l'ultimo medaglione d'oro del tesoro maledetto di Cortés. Rapisce così Elizabeth Swann, figlia del governatore della città, poiché quest'ultima possiede il pezzo d'oro da loro ricercato utile per spezzare la maledizione che li affligge. Perciò la ragazza chiede il "Parlay" e, nel panico, si presenta come Elizabeth Turner. Barbossa, convinto che sia la figlia di Sputafuoco Bill Turner, si rifiuta di lasciarla andare e la porta all'interno della grotta dell'Isla de Muerta per poterle prelevare del sangue e spezzare finalmente la maledizione. Tuttavia ben presto i pirati si rendono conto che la ragazza non ha il sangue giusto e iniziano a litigare. Nel frattempo, anche il giovane Will Turner, alleatosi con Jack Sparrow per salvare la fanciulla, arriva sull'isola e, approfittando della confusione generale, fugge con la ragazza e il medaglione. Barbossa tuttavia cattura Jack e, scioccato di rivederlo dopo così tanti anni ancora vivo, ordina alla ciurma di ucciderlo. Ciò nonostante Sparrow riesce a persuadere Barbossa a risparmiargli la vita e a permettergli di condurlo dall'unico discendente di Sputafuoco. Dunque, dopo aver distrutto in una violenta battaglia navale il vascello su cui si erano rifugiati Will ed Elizabeth, Hector, con una subdola mossa, abbandona Jack insieme alla ragazza sulla stessa isola dove già una volta aveva lasciato il rivale, tornando invece con il giovane fabbro sull'Isla de Muerta per spezzare la maledizione. Tuttavia Sparrow, dopo essere fuggito anche questa volta dall'isola deserta, raggira Barbossa con un sofisticato piano e lo combatte in un duello all'ultimo sangue, destinato a durare fino a quando Will, dopo aver recuperato il medaglione, spezza la maledizione e Barbossa, essendo stato colpito da un colpo di pistola poco prima, cade a terra, finalmente ucciso dal rivale.

La maledizione del forziere fantasma[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma.

Nel secondo film, Barbossa appare in un cameo nella scena finale della pellicola dopo essere stato resuscitato da Tia Dalma per comandare la spedizione ai confini del mondo che partirà alla ricerca di Sparrow, inghiottito nel frattempo dal mostruoso Kraken di Davy Jones.

Ai confini del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo.

Nel terzo film, l'ex nemico Barbossa si reca a Singapore accompagnato dalla vecchia ciurma di Jack e dai pirati Will Turner, Elizabeth Swann e Joshamee Gibbs, nella speranza di ottenere una nave, un equipaggio e le carte nautiche di Sao Feng, il famigerato pirata nobile del Mar Cinese Orientale. Tuttavia, nel corso delle trattative, irrompe la Compagnia inglese delle Indie Orientali, portando alla nascita di un acceso scontro fra la fazione dei pirati e quella dei soldati britannici. Grazie a Will, che servendosi delle minacce riesce a stringere un patto con Sao Feng, Hector ottiene finalmente ciò che desiderava: una nave, una ciurma e le carte. Ora Barbossa è a capo della spedizione ai confini del mondo per salvare il capitano Jack Sparrow dallo Scrigno di Davy Jones insieme alla nave di cui si considerava il capitano: la Perla Nera. Barbossa intende riunire tutti i membri del Consiglio della Fratellanza, tra cui Jack, per liberare Calypso, un'antica dea del mare rinchiusa in un corpo umano anni or sono, e quindi combattere contro la ciurma di Davy Jones e la flotta di Lord Cutler Beckett, il quale, nel frattempo, essendosi impadronito del cuore del capitano dell'Olandese Volante, ha acquisito il potere sui mari, mettendo a rischio il futuro della pirateria. Durante la battaglia, Barbossa celebra il matrimonio di Will ed Elizabeth. Alla fine del terzo episodio si ripete un fatto ormai noto a tutti: Barbossa abbandona Jack in un porto partendo con la Perla Nera alla volta della Fonte dell'eterna giovinezza situata al largo di Cuba ma, poco dopo, scoprirà suo malgrado che Jack Sparrow gli ha sottratto la mappa. Quest'ultimo, anzi, sembra già aver trovato la rotta giusta senza Barbossa.

Oltre i confini del mare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare.

Nel quarto film, Barbossa ha perso la Perla Nera e una gamba durante un'agghiacciante battaglia navale. Avendo perduto stima e prestigio tra i pirati, Hector collabora con i britannici e ottiene il perdono del re, divenendo così un fidato corsaro al servizio della corona inglese. Da Re Giorgio II viene incaricato di guidare una spedizione per giungere alla Fonte della giovinezza prima dei rivali spagnoli; per riuscirvi si serve delle istruzioni di Joshamee Gibbs. Barbossa pertanto si mette sulle tracce dello spietato pirata Barbanera che, ricattando Jack Sparrow, si sta recando nel medesimo luogo. Tuttavia Barbossa non sta cercando la Fonte; in un momento in cui le strade sua e di Jack si rincrociano, egli spiega all'eterno rivale-amico che è stato proprio Barbanera a "catturare" la Perla Nera e ad uccidere tutta la sua ciurma mediante un maleficio, per liberarsi del quale Barbossa stesso è stato costretto ad amputarsi la gamba destra. Il suo vero scopo è quindi vendicarsi di Barbanera. Jack decide di aiutare Barbossa e lo conduce in segreto fino alla Fonte, dove ha portato anche Barbanera e la sua ciurma. Ne nasce uno scontro tra la ciurma di pirati e i soldati britannici e, in particolare, tra Barbanera e Barbossa; questi, seppur debilitato per via della gamba di legno, riesce infine a colpire a morte Barbanera (distratto dai sopraggiunti soldati spagnoli) con la sua spada avvelenata. Vendicatosi dell'umiliazione subita perdendo la Perla e una gamba, Barbossa si appropria della ciurma, della nave, la Queen Anne's Revenge, e della spada (che ha il potere di controllare la nave) di Barbanera e abbandona le vesti di corsaro per riprendere quelle di pirata, dando come primo ordine quello di dirigersi a Tortuga.

La vendetta di Salazar[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar.

Nel quinto film, Barbossa ha raggiunto lo stile di vita che aveva sempre desiderato: è diventato infatti un pirata molto ricco, potente e benestante che si ritrova a controllare una flotta composta da dieci navi, ottenuta grazie alla spada magica di cui era venuto in possesso dopo la sconfitta di Barbanera. Quando il terrificante capitano Armando Salazar riesce a fuggire dal Triangolo del Diavolo, tuttavia, attacca e affonda alcune delle navi di Barbossa, il quale, per evitare che i suoi affari vadano in rovina, decide di imbarcarsi sulla sua nave ammiraglia, la Queen Anne's Revenge, per incontrarlo di persona e proporgli un accordo: Barbossa l'avrebbe condotto da Jack Sparrow e Salazar, in cambio, avrebbe risparmiato la sua flotta. Tuttavia Barbossa ha intenzioni ben diverse: quando si ricongiunge con Jack decide infatti di schierarsi dalla sua parte per sconfiggere una volta per tutte lo spietato e vendicativo capitano spagnolo. Dunque, utilizzando la spada di Barbanera, libera finalmente la Perla Nera, intrappolata ormai da cinque anni nella bottiglia, della quale diventa nuovamente il capitano, legando Sparrow all'albero maestro. A bordo della nave si ricongiunge con la sua giovane figlia, Carina Smyth, senza però rivelarle momentaneamente la sua vera identità. Partecipa all'operazione di salvataggio di Jack, Henry e Carina dal fondo dell'oceano, luogo in cui era ubicato il leggendario Tridente di Poseidone, e, per evitare che Salazar faccia precipitare sua figlia dall'ancora alla quale sono appesi, Hector si sacrifica lanciandosi sul terribile nemico, ormai tornato umano, facendolo cadere nelle profondità dell'oceano e salvando così il suo unico "tesoro". Giacché prima di sacrificarsi Barbossa aveva rivelato a Carina di essere suo padre e di amarla profondamente, la figlia prende il suo cognome, orgogliosa del genitore ormai defunto.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

La maledizione della prima luna[modifica | modifica wikitesto]

Pirati dei Caraibi: La leggenda di Jack Sparrow[modifica | modifica wikitesto]

Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Pirati dei Caraibi: Il dominatore dei mari[modifica | modifica wikitesto]

Pirati dei Caraibi: Guerra per mare[modifica | modifica wikitesto]

LEGO Pirati dei Caraibi[modifica | modifica wikitesto]

Hector Barbossa è anche antagonista/protagonista nel gioco LEGO Pirati dei Caraibi in cui si può giocare in tutti e quattro gli episodi della saga.

Kingdom Hearts II[modifica | modifica wikitesto]

Capitan Hector Barbossa appare anche nel videogioco Kingdom Hearts II, assieme al suo mondo (Port Royal) e ad altri personaggi presenti ne La maledizione della prima luna. Il pirata si allea con Pietro Gambadilegno, il quale lo avvisa dell'imminente arrivo di Sora, Paperino e Pippo che hanno il compito di chiudere la Serratura del suo mondo. Il trio si allea con Jack Sparrow e Will Turner contro Hector per poter salvare Elizabeth Swann. Dopo vari inseguimenti, affrontano Barbossa che, su consiglio di Pietro, chiede di farsi aiutare da un Heartless (Illuminatore). Tuttavia, dopo un lungo scontro, Barbossa viene definitivamente sconfitto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pirati dei Caraibi 4: Geoffrey Rush nel cast, Bad Taste, 24 settembre 2009. URL consultato il 24 settembre 2009.
  2. ^ La maledizione della prima luna Contenuti speciali - Commento audio: Gli sceneggiatori Stuart Beattie, Terry Rossio, Ted Elliott e Jay Wolbert
  3. ^ Orlando Parfitt, Top 15 Fantasy Villains, su IGN, 12 novembre 2009. URL consultato il 2 febbraio 2011.
  4. ^ (EN) Geoffrey Rush on That 'Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales' Twist, su Collider, 29 maggio 2017. URL consultato il 25 gennaio 2018.
  5. ^ a b c Copia archiviata, su pirates-shipwrecks-treasure-diving.com. URL consultato il 14 dicembre 2006 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2007).
  6. ^ Scott Holleran, Interview: Ted Elliott & Terry Rossio on 'At World's End', Box Office Mojo, 31 maggio 2003. URL consultato il 6 giugno 2007.
  7. ^ a b Geoffrey Rush interview; https://www.youtube.com/watch?v=LeURAR-ZMiE
  8. ^ Geoffrey Rush interview (Pirates Of The Caribbean - Dead Men Tell No Tales) European Premiere - https://www.youtube.com/watch?v=Q33Mu8f5Iv8

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

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