Giorgio VI del Regno Unito

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Giorgio VI
Giorgio VI
Ritratto ufficiale di re Giorgio VI
Re di Gran Bretagna, d'Irlanda e dei Dominion britannici d'oltremare
Stemma
In carica 11 dicembre 1936 -
6 febbraio 1952[1]
Incoronazione 12 maggio 1937
Predecessore Edoardo VIII
Successore Elisabetta II
Imperatore d'India[2]
In carica 11 dicembre 1936 –
15 agosto 1947
Predecessore Edoardo VIII
Successore Nessuno
Nome completo Albert Frederick Arthur George
Trattamento Maestà
Altri titoli Capo del Commonwealth
Signore di Man
Capo supremo della Chiesa d'Inghilterra
Nascita Sandringham, Norfolk, 14 dicembre 1895
Morte Sandringham, Norfolk, 6 febbraio 1952
Sepoltura Saint George's Chapel, Castello di Windsor, 15 febbraio 1952
Casa reale Windsor
Dinastia Sassonia-Coburgo-Gotha
Windsor
Padre Giorgio V
Madre Mary di Teck
Consorte Elizabeth Bowes-Lyon
Figli Regina Elisabetta II
Principessa Margaret
Windsor
Casa reale del Regno Unito

Badge of the House of Windsor.svg

Giorgio V (1917-1936)
Giorgio VI (1936-1952)
Elisabetta II (1952-...)

Giorgio VI (nato Albert Frederick Arthur George; Sandringham, 14 dicembre 1895Sandringham, 6 febbraio 1952) è stato re del Regno Unito e degli altri Domini britannici d'oltremare dall'11 dicembre 1936 fino al 6 febbraio 1952, giorno della sua morte. Fu l'ultimo Imperatore d'India fino al 15 agosto 1947, sebbene mantenne il titolo fino al 22 giugno 1948. Fu anche l'ultimo sovrano britannico ad essere re di tutta l'Irlanda; infatti, sebbene l'Irlanda fosse divenuta una repubblica nel 1937, il sovrano mantenne comunque il controllo fino al 1949 e il titolo fino alla morte. Era il padre dell'attuale sovrana Elisabetta II e di sua sorella Margaret.

Nacque dall'unione tra il duca di York, in seguito divenuto re Giorgio V, e la principessa Maria di Teck, secondogenito dopo il fratello Edoardo.

Nel 1920 fu nominato dal padre duca di York e conte di Inverness. Nel 1923 sposò nell'abbazia di Westminster lady Elizabeth Bowes-Lyon, dalla quale ebbe le due figlie, Elisabetta e Margaret. L'11 dicembre 1936, in seguito all'abdicazione del fratello Edoardo VIII, salì al trono prendendo il nome di Giorgio VI, poiché il suo primo nome Albert suonava troppo tedesco. Fu incoronato il 12 maggio 1937 nell'abbazia di Westminster insieme alla moglie, la regina Elizabeth Bowes-Lyon; questa fu la prima incoronazione trasmessa dalla radio e registrata per la riproduzione privata dalla BBC.

Evento centrale del suo regno fu la seconda guerra mondiale, combattuta dalla Gran Bretagna, alleata della Francia e poi degli Stati Uniti, contro l’Asse italo-tedesco. Durante tutta la guerra, e in modo particolare durante il difficile periodo dei bombardamenti su Londra, seppe conquistare la stima e l’affetto dei suoi sudditi, rimanendo sempre saldamente al suo posto e rifiutando ogni fuga, contribuendo anzi, con i suoi discorsi radiofonici, a tenere alto il morale del paese durante la resistenza all'attacco subito dalla Germania nazista.[3]

Nel dopoguerra fu tra i principali promotori della ripresa economica e sociale del Regno Unito.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nascita e famiglia[modifica | modifica sorgente]

Giorgio VI nacque allo York Cottage, presso Sandringham House a Norfolk, durante il regno della regina Vittoria. Suo padre era allora il principe Giorgio, duca di York, poi divenuto re col nome di Giorgio V, il secondo ed il maggiore dei figli sopravvissuti del principe Edoardo del Galles, futuro Edoardo VII. Sua madre era Maria di Teck, duchessa di York, figlia maggiore del duca Francesco di Teck e della principessa Maria Adelaide di Cambridge.

Il giorno del suo compleanno, 14 dicembre 1895, coincideva con l'anniversario della morte del suo bisnonno, Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, principe consorte della regina Vittoria e, proprio in onore dell'augusto defunto, il nuovo principe venne battezzato coi nomi di Alberto Federico Arturo Giorgio alla chiesa di Santa Maddalena presso Sandringham House, tre mesi dopo la nascita.[4] Come pronipote della regina Vittoria, egli ottenne immediatamente il titolo di "sua altezza il principe Alberto di York", anche se in famiglia venne conosciuto informalmente con il soprannome di "Bertie".[5] Ad ogni modo, sua nonna materna, la duchessa di Teck non approvava il nome dato al bambino e scrisse profeticamente che si augurava che egli utilizzasse l'ultimo dei suoi nomi, Giorgio appunto.[6]

Alberto, come era conosciuto, era il quarto in linea di successione al trono, dopo suo nonno, suo padre e suo fratello maggiore, il principe Edoardo.

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Quattro re: re Edoardo VII (a destra), suo figlio Giorgio, principe di Galles, futuro Giorgio V (a sinistra), ed i nipoti Edoardo, poi Edoardo VIII (in primo piano), ed Alberto, poi Giorgio VI (sullo sfondo), c. 1908.

Nel 1898, la regina Vittoria rilasciò una lettera patente con la quale concesse anche ai pronipoti il titolo di "altezze reali".

Alberto venne sovente descritto come pauroso ed incerto nelle sue azioni.[7] I suoi genitori, il duca e la duchessa di York, erano spesso lontani dai loro figli e non potevano crescerli passo dopo passo, così come si richiedeva per le famiglie aristocratiche dell'epoca. Il principe venne forzato a scrivere con la mano destra, anche se era naturalmente mancino. Egli soffrì inoltre di cronici problemi di stomaco, di un certo grado di balbuzie e di una leggera deformazione alle ginocchia che lo costrinse ad indossare spesso delle steccature correttive.[8]

La regina Vittoria morì il 22 gennaio 1901 ed il principe di Galles le succedette col nome di Edoardo VII, mentre suo figlio il duca di York, divenne principe di Galles. Il principe Edoardo divenne così il secondo in linea di successione ed Alberto scalò al terzo posto.

L'educazione e la carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Re Giorgio VI in uniforme della Royal Navy.

Dal 1909, Alberto frequentò il Royal Naval College, Osborne come cadetto della marina reale d'Inghilterra. Egli si dimostrò l'ultimo della classe nell'esame finale, ma malgrado questo passò al Royal Naval College di Dartmouth nel 1911.[9] Quando Edoardo VII morì il 6 maggio 1910, il padre di Alberto divenne re con il nome di Giorgio V, suo fratello Edoardo divenne principe di Galles il 2 giugno 1910 ed Alberto divenne il secondo in linea di successione.

Alberto entrò in servizio in marina il 15 settembre 1913 e l'anno dopo prese subito servizio nella prima guerra mondiale, col nome in codice di "Mr. Johnson".[10] Egli seguiva però le azioni militari dalla torretta di avvistamento della HMS Collingwood, mentre la nave da guerra era impegnata in guerra contro la flotta tedesca nella battaglia dello Jutland (31 maggio – 1º giugno 1916), un'azione inizialmente indecisa che poi si rivelò una vittoria strategica per la Gran Bretagna, ma il principe non poté seguire molte altre azioni del conflitto in quanto si ammalò di ulcera duodenale.[11] Nel febbraio del 1918 venne nominato ufficiale in carico nella Royal Naval Air Service a Cranwell.[12] Con la fondazione della Royal Air Force due mesi dopo, passò dalla marina in questo nuovo corpo d'arma.[11] Egli venne nominato quindi comandante del 4º squadrone a Cranwell e ivi rimase sino all'agosto del 1918.[12] Durante le ultime settimane di guerra, Alberto prestò servizio nello staff dirigenziale della Independent Air Force che aveva il suo quartier generale in Francia, a Nancy.[13] A seguito dello scioglimento della Independent Air Force nel novembre del 1918, egli tornò nello staff della Royal Air Force.[14]

Nell'ottobre del 1919 Alberto frequentò il Trinity College di Cambridge dove ebbe modo di studiare storia, economia e diritto civile per un anno.[15] Il 3 giugno 1920 venne creato duca di York, conte di Inverness e barone Killarney.[16] Quindi, iniziò ad occuparsi degli affari di corte, rappresentando il padre nella visita di alcune miniere di carbone, fabbriche e cantieri ferroviari, ottenendo il soprannome di "Principe industriale".[17]

La sua naturale timidezza e le poche parole lo facevano apparire molto meno impositivo del fratello Edoardo, anche se amava tenersi in forma con sport come il tennis.

Matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Giorgio VI e la moglie, la regina consorte Elisabetta

In un'epoca in cui i reali si imparentavano tra di loro, colpisce il fatto che Alberto abbia ottenuto una quasi totale libertà di scelta sulla propria consorte. Nel 1920 incontrò infatti Elizabeth Bowes-Lyon, la figlia minore di Claude Bowes-Lyon, XIV conte di Strathmore e Kinghorne e della contessa Cecilia, e se ne innamorò follemente al punto da pretendere di sposarla.[18]

Del resto anche lady Elizabeth era discendente del re Roberto I di Scozia e del re Enrico VII d'Inghilterra, anche se secondo le leggi inglesi era considerata una nobile di basso rango. Ella in un primo momento rifiutò per ben due volte la proposta, dal momento che rifiutava le ristrettezze della vita di corte, anche se alla fine cedette per vero amore.[19]

La coppia si sposò il 26 aprile 1923 nell'abbazia di Westminster. La neo-fondata British Broadcasting Company trasmise l'evento in diretta via radio, ma il capitolo della cattedrale era contrario, anche se il decano Herbert Edward Ryle era favorevole all'idea.[20] Lady Elizabeth ottenne il titolo di altezza reale e quello di duchessa di York dopo il matrimonio, anche se la sua unione venne considerata completamente innovativa per l'epoca, e segno di un forte cambiamento in atto nelle dinastie europee.[21]

Il duca e la duchessa di York ebbero due figlie, Elisabetta (detta "Lilibet"), che sarà il successore di Giorgio VI, e la principessa Margaret, contessa di Snowdon. Malgrado questo, i duchi di York e la loro famiglia vivevano una vita piuttosto appartata nella loro residenza londinese, al 145 di Piccadilly. Uno dei primi meriti che giunse al principe Alberto fu quello di essere nominato governatore generale del Canada su proposta del primo ministro canadese Richard Bedford Bennett, ma egli rifiutò nel 1931 su consiglio dei ministri di stato.[22]

La duchessa di York divenne la vera tutrice del principe Alberto, aiutandolo nella composizione dei suoi documenti ufficiali, facendogli conoscere anche Lionel Logue, esperto di logopedia di origine australiana.[23] Il duca praticava sovente esercizi di respirazione per migliorare la parlata ed eliminare la balbuzie di cui soffriva. Come risultato, il duca si mise alla prova nel 1927 con il tradizionale discorso d'apertura del parlamento federale australiano, che fu un successo e permise al principe di parlare con solo una piccola esitazione emotiva.[24]

Un re riluttante[modifica | modifica sorgente]

Giorgio VI in un ritratto ufficiale.

Il 20 gennaio 1936, re Giorgio V morì e il principe Edoardo venne chiamato a succedergli ascendendo al trono col nome di Edoardo VIII. Dal momento che Edoardo non aveva avuto figli, Alberto divenne l'erede al trono . Dopo meno di un anno, però, l'11 dicembre 1936, Edoardo VIII abdicò al trono in modo da essere libero di sposare la propria amante, la divorziata miliardaria americana Wallis Simpson. Edoardo, su consiglio del primo ministro Stanley Baldwin, era cosciente del fatto che egli non avrebbe potuto mantenere la carica di re sposando una donna divorziata e perdipiù di dubbia condotta etica. Per questo Edoardo scelse di abdicare in favore del fratello piuttosto che abbandonare il suo amore, anche se Alberto si presentava riluttante ad accettare questa corona che gli veniva proposta. Il giorno dopo l'abdicazione, egli si recò a Londra per incontrare la madre, la regina Maria.

Gli anni di regno[modifica | modifica sorgente]

Giorgio VI, come re del Canada, dà il reale assenso alla costituzione di un senato canadese il 19 maggio 1939. Alla sua sinistra si trova la regina consorte Elisabetta.

Alberto assunse il nome di Giorgio VI per enfatizzare la continuità nominale con suo padre e restaurare confidenza con la monarchia dopo lo scandalo di suo fratello.[25] L'inizio del regno di Giorgio VI venne contraddistinto dalla necessità di inquadrare titolarmente il fratello Edoardo, rinunciatario della corona inglese, il quale con la sua abdicazione aveva perso non solo i diritti al trono, ma anche il titolo di altezza reale che pure spettava ai principi di sangue.[26] Il primo atto di regno di Giorgio VI fu quindi quello di garantire il titolo di "altezza reale" al fratello Edoardo, consentendogli il titolo di duca di Windsor, stabilendo poi però con una patente che tale titolo non fosse conferibile alla moglie o ad eventuali figli della coppia. Giorgio VI venne inoltre forzato ad acquistare le residenze di Balmoral e Sandringham House dal principe Edoardo, dal momento che queste erano proprietà privata dell'erede al trono e non passarono automaticamente a Giorgio VI.[27] Tre giorni dopo la sua incoronazione, giorno del suo quarantunesimo compleanno, nominò sua moglie, la nuova regina, membro dell'ordine della Giarrettiera.[28]

L'incoronazione di Giorgio VI ebbe luogo il 12 maggio 1937, data inizialmente prevista per l'incoronazione di Edoardo VIII.[29]

Erano quelli gli anni in cui nell'aria, anche in Inghilterra, si respirava l'imminenza della seconda guerra mondiale con la Germania. Il re era costituzionalmente affidato alle parole del primo ministro Neville Chamberlain, anche se dopo gli accordi di Monaco del 1938, la coppia reale si servì del primo ministro anche come figura di riferimento per la popolazione, favorendo un'interazione sociale e pubblica tra la monarchia ed i politici dal momento che la classica apparizione al balcone di Buckingham Palace era riservata unicamente ai membri della famiglia reale.[8]

Nel 1939, il re e la regina si recarono in visita al Canada, facendo tappa anche negli Stati Uniti. Da Ottawa la coppia reale venne accompagnata dal primo ministro canadese e non dal gabinetto dei ministri inglese, significativamente rappresentando il Canada anche negli atti di governo e dando un segnale di vicinanza alla popolazione oltreoceano.[30] Giorgio fu il primo monarca del Canada a visitare il Nord America, anche se già conosceva il paese avendolo visitato quando ancora ricopriva il titolo di duca di York. Il primo ministro canadese, William Lyon Mackenzie King, si augurava che la presenza dei reali in Canada avrebbe permesso di dimostrare la realtà degli statuti di Westminster del 1931, che conferivano pieni poteri ai domini coloniali inglesi, riconoscendo a ciascuna colonia una corona separata ma riunita nella persona del re d'Inghilterra. Il pubblico canadese ed americano, ad ogni modo, reagì positivamente a questa visita di stato, il che rappresentò un doppio successo per Giorgio VI che ancora sentiva di dover lavare lo scandalo dell'abdicazione del fratello dalla corona inglese.[31]

Eleanor Roosevelt (al centro), re Giorgio VI e la regina Elisabetta a Londra, 23 ottobre 1942.

Allo scoppio della guerra nel 1939, Giorgio VI e sua moglie decisero di rimanere a Londra e di non cercare la salvezza in Canada, così come il gabinetto dei ministri aveva loro suggerito. Il re e la regina ufficialmente rimanevano a Buckingham Palace anche se trascorrevano le notti prevalentemente al castello di Windsor per ragioni di sicurezza dopo i primi bombardamenti. Giorgio VI e la regina Elisabetta vissero comunque in prima persona gli avvenimenti bellici con lo scoppio di una bomba proprio nella corte principale del palazzo londinese quando loro erano in residenza.[32]

Nel 1940, Neville Chamberlain si dimise dalla carica di primo ministro e venne rimpiazzato da Winston Churchill. Durante la guerra il re fu in prima linea per mantenere alto il morale della popolazione e la moglie del presidente americano, Eleanor Roosevelt, ammirando il gesto, si pose in prima persona nell'organizzare spedizioni di cibo al palazzo reale inglese.[33]

Al termine dei conflitti nel 1945 la popolazione era entusiasta del ruolo del re negli avvenimenti bellici, tanto più che la nazione inglese era uscita trionfante dalla seconda guerra mondiale e Giorgio VI, sulla scia di quanto fatto con Chamberlain, invitò Churchill ad apparire con lui sulla balconata di Buckingham Palace.

Dall'Impero al Commonwealth[modifica | modifica sorgente]

Il regno di Giorgio VI vide inoltre l'inizio del processo di dissoluzione dell'impero coloniale britannico, processo che si concluderà però sotto il regno della figlia Elisabetta II. L'integrità del vastissimo Impero britannico aveva già dato i primi segni di cedimento dopo la dichiarazione di Balfour del 1926, anno in cui i vari dominion (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica) iniziarono ad essere conosciuti col nome di Commonwealth, poi formalizzato con gli statuti di Westminster del 1931.[34]

Tra l'altro l'Impero britannico aveva nel 1932 concesso l'indipendenza all'Iraq da protettorato inglese quale era, seppur questo non fosse mai entrato a far parte del Commonwealth. Questo processo garantì la riappacificazione degli stati dopo la seconda guerra mondiale e così divenne indipendente anche la Giordania nel 1946, oltre al protettorato sulla Palestina e sull'area di Israele nel 1948. All'Irlanda fu concessa la piena indipendenza nel 1937, nel 1949 divenne una repubblica indipendente e lasciò il Commonwealth nello stesso anno. Giorgio VI dovette assistere quasi impotente alla concessione dell'indipendenza al grande impero indiano del quale era imperatore che fu separato in India e Pakistan nel 1947. Fu quindi l'ultimo sovrano del Regno Unito a poter vantare il titolo di imperatore, fu anche l'ultimo sovrano europeo che fino al 1947 poté vantare tale titolo. Divenne nominalmente re dell'India dal 1947 al 1950 e re del Pakistan dal 1947 al 1952, una volta che l'India (1950) e il Pakistan (1956) divennero repubbliche anche i titoli di re dell'India e di re del Pakistan decaddero. Giorgio VI ottenne però il titolo di capo del Commonwealth, titolo che ancora oggi spetta ai sovrani britannici.

Malattia e morte[modifica | modifica sorgente]

Lo stress della guerra fu uno dei motivi che aggravarono certamente la già naturalmente precaria salute di Giorgio VI,[35] esacerbata dal fumo[senza fonte] e poi dallo svilupparsi di un cancro che portò tra gli altri problemi una forma di aterosclerosi. Gli fu asportato un polmone. Col deteriorarsi della salute del padre, la principessa Elisabetta diveniva sempre più chiaramente la sua erede. Nel settembre del 1951 a Giorgio VI venne diagnosticato un tumore maligno.[36]

Il 31 gennaio 1952, malgrado i consigli dei medici, volle recarsi all'aeroporto per vedere la principessa Elisabetta che stava partendo per un viaggio in Australia con tappa in Kenya. Il 6 febbraio di quello stesso anno, Giorgio VI morì di infarto miocardico durante il sonno a Sandringham House nel Norfolk, all'età di 56 anni. Sua figlia Elisabetta tornò in Inghilterra dal Kenya dove si trovava per succedergli col nome di Elisabetta II.

Dopo l'esposizione della salma alla Westminster Hall, i suoi funerali ebbero luogo il 15 febbraio e venne sepolto nella cappella di San Giorgio del castello di Windsor.[37]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Giorgio VI
Stemma
Re del Regno Unito e Imperatore d'India
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
14 dicembre 1895 – 28 maggio 1898: Sua Altezza il principe Alberto di York
28 maggio 1898 – 22 gennaio 1901: Sua Altezza Reale il principe Alberto di York
22 gennaio 1901 – 9 novembre 1901: Sua Altezza Reale il principe Alberto di Cornovaglia e di York
9 novembre 1901 – 6 maggio 1910: Sua Altezza Reale il principe Alberto del Galles
6 maggio 1910 – 4 giugno 1920: Sua Altezza Reale il principe Alberto
4 giugno 1920 – 11 dicembre 1936: Sua Altezza Reale il Duca di York
11 dicembre 1936 – 6 febbraio 1952: Sua Maestà il Re
11 dicembre 1936 – 22 giugno 1948: Sua Maestà Imperiale il Re-Imperatore (nell'Impero Anglo-Indiano)
I trattamenti d'onore
Lo stemma del principe Albert, duca di York (1920-1936).
Il monogramma personale di re Giorgio VI.
Il monogramma personale di re Giorgio VI e della regina Elisabetta.

Onorificenze britanniche[modifica | modifica sorgente]

Gran maestro e cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 14 dicembre 1916
Gran maestro e cavaliere dell'Ordine del Cardo - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'Ordine del Cardo
— 24 aprile 1923
Gran maestro e cavaliere dell'Ordine di San Patrizio - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere dell'Ordine di San Patrizio
— 7 marzo 1936
Sovrano dell'Ordine del Bagno - nastrino per uniforme ordinaria Sovrano dell'Ordine del Bagno
Gran maestro dell'Ordine della Stella d'India - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine della Stella d'India
Gran maestro dell'Ordine della Corona d'India - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine della Corona d'India
Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro e cavaliere di gran croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio
— 22 dicembre 1926
Gran maestro dell'Ordine dell'Impero britannico - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine dell'Impero britannico
Gran maestro dell'Ordine dell'Impero indiano - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine dell'Impero indiano
Sovrano e cavaliere di gran croce dell'Ordine reale vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Sovrano e cavaliere di gran croce dell'Ordine reale vittoriano
— 1º gennaio 1921
Royal Victorian Chain - nastrino per uniforme ordinaria Royal Victorian Chain
— 3 giugno 1927
Gran maestro dell'Order of the Companions of Honour - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Order of the Companions of Honour
Gran maestro del Distinguished Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro del Distinguished Service Order
Gran maestro dell'Ordine al merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine al merito del Regno Unito
Gran maestro dell'Imperial Service Order - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Imperial Service Order
Gran maestro dell'Ordine dell'India britannica - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine dell'India britannica
Gran maestro dell'Ordine al merito indiano - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine al merito indiano
Gran maestro dell'Ordine di Burma - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro dell'Ordine di Burma
Gran maestro del Venerabile ordine di San Giovanni - nastrino per uniforme ordinaria Gran maestro del Venerabile ordine di San Giovanni
— 12 giugno 1926
Sovrano dell'Ordine famigliare reale di re Giorgio VI - nastrino per uniforme ordinaria Sovrano dell'Ordine famigliare reale di re Giorgio VI
1914 Star - nastrino per uniforme ordinaria 1914 Star
British War Medal - nastrino per uniforme ordinaria British War Medal
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
Medaglia del giubileo di diamante della regina Vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo di diamante della regina Vittoria
— 1897
Medaglia dell'incoronazione di Edoardo VII - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'incoronazione di Edoardo VII
— 1902
Medaglia dell'incoronazione di Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia dell'incoronazione di Giorgio V
— 1911
Medaglia del giubileo d'argento di Giorgio V - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del giubileo d'argento di Giorgio V
— 1935

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gran cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
— 22 novembre 1918
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1920
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)
— 24 ottobre 1948
Gran commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Gran commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)
— 8 maggio 1951
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
— 1917
Compagno dell'Ordre de la Libération (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordre de la Libération (Francia)
— 5 aprile 1960
Gran cordone e collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone e collare dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
— 29 giugno 1937
Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali (Giordania)
— 18 agosto 1949
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella d'Etiopia (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella d'Etiopia (Impero d'Etiopia)
— 9 luglio 1924
Gran collare dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Gran collare dell'Ordine dei Pahlavi (Impero d'Iran)
— 21 luglio 1948
Cavaliere di IV classe con spade dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di IV classe con spade dell'Ordine di San Vladimiro (Impero di Russia)
— 3 giugno 1917
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
— 11 maggio 1937
Membro dell'Ordine di Ojaswi Rajanya (Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine di Ojaswi Rajanya (Nepal)
— 29 aprile 1937 e 24 settembre 1946
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Guglielmo (Paesi Bassi)
— 1º luglio 1946
immagine del nastrino non ancora presente Membro di II classe dell'Ordine di Agdas (Persia)
— 31 ottobre 1919
Fascia dei Tre ordini (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Fascia dei Tre ordini (Portogallo)
— 2 maggio 1939
Gran cordone dell'Ordine di Muhammad Ali (Regno d'Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine di Muhammad Ali (Regno d'Egitto)
— 4 luglio 1927
Membro di I classe dell'Ordine del Sole supremo (Regno dell'Afghanistan) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine del Sole supremo (Regno dell'Afghanistan)
— 13 marzo 1928
Membro di I classe dell'Ordine dei due fiumi (Regno dell'Iraq) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine dei due fiumi (Regno dell'Iraq)
— 20 giugno 1933
Collare dell'Ordine degli Hashemiti (Regno dell'Iraq) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine degli Hashemiti (Regno dell'Iraq)
— 10 novembre 1943
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Cirillo e Metodio (Regno di Bulgaria)
— 1938
Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
— 7 ottobre 1936
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Fenice (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Fenice (Regno di Grecia)
— 7 ottobre 1936
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Giorgio e San Costantino (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Giorgio e San Costantino (Regno di Grecia)
— 7 novembre 1938
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Jugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della Stella dei Karađorđević (Regno di Jugoslavia)
— 19 luglio 1939
Cavaliere dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Carol I (Regno di Romania)
— 18 ottobre 1922
Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila bianca di Serbia (Regno di Serbia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine dell'Aquila bianca di Serbia (Regno di Serbia)
— 1918
Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine militare di Savoia (Regno d'Italia)
— 11 agosto 1917
Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 11 maggio 1937
Commendatore capo della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore capo della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1945
Cavaliere dell'Ordine della Casata reale di Chakri (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Casata reale di Chakri (Thailandia)
— 1º febbraio 1938

Albero genealogico ascendente per quarti[modifica | modifica sorgente]

Giorgio VI del Regno Unito Padre:
Giorgio V del Regno Unito
Nonno paterno:
Edoardo VII del Regno Unito
Bisnonno paterno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno paterno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonna paterna:
Vittoria del Regno Unito
Trisnonno paterno:
Edoardo Augusto, duca di Kent e Strathearn
Trisnonna paterna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Nonna paterna:
Alessandra di Danimarca
Bisnonno paterno:
Cristiano IX di Danimarca
Trisnonno paterno:
Federico Guglielmo, duca di Schleswigh-Holstein-Sonderburg-Glùcksburg
Trisnonna paterna:
Luisa Carolina d'Assia-Kassel
Bisnonna paterna:
Luisa d'Assia-Kassel
Trisnonno paterno:
Guglielmo d'Assia-Kassel
Trisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Danimarca
Madre:
Maria di Teck
Nonno materno:
Francesco di Teck
Bisnonno materno:
Alessandro di Württemberg
Trisnonno materno:
Ludovico Federico Alessandro di Württemberg
Trisnonna materna:
Enrichetta di Nassau-Weilburg
Bisnonna materna:
Claudine Rhédey von Kis-Rhéde
Trisnonno materno:
László Rhédey von Kis-Rhéde
Trisnonna materna:
Ágnes Inczédy von Nagy-Várad
Nonna materna:
Maria Adelaide di Hannover
Bisnonno materno:
Adolfo di Hannover
Trisnonno materno:
Giorgio III del Regno Unito
Trisnonna materna:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonna materna:
Augusta d'Assia-Kassell
Trisnonno materno:
Federico d'Assia-Kassel
Trisnonna materna:
Caterina Polissena di Nassau-Usingen

Discendenti[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Nel celebrato e pluripremiato film Il discorso del re, diretto da Tom Hooper nel 2010, e ispirato ai problemi di balbuzie di re Giorgio VI e al rapporto con il logopedista che lo ha in cura, Lionel Logue, il re è interpretato da Colin Firth che, per questa interpretazione, ha guadagnato l'Oscar al miglior attore.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In Irlanda fino ad aprile del 1949.
  2. ^ Titolo abolito il 22 giugno 1948.
  3. ^ King's speech
  4. ^ Suoi padrini furono la regina Vittoria e sua figlia Vittoria, il granduca Federico Guglielmo di Meclemburgo-Strelitz, sua moglie Augusta di Cambridge ed il principe Federico di Danimarca, oltre al principe Arturo, duca di Connaught e Strathearn, Adolphus Cambridge, I marchese di Cambridge, e Luisa, duchessa di Fife: The Times, Tuesday 18 February 1896, p.11
  5. ^ The Duke of Windsor, A King's Story, Londra, Cassell & Co Ltd, 1951, p. 9.
  6. ^ Sarah Bradford, King George VI, Londra, Weidenfeld and Nicolson, 1989, p. 2. ISBN 0-297-79667-4.
  7. ^ Wheeler-Bennett, pp. 17–18
  8. ^ a b H. C. G. Matthew, George VI (1895–1952) in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
  9. ^ Bradford, pp. 41–45
  10. ^ Current Biography 1942, pp. 293–296
  11. ^ a b Bradford, pp. 55–76
  12. ^ a b RAF Cranwell - College History, Royal Air Force. URL consultato il 22 aprile 2009.
  13. ^ Andrew Boyle, Chapter 13 in Trenchard Man of Vision, St. James's Place London, Collins, 1962, p. 360.
  14. ^ John Laffin, Swifter than Eagles. A biography of Marshal of the RAF Sir John Salmond, William Blackwood & Sons Ltd, 1964, p. 151.
  15. ^ Wheeler-Bennett, pp. 128–131
  16. ^ Demoskoff, Yvonne, Yvonne's Royalty Home Page: Peerage Titles, 29 gennaio 2006. URL consultato il 22 aprile 2009.
  17. ^ Current Biography 1942, p. 280
  18. ^ Hugo Vickers, Elizabeth: The Queen Mother, Arrow Books/Random House, 2006, pp. 31, 44. ISBN 978-00994-76627.
  19. ^ Bradford, p. 106
  20. ^ John Reith, Into the Wind, Londra, Hodder and Staughton, 1949, p. 94.
  21. ^ Andrew Roberts, Edited by Antonia Fraser, The House of Windsor, Londra, Cassell & Co., 2000, pp. 57–58. ISBN 0-304-35406-6.
  22. ^ Patrick Howarth, George VI, Hutchinson, 1987, p. 53. ISBN 0-091-71000-6.
  23. ^ Bowen, Caroline (2002), Lionel Logue: Pioneer speech therapist, speech-language-therapy.com, retrieved on 22 April 2009
  24. ^ Current Biography 1942, pp. 294–295
  25. ^ Howarth, p. 66
  26. ^ Howarth, p. 143
  27. ^ Ziegler, p. 326
  28. ^ Bradford, p. 223
  29. ^ Bradford, p. 214
  30. ^ William Galbraith, Fiftieth Anniversary of the 1939 Royal Visit in Canadian Parliamentary Review, vol. 12, n. 3, 1989. URL consultato il 22 aprile 2009.
  31. ^ Vickers, p. 187
  32. ^ Winston Churchill, The Second World War, II, Cassell and Co. Ltd, 1949, p. 334.
  33. ^ Doris Kearns Goodwin, No Ordinary Time: Franklin and Eleanor Roosevelt: The Home Front in World War II, New York, Simon & Schuster, 1994, p. 380.
  34. ^ History: Timeline, The Commonwealth Secretariat. URL consultato il 22 aprile 2009.
  35. ^ King George VI, Official web site of the British monarchy. URL consultato il 22 aprile 2009.
  36. ^ Bradford, p. 454
  37. ^ Bradford, p. 462

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Gran Bretagna, d'Irlanda e dei Dominion britannici d'oltremare Successore Royal Standard of the United Kingdom.svg
Edoardo VIII 11 dicembre 1936 - 6 febbraio 1952 (re d'Irlanda fino al 1949) Elisabetta II
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Edoardo VIII 11 dicembre 1936 - 15 agosto 1947 Continua come re di Birmania fino al 1948, come re dell'India fino al 26 gennaio 1950, come re del Pakistan e come re di Ceylon
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Erede presuntivo
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Poi sovrana col nome di Elisabetta II
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