Antony Armstrong-Jones, I conte di Snowdon

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Antony Armstrong-Jones
Antony Armstrong-Jones 1965 (cropped).jpg
Conte di Snowdon
Stemma
In carica 6 ottobre 1961 –
13 gennaio 2017
Predecessore Titolo creato
Successore David Armstrong-Jones
Nome completo Antony Charles Robert Armstrong-Jones
Altri titoli Visconte Linley e barone Armstrong-Jones di Nymans nella contea di West Sussex
Nascita Belgravia, Londra, 7 marzo 1930
Morte Kensington, Londra, 13 gennaio 2017
Sepoltura Cimitero della chiesa di San Baglan, Llanfaglan, 20 gennaio 2017
Padre Ronald Armstrong-Jones
Madre Anne Messel
Coniugi Principessa Margaret (1960 - 1978, div.)
Lucy Lindsay-Hogg (1978 - 2000, div.)
Figli Polly Fry
David, II conte di Snowdon
Lady Sarah Chatto
Lady Frances von Hofmannsthal
Jasper Cable-Alexander

Antony Charles Robert Armstrong-Jones, I conte di Snowdon (Londra, 7 marzo 1930Londra, 13 gennaio 2017), è stato un fotografo e regista britannico, noto anche per essere stato sposato con la principessa Margaret, sorella minore della regina Elisabetta II.

Primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

Anthony Armstrong-Jones nacque a Londra il 7 marzo 1930 ed era l'unico figlio nato dal matrimonio fra l'avvocato Ronald Armstrong-Jones (1899 - 1966) e della sua prima moglie Anne Messel (in seguito contessa di Rosse).[1]

Suo nonno paterno era Sir Robert Armstrong-Jones, psichiatra e medico.[2] La sua nonna paterna era la figlia di Sir Owen Roberts, il celebre pedagogista gallese.[3] Il suo bisnonno materno era Linley Sambourne (1844 - 1910) vignettista del Punch; un suo prozio era Alfred Messel, noto architetto di Berlino.[4]

I genitori di Armstrong-Jones si separarono quando lui era giovane e, ai tempi della scuola, contrasse la poliomielite mentre in vacanza nella casa di campagna in Galles. Per tutti i sei mesi che trascorse al Liverpool Royal Infirmary le uniche visite che ricevette furono quelle di sua sorella Susan.[5]

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Armstrong-Jones venne istruito in collegi scolastici privati: la Sandroyd School, nel Wiltshire, dal 1939 al 1943,[6] e l'Eton College, seguito dal Jesus College, dove studiò architettura anche se poi non riuscì a sostenere gli esami finali. Nel 1950, con altri colleghi, vinse la regata Oxford-Cambridge, celebre gara di canottaggio.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Antony Armstrong-Jones nel 1958, fotografato da Carl Van Vechten.

Dopo l'università, Armstrong-Jones iniziò la carriera come fotografo di moda, design e teatro. In seguito divenne noto per i suoi studi sui reali, tra gli altri realizzò i ritratti ufficiali del tour in Canada del 1957 della regina Elisabetta II e del consorte Filippo.[8]

Nei primi anni '60, Armstrong-Jones divenne consulente artistico della rivista Sunday Times e, negli anni '70, si affermò come uno dei fotografi più apprezzati della Gran Bretagna. Anche se il suo lavoro comprendeva di tutto, dalla fotografia di moda alle immagini documentarie di vita dei centri città e dei malati di mente, è meglio conosciuto per i suoi ritratti di notabili del mondo. La National Portrait Gallery conserva più di cento ritratti provenienti dalla sua collezione, molti dei quali pubblicati su Vogue, Vanity Fair e sul The Daily Telegraph. Furono suoi soggetti Barbara Cartland, Laurence Olivier, Anthony Blunt e J. R. R. Tolkien.[9][10]

Nel 1968, realizzò il documentario Don't Count the Candles,[11] per il programma televisivo statunitense 60 Minutes. Per questo lavoro venne premiato con un Emmy Award.[12]

Nel 2000, Armstrong-Jones organizzò una mostra retrospettiva alla National Portrait Gallery intitolata "Photographs by Snowdon: A Retrospective",[13] che l'anno successivo venne trasferita al Yale Center for British Art di New Haven.[14] Più di 180 sue fotografie furono esposte in una mostra che onorava quella che i musei definirono "una carriera arrotondata con spigoli vivi".[14]

Lord Snowdon fu membro onorario della Royal Photographic Society e venne insignito della Medaglia Hood della Società nel 1978 e della Progress Medal nel 1985.[15][16]

Design e invenzioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1960 e il 1963 Armstrong-Jones co-progettò con Frank Newby e Cedric Price la voliera della zoo di Londra, celebre per il suo design innovativo e in grado di garantire un grande benessere agli animali. Ebbe anche un ruolo importante nella progettazione dell'investitura dell'erede al trono Carlo a principe di Galles nel 1969.[17]

Armstrong-Jones progettò anche il design di una sedia a rotelle elettrica per cui gli fu concesso il brevetto inglese 1 230 619 nel 1971 ("mezzo per fornire mobilità alle persone portatrici di handicap").[18]

Filantropia e beneficenza[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1980, Lord Snowdon diede inizio a un programma di premiazione per gli studenti disabili.

Servì come fiduciario del Fondo nazionale per la ricerca sulle malattie invalidanti e del Fondo di ricerca sulla polio. Fu presidente per l'Inghilterra dell'Anno Internazionale delle Persone Disabili nel 1981.[19]

Ricoprì la carica di prevosto del Royal College of Art dal 1995 al 2003.[20]

Titolo e appartenenza alla Camera dei Lord[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 novembre 1999, Lord Snowdon venne creato barone Armstrong-Jones di Nymans nella contea di West Sussex.[21] Questo titolo nobiliare gli permise di mantenere il suo seggio nella Camera dei Lord, dopo che i pari ereditari furono esclusi. L'offerta di un titolo nobiliare a vita venne fatta a tutti i pari ereditari di prima creazione (cioè per coloro per i quali un titolo nobiliare fu originariamente creato, al contrario di quelli che avevano ereditato un titolo nobiliare da un antenato) in quel momento in carica.[22]

Il governo si aspettava che Lord Snowdon seguisse l'esempio degli altri membri della famiglia reale e rinunciasse al suo diritto ad un titolo nobiliare a vita. A quel tempo, il parlamentare laburista Fraser Kemp si disse "scioccato e sorpreso che qualcuno potesse raggiungere la sua posizione nella Camera dei Lord in virtù di un matrimonio dopo la riforma".[22]

Il primo discorso di Lord Snowdon alla Camera dei Lord verté sui problemi che i disabili soffrivano nella vita quotidiana.[19]

Snowdon si ritirò dalla Camera dei Lord il 31 marzo 2016.[23]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

La principessa Margaret e il conte di Snowdon con il presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson e sua moglie Lady Bird alla Casa Bianca il 17 novembre 1965.

Armstrong-Jones si sposò due volte. La sua prima moglie fu la principessa Margaret, la seconda fu Lucy Mary Lindsay-Hogg.[24]

Primo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio del 1960, si fidanzò con la sorella della regina, la principessa Margaret. I due si sposarono il 6 maggio successivo nell'abbazia di Westminster. La coppia prese residenza in un appartamento di Kensington Palace. Essendo un cittadino comune, fu creato conte di Snowdon e visconte Linley di Nymans nella contea di Sussex il 6 ottobre 1961.[25] La coppia ebbe due figli: David, nato il 3 novembre 1961, e Sarah, nata il 1º maggio 1964.[26]

Stemmi combinati di Anthony e Margaret, il conte e la contessa di Snowdon.

Il matrimonio, però, cominciò naufragare presto e pubblicamente. Diverse potrebbero essere le cause dietro il fallimento. Nel 1953, Margaret era stata dissuasa dall'accettare la proposta di matrimonio del capitano Peter Townsend, essendo quest'ultimo divorziato e con figli.[27] La maggior parte delle ragazze che avevano lavorato nel suo studio di Pimlico Road sembravano avere un dubbio sul fatto che Armstrong-Jones fosse gay o bisessuale. Egli stesso rispose: "Non sono mai stato innamorato degli uomini, ma alcuni uomini si sono innamorati di me".[27] Il designer d'interni Nicholas Haslam, nel suo libro di memorie pubblicato del 2009, Redeeming Features, sostenne di aver avuto una relazione con Snowdon prima del matrimonio di quest'ultimo con la principessa Margaret e che Snowdon fosse stato anche l'amante di un altro progettista d'interni, Tom Parr.[28]

Lo sfacelo durò sedici anni tra droga, alcol e comportamenti bizzarri da entrambe le parti, con la principessa che annotava "cose che odio di te" tra le pagine dei libri.[27] Secondo i biografi Sarah Bradford e Anne de Courcy, in una nota si legge: "Sembri un manicurista ebreo e io ti odio".[27][29] Quando voleva sfuggire dagli impegni dell'alta società, Snowdon si ritirava in un cottage con le sue amanti o alle sue mostre fotografiche d'oltremare. La maggior parte delle persone, tra cui la famiglia reale, presero le sue parti.[27] Tra gli amanti di Snowdon, alla fine del 1960, ci fu Lady Jacqueline Rufus-Isaacs, figlia di Michael Alfred Rufus Isaacs, III marchese di Reading.[30]

Il matrimonio terminò con il divorzio nel 1978.[26]

Nel 2004, fu riferito che Snowdon era divenuto padre di una figlia poco prima di sposarsi con la principessa Margaret.[31] Anne de Courcy riportò l'affermazione di Polly Fry, nata nel 1960, durante la terza settimana di matrimonio della coppia, e cresciuta come figlia di Jeremy Fry, inventore e membro della famiglia di cioccolatieri Fry, e della sua prima moglie Camilla, anche se in realtà era figlia di Snowdon.[32] Questa, nel 2004, aveva sostenuto che un test del DNA aveva dimostrato la paternità di Snowdon. Jeremy Fry non rispose e Snowdon negò di aver fatto il test. Tuttavia, quattro anni più tardi, ammise che era vero.[31][33]

Secondo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il suo divorzio dalla principessa Margaret, il 15 dicembre 1978, Lord Snowdon sposò Lucy Mary Lindsay-Hogg (nata Davies), ex moglie del regista Michael Lindsay-Hogg. La coppia ebbe una figlia: Lady Frances Armstrong-Jones, nata il 17 luglio 1979. Dal 1976 al 1996, Snowdon ebbe anche un'amante, la giornalista Ann Hills. Quest'ultima si suicidò il 31 dicembre 1996.[30]

Il conte e la contessa di Snowdon si separarono nel 2000 dopo la rivelazione che Lord Snowdon, all'età di 67 anni, aveva generato un figlio, Jasper William Oliver Cable-Alexander (nato il 30 aprile 1998), con Melanie Cable-Alexander, editor della rivista Country Life.[34][35]

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Lord Snowdon morì serenamente nella sua casa di Kensington, Londra, il 13 gennaio 2017 all'età di 86 anni.[36] Le esequie ebbero luogo il 20 gennaio nella chiesa di San Baglan, nel remoto villaggio di Llanfaglan nei pressi di Caernarfon. È sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero della chiesa.[37][38]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • London. London: Weidenfeld & Nicolson, 1958. (edizione successiva ISBN 0-297-16763-4.)
  • Assignments. London: Weidenfeld & Nicolson, 1972. ISBN 0-297-99582-0.
  • A View of Venice. [Ivrea]: Olivetti, c1972.
  • Personal View. London: Weidenfeld & Nicolson, 1979. ISBN 0-297-77715-7.
  • Snowdon Tasmania Essay. Hobart: Ronald Banks, 1981. ISBN 0-85828-007-8. Testo di Trevor Wilson.
  • Sittings, 1979–1983. London: Weidenfeld & Nicolson, 1983. ISBN 0-297-78314-9.
  • Israel: A First View. London: Weidenfeld & Nicolson, 1986. ISBN 0-297-78860-4.
  • Stills 1984–1987. London: Weidenfeld & Nicolson, 1987. ISBN 0-297-79185-0.
  • Serendipity: A Light-hearted Look at People, Places and Things. Brighton: Royal Pavilion, Art Gallery & Museums, 1989. ISBN 0-948723-10-6.
  • Public Appearances 1987–1991. London: Weidenfeld & Nicolson, 1991. ISBN 0-297-83122-4.
  • Hong Kong: Portraits of Power. Boston: Little, Brown, 1995. ISBN 0-316-22052-3. Testo di Evelyn Huang and Lawrence Jeffery.
  • Wild Flowers. London: Pavilion, 1995. ISBN 1-85793-783-X.
  • Snowdon on Stage: With a Personal View of the British Theatre 1954–1996. London: Pavilion, 1996. ISBN 1-85793-919-0.
  • Wild Fruit. London: Bloomsbury, 1997. ISBN 0-7475-3700-3. Testo di Penny David.
  • London: Sight Unseen. London: Weidenfeld & Nicolson, 1999. ISBN 0-297-82490-2. Testo di Gwyn Headley.
  • Photographs by Snowdon: A Retrospective. London: National Portrait Gallery, 2000. ISBN 1-85514-272-4.
  • Snowdon. London: Chris Beetles Gallery, 2006. ISBN 1-871136-99-7.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale vittoriano - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale vittoriano
— 7 luglio 1969[41]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ How Jewish is Lord Snowdon?, su The Jewish Chronicle, 23 settembre 2009. URL consultato l'11 giugno 2013.
  2. ^ Neil Marco, An Historic Home, infoplasdinas@.co.uk. URL consultato l'8 giugno 2015.
    «In 1899 Sir Robert Jones, who subsequently altered his name to Armstrong-Jones, had a son named Ronald. The family was, at that time, living in the London area and retained Plas Dinas as their country home. Sir Ronald Jones married Anne, and the marriage produced a son, Antony, who in 1961 married HRH Princess Margaret, the Queen's sister.».
  3. ^ Nobility in Tony's Background, Chicago Tribune 28 April 1960. URL consultato il 1º gennaio 2015.
    «...Margaret was the daughter of Sir Owen Roberts».
  4. ^ The Sambourne family, Borough of Kensington and Chelsea. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  5. ^ "Snowdon: the Biography" by Anne de Courcy, reviewed by Duncan Fallowell. The Daily Telegraph. 20 June 2008.
  6. ^ Sandroyd – Old Sandroydians – 1939–1943 The Earl of Snowdon (A Armstrong-Jones). Sandroyd School. Retrieved 22 May 2013.
  7. ^ British Rowing Almanack 1950.
  8. ^ Obituary: Lord Snowdon, BBC News, 13 gennaio 2017. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  9. ^ J. R. R. Tolkien, National Portrait Gallery. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  10. ^ Anthony Blunt, National Portrait Gallery. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  11. ^ Don't Count the Candles (1968), su bfi.org.uk.
  12. ^ Lord Snowdon, su gettyimages.co.uk.
  13. ^ Photographs by Snowdon: A Retrospective, su Past exhibition archive, National Portrait Gallery, 2000. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  14. ^ a b Photographs by Snowdon: A Retrospective, su Yale University, Yale Center for British Art. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  15. ^ http://rps.org/about/awards/history-and-recipients/hood-medal Hood Medal
  16. ^ http://rps.org/about/awards/history-and-recipients/progress-medal Progress Medal
  17. ^ Royal, by Robert Lacey, 2002.
  18. ^ {{{CountryCode}}} {{{PublicationNumber}}} 
  19. ^ a b Obituary: Earl of Snowdon, The Times.
  20. ^ Lord Snowdon obituary, in The Guardian, 13 gennaio 2017.
  21. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 55672, 19 November 1999, p. 12349.
  22. ^ a b Nicholas Watt, Dismay as Snowdon stays in Lords, The Guardian, 3 novembre 1999. URL consultato il 16 gennaio 2015.
  23. ^ Earl of Snowdon, su parliament.uk.
  24. ^ Alderson, Andrew, Lord Snowdon, his women, and his love child, in The Daily Telegraph, 31 maggio 2008.
  25. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 42481, 6 October 1961, p. 7199.
  26. ^ a b 1976: Princess Margaret and Lord Snowdon to split, BBC News. URL consultato il 13 gennaio 2016.
  27. ^ a b c d e "Snowdon: the Biography" by Anne de Courcy, reviewed by Duncan Fallowell, The Daily Telegraph, 20 June 2008.
  28. ^ Sharon Churcher e Angella Johnson, Lord Snowdon and I were lovers, says society designer Nicky Haslam, in Daily Mail (London), 13 settembre 2009.
  29. ^ Sarah Bradford, Elizabeth, London, William Heinemann, 1996.
  30. ^ a b Lord Snowdon, his women, and his love child. Telegraph (31 May 2008). Retrieved 13 June 2012
  31. ^ a b Andy Bloxham, Andy (31 May 2008). "Lord Snowdon fathered a secret love child just months before marrying Princess Margaret". Sunday Telegraph. Retrieved 28 June 2008.
  32. ^ Conti, Samantha (21 November 2008). "The Tony Earl". Women's Wear Daily. p. 10.
  33. ^ Sebastian Shakespeare (November 2016)"However, four years later, he admitted it was true". Daily Mail. Retrieved 26 August 2016.
  34. ^ Bearn, Emily, Still playing Peter Pan, in The Daily Telegraph, 16 aprile 2003.
  35. ^ Owens, Mitchell (27 July 1999). "Noticed: Blood Tells. So Does Burke's". The New York Times.
  36. ^ Lord Snowdon dies aged 86, BBC News, 13 gennaio 2017. URL consultato il 13 gennaio 2017.
  37. ^ Eryl Crump, Lord Snowdon laid to rest at family service near Caernarfon, dailypost.co.uk, 20 gennaio 2017. URL consultato il 20 gennaio 2017.
  38. ^ (EN) Antony Charles Robert Armstrong-Jones, su findagrave.com. URL consultato il 16 marzo 2018.
  39. ^ Progress Medal, The Royal Photographic Society. URL consultato il 16 luglio 2013.
  40. ^ Honorary Graduates 1989 to present, University of Bath. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  41. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 44888, 3 July 1969, p. 6967.

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