Esperienze ai confini della morte

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Ascesa nell'Empireo (Hieronymus Bosch)

Le esperienze ai confini della morte, note anche come NDE (sigla dell'espressione inglese Near Death Experience, a volte tradotta in italiano come esperienza di pre-morte) sono fenomeni descritti in genere sia da soggetti che avevano ripreso le funzioni vitali dopo aver sperimentato, a causa di gravi malattie o eventi traumatici, le condizioni di encefalogramma piatto o di arresto cardiocircolatorio[1], sia da soggetti che avevano vissuto l'esperienza del coma[2]. A volte le NDE vengono riferite anche da soggetti che, pur avendo conservato le funzioni vitali, hanno corso il rischio di morire, per esempio in seguito a interventi chirurgici o gravi incidenti[3][4].

Caratteristiche delle NDE[modifica | modifica wikitesto]

I soggetti che hanno vissuto tali fenomeni, una volta riprese le funzioni vitali, hanno raccontato di aver provato esperienze che risulterebbero connotate da numerosi elementi comuni[5]:

  • abbandono del proprio corpo con la possibilità di osservarlo dall'esterno (chiamata "autoscopia" o esperienza extracorporea), assistendo all'eventuale attività di medici e/o soccorritori;
  • sensazione di pace e serenità mai provate prima, difficilmente descrivibili con il linguaggio umano, fuori dallo spazio e dal tempo terrestre;
  • difficoltà nel descrivere la nuova realtà sperimentata, caratterizzata da luci, colori e suoni meravigliosi, non riscontrabili in alcun modo sulla Terra;
  • attraversamento di un "tunnel" buio, in fondo al quale si intravede distintamente una luce;
  • incontro con "altri esseri", identificati in genere con parenti o amici morti in precedenza, con i quali si comunica mentalmente, in modo istantaneo e non verbale;
  • incontro con uno, o più "esseri" luminosi, rivestito di luce bianca e comunicante sensazioni di "amore totale", spesso identificato dai credenti come Dio;
  • "rivisitazione" della propria vita terrena (life review), compreso episodi che sembravano dimenticati e relativi, anche, a momenti immediatamente successivi alla nascita; tale rivisitazione avviene in un clima di rilettura etica delle esperienze vissute[6];
  • raggiungimento di una sorta di "confine" in cui l'esperienza si interrompe e si ha consapevolezza e timore di "tornare indietro", verso la vita terrena;
  • ritorno alla vita terrena accompagnati da un sentimento di rimpianto per non essere rimasti nell'aldilà, oltre a un senso di sofferenza al rientro nel proprio corpo fisico;
  • timore di riferire ad altri l'evento vissuto per paura di non essere creduti, desiderosi comunque di far condividere un'esperienza estremamente preziosa e importante;
  • totale scomparsa del timore della morte, vista ormai come il felice passaggio a una realtà superiore;
  • riconsiderazione dei veri valori della vita, con a capo l'amore verso tutti gli esseri viventi e la ricerca dell'armonia con essi.

Questi aspetti, anche se non tutti, ricorrono sistematicamente in ogni NDE.

Ipotesi scientifiche[modifica | modifica wikitesto]

Poiché i racconti dei soggetti rianimati, o risvegliatisi da un coma, costituiscono un corpus di testimonianze che ha alcune caratteristiche apparentemente omogenee, molti studiosi si sono interessati a tali fenomeni.[7] Le critiche sulle NDE si dividono sostanzialmente in due tipologie, una finalizzata a darne una spiegazione scientifica e razionale, l'altra invece di puro carattere spirituale o soprannaturale.
Le spiegazioni scientifiche mettono in relazione il fenomeno con peculiari alterazioni transitorie di tipo chimico, neurologico e biologico, strettamente legate al campo delle neuroscienze, e tipicamente presenti nel corpo umano in condizioni particolari come quelle prima descritte. Ad esempio, alcuni effetti dell'ipercapnia (aumento di CO2 nel sangue), ma anche l'impiego di alcuni farmaci durante la terapia intensiva dei soggetti. Ad esempio, la ketamina, somministrata a dosaggi sub-anestetici, potrebbe determinare alcune sensazioni analoghe. Sul piano psicologico, le percezioni potrebbero essere interpretate come racconti di tipo autoconsolatorio e rassicurante, elaborati per descrivere in modo chiaro e definito le confuse sensazioni che si accompagnano al momento del risveglio, come ad es. la forte luce, probabilmente presente nella stanza d'ospedale, che spiegherebbe il ricordo del presunto "tunnel" con la luce in fondo. L'opinione del CICAP[8] invece, attribuirebbe il ricordo del tunnel come effetto dell'ipossia cerebrale, che restringerebbe o, comunque, altererebbe il campo di tutto l'apparato visivo. Lo stesso Comitato, attribuirebbe l'autoscopia - o esperienza extracorporea - a un disturbo psicopatologico causato dal trauma o della situazione altamente emotiva, identificato come "depersonalizzazione somatopsichica". Nel 2013, furono avanzate ipotesi su una disorganizzata, ma significativa e transitoria iperattività elettrica del cervello durante la fase iniziale di morte clinica, confermata parzialmente da alcuni esperimenti sui ratti da parte del team di Jimo Borjigin, University of Michigan Medical School[9][10].

Ipotesi su origini spirituali e/o paranormali[modifica | modifica wikitesto]

I sostenitori dell'origine paranormale, metafisica o soprannaturale, collegano le NDE a una sorta di contatto anticipato con l'aldilà, durante la quale il soggetto ha modo di sperimentare direttamente la separazione fra anima e corpo, con la sopravvivenza della sola anima come entità spirituale rispetto alle spoglie mortali. Se interpellati su tali spiegazioni, i reduci da una NDE, pur comprendendo la necessità e il desiderio di cercare un'interpretazione razionale a quanto da loro vissuto, ribadiscono come, nella loro percezione, la loro esperienza sia stata interpretata come pienamente intensa e reale, e non un'ingannevole apparenza indotta da fattori endogeni o esogeni. D'altra parte, naturalmente, la soggettività del vissuto non è considerata scientificamente attendibile. Il più noto studioso di questi fenomeni fu il medico e psicologo americano Raymond Moody, autore del celebre bestseller La vita oltre la vita (Life after life), pubblicato nel 1975[11]. Diedero un rilevante contributo a questi studi, e alla loro relativa divulgazione, anche il teologo francese François Brune, nel 1989, poi il medico olandese Pim van Lommel, nel 2001, e Gary E. Schwartz[12] nel 2004.

Padre Albert J. Hebert S.M., nel suo libro I morti resuscitati, pubblicato negli Stati Uniti nel 1986 con il titolo Raised from the dead, afferma che le NDE vanno distinte da pratiche esoteriche perché "la persona coinvolta non va in cerca" di comunicazioni con l'Aldilà[13]. Osserva Antonio Socci: "Le NDE non hanno alcun rapporto con pratiche che la Chiesa condanna. Non c'è nessuna controindicazione di principio della Chiesa."[14]. Hebert scrive inoltre: "Le moderne cronache dei ritorni dall'altro mondo, comunque, sembrano lasciar intendere che il Paradiso è aperto a quasi tutti con scarsa attenzione prestata al fatto se l'individuo è stato al servizio di Dio o se è stato negligente nei suoi confronti sulla terra."[15] Osserva Antonio Socci: "È stato rilevato che le NDE di segno negativo e spaventoso in genere sono tenute più riservate dai diretti interessati e per questo, nel complesso, sono statisticamente meno numerose."[16][17] Enrico Facco, specialista in neurologia e professore di anestesiologia e rianimazione presso l'Università di Padova, scrive: "Sono stati riportati in letteratura alcuni casi che hanno descritto visioni infernali, come ad esempio luoghi bui, scuri, laghi con acque nere e visioni di esseri anch'essi scuri e terrificanti".[18][19]. Insieme ai lavori svolti in ambienti controllati e pubblicati su riviste mediche o specialistiche[20][21][22], la letteratura sulle esperienze ai confini della morte è anche ricca di sensazionalismi e di resoconti apparentemente sensati ma non scientifici.[23]

Inoltre, data la sua natura, l'argomento ha suscitato numerose polemiche in ambito scientifico a causa del tentativo, da parte di alcuni, di dare una spiegazione alle esperienze ai confini della morte in base al loro sistema di credenze religiose.

Il contributo di Pim van Lommel[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista strettamente scientifico, il contributo a tutt'oggi più approfondito è, probabilmente, quello di Pim van Lommel, un cardiologo olandese che, insieme ad altri colleghi, nel 2001 pubblicò sulla prestigiosa rivista medica “The Lancet” i risultati di uno studio condotto per oltre 10 anni su 344 pazienti. Lo studio, condotto con metodi scientifici e statistici, aveva come obiettivo la verifica dell'esistenza o meno delle NDE. Più specificamente, lo scopo era quello di verificare se ciò che i reduci da una NDE definivano stato di coscienza e memoria fosse stato un fenomeno dell'attività cerebrale o se fosse stato un fenomeno indipendente da questa.[20]

Dopo una lunga analisi sui metodi adottati, pazienti, medicine utilizzate ma soprattutto su elettroencefalogrammi, si concluse che i ricordi della NDE riferiti dai soggetti non coincidessero né con le irrilevanti attività cerebrali riscontrate durante il monitoraggio EEG, né come epifenomeni delle stesse, quasi a intendere le NDE come degli "stati di coscienza" totalmente separati dal corpo [24]. Data la prestigiosa natura della rivista nella quale fu pubblicato[20], ben presto lo studio fu attaccato dai sostenitori della teoria dello "stato di coscienza" esclusivamente come prodotto di attività cerebrale.[25]. Le critiche più dure furono mosse dalle colonne di Scientific American, firmato da Michael Shermer, al quale van Lommel indirizzò una replica dove, difendendo il rigore scientifico della ricerca, osservò che, a suo parere, non era possibile giungere a conclusioni diverse da quelle pubblicate dal proprio team.[26][27]

Il contributo e la scala di Greyson[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, il professor Bruce Greyson dell'Università della Virginia, dopo aver raccolto per anni vari studi, stabilì una sorta di test, composto da 16 domande da sottoporre ai soggetti interessati da una NDE, con tre scelte multiple di risposta a testa. Tali domande si concentrano sui ricordi della NDE, ad esempio come era la percezione del tempo (accelerato, rallentato), l'intensità della pace, la presenza o meno di episodi della propria vita, ecc. I risultati del test, secondo Greyson, sono apprezzabili con un punteggio totale superiore a 7, sostenendo la tesi che le NDE sono riconoscibili da altri stati di alterazioni psichica poiché di emotività molto intensa, quasi mistica, con scene molto limpide e vivide[28]. La scala Greyson è stata recentemente utilizzata per condurre alcuni studi avanzati, senza ancora un vero e proprio riscontro statistico, su delle NDE avvenute in soggetti, ad esempio, ciechi dalla nascita, quindi assolutamente privi di una memoria visiva.

Il contributo di Sam Parnia ed il progetto "AWARE"[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008, il dott. Sam Parnia, professore assistente di terapia intensiva all'Università Statale Stony Brook di New York, in collaborazione con il dott. Peter Fenwick e i professori Stephen Holgate e Robert Peveler dell'Università inglese di Southampton, è alla guida del programma AWARE ("AWAreness during REsuscitation" ovvero "Consapevolezza durante la rianimazione"), la ricerca sulle NDE più estesa mai condotta che coinvolge ormai ben 25 ospedali tra Regno Unito, Europa centrale, Stati Uniti, Brasile e India. Durante lo studio AWARE, i medici utilizzano una tecnologia sofisticata per lo studio del cervello e della coscienza durante l'arresto cardiaco e, nello stesso tempo, hanno in programma di testare la validità delle eventuali esperienze extracorporee e di ciò che i pazienti "vedono" o "sentono" durante l'arresto cardiaco. In particolare, come viene descritto nel programma di ricerca, la verifica dei ricordi relativi agli eventi di rianimazione comprende anche l'uso di oggetti nascosti che non sono normalmente visibili dal paziente, come immagini poste su supporti appesi al soffitto, in modo che siano rivolte verso l'alto. Questi oggetti forniranno un marcatore indipendente obiettivo durante l'arresto cardiaco, perché saranno visibili solo da "qualcuno" che li osserva dall'alto[29][30][31][32][33][34][35][36][37].

Nel 2014 sono stati resi noti i risultati dello studio condotto sotto la guida di Sam Parnia: è emerso tra l'altro che circa il 40% dei soggetti esaminati ha avuto "percezioni di consapevolezza" durante l'arresto cardiaco, ma soli il 9% ha avuto NDE. Il dottor Parnia ha affermato: "Potrebbero essere molti di più i casi di esperienze dopo la morte ma molti non le ricordano a causa dei danni al cervello o ai sedativi che sono stati somministrati."[38][39]

NDE di personaggi noti[modifica | modifica wikitesto]

Esperienza di Jung[modifica | modifica wikitesto]

Una tra le più famose esperienze di questo tipo è certamente quella occorsa al medico psichiatra e pioniere della psicoanalisi Carl Gustav Jung, che descrive la propria esperienza di pre morte nel suo testo autobiografico Ricordi, sogni e riflessioni pubblicato solo nel 1961. Nel 1944 infatti un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma. In una lettera dello stesso anno scrive: "Quel che viene dopo la morte è qualcosa di uno splendore talmente indicibile, che la nostra immaginazione e la nostra sensibilità non potrebbero concepire nemmeno approssimativamente… Prima o poi, i morti diventeranno un tutt'uno con noi; ma, nella realtà attuale, sappiamo poco o nulla di quel modo d'essere. Cosa sapremo di questa terra, dopo la morte? La dissoluzione della nostra forma temporanea nell'eternità non comporta una perdita di significato: piuttosto, ci sentiremo tutti membri di un unico corpo.[49]"

Il caso di Gloria Polo[modifica | modifica wikitesto]

Gloria Polo nel 2015

Tra le NDE più note, un caso particolare è quello di Gloria Polo, medico dentista, nata a Huila, in Colombia, nel 1958. Verso le 16.30 di venerdì 5 maggio 1995 si stava recando all'Università Nazionale di Bogotà, insieme al marito e al cugino: c'era un temporale e all'improvviso un fulmine colpì la donna e il cugino, risparmiando il marito che camminava a qualche metro di distanza. Il cugino, ventitreenne, morì sul colpo, mentre la dottoressa, terribilmente ustionata, ebbe un arresto cardiaco. I soccorritori riuscirono a rianimarla con un defibrillatore, portandola subito dopo in ospedale[50].

La Polo racconta di essersi trovata, mentre era a terra priva di vita, in un tunnel luminoso, in fondo al quale vide una luce bianca stupenda, che le donò una felicità e una pace indescrivibili, e poté abbracciare i suoi cari scomparsi. In fondo al tunnel vide un giardino meraviglioso, il cui ingresso era segnalato da due alberi, ma solo il cugino vi entrò. Gloria infatti fu rianimata e si ritrovò in ospedale. Venne operata per asportarle i tessuti bruciati, ma subì un secondo arresto cardiaco. Racconta di essersi trovata stavolta in un luogo oscuro, popolato di creature mostruose: terrorizzata invocò il Signore, pur essendo una cattolica "tiepida", e sentì la sua voce che la interrogava alla luce dei dieci comandamenti, mentre rivedeva la sua esistenza nel "libro della vita". Nuovamente rianimata, cominciò un lungo cammino di recupero fisico e spirituale, al termine del quale, oltre alla professione medica, si dedica attualmente alla divulgazione della sua esperienza.

Lo scrittore Antonio Socci, nel suo saggio Tornati dall'Aldilà, sottolinea alcuni aspetti della testimonianza della Polo che suscitano domande: per esempio, tra l'incidente e la rianimazione trascorrono due ore, ma la donna non riporta danni cerebrali. Inoltre risultano carbonizzati il fegato, i reni, i polmoni, le ovaie e le gambe, che dovrebbero essere amputate ma, contrariamente alle previsioni dei medici, si verifica una graduale e completa guarigione, e la donna ha anche una nuova maternità[51].

Esempi in letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerosi i resoconti di esperienze di pre-morte negli scritti di autori come Platone[52], Emanuel Swedenborg, Edward Burnett Tylor, Thomas De Quincey, Oscar Lewis, Ernest Hemingway, Lev Tolstoj, Victor Hugo e tanti altri. Le più sorprendenti analogie si trovano nel Libro tibetano dei morti e non mancano parallelismi con la Bibbia.[5].
La prima NDE documentata nei tempi moderni risale al medico francese Philippe Charlier, nel suo trattato Anecdotes de Médecine del 1740[53]. I testi noti più recenti su questo argomento specifico, rimangono i già citati "La vita oltre la vita" e "Tornati dall'Aldilà".

Nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pim van Lommel, Ruud van Wees, Vincent Meyers, Ingrid Elfferich, Near-Death Experience in Survivors of Cardiac Arrest: a Prospective Study in the Netherlands, in "The Lancet", vol. 358, 15 dicembre 2001, pp. 2040
  2. ^ Michel Aupetit, Alle soglie dell'eternità. Testimonianze di persone uscite da coma profondo, Zauli Editore, 2007
  3. ^ Paola Giovetti, NDE Near-death experiences Testimonianze di esperienze in punto di morte, Edizioni Mediterranee, 2007, p.17
  4. ^ Todd Burpo e Vincent Lynn, Il Paradiso per davvero, Rizzoli, 2011, p. 119
  5. ^ a b Moody Raymond "La vita oltre la vita", Oscar Mondadori
  6. ^ Paola Giovetti, opera citata, p. 61
  7. ^ Online NDE Scientific Papers
  8. ^ https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=100264
  9. ^ http://gaianews.it/scienza-e-tecnologia/esperienze-pre-morte-trovata-la-spiegazione-scientifica-44216.html#.Vxcuha1H4rk
  10. ^ Giovanna Faggionato, Esperienze pre morte, una ricerca fornisce la spiegazione - Studio Usa: gli stati vicini alla morte causano un'iper attività del cervello, in 'Neuroscienze', 13 agosto 2013
  11. ^ http://www.near-death.com/experiences/experts03.html Dr. Raymond Moody
  12. ^ http://www.vitaoltrelavita.it/articoli-recensioni/generale/43-prove-scientifiche-spiritismo.html Vita Oltre la Vita. Prove scientifiche sullo Spiritismo
  13. ^ Albert J. Hebert S.M., I morti resuscitati, Edizioni Segno, 1998, p. 245
  14. ^ Antonio Socci, Tornati dall'Aldilà, Rizzoli, 2014, p. 157
  15. ^ Albert J. Hebert S.M., opera citata, pp. 159-160
  16. ^ Antonio Socci, opera citata, p.160
  17. ^ Paola Giovetti, opera citata, p.147
  18. ^ Francesco Agnoli, Sorella morte corporale. La scienza e l'aldilà, Ed. La Fontana di Siloe, 2014, p. 68/69
  19. ^ Enrico Facco, Esperienze di premorte, Edizioni Altravista, 2010
  20. ^ a b c Near-death experience in survivors of cardiac arrest: a prospective study in the Netherlands. The Lancet, vol. 358 No. 9298 pp. 2039-2045
  21. ^ Greyson B. Incidence and correlates of near-death experiences in a cardiac care unit. Gen Hosp Psychiatry 2003;25:269-276.
  22. ^ Parnia S, Waller DG, Yeates R, Fenwick P. A qualitative and quantitative study of the incidence, features and aetiology of near death experiences in cardiac arrest survivors. Resuscitation 2001;48:149-156.
  23. ^ Eben Alexander, un neurochirurgo americano, ha scritto un libro nel 2012, Proof of Heaven, per dare riscontro della sua esperienza NDE. (repubblica.it; corriere.it)
  24. ^ Intervista al medico olandese: (EN) http://www.youtube.com/all_comments?v=YOeLJCdHojU
  25. ^ L'articolo di van Lommel può essere consultato a: (EN) http://lkm.fri.uni-lj.si/xaigor/slo/znanclanki/neardeat.htm.
  26. ^ (EN) http://www.nderf.org/vonlommel_consciousness.htm
  27. ^ La replica di van Lommel in italiano: (EN) http://www.nderf.org/Italian/von_lommel_italian.htm
  28. ^ http://www.mednat.org/reincarnaz/premorte2.htm
  29. ^ Nuove sulle Esperienze di Pre-Morte
  30. ^ Sam Parnia: il medico che fa rivivere i morti
  31. ^ Dr. Sam Parnia claims corpses soon revived 24 hours death
  32. ^ Speakers Sam Parnia Md. Phd. Mrcp.
  33. ^ La scienza e il paranormale: AWARE indagherà sulle NDE
  34. ^ Beyond the Mind Body Problem: the Human Consciousness Project, the AWARE study
  35. ^ I resuscitati: come si ritorna dalla morte clinica
  36. ^ Il professor Sam Parnia, della Stony Brook University School of Medicine: è possibile resuscitare un morto. Il libro Cancellare la morte: la scienza sta riscrivendo i confini tra la vita e la morte
  37. ^ Sam Parnia, il medico che cura i morti. E li fa “resuscitare”
  38. ^ Da "Resuscitation", rivista ufficiale dell'European Resuscitation Council
  39. ^ Da La Repubblica.it
  40. ^ "Ricordi, sogni, riflessioni" cap. X, BUR Saggi, Ed.2007
  41. ^ «L'aldilà esiste»: parola di neurochirurgo - Corriere.it
  42. ^ a b c d e Da www.near-death.com
  43. ^ Dal sito ufficiale
  44. ^ Da Internet Movie Database
  45. ^ Da www.near-death.com
  46. ^ Da LiberoQuotidiano.it
  47. ^ Antonio Socci su il Giornale
  48. ^ Da www.near-death.com
  49. ^ Dal sito dell'AIP (Associazione Italiana Psicologi e Psicoterapeuti Liberi Professionisti)
  50. ^ Gloria Polo, Sono stata alle porte del Cielo e dell'Inferno, Editrice Ancilla, 2012, pp. 7-8
  51. ^ Antonio Socci, Tornati dall'Aldilà, Rizzoli Editore, 2014, pp. 140-148
  52. ^ Platone, La Repubblica, Libro XIII: "Il Racconto di Er", Edizioni di Ar, 2010
  53. ^ http://www.ilnavigatorecurioso.it/2014/07/27/la-piu-antica-esperienza-di-quasi-morte-mai-documentata/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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