Defibrillatore manuale

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Il defibrillatore manuale è un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore, utilizzabile negli ospedali e nelle ambulanze da un medico. Il principio dell'apparecchio consiste nello ristabilire una condizione cardiaca stazionaria nel paziente (in caso di minaccia di morte imminente a causa di arresto cardiaco o di fibrillazione ventricolare) attraverso l'applicazione di una scarica di corrente elettrica.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Un defibrillatore manuale esterno

All'apparecchio è spesso incorporata la strumentazione necessaria per eseguire un elettrocardiogramma, con un monitor collegato, in modo da facilitare la diagnosi di una condizione cardiaca grave del paziente da parte del personale medico. Il defibrillatore può contenere (a seconda dei modelli) altri strumenti come, per esempio, un pulsiossimetro o uno sfigmomanometro.

La defibrillazione manuale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Defibrillazione.

Una volta accertata la condizione del paziente, l'operatore (medico)abilitato all'utilizzo del defibrillatore manuale sceglie l'energia (in Joule) da usare nella scarica da applicare sul petto del paziente attraverso speciali elettrodi (paddles in inglese). Si applica una scarica da 200 joule, con scariche successive da 300 a 360 joule: dopo una terza scarica vengono utilizzati anche mezzi di supporto e vengono ripetute scariche da 360 joule.[1]

Viene utilizzata anche in particolari casi di tachicardia ventricolare senza polso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione) pag 895, Milano, Elsevier Masson, 2007. ISBN 978-88-214-2987-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione, New York, Piccin, 2004. ISBN 88-299-1716-8.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]