Corpo (filosofia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il termine corpo in filosofia ripropone il significato del linguaggio comune intendendo per corpo ogni essere esteso nello spazio e percepibile attraverso i sensi.

Le caratteristiche fisiche, biologiche, meccaniche del corpo di cui si è interessata la filosofia ai suoi inizi, sono state poi oggetto dello specifico pensiero scientifico, mentre la storia della filosofia nella sua totalità si è occupata in particolare del rapporto tra anima e corpo.

Filosofia antica[modifica | modifica wikitesto]

Nella filosofia antica e medioevale possiamo rintracciare due concezioni di questa relazione anima-corpo: la prima risale alla interpretazione orfico-pitagorica secondo la quale il corpo è un'entità di natura completamente diversa e separata rispetto all'anima; teoria questa ripresa da Platone che afferma che il corpo è la "tomba" dell'anima.[1] L'anima, infatti, decaduta dalla sua condizione iniziale di perfezione ideale ed eternità si trova prigioniera in un'entità corruttibile e mortale.

Al pensiero platonico si connettono sia la patristica[2] sia la prima fase della scolastica.[3]

La seconda concezione del rapporto anima-corpo si ritrova in Aristotele che sostiene che le due entità non sono separate ma costituiscono elementi separabili di un'unica sostanza: il corpo è la materia intesa come potenzialità, quella che offre possibilità di sviluppo, l'anima è la forma, la realizzazione di quelle possibilità materiali tramutatesi in attuali. L'anima è la vita che possiede in potenza un corpo. Il corpo cioè è un puro e semplice strumento dell'anima: ma non uno strumento inerte ma tale che possiede «in se stesso il principio del movimento e della quiete»[4]

Filosofia medioevale[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo inteso come strumento dell'anima si ritrova nello stoicismo, nell'epicureismo e nella scolastica: per Tommaso d'Aquino il corpo si dirige a realizzare l'anima e le sue attività razionali allo stesso modo che la materia aspira a realizzare la forma.[5], fino a tendere a diventare parte del Corpo Mistico[6].

Questa concezione del corpo come strumento rispetto all'anima non fu condivisa, nell'ambito della scolastica, dall'agostinismo che vede nel corpo la forma corporeitatis per cui in questo, indipendente dall'anima, vi è sia potenza che atto e l'anima è un'ulteriore sostanza che si aggiunge ad esso.

La filosofia moderna[modifica | modifica wikitesto]

La dipendenza strumentale del corpo rispetto all'anima finisce con Cartesio per il quale corpo e anima sono due sostanze, il primo res extensa, sostanza estesa e non pensante, la seconda, res cogitans, sostanza pensante e non estesa[7]. Tra le due sostanze non vi è alcun nesso causale: il corpo è «come un orologio, o un altro automa (ossia una macchina che si muove da sé).»[8]

La separazione del corpo dall'anima diede origine a dottrine dualistiche e monistiche che cercavano di risolvere il problema del rapporto tra eventi incorporei e corporei.

Tra le concezioni dualistiche la prima è quella cartesiana dell'interazionismo che teorizza uno stretto scambio di azioni tra le due sostanze riducendo così la diversità tra fatti corporei e incorporei fin quasi ad annullarla.

In opposizione a questo dualismo nella seconda metà del XVII secolo per le dottrine dell'occasionalismo di Nicolas Malebranche[9] e di Arnold Geulincx l'anima e il corpo sono unite dalla esistenza di Dio.

Nell'ambito del monismo va inserita la soluzione di Leibniz che vide un parallelismo tra eventi corporei e incorporei connessi non da un rapporto causale ma da un regolare e continuo legame per cui ad ogni evento materiale ne corrisponde uno immateriale secondo un' "armonia prestabilita" tale per cui «i corpi agiscono come se, per impossibile, non esistessero anime; le anime agiscono come se non esistessero i corpi; ed entrambi agiscono come se le une influissero sugli altri»[10]

Tra monismo e pluralismo si colloca la filosofia di Spinoza che concepisce «la mente e il corpo come un solo identico individuo, che è concepito ora sotto l'attributo del pensiero, ora sotto quello dell'estensione»[11] Nell'unica sostanza divina infatti coincidono corpo e anima ossia i due attributi dell'estensione e del pensiero che mantengono però la loro diversità in quanto coincidenti solo in Dio.

Un rigoroso monismo caratterizza invece la filosofia illuministica con le teorie materialiste dell'uomo-macchina di Julien Offray de La Mettrie e Paul Henri Thiry d'Holbach secondo le quali le attività mentali dell'uomo dipendono meccanicamente dal corpo.

Collegato al materialismo settecentesco è in parte la filosofia di Karl Marx secondo il quale i pensieri e i sentimenti dell'uomo scaturiscono dai suoi comportamenti corporei[12]

Intendendo il materialismo in senso diverso da quello marxiano, Friedrich Nietzsche imposta una dottrina esaltante la corporeità in contrapposizione alla metafisica idealistica[13]

La concezione monistica che intende il corpo in senso idealistico annovera:
George Berkeley che vede il corpo e ogni realtà materiale come una produzione mentale poiché solo la mente e le sue percezioni sono reali;[14] Arthur Schopenhauer, per cui il corpo è nella sua essenza "volontà di vivere" e gli oggetti materiali semplici oggettivazioni della volontà;[15] Henri Bergson che considera il corpo un semplice strumento dell'azione pratica di una coscienza spirituale[16]

Filosofia contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Da Schopenhauer e Bergson derivano le concezioni del corpo della fenomenologia e dell'esistenzialismo: per Edmund Husserl attraverso una molteplicità di riduzioni fenomenologiche il corpo viene isolato come esperienza vivente.[17] Concezione condivisa secondo diversi modi da Jean Paul Sartre[18] e Maurice Merleau-Ponty.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Platone, Fedone 66b
  2. ^ Origene, De principiis, II, 9, 2
  3. ^ Scoto Eriugena, De divisione naturae, 11, 25
  4. ^ Aristotele, L'anima, II, 1, 412b, 16
  5. ^ San Tommaso d'Aquino, Summa Theologiae, I, q. 91a, 3
  6. ^ Summa Theologiae, questione 8, articolo 3, nei tre possibili gradi della fede, carita' sulla terra e beatitudine del Cielo.
  7. ^ Cartesio, Meditazioni metafisiche, 1. 6
  8. ^ Cartesio, Le passioni dell'anima, art.6
  9. ^ N. Malebranche, Dialoghi sulla metafisica e sulla religione, 1, 10
  10. ^ G. W. von Leibniz, Monadologia, par. 81
  11. ^ B. Spinoza, Ethica, II, 21, schol.
  12. ^ K. Marx, Ideologia tedesca
  13. ^ F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, I, «Gli odiatori del corpo»
  14. ^ G. Berkeley, Trattato sui principi della conoscenza umana, par.7
  15. ^ A. Schopenhauer, Mondo, I, par.18
  16. ^ H. Bergson, Materia e memoria, 1896
  17. ^ E. Husserl, Meditazioni cartesiane, par.44
  18. ^ J.-P. Sartre, L'essere e il nulla, 1943
  19. ^ M. Merleau-Ponty, Fenomenologia della percezione, 1945

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • N. Abbagnano / G. Fornero, Protagonisti e testi della filosofia, 3 voll., Paravia, Torino 1996.
  • F. Cioffi et al., Diàlogos, 3 voll., Bruno Mondadori, Torino 2000.
  • A. Dolci / L. Piana, Da Talete all'esistenzialismo, 3 voll., Trevisini Editore, Milano (rist. 1982).
  • S. Gabbiadini / M. Manzoni, La biblioteca dei filosofi, 3 voll., Marietti Scuola, Milano 1991.
  • S. Moravia, Sommario di storia della filosofia, Le Monnier, Firenze 1994.
  • G. Reale / D. Antiseri, Storia della filosofia, 3 voll., Brescia 1973.
  • C. Sini, I filosofi e le opere, Principato, Milano 1986 (seconda edizione).
  • F. Brezzi, Dizionario dei termini e dei concetti filosofici, Newton Compton, Roma 1995.
  • Centro Studi Filosofici di Gallarate, Dizionario dei filosofi, Sansoni, Firenze 1976.
  • Centro Studi Filosofici di Gallarate, Dizionario delle idee, Sansoni, Firenze 1976.
  • Enciclopedia Garzanti di Filosofia, Garzanti, Milano 1981.
  • E.P. Lamanna / F. Adorno, Dizionario dei termini filosofici, Le Monnier, Firenze (rist. 1982).
  • N. M. Filippini, T. Plebani, A. Scattigno (curr.), Corpi e storia. Donne e uomini dal mondo antico all'età contemporanea,Viella, Roma 2002.
  • M.R. Pelizzari (cur.), Il corpo e il suo doppio. Storia e cultura, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010.
  • C.Zaltieri, L'invenzione del corpo. Dalle membra disperse all'organismo, Negretto Editore, Mantova 2010.
  • AA.VV, Il corpo offeso tra piaga e piega, in Figure dell'immaginario, rivista on line di filosofia, storia e letteratura, n. 1, gennaio 2014, su figuredellimmaginario.altervista.org.
Filosofia Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Filosofia