Esperienza extracorporea

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L'anima fuoriesce dal corpo (illustrazione del 1808)

L'espressione esperienza extracorporea, nota anche con le sigle OBE e talvolta OOBE (dall'inglese out of body experience), sta a indicare tutte quelle esperienze, la cui interpretazione rimane controversa, nelle quali una persona percepisce di "uscire" dal proprio corpo fisico, cioè di proiettare la propria coscienza oltre i confini corporei.

Più stringatamente, sta a indicare quella sensazione che taluni provano come se stessero fluttuando all'esterno del proprio corpo e, in taluni casi, percependo la presenza del proprio corpo da un punto esterno a esso (autoscopia).

Circa una persona su dieci ritiene di aver avuto qualche volta nella vita una di queste esperienze[1].

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il volo dello sciamano, che raffigura un viaggio astrale dal mondo inferiore abitato dal drago a quello superiore celeste delle donne-alci[2]

Il fenomeno delle esperienze extracorporee rigurda soprattutto le società sciamaniche, pervase da un tipo di religiosità tribale, magica, o animista.[3] Queste erano incentrate sulla figura del guaritore-saggio, appunto lo sciamano, il quale si serviva di alcune pratiche rituali, come la danza o l'uso di erbe psicotrope, per raggiungere uno stato di trance o estasi che gli consentisse di recarsi nella dimensione ultraterrena e comunicare con gli dei o con gli spiriti.[3]

A differenza della medianità, in cui generalmente sono le anime dei defunti a entrare dentro la persona per usarla come proprio strumento di espressione, il viaggio astrale implica che sia lo sciamano a muoversi verso gli esseri sovrannaturali, congiungendosi con loro in una sorta di matrimonio mistico.[3]

La liberazione dell'anima nella forma dell'uccello Ba nel libro egiziano dei morti

Ma anche in Occidente si ha spesso menzione della possibilità di un viaggio dell'anima, ritenuta capace di liberarsi dei lacci del corpo, ad esempio nella mitologia egizia, nella dottrina pitagorica, di Platone e dei neoplatonici, in Plinio il Vecchio, e in generale nella letteratura visionaria di diverse correnti religiose, spirituali ed esoteriche, riguardanti proiezioni o rapimenti in altre dimensioni dello spazio e del tempo. Ad esempio:

  • Il filosofo greco Platone nel decimo libro della Repubblica racconta del mito di Er, ossia di un uomo ucciso in battaglia ma ritornato in vita prima della cremazione del corpo, che riferì le esperienze extracorporee da lui avute durante il suo breve soggiorno nell'aldilà.[4]
  • La storia biblica della Genesi (28:11) descrive una visione onirica di Giacobbe con una scala ascendente che univa terra e cielo.
  • Nel testo gnostico dell'Apocalisse di Paolo si racconta l'ascensione dell'apostolo Paolo attraverso le sfere del cielo.
  • Il profeta Maometto descrive un'ascensione in cui si dice abbia incontrato i profeti suoi predecessori, e abbia visitato il paradiso e l'inferno.
  • Nella Visio Thurkilli del Medioevo, uno spirito celeste separa l'anima del contadino Thurkill dal suo corpo, che continua a dormire e a respirare mentre lui viaggia con la sua guida nell'aldilà.
  • Nella Visio Tnugdali l'anima del cavaliere Tnugdalus viene condotta da un angelo attraverso l'inferno e il paradiso.
  • Nella Visio Godeschalci è l'agricoltore Gottschalk ad andare nell'aldilà e tornare nel mondo terreno.
  • Il mistico medievale Abramo Abulafia, fondatore della Cabala profetica, descrisse tecniche di meditazione in grado di determinare esperienze extracorporee.[5]

L'interesse per i viaggi extracorporei crebbe in età moderna a partire dal XIX secolo, sotto lo stimolo della diffusione di conoscenze sulle culture sciamaniche extraeuropee, ma soprattutto per la nascita dello spiritismo e una rinnovata attrazione per l'occultismo esoterico.[6] La possibilità di accedere alla memoria collettiva del mondo o alla cosiddetta cronaca dell'akasha, a cui fu dato il nome di «proiezioni astrali» o «visioni astrali», divenne inoltre una materia popolare di insegnamenti esoterici nell'ambito della Società Teosofica sorta sul finire del secolo.[7]

Negli anni sessanta del XX secolo, l'americano Robert A. Monroe, insieme al suo collega di ricerca Charles Tart, con la pubblicazione di Journeys Out Of The Body rese popolare l'espressione «esperienza fuori dal corpo», in luogo del termine storico «proiezione astrale» ritenuto non alla portata comune perché troppo evocativo di un contesto occulto.[8]

Ipotesi sulla natura delle esperienze extracorporee[modifica | modifica wikitesto]

Medicina e psichiatria[modifica | modifica wikitesto]

In medicina sono descritti alcuni disturbi della coscienza ("disturbi della coscienza dell'Io" chiamati "depersonalizzazione") che potrebbero essere alla base dell'OBE[9]. Tali disturbi possono derivare da affaticamento o alterazioni organiche[9].

La sensazione di trovarsi fuori dal corpo è stata riferita durante:

Secondo l'interpretazione di alcuni, questo potrebbe indicare che ciò che si osserva durante le OBE, appare non essere altro che il frutto della propria mente e la conseguenza di una temporanea iperattività anomala di alcune regioni del cervello[9].

Esperienze ai confini della morte[modifica | modifica wikitesto]

Le esperienze extracorporee (OBE) si manifestano frequentemente nei fenomeni più complessi denominati esperienze ai confini della morte (NDE), attualmente oggetto di studio anche in ambito medico, come nei casi di Pim van Lommel e Sam Parnia.

Viaggio astrale e sogno[modifica | modifica wikitesto]

Un'ipotesi formulata in ambienti mistici è che alcuni sogni lucidi sarebbero presunti viaggi fuori dal corpo, mentre all'inverso talune esperienze che potrebbero sembrare viaggi astrali sarebbero invece soltanto dei sogni o rientrerebbero in quell'altra categoria di fenomeni denominata "onironautica".[senza fonte]

Esperimenti scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio condotto da Bigna Lenggenhager, della Scuola Politecnica Federale di Losanna e da Henrik Ehrsson dell'University College di Londra, primo in assoluto del suo genere, è descritto in due articoli pubblicati su Science.

Nell'esperimento eseguito i partecipanti hanno indossato speciali occhiali utilizzati in visioni tridimensionali attraverso i quali hanno visto, proiettata a una distanza di due metri, la propria immagine mentre la stessa era simultaneamente ripresa da una telecamera posta dietro di loro. Durante le proiezioni, la loro schiena veniva toccata diverse volte con un bastoncino, così che essi hanno potuto osservare ciò che accadeva "in diretta" sull'immagine virtuale. Quando poi ai partecipanti è stato chiesto in quale punto si trovassero della stanza, quasi tutti hanno indicato la posizione virtuale. Gran parte dei volontari, quindi, ha avvertito una dissociazione dal proprio corpo.

Secondo gli autori, questo studio fornisce una possibile spiegazione scientifica dell'origine del fenomeno delle esperienze fuori dal corpo, alla base del quale "potrebbe esserci una disconnessione fra i circuiti del cervello che elaborano le informazioni sensoriali". Questo esperimento, ha commentato Peter Brugger, dell'University Hospital di Zurigo, dimostra che la coordinazione dei sensi e la prospettiva visuale e visione sono importanti per la sensazione di trovarsi all'interno del proprio corpo.

I ricercatori hanno quindi dedotto che la percezione che una persona ha di sé stessa può essere manipolata usando una serie di stimoli multisensoriali in quanto l'unità spaziale e la coscienza del corpo dipendono dai meccanismi del cervello.[12] Tali studi non permettono però di concludere in modo definitivo circa la natura oggettiva o allucinatoria del fenomeno dell'esperienza extracorporea, o di altri fenomeni simili, come quelli di premorte.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] ScienceDaily (Aug. 24, 2007) First Out-of-body Experience Induced In Laboratory Setting
  2. ^ Riproduzione di Boris Rybakov di alcune placche in bronzo scoperte nei pressi di Perm (Russia europea orientale), nella sua opera Il paganesimo degli antichi schiavi (Puf, 1994).
  3. ^ a b c James Miller, Daoismo. Una introduzione, pag. 63, Fazi Editore, 2005.
  4. ^ Ian Stevenson, Research into the evidence of man's survival after death, "The Journal of Nervous and Mental Disease", vol. 165, n. 3 (1977).
  5. ^ (EN) Anil Ananthaswamy, Kabbalah: Mystical lessons for modern neuroscience, su newscientist.com, 2015.
  6. ^ Carlos S. Alvarado, Trends in the Study of Out-of-Body Experiences: An Overview of Developments Since the Nineteenth Century, in "Journal of Scientific Exploration", vol. 3, n. 1, pp. 27–42 (1989).
  7. ^ Gerhard Krause, Theologische Realenzyklopädie, a cura di Gerhard Müller, vol. 33, pag. 403, Berlino, de Gruyter, 1977.
  8. ^ Robert A. Monroe, Far Journeys, New York, Doubleday, 1985 ISBN 0-385-23182-2.
  9. ^ a b c Viaggi fuori dal corpo sul sito del CICAP
  10. ^ a b c Smeraldi E Competenze psichiatriche nella formazione medica Editeam ISBN 8886023839
  11. ^ Hofmann A Percezioni di realtà ISBN 887226118X
  12. ^ [2] Quotidiano La Repubblica del 23-8-2007

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Robert A. Monroe, I miei viaggi fuori dal corpo, a cura di Franco Bosco, MEB, 1974.
  • William Buhlman, Avventure fuori dal corpo, Macro Edizioni, 2002.
  • Gastone De Boni, L'uomo alla conquista dell'anima, Milano, Armenia editore, 1975, pp. 203-533.
  • Giorgio di Simone, Esperienze fuori del corpo (O.B.E.), Roma, edizioni Mediterranee, 1984
  • Kevin de La Tour, Nanci Trivellato, Nelson Abreu e Massimiliano Sassoli de Bianchi, OBE, AutoRicerca, No. 5, 2013 (versione e-book ad accesso aperto).
  • Ensitiv, Viaggiatore Astrale, Uno Editori, 2015.
  • Ensitiv, Manuale per Sopravvivere dopo la morte, Uno Editori, 2014.
  • Ensitiv, Nella Mente di un Defunto, Uno Editori, 2017.
  • Bruce Goldberg, Teoria e pratica del viaggio astrale, Hermes Edizioni, 2000.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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