Società Teosofica

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Il quartier generale della Società Teosofica ad Adyar, in India, in una fotografia del 1890

La Società Teosofica è un'organizzazione internazionale fondata nel 1875 a New York, dedita allo studio e alla divulgazione della teosofia (cioè letteralmente sapienza divina)[1] e delle scienze esoteriche in generale.[2]

Aderendo al principio della «fratellanza universale»,[3] si basa sul motto «non c'è religione più alta della verità»,[4] non richiedendo ai suoi membri alcuna specifica professione di fede.[5] Il suo organo ufficiale è il The Theosophist, fondato nel 1879 da H.P. Blavatsky e da H.S. Olcott.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Protocollo di fondazione dell'8 settembre 1875

Nel 1874 la medium e sensitiva Helena Petrovna Blavatsky incontrò per la prima volta il colonnello Henry Steel Olcott durante un'indagine su delle manifestazioni spiritiche che da alcuni giorni infestavano una fattoria del Vermont nella città di Chittenden.[6]

Nel luglio dell'anno seguente la Blavatsky annotò nel suo diario l'invito da parte di maestri occulti, con cui era in contatto telepatico, a fondare una Società filosofico-religiosa.[7] Il 7 settembre 1875 vi fu così un incontro preliminare tra i suoi fondatori,[8] i quali comunicarono la decisione di dare vita al progetto, per promuovere gli antichi insegnamenti della teosofia, quella saggezza divina che era stata alla base di altre scuole del passato, come il neoplatonismo, lo gnosticismo, e i misteri del mondo classico.

Il giorno seguente venne redatto un protocollo con le linee direttive: esso prevedeva Madame Blavatsky nel ruolo di segretaria, il colonnello Henry Olcott come suo primo presidente, e William Judge consulente legale. La società contava un totale di 16 membri fondatori, tra cui anche George Henry Felt, Emma Hardinge Britten, Charles Sotheran, Charles E. Simmons, H. D. Monachesi, Charles Carleton Massey, William Livingston Alden, D. E. de Lara, Henry Jotham Newton, John Storer Cobb, James Hervey Hyslop e H. M. Stevens.[9]

Annie Besant con Krishnamurti, suo fratello Nitya, e George Arundale, in una fotografia scattata a Londra nel 1911

La nascita ufficiale avvenne a New York il 17 novembre 1875. Nell'occasione, il presidente Olcott tenne il discorso inaugurale.[10]

Nel 1878, a seguito di contatti della Blavatsky con la Fratellanza dei Maestri occulti, che le assegnarono il compito di riscoprire in Oriente le fonti perdute dell'antica saggezza dell'umanità,[6][7] lei e Olcott partirono per l'India, stabilendosi ad Adyar, nel distretto indiano di Chennai, dove trasferirono la sede della Società Teosofica, che vi risiede tuttora.

Dopo la morte della Blavatsky nel 1891, Olcott mantenne sempre il ruolo di presidente, ma l'ingresso di Annie Besant nella Società, che gli succederà alla presidenza nel 1907, diede inizio ad una nuova fase per il movimento, che comportò l'attenuazione dei tratti decisamente buddisti che esso aveva avuto fino allora, con un cambio di direzione verso l'induismo e una timida apertura al cristianesimo.

Oggi l'istituzione conta membri e uffici in un centinaio di paesi di tutti i continenti. La sua sede ufficiale è ancora oggi quella fondata ad Adyar dalla Blavatsky.

Il primo nucleo italiano della Società Teosofica fu fondato nel 1902 a Vicenza, dove ha tuttora la sua sede legale.[11]

Simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della Società Teosofica

Lo stemma della Società Teosofica presenta due triangoli intersecati a formare la stella di Davide, oltre al serpente, la svastica e la croce ansata, che simbolicamente riassumono i punti salienti della teosofia, alludendo, tra gli altri principi, alla Trinità, all'Unità sostanziale di ogni manifestazione di vita, all'onnipresenza dello Spirito nella materia, all'immortalità della vita e alla progressiva evoluzione dell'universo attraverso i suoi cicli periodici di nascita e morte.[12]

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Annie Besant ad Adyar in compagnia di Henry Steel Olcott (a sinistra) e Charles Webster Leadbeater (a destra)

I pincipali obiettivi che si pone la Società Teosofica oggi sono:[13]

  1. formare un nucleo della Fratellanza Universale dell'umanità senza distinzioni di razza, sesso, credo, casta o colore;
  2. incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze;
  3. investigare le leggi occulte della Natura e le facoltà latenti nell'uomo.

La Società non impone alcun dogma ai suoi membri, spontaneamente uniti dal comune obiettivo di ricercare la verità, e dal desiderio di apprendere il significato dell'esistenza, dedicandosi allo studio, alla meditazione, alla purezza di vita e al volontariato. Non vi sono prerequisiti o limitazioni per chiunque intenda farne parte, salvo il fatto di riconoscere ogni altro essere umano come membro di una fraternità universale.[13] La Società sottolinea la libertà di pensiero, di ricerca e di discussione.

I Maestri occulti[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei principi esoterici fondamentali divulgati dalla Società riguarda i retroscena occulti della complessa evoluzione dell'umanità, che si attua su scala cosmica ed è legata agli aspetti sia fisici che spirituali dell'Universo. La storia dello sviluppo del genere umano sulla Terra fu originariamente esposta nella Dottrina Segreta, l'opera magna di Helena Blavatsky del 1888,[14] secondo la quale l'evoluzione dell'umanità si inserisce in quella complessiva del cosmo, ed è supervisionata da una gerarchia spirituale di personalità risiedenti in luoghi segreti, i cosiddetti «Maestri dell'Antica Sapienza», i cui gradi superiori sono costituiti da esseri spirituali ancora più avanzati.[15]

Blavatsky interpretò la Società Teosofica come un tassello di un progetto più ampio, uno dei numerosi tentativi attuati nel corso dei millenni da questa Gerarchia nascosta per aiutare l'umanità, in accordo con lo schema evolutivo cosmico intelligente, per guidarla verso il suo ultimo, ineludibile destino: il raggiungimento della perfezione e della consapevolezza, con cui prendere parte volontariamente al processo evolutivo in corso. Questi tentativi richiedono un'infrastruttura terrena, quale appunto la Società Teosofica, che è sorta proprio sotto ispirazione di un certo numero di Mahatma, membri della suddetta Gerarchia.[16]

Scismi[modifica | modifica wikitesto]

Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, assieme ad Annie Besant nel 1907 a Monaco di Baviera.

Dal nucleo originario della Società Teosofica si sono separati col tempo vari esponenti per dare vita a degli organismi autonomi. Già nel 1895 Judge, a seguito di alcune accuse di aver falsificato lettere dei Mahatma, pose fine alla sua associazione con Olcott e Besant portando con sé la maggior parte della sezione americana della compagnia. Il suo gruppo si è ulteriormente frammentato in una sezione guidata da Katherine Tingley, oggi risiedente negli "International Headquarters" di Pasadena in California,[17] e un'altra seguace del segretario Ernest Temple Hargrove, scioltasi in seguito. Una terza organizzazione, la United Lodge of Theosophists (ULT), si è ulteriormente scissa da quella di Tingley nel 1909, come pure la Schola Philosophicae Initiationis formatasi a Madrid nel 1928.

Ai primi del Novecento si ebbe poi una rottura ad opera di Rudolf Steiner, che era stato nominato da Annie Besant responsabile della sezione tedesca e autriaca. Prediligendo un approccio teosofico basato sul cristianesimo rosacrociano, anziché sulle commistioni orientali e induiste,[4] Steiner giungerà a distaccarsi definitivamente dalla Società nel 1912, per fondare la Società Antroposofica.[4] Nella vicenda pesò inoltre il dissenso nei riguardi della promozione che la Besant e Leadbeater stavano facendo allora del giovane Jiddu Krishnamurti come nuovo Buddha e persino come nuovo Cristo reincarnato, quando invece per Steiner la seconda venuta del Cristo non arebbe potuto compiersi fisicamente, ma solo sul piano eterico.[18]

Presidenti della Società Teosofica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Per approfondimenti sul significato del nome, cfr. Significato del nome Teosofia, su teosofica.org.
  2. ^ La Teosofia, su teosofica.org.
  3. ^ C.W. Leadbeater, Fratellanza, su teosofica.org.
  4. ^ a b c Edoardo Schuré, Le due tradizioni occulte. L'iniziazione in Oriente e in Occidente, introduzione a Rudolf Steiner, Il Cristianesimo quale fatto mistico, § II, trad. it. di Ida Levi Bachi, Bari, Laterza, 1923.
  5. ^ Libertà di pensiero, su teosofica.org.
  6. ^ a b Jeffrey D. Lavoie, The Theosophical Society: the History of a Spiritualist Movement, pp. 56-72, Universal-Publishers, 2012.
  7. ^ a b (EN) Sarah Belle Dougherty, Remembering H.S. Olcott, su theosociety.org.
  8. ^ Paola Giovetti, Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, pag. 39, Mediterranee, 1991.
  9. ^ Hans-Jürgen Ruppert, Theosophie – unterwegs zum okkulten Übermenschen, pp. 93-94, Costanza, Friedrich Bahn, 1993.
  10. ^ Discorso inaugurale del Colonnello H.S. Olcott all'apertura della Società Teosofica, su teosofica.org, 1875.
  11. ^ Sedi italiane, su teosofica.org.
  12. ^ Emblema della Società Teosofica, su teosofica.org.
  13. ^ a b Gli scopi della Societa Teosofica, su teosofica.org.
  14. ^ Paola Giovetti, op. cit., pp. 102-103.
  15. ^ Paola Giovetti, op. cit., pag. 164 e segg.
  16. ^ H.P. Blavatsky, La dottrina segreta, vol. II: Antropogenesi, Londra, The Theosophical Publishing Society, 1888, trad. it. di Stefano Martorano, Roma, Istituto Cintamani, 2006.
  17. ^ La Società Teosofica, su cesnur.com.
  18. ^ Peter Tompkins, La vita segreta della natura, pp. 183-185, Roma, Mediterranee, 2009.
  19. ^ Presidenti della Società Teosofica, su teosofica.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edoardo Bratina, Chi sono i Teosofi e che cosa vogliono. Saggio storico-informativo, Trieste, Sirio, 1960.
  • Roberto Hack, Le origini del Movimento Teosofico, Trieste, Sirio, 1971.
  • Bruce F. Campbell, Ancient Wisdom Revived. A History of the Theosophical Movement, Berkeley-Los Angeles-Londra, University of California Press, 1980.
  • Paola Giovetti, Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica, Roma, Mediterranee, 1991.
  • Sylvia Cranston, Helena Blavatsky, trad. it., Milano, Armenia, 1994.
  • James Santucci, La Società Teosofica, Elledici, Leumann (Torino), 1999.
  • Antonio Girardi, La Società Teosofica. Storia, valori e realtà attuale, Vicenza, Edizioni Teosofiche Italiane, 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]