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Corpo (esoterismo)

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In numerose tradizioni, religioni e scuole di pensiero orientali[1] ed esoteriche, il corpo è considerato tutto ciò che – a livello più o meno materiale – riveste e ricopre la «vera essenza» spirituale di un essere che deve, attraverso pratiche religiose, liberarsi delle necessità materiali corporee per raggiungere i più alti gradi di spiritualità. Trattandosi di un'essenza "nascosta", il suo studio attiene alla cosiddetta anatomia occulta.[2]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

« Tutto quanto si sa dei corpi non consiste solo nell'estensione, come sostengono i moderni. Questo ci costringe a reintrodurre quelle forme che essi hanno bandito. »
(Gottfried Leibniz, Discorso di Metafisica, XVIII[3])

Ad una concezione risalente a Platone, che vedeva nei corpi la manifestazione fenomenica di un'idea trascendente, o ad Aristotele che individuava nei corpi un sinolo, cioè un'unione, di sostrato materiale e forma spirituale, si è andata sempre più sostituendo nell'età moderna una visione esclusivamente materialista che riduceva il corpo ad una mera estensione spazio-temporale.

Anatomia dell'essere umano secondo la concezione astrologica occidentale, che associa ogni organo ad un particolare segno zodiacale

Con Cartesio, che separò rigidamente la res extensa o «sostanza estesa», dalla res cogitans o «sostanza pensante», venne da un lato inaugurata una concezione soltanto meccanicista e quantitativa dei corpi, ripresa dall'atomismo di Democrito, mentre dall'altro, sul piano mentale, fu eliminata la distinzione che la filosofia greca poneva tra i livelli dell'anima, in particolare tra nous e dianoia, ossia tra intelletto e ragione,[4] distinzione fatta propria dalla scolastica,[5] e tramandata fino al Rinascimento.[6] Sino allora, almeno per quanto riguarda la tradizione occidentale, le varie dottrine dell'antichità avevano trovato una sintesi filosofica nel neoplatonismo, concepito da Ficino come pia philosophia,[7] cioè come un'unica dottrina filosofico-religiosa, antitetica alle correnti di pensiero atee e materialiste, che percorrendo la storia dell'umanità ne unificava i diversi filoni spirituali, da Platone al Cristianesimo.

Fu così che nel Rinascimento, all'interno di certi ambienti alchemico-cristiani dell'Europa, aveva ripreso vigore una visione esoterica dell'essere umano, concepito come un microcosmo in cui si riflette il macrocosmo,[8] e quindi come un insieme di parti che concorrono a formare un tutto organico, ognuna delle quali veniva associata ad esempio ad un particolare pianeta, o un particolare metallo.[9] All'interno del neoplatonismo confluivano anche concezioni del pitagorismo e del Corpus Hermeticum, la dottrina già ripresa, almeno in parte, da Porfirio, da Giamblico e Proclo.[10]

Anche se con accezioni e funzionalità parzialmente diverse da quelle neoplatoniche, le distinzioni e le specifiche peculiarità attribuite ai corpi sono ritornate nelle dottrine esoteriche moderne, in particolare con la Società Teosofica fondata da Helena Blavatsky, e con l'antroposofia di Rudolf Steiner.

Le tre suddivisioni[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione occidentale, rifacendosi alle dottrine greche e giudaico-cristiane, ha generalmente proposto una suddivisione dell'essere umano in tre livelli. Platone lo suddivideva in tre componenti: quella razionale (loghistòn), quella volitiva (thumoeidès), e quella concupiscibile (epithymetikòn),[11] oppure, in un altro contesto: nous (intelletto), thumos (passione), e epithumia (appetito).[12] Aristotele differenziava invece le funzioni dell'anima umana in: intellettiva, sensitiva e vegetativa.[13] Queste suddivisioni sono state poi assimilate e integrate nella tripartizione evangelica fatta da Paolo di Tarso che distingueva il corpo, l'anima e lo spirito.[14]

I corpi sottili possono essere pensati come vari strati sovrapposti che ricoprono il corpo grossolano

Ogni livello è sua volta ulteriormente suddivisibile, compreso quello fisico, che può essere concepito come una composizione dei quattro elementi fondamentali (aria, acqua, terra, fuoco). Si tratta a ogni modo di distinzioni soggettive, relative ognuna alla visione di una particolare tradizione storica.

Secondo l'antroposofia steineriana, ad esempio, il primo livello è quello propriamente fisico, mentre ai due superiori (anima e spirito) si attribuisce un'ulteriore suddivisione a seconda dei vari livelli di densità. La costituzione occulta dell'uomo risulta quindi la seguente:[15]

Si tratta quindi di sette corpi in tutto, che nel lessico filosofico greco-latino trovano corrispondenza nei seguenti termini:[16]

  1. σῶμα (Soma) / Corpus
  2. ψυχῆ (Psyche) / Anima
  3. σκιά o ὅχημα (Ochema) / Umbra
  4. εἴδωλον (Eidolon) / Imago
  5. Φάσμα (Phasma) / Manes
  6. διάνοια (Dianoia) / Mens
  7. νοῦς (Nus) / Spiritus

Corpo grossolano[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo grossolano non è altro che il corpo fisico, soggetto a nascita e morte. Esso è ovviamente il corpo più denso in modo assoluto, tant'è che può essere percepito con i normali organi di senso. Rudolf Steiner lo equipara alla condizione dei minerali, sebbene le forze in esso attive siano poste al servizio di altre componenti più elevate:

« Il corpo fisico è, nel mondo manifesto, ciò in cui l'uomo è simile al mondo minerale; d'altra parte, non può considerarsi corpo fisico ciò che differenzia l'uomo dal minerale. Da questo punto di vista, il fatto di massima importanza è che la morte mette in evidenza quella parte dell'entità umana, che, sopravvenuta la morte, è della stesssa natura del mondo minerale. Possiamo accentuare il fatto che in questo elemento costitutivo della natura umana, cioè nel cadavere, sono attive le stesse sostanze e le stesse forze del regno minerale; ma occorre insistere non meno vivamente sul punto che con la morte questo corpo fisico entra in decomposizione. »
(R. Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali [1910], cap. II, trad. di E. De Renzis ed E. Bataglini, Bari, Laterza, 1947)

Corpo sottile[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni organi eterici secondo la tradizione indiana

Le dottrine metafisico-esoteriche definiscono genericamente corpo sottile ogni tipo di struttura extracorporea che convive con la struttura fisica, e di cui ogni essere vivente è dotato. Le terapie che utilizzano il concetto di vibrazione, come l'omeopatia o i fiori di Bach, si propongono di agire su questo tipo di struttura.

Presso la filosofia orientale, il corpo sottile indica il campo di energia composto dagli organi "eterici" che hanno ognuno un corrispondente sul piano fisico, come il cuore, il fegato, e così via. Nella tradizione indiana vi sono poi quegli organi conosciuti come i chakra, la kundalini, e i flussi di energia vitale (prana che scorre nei nadi), mentre nella tradizione cinese ad esso appartengono i meridiani e gli altri organi come il triplice riscaldatore. L'insieme di questi corpi formano i vari strati dell'aura, legati tra di loro in modo tale che ogni cambiamento a livello fisico si manifesti dapprima nel corpo eterico, poi in quello astrale poi in quello mentale e infine in quello causale; viceversa i cambiamenti del corpo fisico vengono avvertiti come cambiamenti di colore negli strati dell'aura prima di arrivare agli strati interni del corpo fisico.

Il corpo sottile è quindi solitamente suddiviso in:

Corpo eterico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Etere (elemento classico).

È il più denso di tutti e il più direttamente connesso con il corpo fisico. I cambiamenti dello stato fisico sono immediatamente avvertiti come variazioni di energia nel corpo eterico. La sua funzione è quella di strutturare dinamicamente il corpo fisico secondo un'articolazione intelligentemente prevista ma non personalizzata. Gli spiritisti chiamano il corpo eterico anche perispirito,[17] intendendolo come una specie di raccoglitore di involucri strumentali dello Spirito, oppure doppio eterico, essendo in fondo un duplicato del corpo fisico, il quale ne risulta modellato.[17] Su di esso sono situati i chakra, e vi affluisce il prana, ossia di quel tipo di energia funzionale al nutrimento della dimensione psichica.[17]

Steiner lo chiama anche «corpo vitale», trattandosi di quel veicolo che conferisce vitalità all'organismo, e a cui riconosce, pur con molti distinguo, una certa parentela col concetto di forza vitale di cui parlavano gli scienziati nella prima metà del XIX secolo, prima che venisse bandito dalla biologia.[18] Il corpo eterico è ciò che accomuna l'uomo ai vegetali ed alle piante, le quali vivono come in uno stato permanente di sonno.

« L'uomo ha in comune con il mondo vegetale il corpo eterico, come quello fisico con il minerale. »
(R. Steiner, ivi)

La separazione del corpo eterico dal corpo fisico è ciò che sul piano visibile determina la morte.

Corpo astrale, animico, o emozionale[modifica | modifica wikitesto]

È meno denso ma ancora più complesso del corpo eterico; riflette lo stato emotivo dell'individuo, ed è sede e motore dei sentimenti, dei desideri, delle emozioni.[17]

Poiché ogni passione ha la sua tonalità astrale, i suoi colori si riverberano sull'involucro generale dell'aura. Helena Blavatsky lo scompone in sette principi, prossimi al livello fisico. Rudolf Steiner lo chiama anche «corpo psichico», «corpo di coscienza», e a volte «corpo dei desideri». Non è associato a forme fisiche o eteriche, ma possiede forma ovoidale ed è percorso da correnti di forze psichiche che si manifestano in maniera luminosa, colorata o trasparente. È strettamente collegato con le ghiandole endocrine, ed è a partire da questo livello che avrebbero origine il 90% delle malattie fisiche.[17]

Secondo Steiner, il corpo astrale è responsabile dello stato di veglia a cui ci ridestiamo dopo il sonno. Durante lo stato di incoscienza del sonno, il corpo astrale si separa da quello eterico: mentre il secondo rimane all'interno del corpo fisico, il primo deve esplicare la sua azione in un ambiente astrale extra-corporeo dove poter reintegrare quelle forme e quei modelli da veicolare al corpo eterico, funzionali a sua volta della conservazione del corpo fisico.

« L'osservazione dei sensi non riguarda invero il corpo astrale stesso, ma soltanto i suoi effetti su ciò che è manifesto; e questi durante il sonno non sono direttamente visibili. Nello stesso senso in cui l'uomo ha in comune con i minerali il corpo fisico e con le piante il corpo eterico, così egli ha il corpo astrale in comune con gli animali. »
(R. Steiner, ivi)

Trattandosi di un terzo strato, il corpo astrale non ha, di per sé, influenza diretta sul corpo fisico; la sua azione sulla materia passa sempre per il sostrato eterico, fungente da guaina di protezione.

Anche Porfirio e Giamblico parlavano di un sostrato a cui l'anima eterica si associa una volta uscita dal corpo fisico, in attesa di reincarnarsi. In questi scritti neoplatonici è definito ὅχημα, veicolo dell'anima. In seguito sarà poi concepito come associato all'anima anche quando si trova incarnata in un corpo.[19]

Corpo mentale[modifica | modifica wikitesto]

È costituito dall'unione della mente con gli organi di percezione, ed è il corpo adibito alla formulazione del pensiero. Sede dell'Io e delle intuizioni,[17] ma ancora al di sotto della percezione pura dello Spirito, non ha un corrispettivo sul piano sensibile, nè su quello animale, ed è pertanto esclusivo dell'essere umano.

Rudolf Steiner a questo livello non parla di corpo ma di anima, distinguendola in tre componenti:

  • anima senziente;
  • anima razionale;
  • anima cosciente.

L'anima senziente può tuttavia essere identificata con il precedente corpo astrale, mentre l'anima cosciente con il livello successivo del Sè spirituale. L'anima razionale è invece quella che caratterizza più propriamente l'Io, a cui l'uomo riesce a pervenire tramite la propria autocoscienza. D'altronde è proprio l'autocoscienza quella che differenzia l'uomo dagli animali, e che operando nell'ambito della razionalità, consente il perdurare della conoscenza tramite la memoria.

« Come il corpo fisico si disgrega quando non lo tiene assieme il corpo eterico, come il corpo eterico cade nell'incoscienza quando non lo illumina il corpo astrale, così il corpo astrale dovrebbe lasciar cadere il passato continuamente nell'oblio, se l'«Io» non lo preservasse richiamandolo in vita nel presente. L'oblio per il corpo astrale equivale alla morte per il corpo fisico e al sonno per il corpo eterico. Si può anche dire: del corpo eterico è proprio il vivere, del corpo astrale l'aver coscienza, dell'Io il ricordare. »
(R. Steiner, ivi)

Fin qui questi diversi corpi costituirebbero, attraverso la loro sintesi, la personalità dell'uomo (storica e psicosociale) che si rinnova o si trasforma attraverso la reincarnazione.

Corpo spirituale[modifica | modifica wikitesto]

È la controparte spirituale del corpo eterico (o vitale). Il corpo spirituale è la «Luce interiore chiamata Anima» (Alice A. Bailey). Gli orientali parlano a questo livello di corpo causale, prima origine di ogni altra manifestazione.

Il corpo esoterico nelle dottrine orientali[modifica | modifica wikitesto]

Tradizione indiana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Kosha.

La scuola filosofica induista dell'Advaita Vedānta identifica con il termine Kosha (lett. involucro o guaina) i cinque corpi che rivestono l'Ātman, l'essenza immortale fatta di pura beatitudine. Questi cinque involucri, velando la verità di Brahman (radice impersonale e metafisica dell'esistenza, e principio fondante di ogni realtà), generano la manifestazione stessa (in tutti i suoi aspetti), il senso dell'Io e quello di separatività, che l'uomo deve gradualmente superare per riscoprire la propria autentica identità: di essere il Brahman.

Medicina tradizionale cinese[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la medicina tradizionale cinese il corpo umano è pervaso a livello eterico da un'energia (qi) che scorre nei meridiani. I vari organi, ognuno dei quali è associato ad uno dei dodici meridiani principali, sono visti come una funzione particolare in cui si specializza quest'energia. Esiste cioè un cuore, un intestino, un polmone, e così via, non solo del corpo fisico, ma anche dell'anima, dei pensieri, dei sentimenti.[20] Gli organi-funzione sono complessivamente i seguenti: rene, vescica, fegato, cistifellea, stomaco, milza-pancreas, polmone, intestino crasso, cuore, intestino tenue, pericardio e triplice riscaldatore.

Triplice riscaldatore[modifica | modifica wikitesto]

Triplice riscaldatore, o triplice focolare, nella terminologia MTC denota un organo di materia fine, situato all'altezza dello stomaco, che non trova corrispondenza sul piano fisico. È incaricato di trasformare gli alimenti in energia, ed è perciò suddiviso in tre parti: quella centrale si occupa più propriamente di questa trasformazione, generando un flusso di energia pura, che viene indirizzata verso l'alto dalla parte superiore del focolare. All'altezza dei polmoni questo flusso si mescola con l'energia cosmica penetrata attraverso l'aria, andando a costituire la prima forma di energia di cui si serve l'essere umano. Viene poi generato anche un flusso di energia impura, trattata invece dalla parte inferiore dell'organo. Dopo una prima depurazione essa giunge così, attraverso un canale interno, fino ai reni, dove viene ulteriormente depurata. L'energia di scarto finisce nell'urina, mentre quella purificata percorre un canale che collega i reni al fegato, e di qui al meridiano della cistifellea. Quest'ultimo fuoriesce infine all'altezza dell'angolo esterno dell'occhio, determinando l'alternanza degli stati sonno-veglia.[21] In definitiva, il triplice riscaldatore è caratterizzato da numerose connessioni energetiche con le altre parti del corpo e rappresenta in generale l'organo della vitalità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ad esempio in alcune scuole induiste Vedānta.
  2. ^ Sul significato di «anatomia occulta», cfr. P. Vercellesi, L'aura, Xenia, 2007, pp. 19-20.
  3. ^ Trad. in Perone, Storia del pensiero filosofico, vol. II, Torino, SEI, 1989, pag. 23.
  4. ^ Per indicare le due facoltà, Agostino d'Ippona utilizzava in alternativa anche i termini ratio superior e ratio inferior (De Trinitate, XII, 3).
  5. ^ Ribadita da Tommaso d'Aquino, in Summa Theologiae, I, q. 79, a. 8.
  6. ^ Nicola Cusano ad esempio distingueva la ragione, limitata dal principio di non-contraddizione e comune anche agli animali, dall'intelletto, posto ad un grado più elevato, il quale riesce ad intuire la comune radice della molteplicità risalendo a quella "coincidenza degli opposti" che è propria di Dio: «Grazie alla dotta ignoranza, l'intelletto si innalza a giudice della ragione discorsiva» (Cusano, Apologia doctae ignorantiae, h II, S. 16, Z. 1-6).
  7. ^ Enciclopedia Treccani alla voce "Marsilio Ficino".
  8. ^ Ubaldo Nicola, Atlante illustrato di filosofia, p. 224, Giunti Editore, 1999.
  9. ^ Eugenia Casini-Ropa, Francesca Bortoletti, Danza, cultura e società nel Rinascimento italiano, p. 45, Ephemeria, 2007.
  10. ^ Clemens Zintzen, Die Wertung von Mystic und Magie in der neuplatonischen Philosophie, in «Rheinisches Museum für Philologie», 108 (1965), pp. 71-100.
  11. ^ Mito del carro e dell'auriga, Fedro, 246 A – 249 B.
  12. ^ Platone, Repubblica, libro IV.
  13. ^ Aristotele, De Anima, 414 a 29 - 415 a 10.
  14. ^ «Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, "spirito", "anima" e "corpo", si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo» (Paolo, Prima lettera ai Tessalonicesi, 5, 23).
  15. ^ Si fa riferimento alla terminologia usata in L'aura, a cura di P. Vercellesi e P. Gasparri, Xenia, 2007, pag. 27.
  16. ^ Vercellesi e Gasparri, op. cit., p. 27.
  17. ^ a b c d e f Emilio De Tata, Numerologia medicale. Le origini delle malattie e la loro possibile risoluzione, pp. 31-35, Mediterranee, 2006.
  18. ^ R. Steiner, La scienza occulta nelle sue linee generali [1910], cap. II, trad. di E. De Renzis ed E. Bataglini, Bari, Laterza, 1947.
  19. ^ Cfr. Giuseppe Muscolino, La demonologia di Porfirio e il culto di Mitra.
  20. ^ Dianne M. Connelly, Traditionelle Akupunktur: Das Gesetz der fünf Elemente, Endrich, 1975.
  21. ^ Guido Fisch, Akupuntur. Chinesische Heilkunde als Medizin der Zukunft, Stoccarda, Deutsche Verlagsanstalt 1973, pp. 27-29.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annie Besant e C.W. Leadbeater, Cenni sulla morte, Roma, Società Teosofica Italiana, 1962
  • Alice A. Bailey, Trattato di magia bianca, Roma, Napoleone, 1971, 2 voll.
  • Franz Bardon, Iniziazione all'ermetica, Roma, Astrolabio, 1978
  • Joseph Head e S.L. Cranston (a cura di), Il libro della reincarnazione, Milano, Armenia, 1980
  • Yoghi Ramacharaka, La vita dopo la morte, Genova, I Dioscuri, 1987
  • Papus, La filosofia occulta e la magia, Genova, I Dioscuri, 1989
  • Annie Besant, Unità essenziale di tutte le religioni, Genova, I Dioscuri, 1990, titolo originale Religioni e morale nella loro Unità essenziale
  • Helena Petrovna Blavatskij, Il libro dei precetti aurei e altri frammenti, Firenze, Giunti - Demetra, 2008, Introduzione di Diego Meldi
  • Vivekacūḍāmaṇi. Traduzione e commento di Raphael - Ed. Asram Vidya

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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