Luigi Schiavonetti

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Frontespizio del poema The Grave di Robert Blair con i disegni di William Blake incisi da Schiavonetti

Luigi Schiavonetti (Bassano del Grappa, 10 febbraio 1764Londra, 7 giugno 1810) è stato un incisore e acquafortista italiano della Repubblica di Venezia, trasferitosi in Gran Bretagna dal 1790.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Divenne apprendista del pittore Giulio Golini all'età di tredici anni, dedicandosi in seguito alla tecnica dell'incisione.

Lavorò quindi per l'incisore Gaetano Testolini per il quale eseguì ottime imitazioni delle opere di Francesco Bartolozzi, artista dal quale Schiavonetti riprese lo stile, soprattutto la caratteristica tecnica punteggiata "a granito". Nel 1790 Testolini fu invitato a Londra da Bartolozzi e non appena l'ultimo vide le imitazioni dei suoi lavori volle subito Schiavonetti al suo fianco come primo assistente.

Nella sua carriera si dedicò molto all'illustrazione dei libri; tra le incisioni più celebri la Battaglia di Cascina di Michelangelo, Mater Dolorosa di Antoon van Dyck, La Descente des Troupes Anglaises en Egypte le 8me de Mars 1801 di Philippe-Jacques de Loutherbourg, Troilus and Cressida, Act V, Scene II di Angelica Kauffman per la versione illustrata del Boydell Shakespeare Gallery di William Shakespeare, un ritratto di Maria Cosway e un altro commissionato dalla stessa che sarebbe il primo ritratto apparso in Inghilterra di Napoleone Bonaparte.

Dal 1805 al 1808 fu ingaggiato per intagliare le illustrazioni di William Blake del poema The Grave di Robert Blair.

Eseguì inoltre ritratti della Regina di Prussia, del Duca di York e di William Blake.

L'intaglio per Canterbury Pilgrims di Thomas Stothard fu uno dei suoi ultimi lavori e che lasciò incompiuto alla sua morte; ripreso in seguito dal fratello minore Niccolò, venne ultimato dall'incisore James Heath.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(parziale)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Luigi Schiavonetti, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  2. ^ a b c d e f g h i Enciclopedia italiana, 1936

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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