Duomo di San Giorgio (Ragusa)

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Insigne collegiata di San Giorgio
Cathedral Ragusa Ibla.JPG
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Località Ragusa-Stemma.png Ragusa
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Giorgio
Diocesi Diocesi di Ragusa
Architetto Rosario Gagliardi
Stile architettonico Barocco siciliano, neoclassico
Inizio costruzione 1739
Completamento 1775 circa

Coordinate: 36°55′36″N 14°44′31″E / 36.926667°N 14.741944°E36.926667; 14.741944

L'insigne collegiata di San Giorgio (conosciuta anche come Duomo di San Giorgio) è il principale luogo di culto cattolico di Ragusa, uno dei monumenti più importanti della città di Ragusa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre della città intitolata al patrono della città, prima del 1693 sorgeva all'estremità est dell'abitato, nei pressi dell'attuale giardino Ibleo, dove si trova ancora il grande portale quattrocentesco, di stile gotico-catalano, unica vestigia rimasta dell'antico tempio.

La chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto e restarono in piedi parte della facciata, alcune cappelle e parte della Cappella maggiore, per cui venne costruito un ampio locale adiacente alla navata sinistra del vecchio tempio, in cui poter svolgere le funzioni.

Nel secondo quarto del XVIII secolo, si decise di trasferire la chiesa nel sito della vecchia di San Nicola, che fino al XVI secolo era stata la parrocchia dei fedeli di rito greco e successivamente, passata al rito latino, era divenuta "chiesa sacramentale" di San Giorgio.

Del progetto venne incaricato nel 1738 Rosario Gagliardi, architetto di Noto, uno dei protagonisti della ricostruzione barocca, di cui questo edificio è forse l'opera migliore: infatti per costruirla l'artista ideò un superbo gioco di prospettiva; orientò la chiesa un po' più a sinistra della piazza antistante (lo si può ben notare) così che la futura cupola fosse visibile dietro l'imponente facciata a campanile, caratteristica peculiare delle chiese del Gagliardi.

La prima pietra fu posta il 28 giugno del 1739, come ricorda una lapide murata sul lato destro della scalinata, e tuttavia, come ricorda l'enigmatica iscrizione posta sul lato opposto, i lavori poterono cominciare solo nel 1744. Il 5 ottobre 1775, con la "salita" delle campane, si conclusero i lavori della facciata. Secondo tradizione la cupola sarebbe stata progettata e realizzata nel 1820 dal capomastro ragusano Carmelo Cultraro, su modello di quella del Pantheon di Parigi, ma recenti studi e riscontri archivistici ne assegnano la paternità all'architetto Stefano Ittar.

Al Vescovo venne intitolato l'altare del transetto destro che probabilmente è posto nel luogo in cui sorgeva l'altare maggiore dell'antica chiesa.[senza fonte] L'ultima modifica del complesso risale al 1890, quando venne realizzata l'inferriata che cinge la scalinata. Il Duomo è stato immortalato in innumerevoli film e serie televisive tra cui : Kaos, Il commissario Montalbano, la seconda serie di L'onore e il rispetto ecc. Nell'attiguo museo del Duomo sono conservate le vestigia dell'antica San Giorgio, compreso un magnifico altare cinquecentesco del Gagini.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto di Rosario Gagliardi, di cui si conservano le tavole originali, è caratterizzato dalla monumentale facciata a torre che ingloba il campanile nel prospetto e termina con una cuspide a bulbo, richiamando i tabernacoli lignei, seicenteschi, delle chiese cappuccine.

La collocazione della chiesa al termine di un'alta scalinata e la posizione obliqua rispetto alla piazza sottostante accentuano l'imponenza e gli effetti plastici, creati da una lieve convessità del partito centrale e dalla presenza delle colonne libere. Due coppie di volute fanno da raccordo tra i diversi livelli ospitando, rispettivamente, le statue di San Giorgio e San Giacomo in basso, e quelle di San Pietro e San Paolo in alto.

Sulla cuspide, sotto la croce, si legge la data 1775, che indica la conclusione dei lavori della facciata.

Nel primo ordine del partito centrale si apre un grande portale con cornice mistilinea, ricca di fregi e rilievi a motivi vegetali, mentre le porte lignee hanno una preziosa decorazione scultorea, in sei riquadri, con la raffigurazione di episodi del martirio di San Giorgio, opera dell'intagliatore palermitano Vincenzo Fiorello, che li realizzò nel 1793.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno, a croce latina, con le braccia chiuse da absidi semicircolari, è sereno ed equilibrato e viene diviso in tre navate da dieci robusti pilastri in pietra, con un'ampia zoccolatura in pece. Gli intagli che decorano il cornicione e i capitelli dei pilastri furono realizzati tra il 1779 ed il 1781 dagli scultori Giambattista Muccio e Giorgio Nobile di Ragusa.

L'interno

Nell'incrocio del transetto con la navata centrale si eleva la cupola di gusto neoclassico, a doppia calotta, poggiante su due file di colonne: in precedenza libere, oggi lo spazio tra di esse è occupato da vetri che donano alla cupola il caratteristico colore blu che forma un panorama inimitabile con il complesso di Ragusa Ibla.

Questa chiesa trova corrispondenza non tanto nell'architettura italiana, ma è molto più simile ai modelli dell'Europa del nord, come le chiese londinesi di Hawksmoor e quelle di Neumann in Franconia che sviluppano in facciata il tema del partito centrale a torre.[senza fonte]

Nelle cappelle delle navate laterali si trovano tele di alcuni dei più celebri artisti del settecento siciliano: Vito D'Anna, Giuseppe Tresca. Di Antonio Manno il dipinto raffigurante Cristo che appare a Santa Gaudenzia del 1782, e il Cristo alla colonna documentato in sagrestia.

Sopra le porte laterali sono conservati i due simulacri che vengono portati in processione per le strade, durante la festa patronale di San Giorgio: la statua del Santo a cavallo opera dello scultore palermitano Girolamo Bagnasco, che la realizzò nel 1874, e la grande cassa-reliquiario in lamina d'argento sbalzata, opera del 1818 dell'argentiere palermitano Domenico La Villa.

Nell'adiacente sacrestia si conserva un resto della monumentale cona in pietra calcarea che lo scultore Antonello Gagini aveva scolpito per la vecchia chiesa di San Giorgio tra il 1573 e il 1576. Dalle rovine della chiesa furono recuperate tre nicchie e quattro statue che, pur assemblate in modo alquanto scorretto, danno tuttavia una idea della magnificenza dell'opera originaria.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Nell'intercolumnio fra l'ultima campata della navata laterale di sinistra e quella centrale, sopra l'apposita cantoria, si trova l'Organum maximum[1] capolavoro della ditta Serassi opus 833, costruito tra il 1881 e il 1882[2].

Lo strumento è a trasmissione integralmente meccanica, con tre tastiere di 61 note ciascuna con prima ottava cromatica estesa e pedaliera a leggio di 18 note ottava cromatica estesa, per un totale di 3368 canne, di cui 23 di Principale in facciata disposte in tre cuspidi.

La disposizione fonica dello strumento è la seguente[3]:

Prima tastiera - ripieno grand'organo
Principale I 16' Bassi
Principale I 16' Soprani
Principale II 16' Bassi
Principale II 16' Soprani
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava I 4' Bassi
Ottava I 4' Soprani
Ottava II 4'
Duodecima 2.2/3'
Quintadecima I 2'
Quintadecima II 2'
Decimanona I 1.1/3'
Decimanona II 1.1/3'
XXII I 1'
XXII II 1'
XXVI-XXIX I 2/3'
XXVI-XXIX II 2/3'
XXXIII-XXXVI I 1/3'
XXXIII-XXXVI II 1/3'
XL-XLIII I 1/6'
XL-XLIII II 1/6'
Prima tastiera - concerto grand'organo
Terza mano
Campanelli
Corno da caccia Soprani
Cornetto 2 file Soprani
Cornetto 2 file Soprani
Fagotto 16' Bassi
Trombe 16' Soprani
Clarone 8' Bassi
Trombe 8' Soprani
Violoncello Bassi
Corno inglese
Trombe a squillo
Viola Bassi
Violone Bassi
Flauto reale 8' Soprani
Voce umana I 8'
Voce umana II 8'
Seconda tastiera - Eco espressivo
Principale 8' Bassi
Principale 8' Soprani
Ottava 4' Bassi
Ottava 4' Soprani
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Ripieno 3 file
Clarinetto di concerto Soprani
Viola Bassi
Flauto in VIII Bassi
Flauto a camino Soprani
Violino Soprani
Arpone Bassi
Cornamusa Soprani
Violoncello Bassi
Voce angelica
Voce umana 8'
Terza tastiera - Armonio Espressivo
Uccelletti
Ottava 4' Bassi
Principale 8' Soprani
Corno bassetto Soprani
Fluttina a cariglione 8' Soprani
Violetta Soprani
Voce flebile Soprani
Oboe Soprani
Tremolo
Pedale
Contrabbassi I 16'
Contrabbassi II 16'
Violone 8'
Bombarde 16'
Tromboni 16'
Timballi
Bassi armonici

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ in quanto sintesi della migliore arte organaria dei Serassi, iscrizione sopra la cantoria [1]
  2. ^ Gli organi Serassi in Sicilia: il caso Ragusa
  3. ^ dati tecnici dell'organo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Fichera, G.B. Vaccarini e l'architettura del Settecento in Sicilia. Roma, 1934.
  • S. Boscarino, Stefano Ittar, in «IDEM», Studi e rilievi di architettura siciliana. Messina, 1961.
  • G. Gangi, Il Barocco nella Sicilia Orientale. Roma, 1964.
  • Autori vari. Rosario Gagliardi e l'architettura barocca in Italia e in Europa in Annali del Barocco in Sicilia. Roma, Gangemi editore, 3/1996.
  • M. Giuffrè (a cura di), L'architettura del Settecento in Sicilia. Palermo, 1997.
  • Giuseppe Antoci, Francesco e Stefano Brancato, I monumenti del tardo barocco a Ragusa. Ragusa, Nonsolografica editrice, 2003.
  • Carlo Ruta (a cura di), Barocco in Val di Noto. Messina, Edi.bi.si. 2003.
  • Marco Rosario Nobile, Prima e dopo. Disegni per il prospetto della chiesa di S. Giorgio a Ragusa, in "Lexicon" n. 8, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]