Simboli della Lombardia

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Rosa Camuna
Flag of Lombardy square.svg
Blasonatura
Di verde, alla Rosa camuna d'argento.

I simboli della Lombardia, regione italiana dell'Italia settentrionale, sono, ai sensi dello statuto d'autonomia della regione, la bandiera, lo stemma, il gonfalone e la festa del 29 maggio[1].

La Regione Lombardia non ha una bandiera ufficiale, ma negli uffici pubblici e nelle manifestazioni viene utilizzato lo stemma raffigurante una rosa camuna stilizzata adattato in forma di bandiera e adottato ufficialmente insieme al gonfalone con la legge regionale n°85 del 12 giugno 1975[2] su proposta dell'allora assessore alla cultura Sandro Fontana: tale stemma fu disegnato nello stesso anno da Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari[3]. La Regione Lombardia, che è depositaria del marchio, ne regola l'utilizzo[4].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma ufficiale della Lombardia è costituito da una rosa camuna, antico simbolo solare, presente in 94 delle circa 140.000 incisioni rupestri della Val Camonica, in provincia di Brescia. Queste incisioni sono state realizzate dal Mesolitico (VIII-VI millennio a.C. circa) all'Età del ferro (I millennio a.C.) da diversi antichi popoli, tra cui i Camuni[5]. Le incisioni realizzate da questi ultimi, tra cui figura l'omonima rosa, sono state eseguite durante l'Età del ferro[5].

La rosa camuna stilizzata sullo stemma della regione è in argento, a simboleggiare la luce. Sullo sfondo, il colore verde rappresenta la Pianura Padana. Adottato ufficialmente insieme al gonfalone con la legge regionale n°85 del 12 giugno 1975[2], è stato introdotto su proposta dell'allora assessore alla cultura Sandro Fontana, e disegnato nello stesso anno da Pino Tovaglia, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Bruno Munari[3].

Bandiera[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera della Lombardia
Bandiera della Lombardia
Proporzioni2:3
Simbolo FIAVBandiera civile
ColoriRGB

     (R:0 G:160 B: 64)

     (R:255 G:255 B:255)

Usocivile
Tipologiaregionale
Adozionenon adottata ufficialmente
EnteLombardia (Regione italiana)
Proposte per la nuova
bandiera della Lombardia
Bozzetto 1
Bozzetto 2
Bozzetto 3
Bozzetto 4
Bozzetto 5
Bozzetto 6
Bozzetto del 2011
Bozzetto del 2015

La Lombardia non ha una bandiera ufficiale: ai fini istituzionali è usato lo stemma adattato in forma di bandiera. A partire dal 1990, con la V legislatura, il partito politico della Lega Lombarda, poi diventata Lega Nord, ha proposto l'adozione, come vessillo ufficiale, della bandiera di Milano, ovvero di una bandiera bianca con croce di San Giorgio rossa al centro, che fu usata anche dalla Lega Lombarda medievale, lasciando che l'utilizzo della rosa camuna fosse limitato esclusivamente allo stemma e al gonfalone. Il vessillo bianco crociato di rosso era presente sul Carroccio della Lega Lombarda medievale nel 1176 durante la battaglia di Legnano e fu anche portato a Gerusalemme dai lombardi nella Prima Crociata del 1096[6].

Questa proposta fu ripresentata anche nella VI legislatura, ancora senza seguito. Nel 2002, durante la VII legislatura della Regione Lombardia, è stata riproposta dai partiti Lega Nord, Forza Italia e Alleanza Nazionale l'adozione ufficiale di una bandiera con una croce di San Giorgio rossa in campo bianco, sempre senza ulteriore corso[7][8]. La proposta è poi stata ripresentata anche nella VIII, IX e X legislatura, fino ad oggi senza seguito.

Nel 2006 uno studio commissionato dall'IRER (Istituto Regionale delle Ricerche)[9] ha riproposto l'adozione della bandiera di Milano e della Lega Lombarda medievale, poi utilizzata anche dal Ducato di Milano, ovvero la croce di San Giorgio rossa su campo bianco, seppur con una grafica modernizzata. Lo studio ha considerato il fatto che anche i territori di Brescia, Bergamo e Crema, pur essendo per lungo tempo stati parte della Repubblica di Venezia, sono appartenuti al Ducato di Milano per qualche decennio all'inizio del XV secolo. La proposta non ha però trovato seguito né in Giunta, né in Consiglio.

Nel 2011, la Regione ha proposto una nuova bandiera ufficiale coniugante la rosa camuna e la croce di San Giorgio. Il 16 settembre 2011 ne sono stati diffusi i primi bozzetti, che sono stati sottoposti a sondaggio sul Corriere della Sera, ma senza seguito[10]. Il 12 marzo 2015 è stata proposta dalla maggioranza di centrodestra un'altra possibile variante dell'unione tra i due vessilli[11].

Un'altra possibilità vagliata dalla Regione è l'adozione ufficiale della bandiera verde con la rosa camuna argento, già diffusa e utilizzata finora come bandiera de facto[12][13].

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Regione-Lombardia-Gonfalone.png

Il gonfalone della Lombardia è costituito da una riproduzione del Carroccio, grande carro a quattro ruote recante le insegne cittadine attorno al quale si raccoglievano e combattevano le milizie dei comuni medievali dell'Italia settentrionale, di cui rappresentava l'autonomia[14], e dallo stemma della regione. Le dimensioni della gonfalone della Lombardia sono di 3x2 m e i nastri e la cravatta sono nei colori nazionali.

Il gonfalone, che è scortato da addetti con uniformi tipiche, così descritto:

« Il Gonfalone della Regione, di colore verde e delle dimensioni di metri 3x2, riproduce il Carroccio e lo Stemma regionale. La cravatta e i nastri sono nei colori nazionali »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone della Lombardia è stato insignito dalla seguente onorificenza:

Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[15]»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D. P. C. M. 19 dicembre 2008

Festa[modifica | modifica wikitesto]

La festa regionale della Lombardia, che è stata istituita con la legge regionale n°15 del 26 novembre 2013[2], si celebra il 29 maggio in ricordo della vittoria della Lega Lombarda sulle truppe imperiali di Federico Barbarossa nella battaglia di Legnano, scontro armato avvenuto il 29 maggio del 1176 nei dintorni della città omonima con cui venne posta la fine al disegno egemonico dell'imperatore germanico sui comuni medievali del Nord Italia[16].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta del Regno Longobardo la Lombardia non ha mai avuto, se non per brevi periodi, uno stato unitario. Questo a causa delle rivalità comunali e all'ingerenza di potenze straniere. Esistono tuttavia diversi vessilli e simboli che, in vari momenti storici, hanno rappresentato almeno in parte il suo territorio.

Lega Lombarda[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bandiera di Milano, Lega Lombarda e Battaglia di Legnano.

La prima bandiera a poter essere definita lombarda è la croce di San Giorgio rossa in campo bianco portata nel 1176 dalla Lega Lombarda nella battaglia di Legnano, scontro armato avvenuto il 29 maggio 1176 contro l'esercito di Federico Barbarossa. Della Lega Lombarda facevano parte anche molte città della Pianura Padana all'esterno dei confini amministrativi attuali, mentre altre città lombarde filo imperiali, come Como, non avevano aderito all'alleanza militare rimanendo sodali a Federico Barbarossa.

Venne probabilmente scelta come vessillo della coalizione militare perché bandiera della città di Milano, capofila della rivolta e rasa al suolo dall'imperatore Federico Barbarossa, e perché simbolo guelfo (quest'ultimo era in contrasto con la croce ghibellina, bandiera di Como, che era bianca in campo rosso e che derivava dalla blutfahne)[17].

Ducato di Milano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bandiera di Milano e Ducato di Milano.
Massima espansione del Ducato di Milano (in verde) alla morte di Gian Galeazzo Visconti (1402)

Con la fondazione del Ducato di Milano nel 1395, Stato preunitario che nel momento della sua massima espansione (1402) comprendeva l'intero territorio lombardo ad eccezione della città di Mantova, come vessillo di Stato fu mantenuta l'antica bandiera di Milano, ossia uno stendardo bianco con una croce di San Giorgio di colore rosso[18].

A seconda del periodo storico e – in particolare – della dinastia regnante che ha dominato la città, si sono succeduti diversi stendardi civici (il cosiddetto Vexillum civitas, che poteva essere utilizzato anche come bandiera di guerra), che di volta in volta hanno rappresentato la famiglia nobiliare che ha governato il ducato milanese, fermo restando la conservazione della primigenia bandiera cittadina bianca con croce di San Giorgio di colore rosso come vessillo ufficiale dello Stato (il cosiddetto Vexillum publicum)[18][19]. A questi due vessilli si aggiungeva il Vexillum populus, ovvero lo stendardo del popolo, che aveva raffigurata l'effigie di sant'Ambrogio: tale soggetto è stato poi ripreso dall'Aurea Repubblica Ambrosiana, esistita dal 1447 al 1450, per la propria bandiera[19].

La bandiera di guerra del Ducato di Milano fu invece un vessillo usato dal 1277 al 1540 dai Visconti e poi dagli Sforza avente al centro un biscione nell'atto di ingoiare un fanciullo: il "biscione" è poi diventato uno dei simboli più celebri di Milano[20]. Da questa bandiera di guerra è derivato lo stendardo civico dei Visconti, che aggiunsero al biscione, nel 1329, un'aquila imperiale nera su sfondo oro (in onore all'ottenimento del vicariato imperiale da parte di Azzone Visconti) e che fu poi mantenuto dagli Sforza[20].

Un'eccezione fu lo stendardo civico usato dal 1395 al 1402, nei primi anni del Ducato, dove erano raffigurati il Giglio di Francia, concesso dal re di Francia Carlo VI per il matrimonio del duca con Isabella di Valois, e il biscione: poi, in sostituzione del Giglio di Francia, fu ripristinata l'aquila imperiale viscontea[20].

Repubblica di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Guerre di Lombardia.

In seguito alla vittoria del conte di Carmagnola nella battaglia di Maclodio sulle truppe del Ducato di Milano (scontro facente parte delle cosiddette "Guerre di Lombardia") le città lombarde di Brescia e Bergamo passarono, nel 1428, alla Repubblica di Venezia, che garantì loro una larghissima autonomia. Nella Lombardia orientale fu quindi usato, fino al trattato di Campoformio del 1797, come simbolo, il Leone di San Marco.

Aurea Repubblica Ambrosiana[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni dell'Aurea Repubblica Ambrosiana (1447-1450), venne scelta come bandiera la croce di San Giorgio con sovrapposta l'effige di Sant'Ambrogio.

Ducato di Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Il Marchesato e poi Ducato di Mantova (1433-1708) fu retto dai Gonzaga mantenendo la propria bandiera (croce patente rossa su campo bianco, con quattro aquile nei quarti) quasi invariata nei secoli.

Repubblica Cisalpina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1797, in seguito alla conquista napoleonica del Nord Italia, venne creata la Repubblica Cisalpina, Stato vassallo della Francia rivoluzionaria comprendente la Lombardia e parte dell'Emilia-Romagna, con capitale Milano. La bandiera del nuovo Stato fu un tricolore mutuato da quello francese, con il verde in luogo del blu.

Regno Lombardo-Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta di Napoleone Bonaparte e il ritorno dell'Ancien régime le potenze europee si riunirono al Congresso di Vienna per ridisegnare la carta dell'Europa. Nel Nord Italia venne creato il Regno Lombardo-Veneto, che comprendeva Lombardia e Veneto, la cui corona fu assegnata agli Asburgo d'Austria. La bandiera era un'aquila bicipite su sfondo verde, mentre lo stemma venne ottenuto inquartando il Leone di San Marco con il Biscione Visconteo, con al centro lo stemma degli Asburgo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge Regionale Statutaria n°1 del 30 agosto 2008 - Statuto d'autonomia della Lombardia, su normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  2. ^ a b c Simboli e ricorrenze istituzionali - Regione Lombardia, su regione.lombardia.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  3. ^ a b Giorgio Fioravanti. Il dizionario del grafico. Bologna, Zanichelli, 1993, p. 468. ISBN 88-08-14116-0.
  4. ^ Paolo Stefanini, La bandiera è di Formigoni e la gestisce lui, linkiesta.it, 26 febbraio 2011. URL consultato il 27 novembre 2017.
  5. ^ a b Il Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, vallecamonicaunesco.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  6. ^ Proposta di adozione ufficiale della bandiera della Lombardia, su web.archive.org. URL consultato il 27 novembre 2017.
  7. ^ Dietro la Croce di San Giorgio tutta la confusione della Lega, su lintraprendente.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  8. ^ Se l'indipendentismo leghista vuole la ciliegina senza la torta, su miglioverde.eu. URL consultato il 27 novembre 2017.
  9. ^ L'araldica della Regione Lombardia - Ricerca - Consiglio Regionale della Lombardia, su web.archive.org. URL consultato il 27 novembre 2017.
  10. ^ Sondaggio sul Corriere della Sera, su web.archive.org. URL consultato il 27 novembre 2017.
  11. ^ ANSA: Lombardia verso una nuova bandiera, su ansa.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  12. ^ TOMASI (PD): simbolo della Regione rimanga la Rosa Camuna, su blogdem.it. URL consultato il 27 novembre 2017.
  13. ^ Alex Storti, Nel nome della rosa, su dirittodivoto.org. URL consultato il 27 novembre 2017.
  14. ^ Ars Bellica - Le grandi battaglie della storia - La battaglia di Legnano, su www.arsbellica.it. URL consultato il 29 giugno 2015.
  15. ^ D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008
  16. ^ COSTANZA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 27 novembre 2017.
  17. ^ La Croce di Lombardia (PDF), su franciacortaprolombardia.files.wordpress.com. URL consultato il 24 novembre 2017.
  18. ^ a b Insegne e simboli. Araldica pubblica e privata, medievale e moderna (sezione III) (PDF), archivi.beniculturali.it. URL consultato il 15 novembre 2017.
  19. ^ a b Linee guida per l'applicazione del Patrocinio del Comune di Milano (PDF), comune.milano.it. URL consultato il 16 novembre 2017.
  20. ^ a b c Bandiera di Milano, digilander.libero.it. URL consultato il 15 novembre 2017.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]