Andrej Babiš

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Andrej Babiš
A Babiš Praha 2015.JPG

Primo ministro della Repubblica Ceca
In carica
Inizio mandato 6 dicembre 2017
Presidente Miloš Zeman
Predecessore Bohuslav Sobotka

Vice Primo ministro della Repubblica Ceca
Durata mandato 29 gennaio 2014 –
24 maggio 2017
Presidente Miloš Zeman
Capo del governo Bohuslav Sobotka
Predecessore Jan Fischer
Successore Richard Brabec

Ministro delle finanze della Repubblica Ceca
Durata mandato 29 gennaio 2014 –
24 maggio 2017
Presidente Miloš Zeman
Capo del governo Bohuslav Sobotka
Predecessore Jan Fischer
Successore Ivan Pilný

Leader di ANO 2011
In carica
Inizio mandato 11 maggio 2012
Predecessore carica creata

Membro della Camera dei Deputati
In carica
Inizio mandato 26 ottobre 2013

Dati generali
Partito politico Partito Comunista di Cecoslovacchia (1980–1989)
ANO 2011 (dal 2012)
Tendenza politica Liberalismo
Centrismo
Populismo
Euroscetticismo moderato
Firma Firma di Andrej Babiš

Andrej Babiš (Bratislava, 2 settembre 1954) è un politico e imprenditore ceco.Fondatore e leader del partito ANO 2011, ha guidato il suo partito dalla sua fondazione nel 2012 come movimento di protesta contro la politica tradizionale; è Primo ministro della Repubblica Ceca dal dicembre 2017, dopo i risultati del suo partito alle elezioni legislative dell'ottobre precedente.

Babiš, nato a Bratislava da una famiglia slovacca e trasferitosi nella Repubblica Ceca dopo la Rivoluzione di Velluto, è il secondo uomo più ricco della Repubblica ceca con un patrimonio netto stimato di circa 4,04 miliardi di dollari secondo Bloomberg. È l'unico proprietario del gruppo Agrofert e possiede due dei più grandi giornali cechi, Mladá fronta DNES e Lidové noviny.

Membro della Camera dei Deputati dal 2013, è stato ministro delle finanze e vice primo ministro dell'economia dal gennaio 2014 al 24 maggio 2017, quando fu spinto a dimettersi su sollecitazione del primo ministro Bohuslav Sobotka, a seguito di accuse di irregolarità finanziarie. Le dimissioni giunsero al termine di una lunga crisi di coalizione iniziata con accuse elusione fiscale in qualità di amministratore delegato di Agrofert nel 2012. È stato descritto da molti commentatori come "il Donald Trump ceco" e criticato per aver creato un'eccessiva concentrazione di potere mediatico.

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una famiglia slovacca a Bratislava, allora in Cecoslovacchia, ora capitale della Slovacchia. Suo padre, diplomatico e membro del Partito Comunista Cecoslovacchia, ha rappresentato la Cecoslovacchia, sia durante i negoziati al GATT a Ginevra, che come consulente alle Nazioni Unite. È nipote di Ervin e Viera Scheibner.

Ha trascorso parte della sua infanzia all'estero, venendo istruito a Parigi e Ginevra. Più tardi, ha frequentato un ginnasio di Bratislava e ha proseguito presso l'Università di Economia, dove si è laureato in commercio internazionale.

Carriera nel Partito comunista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi ha lavorato come dipendente della società slovacca controllata dal Partito comunista, la Petrimex, aderendo inizialmente all'organizzazione nel 1978 quando era conosciuta con il suo precedente nome, Chemapol Bratislava. Nel 1985 venne nominato rappresentante dell'organizzazione in Marocco. Mentre lavora per Petrimex, nel 1980 è diventato anche membro del Partito Comunista.

Carriera imprenditoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 è tornato in Cecoslovacchia dal Marocco, dopo la rivoluzione di velluto, per risiedere nella Repubblica Ceca dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia. Nel 1993 divenne amministratore delegato della Agrofert, sviluppando gradualmente le sue professionalità in una delle più grandi aziende del paese. L'Agrofert in passato era una filiale della Petrimex. Durante il suo periodo di gestione, l'Agrofert venne segretamente ricapitalizzata da una sconosciuta società svizzera, la OFI, con sede a Baar, in Svizzera, che prese il controllo della Agrofert dalla Petrimex. La Petrimex ha poi licenziato Babiš citandolo in giudizio, senza successo, incolpandolo per aver consentito la diluizione della partecipazione dell'azienda in Agrofert.

Poco dopo, Babiš emerse come proprietario al 100% di Agrofert.[1] La fonte del finanziamento iniziale dell'acquisizione della Agrofert da parte di Babiš dalla Petrimex era ancora sconosciuta fin dall'inizio del 2016[2], anche se Babiš ha affermato che i finanziamenti provenivano dai suoi ex compagni di scuola svizzeri.[3]

Babiš sviluppò gradualmente l'Agrofert in una delle più grandi aziende del paese[4], iniziando come una società di commercio all'ingrosso, ma in seguito acquisendo diverse aziende agricole, alimentari e chimiche. Nel 2011 la Agrofert Holding era composta da oltre 230 società[5], principalmente site in Repubblica Ceca, in Slovacchia ed in Germania. Con 117 miliardi di entrate in corone ceche è la quarta più grande azienda della Repubblica Ceca. La storia della Agrofert, descritta in un libro dal giornalista Tomáš Pergler, è strettamente legata al suo controllo dell'industria petrolchimica ceca. Quando Babiš entrò in politica, ha rassegnato le dimissioni da amministratore delegato, ma è rimasto proprietario unico fino a febbraio 2017, quando è stato legalmente obbligato a mettere le sue società in un trust al fine di rimanere come Ministro delle Finanze.[5]

Mentre le attività commerciali di Babiš si concentravano inizialmente e in particolare sull'agricoltura, in seguito acquisì una serie di società legate ai mass media. Nel 2013, l'Agrofert ha acquistato la Mafra, una ditta che produce detergenti per mezzi di locomozione, editore di due dei più grandi giornali cechi, Lidové noviny e Mladá fronta Dnes, nonché operatore della compagnia televisiva Óčko.[6] L'Agrofert possiede anche Radio Impuls, a partire dalla fine del 2014, la più ascoltata stazione radio della Repubblica Ceca.[7][8] Queste acquisizioni hanno condotto i critici a mettere in dubbio le motivazioni politiche di Babis[9], secondo le quali stava accumulando troppo potere, evidenziando un enorme conflitto di interessi.[10]

La sua fortuna gli permette di investire molto nei media: possiede tre quotidiani, un settimanale, siti web e una stazione radio.[11]

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione di ANO 2011[modifica | modifica wikitesto]

Babiš fondò il suo partito, ANO 2011, al fine di "combattere la corruzione e altri mali nel sistema politico del Paese". Diversi studiosi politici hanno osservato, a partire dal 2014, che la democrazia ceca è in declino e che ad Andrej Babis è il politico più responsabile di tale declino.

I suoi motivi politici vennero posti sotto osservazione dopo che la sua azienda, l'Agrofert, ha acquistato Mafra, una delle più grandi ed influenti case editrici della Repubblica Ceca. Alle elezioni legislative ceche dell'ottobre 2013 divenne, alla Camera dei Deputati, il secondo partito con 47 seggi su 200. La società di consulenza politica americana, Penn Schoen Berland, venne accreditata del suo successo elettorale.

Il 26 maggio 2015, mentre parlava alla Camera dei Deputati, Babiš ha dichiarato di essere stato costretto ad entrare in politica a causa dell'opposizione (riferendosi all'ODS) che, parole sue, "lo ha creato".

Ha inoltre fatto intendere più volte, qualora ANO 2011 diventasse il primo partito di governo, di essere il prossimo Primo Ministro della Repubblica Ceca.

Nel novembre del 2016, Babiš ha criticato i presunti legami tra la CEFC China Energy ed il Partito Social Democratico Ceco e il primo ministro ceco Bohuslav Sobotka affermando che la concentrazione della CEFC sulle società private ceche "non produce alcun beneficio alla Repubblica Ceca".

Ministro delle Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Babiš è ministro delle Finanze nel governo di coalizione dei socialdemocratici, ANO e cristiano-democratici.

Durante la sua carica presso il Ministero delle Finanze ha introdotto politiche controverse, come la registrazione elettronica delle vendite, denominata EET, la proposta di riconversione dell'imposta sul valore aggiunto e la dichiarazione di controllo dell'IVA per le società. È stato criticato per aver intensificato le normative sulle piccole e medie imprese e sulla proprietà privata, mentre chiude un occhio alle grandi aziende e aiuta la propria azienda. l'Agrofert.

Nel maggio 2015, dopo la decisione del governo di estendere la tassazione ridotta dei biocarburanti[12], l'opposizione ha deciso di sfiduciare l'esecutivo.

Fu dimesso dal governo nel maggio 2017, su richiesta di Bohuslav Sobotka, dopo molte controversie su di lui. In particolare, è accusato di aver effettuato operazioni finanziarie dubbie, frodi fiscali e di essere stato più volte in situazione di conflitto di interessi.[13]

Primo ministro[modifica | modifica wikitesto]

Primo governo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Governo Babiš.

Dopo le elezioni parlamentari dell'ottobre 2017, il 6 dicembre 2017 venne designato primo ministro; il successivo 13 dicembre 2017 ha presentato i ministri del suo governo, prestato giuramento ed è entrato in carica.

Divenendo la persona più anziana e più ricca ad aver mai assunto la premiership, così come il primo Primo Ministro nella storia della Repubblica Ceca ad essere di un partito diverso rispetto all'ODS o al ČSSD.

Il 16 gennaio 2018 il suo governo non ha ottenuto la fiducia della Camera dei deputati, con un voto che ha visto 117 contrari e 78 favorevoli sul totale dei 200 deputati[14]. Il giorno successivo dunque Babiš ha presentato le sue dimissioni al presidente Miloš Zeman; il suo governo resterà in carica per il disbrigo degli affari correnti fino alla nomina di un nuovo esecutivo[15].

Secondo governo[modifica | modifica wikitesto]

Il suo secondo gabinetto, in coalizione con il ČSSD e confermato dalla Camera dei Deputati il 12 luglio 2018, è il primo governo dopo la caduta del comunismo nel 1989 a fare affidamento sull'appoggio esterno del Partito comunista.[16]

Tra le condizioni imposte dal KSCM, per garantire il sostegno esterno dal parlamento, ci sono:

  • l’innalzamento del salario minimo;
  • l’indicizzazione al carovita delle pensioni;
  • la protezione delle risorse naturali dalle multinazionali straniere;
  • l’aumento della quota del settore pubblico nella gestione dell’acqua;
  • il blocco dei prezzi delle abitazioni;
  • la costruzione di nuovi alloggi a canone d'affitto calmierato;
  • l'aumento della qualità della sanità nazionale.

Babiš sembrerebbe aver già ceduto a un'altra condizione dei comunisti: quella di imporre un compenso fiscale alle chiese per proprietà non restituite. Si tratta, quest’ultima, di una svolta rispetto ai passati esecutivi che avevano difeso il diritto del clero di riprendersi quanto era stato collettivizzato durante l’epoca del “socialismo reale”.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Babiš è legata, almeno al 2001, al presidente Miloš Zeman quando era primo ministro. Nel 2001, Zeman commissionò la vendita di Unipetrol, una società chimica di proprietà statale, a Babiš, che si autoescluse dalla vendita, commissionandola successivamente ad una società polacca. Tale procedura, secondo i rapporti polacchi, fu oggetto di corruzione, un'enorme scandalo, anche se Babiš nega che siano state pagate eventuali tangenti. L'accordo Unipetrol è spesso citato come prova di una forte collaborazione tra Babiš e Zeman, collaborazione che ancora adesso continua.

Babiš, a partire dal dicembre 2015, fu oggetto di indagine, sia da parte della Polizia Ceca, che dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) . Tra le accuse che gli vennero addebitate, risultò che un'azienda anonima aveva controllato delle sovvenzioni illegalmente ricevute dall'Unione Europea. Nel settembre del 2017, dopo una richiesta della polizia in relazione al caso, gli venne tolta l'immunità parlamentare. Babiš venne così accusato formalmente il 9 ottobre 2017. Il rapporto finale dell'OLAF, mandato al Ministero delle Finanze il 27 dicembre 2017 e pubblicato l'11 gennaio 2018, conferma i risultati della Polizia Ceca, della presenza, fin dall'inizio della trattativa, di una frode da 2 000 000 Euro.[17]

Grazie alla rielezione nelle consultazioni del 2017, ha riacquistato l'immunità parlamentare e la Camera dei deputati ha votato di nuovo per sollevarla il 19 gennaio 2018.

Oltre alla presunta frode, Babiš è oggetto di continue critiche da parte degli oppositori politici e dei media su una serie di questioni, tra cui il conflitto di interessi, il suo ruolo passato nella polizia segreta comunista e le accuse di intimidazione nei confronti degli avversari. Babiš ha la reputazione di circondarsi con agenti di polizia, agenti di sicurezza e ex informatori comunisti, al fine di consolidare il suo potere.

Il rapimento di suo figlio[modifica | modifica wikitesto]

Ne mese di novembre 2018, Andrej Babiš junior, suo figlio, parlando in un documentario prodotto dal sito ceco Seznam Zprávy, sostenne di essere stato convinto a recarsi in Crimea con la prospettiva di una vacanza o di un soggiorno di cura e di essere stato lì trattenuto, contro la sua volontà, da due russi, in un periodo in cui alla polizia lo cercava per interrogarlo quale testimone su un caso di truffa, per 2 milioni di fondi europei, nel quale era coinvolto suo padre.[18]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Andrej Babiš è stato sposato una prima volta negli anni '70 con il medico Beata (in seguito Beatrice) Adamičová, una compagna di scuola. Due i figli: Adriana (nata nel 1979 e dal 2007 sposata con il direttore di Agrofert, Martin Bobek) e Andrej (nato nel 1982), entrambi coinvolti nel caso del resort "Nido delle cicogne".

Dal 1990 Babiš vive con la sua ex-segretaria Monika Herodesová (nata nel 1974), con la quale ha due figli, Vivien e Frederik. Sia Monika che suo fratello Martin Herodes sono stati coinvolti nella vicenda del "Nido delle cicogne".

Nel 2013 Monika ha cambiato il cognome in Babišová e i due si sono sposati nel 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ COMMENT: Why is the next Czech PM surrounding himself with police and spooks?. URL consultato il 13 luglio 2018.
  2. ^ (EN) Andrej Babiš – Czech oligarch, in POLITICO, 11 settembre 2014. URL consultato il 13 luglio 2018.
  3. ^ (EN) The Czech Trump shoots for power: the rise and rise of Andrej Babiš, su www.newstatesman.com. URL consultato il 13 luglio 2018.
  4. ^ Jaroslav Spurný, The Richest Czech Keeps a Secret, in Týdeník Respekt. URL consultato il 13 luglio 2018.
  5. ^ a b Wayback Machine, su agrofert.cz, 4 ottobre 2013. URL consultato il 13 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2013).
  6. ^ (CS) Česká televize, Babiš koupil Mafru. Do obsahu novin zasahovat nebude, říká jeho mluvčí, in ČT24 - Nejdůvěryhodnější zpravodajský web v ČR - Česká televize. URL consultato il 13 luglio 2018.
  7. ^ (CS) ČTK, Nejposlouchanější stanicí zůstává rádio Impuls, potvrdil průzkum, in Marketing & Media, 6 novembre 2014. URL consultato il 13 luglio 2018.
  8. ^ Babiš může převzít Rádio Impuls, rozhodl antimonopolní úřad, su iDNES.cz, 22 gennaio 2014. URL consultato il 13 luglio 2018.
  9. ^ (EN) Babiš's purchase of Mafra raises questions of motives | Prague Post, in Prague Post. URL consultato il 13 luglio 2018.
  10. ^ (EN) Now the Czechs Have an Oligarch Problem, Too, su Foreign Policy. URL consultato il 13 luglio 2018.
  11. ^ https://www.bastamag.net/Pourquoi-oligarques-et-droites-extremes-prennent-progressivement-le-pouvoir-en
  12. ^ Un segmento del mercato del combustibile controllato in modo significativo da parte delle società del portafoglio Agrofert.
  13. ^ https://www.lorientlejour.com/article/1053579/fin-de-la-crise-gouvernementale-a-prague-cinq-mois-avant-les-legislatives.html
  14. ^ Parlamento Praga nega fiducia a Babis, su ansa.it, 16 gennaio 2018. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  15. ^ Rep ceca: si dimette governo Babis, su ansa.it, 17 gennaio 2018. URL consultato il 17 gennaio 2018.
  16. ^ (EN) Robert Tait, Czech communists return to government as power brokers, su the Guardian, 12 luglio 2018. URL consultato il 13 luglio 2018.
  17. ^ https://zpravy.aktualne.cz/domaci/zprava-olaf-capi-thnizdo-kompletni-andrej-babis/r~e4e4d5c8f62111e7984d0cc47ab5f122/ Reporto Final de OLAF (in Ceco)
  18. ^ Il figlio del primo ministro ceco ha detto di essere stato rapito per via di un’inchiesta sul padre, su ilpost.it, 14 novembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN85365171 · ISNI (EN0000 0000 5696 3202 · LCCN (ENno2003111074 · GND (DE1037001699 · WorldCat Identities (ENno2003-111074