Specnaz

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Specnaz
(Spetsnaz)
Evstafiev-spetsnaz-prepare-for-mission.jpg
1988: un gruppo di specnaz del GRU si prepara a una missione in Afghanistan
Descrizione generale
Nazione Russia Russia
Ruolo Unità di intervento specializzato
Parte di

[senza fonte]

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Specnaz (traslitterazione scientifica dal cirillico спецназ, pronuncia russa [spʲɪʦˈnas], traslitterazione anglosassone: spetsnaz), è un termine usato per indicare genericamente i corpi speciali sovietici così come quelli attuali russi e di altri paesi dell'ex-Unione Sovietica. In russo si usa anche per indicare reparti speciali di qualsiasi nazionalità, non solo quelli nazionali. È la contrazione di due parole in russo: Bойска специального назначения? - Voyska special'nogo naznačenija, ovvero, tradotto, "forze per incarichi speciali", la loro corretta denominazione. Originariamente il termine specnaz designava le unità di forze speciali dell'esercito o della marina militare, assoggettate al controllo diretto del servizio segreto militare (GRU), ma in seguito fu utilizzato anche per indicare le unità analoghe dirette dai servizi segreti civili (prima KGB, poi FSB) o alle dipendenze del Ministero degli Interni (MVD).

In Occidente, a causa delle difficoltà nel reperire informazioni sulle forze armate sovietiche, si diffuse in un primo tempo l'idea che si trattasse di un preciso corpo speciale creato come contraltare dei "Berretti verdi" statunitensi e del SAS britannico. Utilizzati ampiamente in Afghanistan durante l'occupazione sovietica e per proteggere le navi in acque minacciate dalla pirateria, più recentemente sono stati dispiegati anche in azioni di liberazione di ostaggi, di antiterrorismo, nella repressione delle rivolte nelle carceri, in gravi disordini di piazza e nel combattere la criminalità organizzata e i movimenti indipendentisti. Sono dotati di armi ed equipaggiamento sofisticati, con operatori altamente addestrati; come tutte le unità di élite delle forze armate russe, anche gli specnaz indossano la tel'njaška, a righe rosse per i reparti assegnati all'MVD e blu fiordaliso per quelli del GRU.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Una pattuglia di specnaz sovietici in Afghanistan nel 1986

Le prime teorie militari sovietiche in materia di guerra non convenzionale e impiego di reparti di forze speciali furono elaborate dal teorico Michail Svečnikov nel corso degli anni trenta, sebbene già durante la guerra civile russa si fossero visti i primi esempi di unità addestrate a condurre operazioni di sabotaggio e per sostenere le attività sovversive dei gruppi comunisti all'estero[1]; dopo la morte di Svečnikov nel corso delle grandi purghe staliniane del 1938, il suo lavoro fu portato avanti dal colonnello Il'ja Starinov, considerato come il "padre degli specnaz russi"[2]. Lo sviluppo delle prime unità di forze speciali sovietiche seguì quello contemporaneo dei primi reparti di paracadutisti militari del paese (Vozdušno-desantnye vojska): il 2 agosto 1930, nel corso di manovre militari condotte nella regione di Voronež, un piccolo distaccamento di truppe scelte fu paracadutato dietro le linee "nemiche" per condurre azioni di sabotaggio, mentre nel 1933 una brigata osnaz (contrazione delle parole osobogo naznačenija, "per impieghi speciali") fu formata presso il distretto militare di Leningrado assemblando un battaglione di paracadutisti con uno di truppe meccanizzate, uno di artiglieria e tre squadroni di aerei da trasporto[1]; vi sono frammentarie informazioni circa la costituzione, nel medesimo periodo, di unità di "paracadutisti ricognitori" assegnati formalmente alle brigate aviotrasportate, ma in realtà alle dipendenze del servizio segreto militare (Glavnoe razvedyvatel'noe upravlenie, GRU) o della polizia segreta (Narodnyj komissariat vnutrennich del, NKVD)[1].

Un reparto di specnaz del GRU in Tagikistan nel 1992, durante la guerra civile

Nel corso della seconda guerra mondiale furono formati svariati distaccamenti di razvedčiki ("esploratori"), assegnati di solito uno per ognuno dei fronti operativi ma dipendenti direttamente dallo stato maggiore sovietico: infiltrate via terra o tramite paracadute dietro le linee nemiche, queste piccole unità di truppe scelte erano incaricate di condurre missioni di ricognizione a lungo raggio o di sabotaggio, agendo spesso in collaborazione con i partigiani sovietici[3]. Nell'immediato dopoguerra questo tipo di unità venne sciolto, ma grazie all'opera del generale Viktor Сharčenko, un ferreo sostenitore delle operazioni speciali, ne venne avviata la ricostruzione sul finire degli anni quaranta[1]: interessato alle teorie di Сharčenko circa la possibilità di distruggere gli arsenali di armi nucleari nemici tramite l'impiego di sabotatori lanciati dietro la linea del fronte, nel 1950 il comandante delle forze sovietiche maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov ordinò la formazione di 46 compagnie di forze speciali, utilizzando per la prima volta il termine specnaz per designarle; in seguito queste compagnie furono accorpate ed espanse fino al livello di battaglione (dal 1957) e poi di brigata (dal 1962).

Specnaz del GRU in Daghestan nel 1999

Si conoscono pochissimi dettagli sulle unità specnaz sovietiche del periodo della guerra fredda. Vi erano probabilmente sedici "brigate per operazioni speciali" (Brigada osobogo naznačenija) dell'esercito, assegnate in caso di guerra alle dipendenze di un'armata o di un fronte ma controllate direttamente dal GRU: i membri di queste unità erano addestrati per un'ampia gamma di operazioni dietro le linee nemiche, dalla ricognizione all'attacco di centri di comando, aeroporti e depositi[4]; unità scelte erano addestrate per compiti più impegnativi, come l'assassinio di personalità di alto valore, la conduzione di gruppi insurrezionali di comunisti locali o operazioni in incognito in abiti civili o con uniformi di eserciti stranieri[4]. La marina sovietica (Voenno-morskoj flot SSSR) creò quattro brigate navali per operazioni speciali, assegnate ciascuna ad una delle quattro flotte principali sovietiche, organizzate in tre battaglioni di sabotatori subacquei, un battaglione aviotrasportato, un'unità dotata di sommergibili tascabili e altre unità di supporto, aventi lo scopo di condurre missioni di ricognizione e appoggio alle operazioni anfibie o per condurre incursioni nei porti nemici[5]; il servizio segreto sovietico (Komitet gosudarstvennoj bezopasnosti, KGB) e il ministero degli affari interni (Ministerstvo vnutrennich del, MVD) crearono proprie unità specnaz nel corso degli anni settanta[6].

Unità specnaz furono impiegate durante l'operazione Danubio, la repressione della primavera di Praga nel 1968: una squadra di truppe speciali in abiti civili si impossessò delle strutture chiave dell'aeroporto di Praga, guidando poi lo sbarco di un contingente di paracadutisti inviato in rinforzo[7]. Intenso fu poi l'impiego dei reparti specnaz nel corso della guerra in Afghanistan, già a partire dalla fase di invasione del dicembre 1979 (operazione Štorm 333): mentre reparti di specnaz del GRU, spesso vestiti in uniformi afghane, prendevano possesso delle strutture chiave della capitale Kabul, un distaccamento di forze speciali del KGB (detto Al'fa o Gruppo Alpha) attaccò il palazzo presidenziale e giustiziò il presidente Hafizullah Amin e i suoi più stretti collaboratori[8]; due intere brigate specnaz furono poi impiegate nella lotta contro i guerriglieri islamici mujaheddin, spesso inviate in raid elitrasportati contro le basi ribelli poste lungo il confine montuoso con il Pakistan. La neonata Federazione russa impiegò largamente reparti di specnaz durante i molti conflitti che fecero seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica nei primi anni 1990: unità specnaz videro l'azione durante la prima guerra cecena, la guerra civile tagica e la prima guerra in Abcasia, sia nel loro proprio ruolo di truppe speciali che in quello di "fanteria d'assalto" e truppe d'élite; più avanti nel corso degli anni duemila, ai compiti degli specnaz si aggiunse l'antiterrorismo nei confronti dell'insorgenza islamica del Caucaso, pur venendo ancora impiegati in conflitti più "convenzionali" come la seconda guerra cecena e la seconda guerra in Ossezia del Sud.

Le unità[modifica | modifica sorgente]

Reparti specnaz del GRU[modifica | modifica sorgente]

  • Il servizio segreto militare controlla circa 15 unità specnaz (al 2012) delle dimensioni di un battaglione costituite con personale dell'esercito federale russo (Suchoputnye vojska Rossijskoj Federacii), per un totale di circa 12-15.000 effettivi[9]: queste unità, riunite in brigate, sono assegnate formalmente a uno dei quattro nuovi distretti militari in cui è stato riorganizzato, nel 2010, il territorio della Federazione. I reparti specnaz dell'esercito sono più delle unità di fanteria specializzata sul genere dei ranger statunitensi piuttosto che delle vere e proprie forze speciali: tra i loro compiti vi è la ricognizione a lungo raggio, il sabotaggio, le operazioni controinsurrezionali e di controguerriglia, l'assistenza militare e il supporto specializzato alle unità convenzionali[9].
Membri del 27º OSN Kuzbass del VV nel 2010
  • Sempre sotto l'egida del GRU, la marina militare russa (Voenno-Morskoj Flot Rossijskoj Federacii) mantiene quattro brigate specnaz di circa 1.000 uomini ciascuna, assegnate alle quattro flotte principali della Russia: analogamente agli specnaz dell'esercito, si tratta principalmente di unità incaricate di fornire supporto specializzato ai reparti convenzionali della fanteria di marina russa[9]. Un carattere di "forza speciale" propriamente detta è invece detenuto dai quattro distaccamenti Del'fin della marina: si tratta di incursori subacquei sul genere dei Navy SEAL statunitensi o dello Special Boat Service britannico, incaricati di condurre operazioni di sabotaggio contro porti o navi nemiche[9].
  • Le forze aviotrasportate russe (Vozdušno-desantnye vojska o VDV), che costituiscono una forza armata autonoma e indipendente dalle altre, mantengono una propria unità di specnaz, il "45º Reggimento distaccato da ricognizione della guardia[10] VDV" (45-й полк специального назначения ВДВ), unità addestrata alle operazioni di ricognizione speciale e alle incursioni dietro le linee nemiche[11].

Reparti specnaz del KGB/FSB[modifica | modifica sorgente]

Due ufficiali della OMON sulla Piazza Rossa di Mosca
  • Una delle prime unità specnaz poste agli ordini del servizio segreto civile (KGB) fu il cosiddetto "Gruppo Alpha" (Specgruppa "A" o semplicemente "Al'fa"), fondato nel 1974: come le analoghe unità occidentali a cui si ispirava (in particolare il GSG-9 tedesco), la sua costituzione era stata decisa dopo gli eventi del massacro di Monaco del 1972 al fine di avere un'unità specializzata nella lotta la terrorismo interno e alle operazioni di liberazione di ostaggi[6]; gli operativi del gruppo hanno comunque condotto anche azioni più propriamente "militari" in appoggio alle operazioni segrete del KGB, in particolare durante la guerra in Afghanistan. Dopo la dissoluzione dell'URSS il reparto è passato alle dipendenze del servizio di sicurezza federale russo (Federal'naja služba bezopasnosti o FSB), mantenendo inalterato il suo ruolo: operativi Al'fa hanno preso parte a tutte le principali crisi con ostaggi verificatesi in territorio russo, come la crisi dell'ospedale di Budënnovsk (14-19 giugno 1995), la crisi del teatro Dubrovka (23-26 ottobre 2002) e la strage di Beslan (1º-3 settembre 2004), oltre a svolgere compiti controinsurrezionali e di antiterrorismo durante i conflitti in Cecenia[6]. La consistenza numerica del reparto è tenuta segreta, sebbene sia stimata in 250-300 uomini.
  • Lo Specgruppa "V", meglio noto come "Vympel" ("vessillo"), venne fondato nel 1981 a partire da alcune unità specializzate del KGB preesistenti, con una connotazione più "militare" ed "estera" rispetto al Gruppo Alpha: l'unità era addestrata a operazioni come sabotaggi e incursioni dietro le linee nemiche, cattura e consegna di personalità in possesso di informazioni di interesse, infiltrazione in strutture di servizi speciali e organizzazioni militari a scopo di spionaggio o eliminazione di persone, nonché la protezione delle ambasciate sovietiche all'estero, ruoli mantenuti anche dopo il passaggio allo FSB[6]. In tempi recenti l'unità ha visto largo impiego in Cecenia e nella regione del Caucaso, partecipando anche ai fatti di Beslan; il suo organico, mantenuto segreto, è stimato attorno a 700 uomini[6].

Reparti specnaz del MVD[modifica | modifica sorgente]

Alcuni membri dello OSN Saturn in tenuta operativa
  • Analogamente alle altre forze armate propriamente dette, il Vnutrenniye Vojska ("truppe dell'interno" o VV, la forza paramilitare controllata dal Ministero degli affari interni russo e assimilabile, in un certo senso, alle forze di gendarmeria dei paesi occidentali) dispone di diversi distaccamenti di forze speciali denominati OSN (sigla per отряд специального назначения, "Distaccamento per Compiti Speciali"): si tratta di unità scelte addestrate per l'antiterrorismo e la controinsorgenza, il contrasto alle rivolte carcerarie e ad eventuali ammutinamenti di reparti dell'esercito. Reparti selezionati di OSN sono a loro volta riuniti nella ODON (sigla per Отдельная дивизия оперативного назначения, "Divisione Autonoma per Compiti Operativi", anche nota come "Divisione Dzeržinskij"), unità di élite della VV derivata da altre formazioni analoghe risalenti all'epoca sovietica, impegnata come forza di reazione rapida per emergenze in tutto il territorio federale[12]. Reparti OSN e della ODON sono stati più volte impegnati in Cecenia e nel contrasto dell'insorgenza islamica nelle regioni del Caucaso.
  • La polizia federale russa (Policija) dispone di due unità speciali: la OMON (sigla per Otrjad Milicii Osobogo Naznačenija, "Reparto della Milizia per Incarichi Speciali") venne formata nel 1979, in previsione dei Giochi della XXII Olimpiade a Mosca, come unità speciale per l'antiterrorismo e la liberazione di ostaggi, annoverando nei suoi ranghi diversi veterani delle forze armate e disponendo di un equipaggiamento analogo agli specnaz dell'esercito[13]; successivamente le unità OMON vennero espanse nell'organico e trasformate in reparti per il mantenimento dell'ordine pubblico, il presidio di infrastrutture ad alta frequentazione come stazioni, aeroporti e metropolitane, l'antisommossa e il controllo delle manifestazioni pubbliche[6]. Le unità OMON ammontano a circa 20.000 effettivi, concentrati prevalentemente nei maggiori centri urbani[6]. Il secondo reparto scelto della polizia è lo SOBR (Special'nyj Otrjad Bystrogo Reagirovanija, "Reparto Speciale di Reazione Rapida"), rinominato OMSN (Otrjad Milicii Special'nogo Naznačenija, "Reparto della Milizia per Incarichi Speciali") nel 2002: formati nel 1992, si tratta di reparti meglio armati e addestrati dei normali OMON, strutturati sull'esempio delle squadre SWAT statunitensi e specializzati in particolare nella lotta al crimine organizzato e ai criminali più efferati in collaborazione con il Comitato Investigativo della Russia (più o meno l'equivalente russo dell'FBI)[6].
  • Formato nel 1992, lo OSN "Saturn" (Otdel Special'nogo Naznačenija "Saturn") è l'unità scelta del Servizio Penitenziario Federale (l'ente federale responsabile delle carceri russe): si tratta principalmente di un reparto incaricato della repressione delle rivolte carcerarie e della cattura dei criminali evasi dalle prigioni nella zona di Mosca, dotato di un addestramento da forze speciali[14]. Anche il Servizio Federale per il Controllo della Droga dispone di una propria unità di forze speciali denominata "Grom".

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Chapter 3 - A histroy of spetsnaz in Spetsnaz: The story behind the Soviet SAS. URL consultato il 3 settembre 2013.
  2. ^ Carey Schofield, The Russian Elite: Inside Spetsnaz and the Airborne Forces, Greenhill, Londra, 1993, p. 34-37.
  3. ^ Steven J. Zaloga, Operazione Bagration, Osprey Publishing/RBA Italia, 2009, p. 45. ISNN 1974-9414.
  4. ^ a b Zaloga & Loop 2009, op. cit., p. 46.
  5. ^ Zaloga & Loop 2009, op. cit., p. 47.
  6. ^ a b c d e f g h De Gaetano & Lopreiato 2012, op. cit., p. 198.
  7. ^ Zaloga & Loop 2009, op. cit., p. 19.
  8. ^ Zaloga & Loop 2009, op. cit., p. 21.
  9. ^ a b c d De Gaetano & Lopreiato 2012, op. cit., p. 199.
  10. ^ Nelle forze armate sovietiche prima e russe poi, l'appellativo "della guardia" è conferito come titolo onorifico alle unità distintesi in battaglia.
  11. ^ (RU) 45º Reggimento VDV in bratishka.ru. URL consultato il 4 settembre 2013.
  12. ^ Internal Troops of the Ministry of Internal Affairs (VVMVD) in globalsecurity.org. URL consultato il 4 settembre 2013.
  13. ^ De Gaetano & Lopreiato 2012, op. cit., p. 197.
  14. ^ (RU) Sito ufficiale dello OSN Saturn in osnsaturn.ru. URL consultato il 4 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Steven J. Zaloga, James Loop, Truppe d'élite del blocco sovietico, Osprey Publishing/RBA Italia, 2009, ISSN 2280-7012.
  • Enrico De Gaetano e Andrea Lopreiato, Le guerre della Federazione russa. Le operazioni militari russe dalla fine dell'Unione Sovietica ad oggi, Mursia, 2011, ISBN 978-88-425-4555-2.

Altre letture[modifica | modifica sorgente]

  • Miro Barcellona, Spetsnaz: le unità della morte. Editrice Nuovi Autori, 1987.
  • Steve Crawford, Tecniche di combattimento armato. Edizioni Mediterranee, 2005. ISBN 978-88-272-1740-5
  • Chris McNab, Tecniche di addestramento militare. Tutti i segreti dei corpi speciali. Edizioni Mediterranee, 2003. ISBN 978-88-272-1484-8
  • Giovanni Orfei, Le invasioni dell'Afghanistan: da Alessandro Magno a Bush. Fazi, 2002. ISBN 978-88-8112-328-5

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