Vozdušno-desantnye vojska

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Воздушно-десантные войска
Vozdušno-desantnye vojska
Truppe aerotrasportate
RAT great emblem.png
Grande emblema della Воздушно-десантные войска
Descrizione generale
Attiva 1937-oggi
Nazione Unione Sovietica - Federazione Russa
Tipo Corpo militare indipendente
Ruolo Reparti d'assalto aviotrasportato
Guarnigione/QG Rjazan
Reparti dipendenti
VII LXXVI, XCVIII e CVI divisioni aviotrasportate
Simboli
Emblema intermedio Medium emblem of the Воздушно-десантные войска Российской Федерации.svg
Bandiera Flag of the Russian Airborne Troops.svg

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Le VDV (ВДВ) acronimo di Воздушно-десантные войска (Vozdúšno-desántnye vojská, truppe aviotrasportate in russo) sono un corpo militare Russo, che costituisce una branca separata indipendente dalla Marina, dall'Aeronautica e dall'Esercito.

Le truppe aviotrasportate sono la forza mobile di assalto più capace delle forze armate russe. I simboli che più distinguono il loro prestigioso status di élite sono la tel'njaška a righe blu fiordaliso e il basco dello stesso colore (da cui deriva il soprannome di Berretti blu).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Formatisi originariamente in Unione Sovietica alla fine degli anni 20. Il primo impiego in combattimento di queste truppe aviotrasportate avvenne nel 1929, in Asia centrale, contro ribelli islamici. Invece nel novembre 1939 effettuarono il primo lancio su vasta scala nei pressi di Petsamo. Il lancio non ebbe grande successo, tanto che parte di queste truppe furono poi usate nel corso del conflitto contro la Finlandia, nella guerra d'inverno, come truppe di fanteria. Effettuarono altri lanci solo nel giugno 1940 nel corso dell'occupazione della Bessarabia rumena. Ottenuto finalmente un successo, alla fine del 1940, la VDV fu ampliata a sei brigate.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della guerra con la Germania, l'organico era ancora insufficiente e i pochi aerei disponibili furono rapidamente distrutti dalla tedesca Luftwaffe. La carenza di velivoli per il trasporto truppe fece sì che per la durata del conflitto le truppe della VDV fossero impiegate come fanteria alla dipendenza dell'Armata Rossa. Nel settembre 1941 le VDV furono ampliate a 10 brigate. Ci furono dei tentativi di impiego con lanci oltre le truppe nemiche, ma spesso le operazioni andarono male. L'operazione più importante fu il lancio dietro la cittadina di Vyazma, ma le condizioni atmosferiche tremende causarono un fiasco completo. Dopo essere state momentaneamente disciolte, trasformandole in divisioni fucilieri (combatterono a Stalingrado) nel febbraio 1943 furono ricostituite. Nell'estate 1943 si aggiunsero altre sei divisioni. Le VDV conclusero il conflitto con una lunga sequela di fallimenti, ma i soldati avevano dimostrato grande eroismo e ben 196 di essi furono decorati con la medaglia di Eroe dell'Unione Sovietica, la più alta onorificenza.

Dopoguerra, operazione Danubio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957, dopo essere restate a lungo in disparte, ne assunse il comando il generale V. F. Margelov, un eroe della fanteria di marina, che le avrebbe guidate nei decenni successivi. Un cambiamento importante avvenne con l'introduzione dell'elicottero. Ciò diede i suoi frutti durante le operazioni relative all'intervento nell'alleata Cecoslovacchia, nel 1968, quando fu occupato l'aeroporto; operazione analoga avvenne con l'occupazione dell'aeroporto di Kabul, nell'ambito dell'invio di contingenti in conseguenza alla richiesta di aiuto pervenuta dal governo dell'Afghanistan, anch'esso legato all'Urss da un trattato di supporto e mutuo soccorso, nel 1979. Nell'invasione della Cecoslovacchia, denominata "operazione Danubio", i VDV furono impiegati per un colpo di mano nell'aeroporto di Praga. La mattina del 20 agosto 1968, un aereo privo di permesso si presentò nel cielo di Praga e chiese il permesso di atterrare, poco dopo se ne presentò un altro che ripeté la medesima operazione, da questi sbarcartono dei funzionari sovietici in abiti civili che si intrattennero con gli aeroportuali cechi. Il mattino dopo arrivarono altri due velivoli che sbarcarono 180 "desantniki", i quali presero in consegna l'aeroporto dai civili precedentemente sbarcati. A quel punto iniziarono ad atterrare squadriglie della 103 Divisione d'Assalto Aereo della Guardia. Poco dopo all'annuncio dell'invasione di Praga il resto della divisione fu impiegato per accerchiare le strutture principali della città e tutti i centri di comunicazione. Sostanzialmente: una squadra speciale di Spetsnaz occupa i centri amministrativi chiave, poi le forze aviotrasportate si impossessano dei bersagli principali.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

Con la caduta dell'Unione Sovietica, il numero delle Divisioni VDV sono state ridotte alle quattro attuali: la 7ª, 76ª, 98ª e 106ª Divisione Aviotrasportata, ma mantennero comunque lo stato di "Pronte alla battaglia" come in precedenza. Inoltre la 76ª Divisione Aviotrasportata è la sola divisione dell'Esercito Russo ad essere totalmente formata da soldati volontari.

Desantniki sull'attenti durante esercitazioni in Kazakistan.

A differenza delle unità aviotrasportate occidentali, che devono camminare quando arrivano a destinazione, le divisioni VDV sono meccanizzate con più di 250 veicoli corazzati, della famiglia BMD. Le unità VDV hanno, con questi veicoli, una superiore mobilità ed una maggiore potenza di fuoco, ogni divisione ha tre reggimenti equipaggiati con loro mezzi. Le brigate indipendenti, come sempre, non sono equipaggiate con mezzi loro, quali carri o artiglieria, come le equivalenti aviotrasportate occidentali utilizzate come semplice fanteria leggera.

La loro scuola principale è a Rjazan, così come l’unico museo che li rappresenta, anche la divisa di un militare italiano, D. Santopadre, è esposta nelle bacheche di questo prestigioso museo.

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