Voenno-morskoj flot SSSR

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Военно-морской флот СССР
Voenno-morskoj flot SSSR
Marina militare dell'URSS
Naval Ensign of the Soviet Union.svg
Insegna navale della marina sovietica
Descrizione generale
Attiva 1946 - 1991
Nazione URSS URSS
Alleanza Patto di Varsavia
Tipo Marina militare
Battaglie/guerre
Rivoluzione russa
Rivoluzione d'ottobre
guerra civile russa

Rivolta di Kronštadt
guerra russo-finlandese
seconda guerra mondiale
guerra fredda
Parte di
Simboli
Bandiera di bompresso Naval Jack of the Soviet Union.svg

[senza fonte]

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Voenno-morskoj flot SSSR (in russo: Военно-морской флот СССР o ВМФ) era la designazione ufficiale della marina militare dell'Unione Sovietica dal 1946 al 1991, anno della sua dissoluzione. Al suo apogeo era la seconda marina militare del mondo in ordine di grandezza e potenza.

La Marina sovietica ha raccolto l'eredità della Marina imperiale russa. Nel corso della seconda guerra mondiale ha avuto un ruolo di primo piano rendendosi anche protagonista di alcuni importanti affondamenti come quello della Wilhelm Gustloff.

La guerra fredda vide un notevolmente ampliamento della Marina Sovietica la marina dell'Unione Sovietica, che nel 1958 era la seconda al mondo costituendo una grave minaccia per la NATO.

Alla dissoluzione dell'Unione Sovietica alla fine del 1991, la sua eredità è stata raccolta dalla Marina Russa, che ha ricevuto la stragrande maggioranza delle navi e degli aeromobili della Marina Sovietica, nonostante un enorme ridimensionamento.

Il primo periodo[modifica | modifica sorgente]

La Marina sovietica nacque sui resti della vecchia Marina Imperiale Russa, che era stata quasi completamente distrutta durante la Rivoluzione del 1917, la guerra civile e la Rivolta di Kronštadt. Durante la rivoluzione, per quanto riguarda il personale, molti marinai abbandonarono le loro navi, mentre tra gli ufficiali molti vennero uccisi in massa durante il terrore rosso, altri aderirono all'Armata Bianca, altri ancora fuggirono all'estero. Per quanto riguarda il naviglio, a causa della sospensione dei lavori nei cantieri navali, le navi rimaste incompiute diventarono rapidamente rottami di ferro. Ufficialmente venne costituita come Flotta Rossa degli operai e dei contadini (Russo: Рабоче-Крестьянский Красный флот, Raboče-Krest'janskij Krasnyj Flot o RKKF) con decreto dell'11 febbraio 1918 del commissario del popolo per gli affari marittimi G. E. Dybenko[1] con cui veniva dichiarata ufficialmente disciolta la flotta imperiale e creata la Marina rossa degli operai e contadini (rossa, non sovietica, da Красный = rosso), con arruolamento su base esclusivamente volontaria.

Berretto della marina militare dell'Unione Sovietica

Alla fine di aprile 1918, quando le truppe tedesche che occupavano la Crimea, cominciarono ad avanzare verso la base navale Sebastopoli, e le navi in condizioni più efficienti vennero spostate da Sebastopoli a Novorossijsk, dove, dopo un ultimatum tedesco vennero affondate su ordine di Lenin, mentre le unità rimaste Sebastopoli vennero catturate dai tedeschi e poi, nel novembre 1918, in seguito alla rea tedesca, dagli inglesi.

Il 1º aprile 1919, quando l'Armata Rossa conquistò la Crimea, i britannici costretti a ritirarsi, affondarono le navi presenti nella base. Alcune di queste navi vennero poi salvate e recuperate dall'Armata Bianca che nel corso del 1919 aveva occupato la Crimea. Al termine della guerra civile, le navi dell'Armata Bianca vennero trasferite nella base francese di Bizerta in Tunisia, dove vennero internate.

Alcune navi hanno continuato a servire dopo la Rivoluzione d'Ottobre con nomi diversi, come le corazzate della Classe Gangut. La prima unità della Marina sovietica potrebbe essere considerata l'Aurora, il cui equipaggio si unendosi ai bolscevichi, nell'Ottobre del 1917 sparò il colpo che diede il segnale per la conquista del Palazzo d'Inverno di San Pietroburgo durante la Rivoluzione d'ottobre, alla quale parteciparono attivamente i marinai di tutta la flotta del Baltico che aderirono in massa con i bolscevichi alla rivoluzione.

La maggior parte delle vecchie navi venne venduta dal governo sovietico ai cantieri tedeschi per la demolizione.

A partire dal 1924 venne inizia la ricostituzione della squadra navale partendo dall'organizzazione gerarchica, in quanto in conseguenza della rivoluzione era stata decretata l'eliminazione dei gradi militari e del veccho corpo ufficiali, con conseguenze deleterie sulla capacità operativa. Nel 1924 vengono ripristinati i gradi degli ufficiale, sotto il nome di "categorie di servizio", distinguendo in 13 livelli gerarchici (contro i 14 dell'Armata Rossa) da K-1 a K-13[2].

Dal punto di vista delle unità navali, venne costruita la classe Leningrad di cacciatorpediniere, e viene avviata la modernizzazione delle corazzate, i cui nomi erano stati cambiati in altri più aderenti al clima politico[2]. Vennero anche costruite diverse classi di sommergibili[2], anche se con limitate capacità oceaniche.

Negli anni trenta, con il procedere dell'industrializzazione dell'Unione Sovietica vennero pianificati i progetti di espansione della Marina sovietica in una delle più potenti nel mondo.

Il primo conflitto in cui la Marina Sovietica venne impiegata fu la guerra russo-finlandese, combattuta nell'inverno 1939-40, in cui le unità sovietiche ebbero un compito secondario, limitandosi al bombardamento delle coste finlandesi.

Nel periodo che va dal 1935 fino alla seconda guerra mondiale vennero formate le quattro flotte indipendenti (Mar Nero, Pacifico, del Nord e Baltico), ed il numero di sottomarini divenne il maggiore al mondo[3]. Vengono impostate le corazzate della classe Sovetskij Sojuz (Unione Sovietica), gli incrociatori da battaglia della classe Kronštadt, gli incrociatori Progetto 68 e varie classi di unità minori[3]. Per la loro costruzione si attinse largamente da tecnologia italiana e tedesca[3].

I programmi riguardanti le unità maggiori, tuttavia, rimasero in gran parte inattuati a causa dell'invasione tedesca del 1941, che costrinse i sovietici ad abbandonare incompleti parecchi scafi sugli scali.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Con il trattato di Brest-Litovsk e la fine dell'Impero russo, i territori controllati dall'Unione Sovietica sulla costa del Baltico si erano ridotti notevolmente, limitandosi ormai all'ex capitale zarista San Pietroburgo (ribattezzata Leningrado) ed al tratto finale del golfo di Finlandia; ciò nonostante, il Baltico continuava a rivestire una notevole importanza strategica per lo stato sovietico come principale sbocco sulle acque europee (il transito delle navi sovietiche dal Mar Nero al Mediterraneo era invece fortemente ostacolato dai limiti imposti dalla convenzione di Montreux sui Dardanelli), e la stessa Leningrado continuava ad ospitare i primi e più importanti cantieri navali della nazione. La riconquista dei territori persi dopo la fine della prima guerra mondiale divenne uno degli assi portanti della politica espansionistica sovietica: con il patto Molotov-Ribbentrop dell'agosto 1939, l'Unione Sovietica si vide riconoscere le sue ambizioni territoriali dalla Germania[4]. Il 28 settembre seguente le tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) vennero obbligate con un vero e proprio diktat a firmare un trattato che garantiva basi militari e libero accesso per le truppe sovietiche[5]; nel giugno del 1940, i sovietici proseguirono con la loro definitiva occupazione ed annessione[5].

L'annessione degli Stati baltici consentì alla marina sovietica di riguadagnare le importanti basi navali di Tallinn e Liepāja, già appartenute alla marina zarista; in particolare, il possesso di Tallinn, unito al controllo della base di Hanko (strappata alla Finlandia con il trattato di Mosca del 21 marzo 1940), consentiva ai sovietici di dominare l'accesso al golfo di Finlandia, garantendo una migliore protezione della strategica Leningrado[5]. Altra importante base navale era quella di Kronštadt, posta su un'isola pesantemente fortificata davanti alla stessa Leningrado: fondata nel marzo del 1919, la base venne soppressa dopo la fine della guerra civile (anche in considerazione degli eventi della "rivolta di Kronštadt"[6]), ma venne riattivata nel novembre del 1939 durante la guerra con la Finlandia, anche se ritornò completamente operativa solo nell'ottobre del 1941 come principale punto d'appoggio per le navi sovietiche nel Baltico[7].

Nel 1941 la Flotta del Baltico dell'ammiraglio Vladimir Tribuc era la più numerosa delle quattro flotte[8] messe in campo dalla Raboče-Krest'janskij Krasnyj Flot[9]: le sue 225 navi da combattimento di vario tipo erano riunite in uno squadrone di navi di superficie, tre brigate di sommergibili, due brigate di torpediniere, un distaccamento battelli-faro ed un vasto schieramento di unità costiere e per la posa di mine[10]. Lo squadrone navi di superficie riuniva le principali unità da battaglia, un gruppo piuttosto eterogeneo che comprendeva navi appartenenti alla vecchia marina zarista e risalenti alla prima guerra mondiale, ed altre di più recente costruzione; lo squadrone allineava due navi da battaglia della classe Gangut (Oktjabr'skaja Revoljucija e Marat), entrate in servizio nel 1914 ma rimodernate negli anni '30, due incrociatori leggeri della classe Kirov (Kirov e Maksim Gor'kij), basati sul progetto degli incrociatori italiani classe Raimondo Montecuccoli e varati nel 1938, due cacciatorpediniere conduttore classe Leningrad (Leningrad e Minsk) entrati in servizio tra il 1936 ed il 1939, 17 cacciatorpediniere moderni (3 della classe Gnevnyj, entrati in servizio nel 1938; 13 della classe Soobrazitel'nyj, entrati in servizio tra il 1940 ed il 1941; ed il cacciatorpediniere Opytnyj, unico della sua classe, entrato in servizio nel 1941) e 7 obsoleti (tutti della classe Novik, entrati in servizio tra il 1911 ed il 1914) utilizzati come cacciatorpediniere scorta[10]. La vasta flotta di sommergibili sovietici, una delle più numerose al mondo[11], schierava 68 battelli nel Baltico, in varie classi; in aggiunta, le forze per la difesa costiera della Flotta mettevano in campo 55 torpediniere, 34 dragamine, quattro posamine e 34 cacciasommergibili[10]. La flotta disponeva inoltre di una vasta componente aerea, la Aviacija Voenno-Morskogo Flota (Авиация Военно-Морского Флота), con 682 apparecchi (184 bombardieri, 331 caccia e 167 ricognitori), e controllava direttamente le postazioni di artiglieria costiera e contraerea poste a difesa delle installazioni terrestri[10].

Dal secondo dopoguerra alla dissoluzione dell'URSS[modifica | modifica sorgente]

Marinai sovietici nel 1982

Al termine della seconda guerra mondiale la Marina Sovietica assunse la denominazione di Voenno Morskoj Flot SSSR.

La Flotta Sovietica era investita da una duplice missione. In primo luogo, proteggere i territori dei paesi del Patto di Varsavia contro ogni possibile attacco dal mare e poi, in caso di attacco contro la NATO, neutralizzare quanto più rapidamente possibile le forze navali nemiche e ridurre le sue linee di rifornimento.

Questa strategia ha portato alla formazione di un formidabile flotta di guerra. Per garantire il suo ruolo difensivo, la marina sovietica aveva molte piccole unità, impiegati solo in acque territoriali del blocco orientale. L'altra componente nell'eventualità dello scatenarsi di un conflitto in qualsiasi parte del mondo del mare stazionava nel Mediterraneo, in Oceano Indiano, nel Mar della Cina e nell'Atlantico Meridionale.

La flottiglia del Mediterraneo si appoggiava ai porti dei paesi amici dell'epoca come la Libia, l'Egitto e la Siria dove poteva anche contare sulla piccola base navale di Tartus, comunque non in grado di ospitare unità maggiori ma solo sottomarini, fregate o corvette. Istruttori venivano forniti costantemente alle marine qi questi paesi per addestrarli all'uso dei mezzi navali ad essi forniti, in prevalenza veloci unità di attacco come quelle della classe Osa o corvette lanciamissili, e sommergibili come quelli della classe Romeo. Gli incrociatori tuttoponte della classe Kiev potevano liberamente passare per lo stretto del Bosforo che per i trattati internazionali è interdetto alle portaerei e rinforzare la presenza nel Mediterraneo a contrasto della Sesta Flotta statunitense di base a Napoli, e vi era anche una forte presenza di sommergibili nucleari d'attacco che periodicamente si davano il cambio attraverso lo stretto di Gibilterra.

La sua azione offensiva era affidata soprattutto ai sottomarini nucleari ed agli aerei d'attacco dell'aviazione navale come i Tupolev Tu-22M Backfire e i più obsoleti Tupolev Tu-16 Badger, ma col tempo vennero anche sviluppate potenti navi di superficie come i cacciatorpediniere della classe Sovremenny dotati di missili in grado di colpire a lunga distanza. La marina sovietica mancò invece sempre di una vera portaerei e la sua aviazione imbarcata poteva contare come aerei ad ala fissa solo sugli inefficienti Yak-38 Forger, nonostante furono fatti vari esperimenti che hanno portato alla creazione della classe Kusnetsov la cui capoclasse venne consegnata alla marina sovietica nel 1991 ma dotata di aeromobili solo nel 1995 ad Unione Sovietica già dissolta[12].

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

La marina sovietica (come anche oggi la marina russa) era composta da quattro flotte ed una flottiglia:

La Flotta del Nord, la più importante durante la Guerra Fredda dislocata nella penisola di Kola, al di là del circolo polare artico con le sue basi di sottomarini nucleari nella regione di Murmansk compresa Zapadnaja Litsa che ha fatto di questa regione la più nuclearizzata al mondo. La maggior parte delle grandi navi di superficie e la metà dei sommergibili sono stati assegnati a questa flotta.

La flotta del Pacifico in Estremo Oriente aveva la sua base principale a Vladivostok.

La flotta del Baltico aveva le sue basi a Leningrado e Kaliningrad.

La flotta del Mar Nero con basi in Crimea comprende unità pesanti e leggeri.

Durante la guerra fredda, la flotta sovietica manteneva oltremare, in modo permanente, alcune formazioni:

Nel Mediterraneo stazionavano da 35 a 40 navi che si appoggiavano a porti di Siria, Libia e Malta.

In Oceano Indiano, 25 navi con basi in Yemen ed Etiopia.

Mar Cinese, 15 navi con basi in Vietnam.

In Africa occidentale, da 5 a 8 unità, in media, con basi in Angola.

Nel Mar dei Caraibi, da 1 a 3 navi con base a Cuba.

Il declino della flotta[modifica | modifica sorgente]

La tabella seguente[13] mostra il drastico ridimensionamento numerico che la marina russa subì dopo il 1992. Non sono incluse le unità da sbarco minori, i sottomarini non da combattimento (per operazioni speciali, sperimentali e da appoggio) e le unità da appoggio alle operazioni della flotta.

Tipo unità 1985 1990 1995 2000 2005 2010
Portaerei 5 6 3 2 1 1
Incrociatori 32 26 7 6 4 4
Cacciatorpediniere 74 52 43 23 17 16
Fregate 32 32 29 20 11 11
Corvette 185 200 130 110 60 circa 64
Pattugliatori 430 425 290 210 100 circa 107
Navi anfibie 34 35 25 15 circa 25 circa 27
SSBN 83 63 28 13 13 13
SSGN 72 72 16 11 9 9
SSN 71 64 50 25 20 circa 19
SSK 140 65 55 22 19 20


Gli incrociatori aerei[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di classificazioni navali russe e Lista di nomi in codice NATO per navi sovietiche.

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

Bompresso

Distintivi di grado[modifica | modifica sorgente]

Gradi della Marina sovietica
Ufficiali generali
Rank insignia of адмирал Флота Советского Союза.svg
адмирал Флота Советского Союза
ammiraglio della flotta dell'Unione Sovietica
comandante generale
RAF N F9AdmirFleet 1943-1955par.svg
адмирал Флота
ammiraglio della flotta
RAF N F8Adm since 2010par.svg
адмирал
ammiraglio
RAF N F7VicAdm since 2010par.svg
вице-адмирал
viceammiraglio
RAF N F6RearAdm since 2010par.svg
контр-адмирал
contrammiraglio
Ufficiali superiori
RAF N F5CaptNavy since 2010par.svg
капитан 1-го ранга
capitano di 1º rango
RAF N F4Com since 2010par.svg
капитан 2-го ранга
capitano di 2º rango
RAF N F3LtCom since 2010par.svg
капитан 3-го ранга
capitano di 3º rango
Ufficiali inferiori
RAF N F2CaptLt since 2010par.svg
капитан-лейтенант
tenente-capitano
RAF N F1FstLt since 2010par.svg
старший лейтенант
tenente anziano
RAF N F1-2Lt since 2010par.svg
лейтенант
tenente
RAF N F1-3SubLt since 2010par.svg
младший лейтенант
tenente giovane
Sottufficiali
Rank insignia of старший мичман of the Soviet Navy.svg
старший мичман
sottufficiale anziano
Rank insignia of мичман of the Soviet Navy.svg
мичман
sottufficiale
Rank insignia of боцман of the Soviet Navy.svg
боцман
nostromo
Truppa
Rank insignia of главный корабельный старшина of the Soviet Navy.svg
главный корабельный старшина
staršina imbarcato capo
Rank insignia of главный старшина of the Soviet Navy.svg
главный старшина
staršina capo
Rank insignia of старшина 1-й статьи of the Soviet Navy.svg
старшина 1-й статьи
staršina di 1ª classe
Rank insignia of старшина 2-й статьи of the Soviet Navy.svg
старшина 2-й статьи
staršina di 2ª classe
Rank insignia of старший матрос of the Soviet Navy.svg
старший матрос
marinaio anziano
Rank insignia of матрос of the Soviet Navy.svg
матрос
marinaio

Sui militari di truppa (fino a staršina capo) era previsto un codice che indicava:

  • Ф (Флот, Flot) - Marina
    • СФ (Северный флот, Severnyj flot) - Flotta del Nord
    • ЧФ (Черноморский флот, Chernomorskij flot) - Flotta del mar Nero
    • БФ (Балтийский флот, Baltijskij flot) - Flotta del Baltico
    • ТФ (Тихоокеанский флот, Tikhookeanskij flot) - Flotta del Pacifico

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Рабоче-Крестьянский Красный Флот. Воинские звания. - Gradi della Marina rossa degli operai e contadini. URL consultato il consultato il 5 ago 2010. "Уже на следующий день по всем флотам и флотилиям был разослан подписанный Народным комиссаром по морским делам П. Е. Дыбенко приказ, в котором был объявлен декрет:" - Il giorno dopo a tutte le flotte e flottiglie venne diramato un ordine firmato dal commissario del popolo per gli affari marittimi G. E. Dybenko: ...
  2. ^ a b c http://army.armor.kiev.ua/titul/rusflot_1925-35.shtml Таблицы воинских званий Русского Флота - Tabelle ranghi della Marina russa
  3. ^ a b c http://army.armor.kiev.ua/titul/rusflot_1935-40.shtml Таблицы воинских званий Русского Флота - Рабоче-Крестьянский Красный Флот - 1935-1940 гг. - Tabelle ranghi della Marina russa 1935-1940
  4. ^ Petacco 2008, p. 8
  5. ^ a b c Petacco 2008, pp. 53 - 54
  6. ^ Glantz 2006, p. 20
  7. ^ Glantz 2006, p. 209
  8. ^ Oltre a quella del Baltico, l'Unione Sovietica metteva in campo la Flotta del Mar Nero a Sebastopoli, la Flotta del Nord a Murmansk e la Flotta del Pacifico a Vladivostok.
  9. ^ Kirchubel 2009, p. 21
  10. ^ a b c d Glantz 2006, p. 25
  11. ^ The Soviet Navy in uboat.net. URL consultato il 31 maggio 2011.
  12. ^ (EN) Admiral Kuznetsov the only aircraft carrier in the Russian Navy, 28 settembre 2007. URL consultato il 7 luglio 2013.
  13. ^ I valori in tabella sono presi da globalsecurity.org

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]