Paul Ricœur

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« Raccontiamo delle storie perché [...] le vite umane hanno bisogno e meritano d'essere raccontate. [...] Tutta la storia della sofferenza grida vendetta e domanda d'esser raccontata. »
(Paul Ricœur, Tempo e racconto, vol. 1, Jaca Book, Milano 2008, p. 123.)
Paul Ricœur

Paul Ricœur (Valence, 27 febbraio 1913Châtenay-Malabry, 20 maggio 2005) è stato un filosofo francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, Jules Ricœur, originario della Normandia, era professore d'inglese al liceo e morì nel 1915 in battaglia durante la Prima guerra mondiale, mentre di sua madre, Florentine Favre, si sa solo che morì nel settembre dello stesso 1913 quando Paul aveva solo sette mesi. Fu cresciuto ed educato dai nonni paterni e da una zia a Rennes, grazie anche ad un piccolo sussidio per gli orfani di guerra. Precoce negli studi, con Roland Dalbiez (colui che per primo fece conoscere la psicoanalisi di Freud in Francia) si appassionò alla filosofia.

Temi trattati[modifica | modifica wikitesto]

Ricœur, nella sua incredibilmente profilica attività intellettuale, ha sviluppato la fenomenologia e l'ermeneutica creando un dialogo costante fra queste e le scienze umane e sociali. Si è interessato di logica, di esistenzialismo cristiano e teologia protestante, di politica e di storia. Le sue opere si sviluppano intorno al concetto di senso, di soggettività, di funzione euristica dell'immaginazione.

Ricœur prende le mosse da Karl Jaspers e Edmund Husserl per analizzare la cruciale tematica del linguaggio come luogo in cui si pone il problema del senso, e a cui è strettamente connessa l’interpretazione, che è comunque interpretazione del mondo. Interpretazione che per lui è intesa in due modi: il primo è quello dell’esegesi, il secondo l’ermeneutica demistificante.

Questi due orientamenti sono propri della tensione della modernità, ovvero della tensione tra volontà di sospetto e volontà di ascolto, che assieme animano l’Ermeneutica.

Ricœur ritiene fondamentali i tre maestri del sospetto, Marx, Nietzsche e Freud, che hanno definito come falsa scienza quella di origine cartesiana, proprio quella che avrebbe dovuto invece fugare ogni dubbio. Questi tre maestri hanno mostrato che dietro alle grandi certezze sussistono rispettivamente valori economico-sociali, la volontà di potenza e l’inconscio.

Al centro della riflessione ermeneutica vi è il simbolo, valorizzato attraverso l’emblema del sogno di provenienza freudiana, sogno che è “regione del senso duplice” e che dunque chiama in causa l’interpretazione, poiché in ogni simbolo vi è un significato manifesto ed uno latente. L'interpretazione è il passaggio dall’uno all’altro.

Ricœur distingue tra segni e simboli linguistici: i primi hanno funzione solo nel linguaggio comunicativo, mentre i simboli permettono di esplorare il senso dell’esperienza umana, hanno un senso figurato verso cui il senso manifesto costituisce comunque una via d’accesso, come accade ad esempio nella metafora. La ricerca di questi sensi va effettuata, ad esempio, nelle opere letterarie, cercando di coglierne il senso profondo e l’intenzionalità da cui sono guidate. Quindi egli indica i limiti dello strutturalismo e di una parte delle neuroscienze moderne. Il compito della filosofia è infatti riaprire il linguaggio alla realtà riscoprendo il ruolo del soggetto (fenomenologia). La premessa dello strutturalismo, in merito alla divisione tra significato e significante, infatti nega qualsiasi possibilità di un'analisi extra-linguistica. Queste sono le premesse filosofiche di un'ermeneutica fenomenologica.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1999 ha vinto il Premio Balzan per la filosofia.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Testi originali[modifica | modifica wikitesto]

Per l'elenco completo, cf Frans D. Vansina (ed.), Paul Ricoeur. Bibliographie primaire et secondaire. 1935-2008, Peeters, Leuven 2008.

La bibliografia dei numerosi articoli e saggi si può reperire in Articles, textes, entretiens de Paul Ricœur

  • (con Mikel Dufrenne): Karl Jaspers et la philosophie de l'existence, Le Seuil 1947.
  • Gabriel Marcel et Karl Jaspers. Philosophie du mystère et philosphie du paradoxe, Temps présent 1948.
  • Philosophie de la volonté. Tome I: Le volontaire et l'involontaire, Aubier 1950.
  • Histoire et vérité, Le Seuil 1955.
  • Philosophie de la volonté. Finitude et culpabilité. I. L’homme faillible, Aubier 1960.
  • Philosophie de la volonté. Finitude et culpabilité. II. La symbolique du mal, Aubier 1960.
  • De l'interprétation. Essai sur Sigmund Freud, Le Seuil 1965.
  • Entretiens avec Gabriel Marcel, Aubier 1968.
  • Le conflit des interprétations. Essais d'herméneutique I, Le Seuil 1969.
  • La métaphore vive, Le Seuil 1975.
  • La sémantique de l’action. I: Le discours de l’action, Editions du Centre National de la Recherche Scientifique 1977.
  • Temps et récit. Tome I: L'intrigue et le récit historique, Le Seuil 1983.
  • Temps et récit. Tome II: La configuration dans le récit de fiction, Le Seuil 1984.
  • Temps et récit. Tome III: Le temps raconté, Le Seuil 1985.
  • Du texte à l'action. Essais d'herméneutique II, Le Seuil 1986.
  • À l'école de la phénoménologie, Vrin 1986.
  • Le mal. Un défi à la philosophie et à la théologie, Labor & Fides 1986.
  • Lectures on Ideology and Utopia, Columbia University Press 1986.
  • Liebe und Gerechtigkeit. Amour et justice, J.C.B. Mohr (Paul Siebeck), 1990.
  • Soi-même comme un autre, Le Seuil 1990.
  • Lectures. Tome I: Autour du politique, Le Seuil, 1991.
  • Lectures. Tome II : La contrée des philosophes, Le Seuil 1992.
  • Lectures. Tome III: Aux frontières de la philosophie, Le Seuil 1994.
  • Réflexion faite. Autobiographie intellectuelle, Esprit 1995.
  • La Critique et la Conviction. Entretiens avec François Azouvi et Marc de Launay, Calmann-Lévy 1995.
  • Le juste, Esprit 1995.
  • (con Jean-Pierre Changeux): Ce qui nous fait penser. La nature et la règle, Odile Jacob 1998.
  • (con André LaCocque): Penser la Bible, Le Seuil 1998.
  • La mémoire, l'histoire, l'oubli, Le Seuil 2000.
  • L'herméneutique biblique, Le Cerf 2000.
  • Le juste. II, Esprit 2001.
  • Parcours de la reconnaissance. Trois études, Stock 2004.
  • Sur la traduction, Bayard 2004.
  • Vivant jusqu'à la mort. Suivi de Fragments, Le Seuil 2007.
  • Écrits et conférences. Tome I: Autour de la psychanalyse, Le Seuil 2008.
  • Écrits et conférences. Tome II: Herméneutique, Le Seuil 2010.
  • Écrits et conférences. Tome III: Anthropologie philosophique, Le Seuil 2013.

Traduzioni in italiano[modifica | modifica wikitesto]

  • Il conflitto delle interpretazioni, Editoriale Jaca Book, Milano 1995
  • Della interpretazione. Saggio su Freud, Il Saggiatore, Milano 2002
  • Kierkegaard la filosofia e l'eccezione, Editrice Morcelliana, Brescia 1995 ISBN 88-372-1576-2

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