Gotthard Heinrici

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Gotthard Heinrici
Bundesarchiv Bild 146-1977-120-09, Gotthard Heinrici.jpg
25 dicembre 1886 - 13 dicembre 1971
Soprannome Unser Giftzwerg (letteralmente "il nostro nano avvelenato" ovvero "il nostro piccolo bastardo tosto")
Nato a Gumbinnen
Morto a Weinstadt
Dati militari
Paese servito Flag of the German Empire.svg Impero tedesco (sino al 1918)
Flag of Germany.svg Repubblica di Weimar (sino al 1933)
Flag of the NSDAP (1920–1945).svg Germania nazista
Forza armata Deutsches Heer
Wehrmacht
Arma Heer
Anni di servizio 1905 - 1945
Grado Wehrmacht Generaloberst.gif
Generaloberst
Guerre Prima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Battaglie Battaglia delle alture di Seelow
Comandante di XXXXIII Armeekorps
4. Armee
1. Panzerarmee
Heeresgruppe Weichsel
Gotthard Heinrici signature.svg

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Gotthardt Heinrici (Gumbinnen, 25 dicembre 1886Weinstadt, 13 dicembre 1971) è stato un generale dell'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale.

L’esperienza maturata sul fronte orientale in lunghi anni di guerra contro i sovietici fecero di Heinrici uno dei più abili tattici difensivi della Wehrmacht.

Sulla sua carriera, tuttavia, influirono in modo assai negativo i rapporti tesi che Heinrici ebbe con i vertici dello Stato nazista, a partire proprio da Hitler ed Hermann Göring. Ciononostante proprio a lui fu affidato il comando delle truppe tedesche poste a difesa di Berlino durante l’ultima offensiva sovietica sul fronte orientale alla fine di aprile del 1945.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gotthard Heinrici nacque a Gumbinnen nella Prussia orientale il 25 dicembre 1886; figlio di un pastore luterano, Heinrici era un uomo di profonde convinzioni religiose: la sua etica era fondamentalmente ispirata ai principi cristiani e frequentava regolarmente con la famiglia le funzioni nei giorni di festa. Proprio questo suo attaccamento alla religione fece sorgere i primi contrasti tra lui ed i nazisti: nel 1939 infatti gli fu consigliato di non recarsi più alle funzioni domenicali con la famiglia poiché i vertici del nuovo Stato ritenevano che fosse poco appropriato per un alto ufficiale della Wehrmacht partecipare a funzioni religiose pubbliche; ciononostante Heinrici continuò regolarmente a frequentare le messe domenicali in famiglia finché ne ebbe la possibilità.

Heinrici non aderì mai al partito nazista, anche se questo non fece di lui un membro dei circoli di resistenza militare al regime; egli era principalmente un ufficiale legato, così come suo cugino Gerd von Rundstedt, all’antica tradizione di servizio degli ufficiali aristocratici prussiani, i membri della famiglia Heinrici, infatti, avevano prestato servizio come soldati sin dal XII secolo e Gotthard continuò la tradizione arruolandosi nel 1905 a soli diciannove anni.

Sua moglie Gertrude, da cui ebbe due figli (Hartmut e Gisela), era di origine ebraica[1]. Per evitare a questa famiglia di finire nelle limitazioni imposte dalle leggi razziali di Normiberga del 1935, Hitler in persona consegnò loro un Certificato di sangue tedesco (tedesco: Deutschblütigkeitserklärung).

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Heinrici partecipò alle battaglie della prima guerra mondiale sia sul fronte orientale che su quello occidentale; in particolare prese parte alla famosa Battaglia di Tannenberg del 1914.

Per i meriti dimostrati al fronte, fu insignito di diverse onorificenze, tra cui la Croce di Ferro di prima e di seconda classe. Durante gli scontri, fu anche vittima di un attacco con armi chimiche a gas, fortunatamente per lui non letale.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Come nel corso del conflitto precedente, Heinrici prestò servizio su entrambi i fronti della seconda guerra mondiale. Ben presto si affermò come uno dei più abili tattici difensivi della Wehrmacht, dimostrando tenacia e determinazione in tutti i teatri dove fu impegnato. Queste caratteristiche gli valsero l’appellativo, datogli dai suoi ufficiali sottoposti, di Unser Giftzwerg, letteralmente “nostro nano velenoso”; in questo modo essi constatavano tanto la resistenza e la tenacia dell’ufficiale, quanto la sua bassa statura.

Campagna di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della campagna di Francia, Heinrici fu assegnato al Gruppo d'armate C, comandato dal Generaloberst Wilhelm Ritter von Leeb, alla guida del XII Corpo d’Armata, inquadrato nella I Armata, comandata dal generale Erwin von Witzleben, che doveva difendere le posizioni tedesche nel tratto settentrionale della linea Maginot.

La sua unità non fu coinvolta direttamente nello sfondamento iniziale e nella Blitzkrieg realizzata dalla Wehrmacht. Tuttavia, quando ebbe inizio la seconda fase delle operazioni in Francia, anche il XII Corpo d’armata fu coinvolto in operazioni offensive. Il 14 luglio 1940 le truppe di Heinrici sfondarono le posizioni francesi a difesa della linea Maginot.

Barbarossa[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1941 Heinrici prende parte all’invasione tedesca dell’Unione sovietica al comando del XLIII Corpo d’armata, inquadrato nella Panzergruppe 2 di Heinz Guderian. Dopo aver realizzato alcune importanti ma non decisive vittorie, la Wehrmacht viene fermata dai sovietici quando ormai era alle porte di Mosca: la controffensiva sovietica lanciata nel dicembre 1941, anzi, costrinse i tedeschi a passare sulla difensiva per evitare di essere travolti dall’Armata rossa. In questo quadro, il 20 gennaio 1942 Heinrici assunse il comando della IV Armata: un'unità particolarmente esposta al fuoco nemico dato che difendeva un tratto centrale del fronte, sulla strada che da Smolensk portava a Mosca.

La IV Armata riuscì a difendere le sue posizioni per ben dieci settimane, anche se è stato rilevato che a volte le forze nemiche superarono nel numero le unità tedesche di circa 12 a 1. Questa esperienza permise al comandante tedesco di ideare un nuovo approccio alla difesa, realizzando un dispositivo incentrato sulla dottrina della cosiddetta difesa elastica. Alla fine del conflitto, Heinrici spiegò in questo modo i principi tattici su cui impostò la difesa tedesca in questa difficile battaglia: "quando accertavo che i russi si concentravano per un attacco, ritiravo le mie truppe, con il favore della notte, dalla prima alla seconda linea, di solito arretrata di circa due chilometri. Il risultato era che i russi menavano il loro primo colpo a vuoto e che i loro ulteriori attacchi non avevano lo stesso impeto. Naturalmente, una condizione necessaria del successo era la conoscenza della data precisa dell'attacco, e questo cercavo di ottenerlo mandando pattuglie a catturare prigionieri. Dopo che l'attacco russo era stato infranto, continuavo a mantenere la seconda linea come nuova posizione avanzata, mentre nei settori che non erano stati attaccati le truppe avanzavano di nuovo per rioccupare la prima linea"[2].

Il sistema di difesa ideato da Heinrici funzionò bene in quest’occasione, nonostante le condizioni delle truppe sotto il suo comando fossero pessime; non solo, infatti, dovevano guardarsi dagli attacchi nemici, ma dovevano curare un nemico diverso e altrettanto insidioso: l’inverno russo. Le truppe tedesche non erano correttamente equipaggiate per sopportare un clima così rigido; ciò causò molti decessi tra i soldati e rese ancor più difficile la difesa del fronte da parte della IV Armata.

Lo schema di difesa elastica ideato da Heinrici si rilevò quindi vincente anche in una condizione estremamente critica per i tedeschi. Tuttavia esso contravveniva gli ordini di Hitler che esigeva dai suoi generali una difesa fissa delle posizioni, negando l’autorizzazione a qualsiasi arretramento. Heinrici preferì, però, seguire il suo istinto e le sue convinzioni, contravvenendo così alle disposizioni del Fuhrer: il fronte arretrò di qualche chilometro, ma le linee tedesche non vennero sfondate.

Smolensk[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Gotthard Heinrici (a destra), insieme al feldmaresciallo Günther von Kluge nel 1943

Dopo il fallimento dell’attacco tedesco nel saliente di Kursk, che privò la Wehrmacht di molti mezzi, risorse e riserve, l’iniziativa sul fronte orientale passò saldamente in mano sovietica. Le truppe della IV Armata non furono più in grado di opporre un’efficace resistenza e, dopo la sconfitta nella Seconda battaglia di Smolensk, furono costrette a ritirarsi assieme al resto del Gruppo d'armate Centro.

Abbandonando Smolensk, Heinrici si rifiutò di applicare l’ordine del Fuhrer di fare terra bruciata di tutte le città che ci si lasciava alle spalle ritirandosi. Questa cosa, ovviamente, irritò moltissimo i vertici nazisti e Hitler stesso, ma Heinrici si giustificò dicendo che non avrebbe potuto radere al suolo una città attraverso la quale le sue truppe si stavano ritirando. Per punire il generale del suo atteggiamento irriverente, nel dicembre del 1943 Heinrici fu destituito dal comando e mandato nella riserva ufficiali per un periodo di convalescenza dopo una recente malattia.

Fu così che il generale tedesco trascorse diversi mesi a Karlsbad, allontanato delle operazioni militari di prima linea. Nell’estate del 1944, però, dopo otto mesi di riposo fu nuovamente chiamato a guidare la I Armata corazzata tedesca e la I Armata ungherese, che si stavano battendo contro i sovietici nel settore meridionale del fronte. Nonostante l’incombente minaccia dei sovietici, Heinrici riuscì a condurre in salvo la I Armata corazzata in Slovacchia. La tenacia del generale nel dirigere questi scontri gli valse il 3 marzo 1945 la Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia e Spade.

La difesa sull’Oder[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il fallimento dell’Operazione solstizio e con i sovietici ormai a pochi chilometri da Berlino, il 20 marzo 1945 Heinrici fu nominato a capo del Gruppo d'armate Vistola: l’ultima grande unità tedesca che si frapponeva ai sovietici prima di giungere a Berlino.

Sotto il comando di Heinrici rimanevano unicamente due armate (la IX del generale Busse e la III Armata corazzata di Von Manteuffel), che dovevano difendere un tratto di fronte assai delicato: il corso del fiume Oder. Heinrici stimò correttamente che la principale spinta sovietica sarebbe avvenuta attraverso l'Oder e lungo la principale autostrada in direzione est-ovest. Egli decise di non cercare di difendere le sponde del fiume con nulla più che una cortina di leggere schermaglie. Invece fece in modo che i suoi genieri fortificassero le Alture Seelow, che sovrastavano l'Oder nel punto in cui l'autostrada lo attraversava.

Il comandante tedesco così iniziò ad assottigliare le linee in altre aree per aumentare il numero di uomini disponibili per difendere le alture. I genieri dell'esercito tedesco trasformarono in una palude la piana alluvionale dell'Oder, già saturata dalle piogge primaverili, liberando l'acqua di una riserva a monte. Dietro a questa palude costruirono tre cinture difensive, che arrivavano fino ai sobborghi di Berlino. Queste linee furono ulteriormente fortificate con buche e postazioni per cannoni anticarro, oltre che con un'estesa rete di trincee e bunker.

Nonostante questi accorgimenti il Gruppo Armate Vistola, rimase in un rapporto di inferiorità numerica di quasi 11 a 1. Più volte Heinrici cercò di ottenere rinforzi da Guderain, capo di Stato maggiore dell'Oberkommando des Heeres (OKH) e dal suo sostituto Krebs, ma ricevette solo vane promesse. Quando Hitler decise di togliergli le uniche tre divisioni corazzate di cui disponesse per affidarle al gruppo Armate di Schrőner che difendeva Praga (nella previsione,del tutto errata, che l'attacco principale di Zukov si dirigesse sulla città cecoslovacca e non su Berlino), si decise a incontrarsi personalmente con Hitler implorandolo di restituirgli le uniche divisioni che avrebbero potuto più seriamente impegnare Zukov e di evacuare la guarnigione di Francoforte sul Meno da lui ritenuta indifendibile. Dapprima accomodante e disponibile Hitler esplose in violento moto d'ira che lo portò a sproloquiare sul fatto che le "Fortezze" (anche se esistevano solo nella sua testa) dovevano essere difese fino all'ultimo uomo. Persa la speranza di riavere le divisioni Heinrici chiese almeno dei rinforzi, sostenendo di essere completamente sprovvisto di riserve. Si trovò così ad assistere ad una macabra asta tra Doenitz, Goering e Himmler, per accaparrarsi l'approvazione di Hitler mettendo a disposizione rispettivamente: Doenitz 12.000 marinai appena fatti sbarcare dalla Kriegsmarine più una divisione di fanteria di marina, Goering 100.000 uomini della Luftwaffe (per la maggioranza avieri e impiegati e solo una divisione di paracadutisti, che se la sarebbe data a gambe al primo urto dei russi), Himmler 25.000 uomini delle SS (in maggioranza armati solo di pistola). Heinrici quindi si trovò senza carri armati, senza artiglieria e con 150.000 uomini,per la maggior parte disarmati e privi di addestramento militare, che si sarebbero fatti massacrare da Goering, Himmler e Doenitz per compiacere un folle. Heinrici era disgustato ma attese la fine della riunione, alla quale intervenne il generale incaricato agli approvvigionamenti Walter Bhule (palesemente ubriaco) il quale assicurò che quei 150.000 sarebbero stati perfettamente armati ed equipaggiati; con cosa si dimenticò di specificarlo.

Il 16 aprile 1945 iniziò la battaglia sull’Oder. Inizialmente il dispositivo di difesa elastica messo a punto da Heinrici funzionò con discreto successo, ritardando l’avanzata sovietica; l'unico svantaggio era costituito dalla scarsità delle truppe e risorse a disposizione, che non permetteva una lunga resistenza contro un nemico tanto superiore. Il generale Heinrici ebbe modo di dire prima della battaglia che questa sarebbe potuta durare solo tre o quattro giorni senza la necessaria quantità di rinforzi; i rinforzi non arrivarono e la battaglia durò effettivamente quattro giorni prima di concludersi con una vittoria sovietica. Con la caduta delle alture Seelow, la strada per Berlino era ormai spianata.

Dopo la sconfitta nella battaglia delle Alture Seelow, il Gruppo d'armate Vistola entrò in crisi profonda. Heinrici si opponeva ai fantasiosi piani di Hitler per ricacciare i sovietici oltre i confini del Reich, suggerendo invece un ripiegamento a occidente delle unità praticamente circondate dai sovietici (come la 9. Armee). L’ostinazione del generale nel proporre una ritirata verso ovest non ottenne nessun risultato, se non quello di convincere Hitler che il Comandante del Gruppo d'armate Vistola andasse sostituito.

Dopo uno scontro con il Feldmaresciallo Wilhelm Keitel (capo dell’OKW) circa la propria intenzione di trasferire il gruppo di armate sotto il suo comando verso occidente, Heinrici fu sollevato dal comando il 29 aprile 1945. Il suo posto fu offerto al generale Hasso von Manteuffel (comandante della III Armata corazzata) che però non solo rifiutò, ma protestò anche contro il trattamento riservato al suo ex-comandante.

Dopo la guerra[modifica | modifica wikitesto]

Una volta privato del comando, Heinrici si ritirò a Plön, dove fu catturato dagli inglesi il 28 maggio 1945. Rimase prigioniero fino al 1948, quando tornò in Germania. Morì il 13 dicembre 1971.

Gradi ricoperti e promozioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Leutnant (18 agosto 1906)
  • Oberleutnant (17 febbraio 1914)
  • Hauptmann (18 giugno 1915)
  • Major (1º febbraio 1926)
  • Oberstleutnant (1º agosto 1930)
  • Oberst (1º marzo 1933)
  • Generalmajor (1º gennaio 1936)
  • Generalleutnant (1º marzo 1938)
  • General der Infanterie (1º giugno 1940)
  • Generaloberst (30 gennaio 1943)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Fibbia 1939 alla croce di ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Fibbia 1939 alla croce di ferro di I classe
Fibbia 1939 alla croce di ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Fibbia 1939 alla croce di ferro di II classe
Distintivo in ferro per feriti - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo in ferro per feriti
Croce d'onore della Grande Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'onore della Grande Guerra
Cavaliere con spade dell'Ordine Reale di Hohenzollern - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere con spade dell'Ordine Reale di Hohenzollern
Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia e Spade - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Fronde di Quercia e Spade
Medaglia del fronte orientale (1941/42) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia del fronte orientale (1941/42)
Croce Anseatica di Amburgo - nastrino per uniforme ordinaria Croce Anseatica di Amburgo
Cavaliere di II classe dell'Ordine del Falco Bianco - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II classe dell'Ordine del Falco Bianco
Croce di Cavaliere di II classe con spade dell'Ordine della Casata di Ernestina di Sassonia - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere di II classe con spade dell'Ordine della Casata di Ernestina di Sassonia
Croce al Merito Militare d'Austria - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito Militare d'Austria
immagine del nastrino non ancora presente Croce di guerra del duca Carlo Edoardo (Sassonia-Coburgo-Gotha)
Medaglia d'argento del duca Carlo Edoardo (Sassonia-Coburgo-Gotha) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento del duca Carlo Edoardo (Sassonia-Coburgo-Gotha)
Croce di III classe con spade dell'Ordine della Croce d'Onore di Reuss (Principato di Reuss) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di III classe con spade dell'Ordine della Croce d'Onore di Reuss (Principato di Reuss)
Croce di III Classe dell'Ordine della Croce d'Onore di Schwarzburg-Sondershausen (Principato di Schwarzburg-Sondershausen) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di III Classe dell'Ordine della Croce d'Onore di Schwarzburg-Sondershausen (Principato di Schwarzburg-Sondershausen)
Medaglia di I classe per lungo servizio militare dell'esercito tedesco - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di I classe per lungo servizio militare dell'esercito tedesco

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Antony Beevor, Berlino 1945: la caduta, BUR, Milano 2002
  • Joachim Fest, La disfatta. Gli ultimi giorni di Hitler e la fine del Terzo Reich, Garzanti Libri, 2005
  • Cornelius Ryan, L'ultima battaglia, BUR

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bryan Mark Rigg, (2002). Hitler's Jewish soldiers: the untold story of Nazi racial laws and men of Jewish descent in the German military, University Press of Kansas, 2002, pag. 433, ISBN 0-7006-1178-9
  2. ^ Basil Liddell Hart, Storia di una sconfitta, BUR, Milano, 2002, pag.367

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Comandante della 16. Infanterie-Division Successore Flag of German Reich (1935–1945).svg
Gerhard Glokke 12 ottobre 1937 – 31 gennaio 1940 Heinrich Krampf
Predecessore Comandante della 4. Armee Successore Flag of German Reich (1935–1945).svg
Ludwig Kübler 20 gennaio 1942 – 6 giugno 1942 Hans von Salmuth I
Hans von Salmuth 15 luglio 1942 – giugno 1943 Hans von Salmuth II
Hans von Salmuth 31 luglio 1943 – 4 giugno 1944 Kurt von Tippelskirch III
Predecessore Comandante della 1. Panzerarmee Successore Flag of German Reich (1935–1945).svg
Erhard Raus 15 agosto 1944 – 19 marzo 1945 Walther Nehring
Predecessore Comandante del Heeresgruppe Weichsel Successore Flag of German Reich (1935–1945).svg
Heinrich Himmler 20 marzo - 28 aprile 1945 Kurt von Tippelskirch

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